UNA GIORNATA COMUNQUE DA SERIE B GRAZIE ALL’ONORE DI ESSERE SPALLINO

Mi tocca cominciare da una premessa. Come quindici tifosi della Spal possono testimoniare, la domenica appena archiviata non ero ubriaco. Di quelle due bellissime tavolate ideate dagli amici Paiaz a Paul e fatte di tanti spallini veri da Martello a Tommasino fino a Spallino nel cuore e tanti ma tanti altri, tavolate portate avanti a suon di antipasti e pesce vario, di quel gruppone biancazzurro, scrivevo, credo di essere stato l’unico o quasi a non toccare il vino. Persino quando un altro amico ci ha onorato del suo mitico Babone. Insomma, sono arrivato allo stadio bello lucido. E qui finisce la premessa.
A mente fredda, ma era così anche al novantesimo minuto, è stata una giornata bellissima. Sì, cazzo, ma abbiamo perso. Già, abbiamo perso ma come dice un altro caro e antico amico, Red, a noi della partita non ce ne frega un cazzo. Concordo, sottoscrivo, apprezzo, confermo. Sarò pazzo ma proprio a Pescara, persino in quello stadio da serie B minimo minimo, addirittura di fronte a quella veramente bella tifoseria che non ha smesso un secondo uno di cantare, mi si è rafforzato il già elevato orgoglio biancazzurro. Non so esattamente da cosa derivi questa condizione permanente. So soltanto che sono fiero di appartenere a questa squadra di appassionati che cerco di ricambiare on il mio fare quel che posso per la mia Spal in bella compagnia visto che anche a Pescara la curva ovest c’era. La partita vista dalla tribuna, gli amici di fianco, la Spal molto bella (sissignore) dei primi venticinque minuti, il modo di cominciare la partita ma anche una giornata storta, Cabeccia che – succede – non era lui, Smit pure, quel gol che c’era, quella sconfitta che è arrivata dopo otto bellissime domeniche. Ci sta tutto e tutto ci deve stare ma io resto contento. Certo, mi è dispiaciuto come è dispiaciuto ai giocatori che due o tre o quattro, comunque una miseria, abbiamo accusato la squadra di non essersi impegnata, cosa peraltro giudicabile falsa da chiunque fosse allo stadio, ma si sa che è difficile che tutti insieme, e appassionatamente, possano pensarla allo stesso modo. Pazienza anche se il dispiacere e l’amarezza del mister e di Zambo faceva quasi tenerezza. Ma no problem, cambieranno opinione con le prossime senz’altro belle prestazioni anche quei pochi che dissentono a mio avviso completamente nel torto.
Ritornando alla partita – non bella sia chiaro – guardo e riguardo la classifica e sempre lucidamente, lo giuro, aggiungo a questa domenica un’altra soddisfazione. Giust in tal mezz. Ecco come stiamo. Meno sei e più sei a seconda del punto di osservazione. Basta e avanza, ricordandoci bene il girone di andata, per andare fieri di questa seconda parte del torneo. E poi su questo faccio come il mio mito assoluto, il Comandante. Vivo alla giornata, cioè, e alla fine (perché con ventuno punti da assegnare non è ancora finita) farò, faremo i conti. Per quanto riguarda il mio atavico, pulsante ottimismo continuo a pensare che, a prescindere da come andrà, ci riproveremo sapendo di avere tanti punti fermi importanti. Solo due esempi: le prestazioni di Zamboni e Ghetti a Pescara sono una garanzia assoluta per il futuro.
Passo (argomento) e chiudo (la rubrica) con una citazione del cuore a quello che se avessi un premio da consegnare sarebbe il tifoso dell’anno. Spallino a Pavia… per me numero uno. Era a Palermo, era a Pescara, era in tanti altri posti e stavolta, da Pavia appunto, è arrivato da solo fino all’Adriatico. Gli voglio molto bene e mi piace condividere con lui e con tutti quelli per i quali questa sana passione resta e resterà tale, l’ennesima domenica comunque sia da ricordare. Arriverà anche il giorno che non falliremo le partite del salto di qualità. Ritorneremo ad avere una curva più rumorosa e più bella. Ci sarà una Spal che domina e ci rende felici una domenica sì e l’altra pure. Domani accadrà, ne sono sicuro. Intanto mi godo questa squadra, questo allenatore che hanno valori, non soltanto tecnici, importanti. Finisco raccontandovi questo sorriso ebete che da ieri mi è rimasto incollato in faccia e questa passione folle che da sempre mi resta incollata al cuore. Ciao Spal guarda come mi diverto.

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