MALEDETTI, CI ODIERANNO… ASPETTANDO IL SOLE

La partita della prova. Anzi, della controprova. La partita della verità. La partita della dimostrazione. La partita decisiva. La partita della fuga. La partita dell’anno. La partita del campionato. La partita che può valere la promozione.
Le avessero lette Fabio Fazio e Roberto Saviano, queste esagerazioni (eufemismo) quotidiane, sarebbe venuto fuori uno di quegli affascinanti, bellissimi elenchi che hanno fatto la fortuna del programma di Raitre “Vieni via con me”. E invece le hanno lette i tifosi, gli addetti ai lavori, gli allenatori, i giocatori, i dirigenti, i cittadini tutti. E chissà quante “boiate” avranno tirato dietro a noi giornalisti parafrasando quel film “Maledetti, vi amerò”. No qui, andando avanti così, ci odieranno.

L’ho già scritto, e nemmeno tanto tempo fa. Questo continuo alzare l’asticella delle aspettative, queste continue pressioni, anche questi titoli “gufaioli”, a parte che portano sfiga (e si è visto tutte le volte) e di per sé basterebbe questo aspetto per evitarli, rischiano di minare una tranquillità per nulla apparente quanto sostanziale dettata da gli unici dati certi. Che sono questi. La Spal sta facendo un campionato strepitoso. La Spal è lassù in classifica. La Spal sta sorprendendo anche i suoi stessi inventori. La Spal sta facendo riappassionare i suoi tifosi. La Spal sta conquistando punti e prestazioni praticamente ovunque. E allora che bisogno c’è di guardare sempre avanti, di porre infiniti aut-aut, di spingere sul tasto dell’attesa? A mio avviso nessuno. Non serve nemmeno a vendere copie in più perché siamo soltanto noi giornalisti, in quanto presuntuosi, a pensare che i lettori siano una massa di beoti e sciocchi e incantati. No, serve a nulla continuare a pigiare sull’acceleratore che crea soltanto ansia e più che altro impedisce di godersi veramente e finalmente questo momento bellissimo.Momento che il pareggio interno con il Verona non scalfisce. Non ha giocato come al solito, la Spal, va detto e scritto e un punticino per uno è decisamente sacrosanto perché si poteva pure perdere. Peccato soltanto per quel gol preso a un passo dal riposo. Per il resto il Verona ha confermato di avere la squadra per fare bene e di avere anche, e finalmente, un allenatore bravo a metterla in campo. E siccome non si può vincere sempre – e le altre volte che si è giocata una partita simile, anzi addirittura migliore – vedi Sorrento e Salernitana si è persino perso, direi che va bene così. Certo, non si è vista la Spal di Reggio e non è stato una gran bel vedere lo spettacolo in campo. Ma anche qui, chissà che i soliti criticoni fischiatori non abbiano finalmente capito che differenza c’è tra l’avere Migliorini e il giocare con due mediani. Ne dubito ma non dispero.
Trovo singolari diverse analogie con il Verona-Spal di un anno fa. Stesso punteggio, stessa gara a parti invertite, anche allora il debutto di un tecnico (Notaristefano), anche allora una prestazione non annunciata della squadra in trasferta. Corsi e ricorsi del calcio.
In attesa della prossima partita – che speriamo non sia decisiva e determinante e fondamentale! – alla voce momento positivo metterei, qui sì usando enfasi e parole forti, la conferenza stampa di ieri a proposito del fotovoltaico. Solo per dare un’idea a chi ancora non ha capito, sono uscite mezze pagine sulla stampa nazionale da Repubblica al Sole 24 Ore e si sono occupati della vicenda tutti i telegiornali della Rai. Con questo progetto – complimenti a tutti i protagonisti – la Spal si assicura la sopravvivenza nel mondo del calcio nel mare magnum di crisi e fallimenti e cancellazioni. Una sopravvivenza che non sarà così, tanto per esserci, sia chiaro e, anzi, consentirà al club, a prescindere da quale sarà la proprietà, di progettare un bel ventennio attorno al pallone. Non deve passare insosservato il fatto che l’operazione che già oggi consente a tutto il popolo spallino di considerarsi bello come il sole vale, come appena scritto, a prescindere dal nome e dal cognome del presidente dell’Ars et Labor. Un motivo in più per ringraziare gli archimede del caso. Davvero e di cuore. Mi succedeva di svegliarmi bello (si fa per dire), felice e contento persino in C2 dopo una vittoria, magari sofferta, a Monte San Savino, figuriamoci come ricomincio la settimana oggi che la classifica è questa e il futuro quello…
Certo è che sono pochi, nel calcio di oggi, a poter andare così fieri dei propri colori. C’è chi può. Noi possiamo. E siamo (quasi) solo noi per dirla alla Vasco. Ovviamente… Aspettando il sole. E qui mi affido a Neffa.

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