Domenica di sensazioni contrapposte. Eh sì, perché se guardi il campo vedi una partita tra Spal e Taranto in cui se atterrasse al Paolo Mazza il proverbiale marziano, ignaro della situazione di classifica, faticherebbe davvero a capire tra le due squadre quella che è seconda in classifica e quella che è quint’ultima. Una Spal viva, gagliarda, ben messa in campo ha lottato e disputato una partita alla pari con una delle corazzate che si gioca la promozione diretta in B al vertice del girone.
Poi stacchi gli occhi dal campo e guardi la classifica. E qui iniziano le preoccupazioni, naturalmente sportive. La Reggiana ieri ha vinto 2-0 a Monza e di conseguenza la classifica è decisamente peggiorata per la truppa biancazzurra. Con i 15 punti “reali” attuali (17 per ora in classifica ma presto arriverà la penalizzazione) la Spal è al quint’ultimo posto e purtroppo le dirette concorrenti più vicine per evitare i playout sembrano ora molto lontane. La Reggiana è a +7, quasi + 8 in considerazione del 3-0 dell’andata e le altre squadre più “vicine”, Foggia e Benevento, sono a + 10. Il divario con 45 punti totali in palio, non è incolmabile ma rilevante di certo lo è.
Adesso l’importante – non volendo riaprire il sacrosanto ma purtroppo sterile discorso di quanti punti in più meriterebbe la squadra di Stefano Vecchi rispetto a quelli che ha realmente – è che non ci si abbatta e non si stia troppo a guardare la classifica. Bisogna proseguire in quanto di buono si sta facendo sul campo e continuare a “macinare” gioco e soprattutto punti. Già a partire dalle prossime partite prima della sosta: domenica a Viareggio, poi in casa contro la Tritium, a Lumezzane e in casa contro il Como. La Spal ha dimostrato a Pisa e ieri col Taranto, ancora una volta, di potersela giocare alla pari con tutti e di avere le potenzialità per fare risultato in ogni partita.
Da inguaribili ottimisti vogliamo dare peso alle prestazioni, al cuore, all’impegno e alla grinta mostrati dai ragazzi piuttosto che ai numeri che, mai come questa settimana, sono proprio troppo freddi. I conti definitivi si fanno tra aprile e maggio e per non avere rimpianti allora occorre proseguire a pedalare a testa bassa ora.