VIGNATAGLIATA OMBELICO DEL MONDO SPALLINO IN CAMPO BUONA LA PRIMA, BENISSIMO I NUOVI

E poi dicono che Ferrara è il buco del… (censura) del mondo. Che qui, bassa padana, caldo modello phon, umidità tipo vaporizzatore, succede mai niente e la vita è monotona come, da sempre, Sandra Mondaini rinfaccia a Raimondo Vianello. Stronzate. In due giorni, da quando i giocatori sono venuti giù dai monti non del tirolo fino a Spal-Como, sembrava quasi di stare a Londra. Quasi, va bene, non esageriamo. Merito, manco a dirlo, proprio della solita Spal. Andiamo con ordine.
Proprio sabato, infatti, la perfida albione sistemata al Molo 17 da Frankmod è nata per accogliere i tifosi. E subito, al debutto, eccone un centinaio buono. Tutti armati di biancazzurro, tutti con la maglietta per l’occasione, chi degli Spallinati, chi della Vecchia Guardia o Curva Ovest e così via. Le birre, soprattutto se buone, sono come le ciliegie. Una tira l’altra, abbastanza per esaurire la spina alla prima sera. Tutto questo per dire, anzi per ribadire, del clima non atmosferico che si respira da un po’ di tempo a questa parte attorno alla Spal. Non a caso, il giorno dopo, il bis è stato servito e aspettando Spal-Como da via Vignatagliata è partita la carovana destinazione il Paolo Mazza. A proposito di luoghi e ritrovi, la stessa strada è stata teatro della mia malattia, l’unica (fortunatamente) incurabile e biancazzurra. Merito di Giorgio, tatuatore del secondo marchio spallino dopo l’ovetto. Stavolta è una scritta, ars et labor con la congiunzione autoreferenziale rigorosamente maiscola. Fatti miei a parte, è ricominciata la stagione. Prima notizia da sottolineare dopo una bella estate che non sta finendo. Purtroppo, considerando il caldo.
La prima vittoria che non si scorda mai è arrivata con il Como, avversario di pari categoria, in Coppa Italia. E’ stata una bella serata da tanti punti di vista. Il calore dei tifosi, mi ripeto e credo e spero di farlo sempre di più durante quest’anno, perché duemila paganti sotto quell’afa appiccicaticcia la prima domenica di agosto sono decisamente incoraggianti. Proprio come il numero degli abbonamenti che ha già superato quota mille. Un’altra cosa passata inosservata. Il campo. L’erba del Mazza. Quel verde con la terra sotto che ha sostituito la sabbia, l’impianto che c’era una volta e pare esserci ancora, Giacomense permettendo. Il resto è stato il campo. Personalmente ho avuto le stesse sensazioni avute a Mezzano. Prima di tutto il gioco e il modo di stare in campo. Dolcetti ha avuto tempo, rispetto all’anno scorso, e sta lavorando a una Spal più in sintonia con le sue idee. Una Spal, cioè, più manovriera, più esteticamente convincente, anche più offensiva perché, credo, la base di partenza, il ragionamento di fondo frutto di un anno di esperienza sia quello di contare su una super difesa tanto da poter rischiare qualcosa di più in mezzo. Oggi la Spal gioca con un centrocampista in meno in mezzo ma la differenza non si nota. O, meglio, si nota soltanto in positivo perché, per ora, Bedin e Migliorini sembrano nati per giocare insieme. Il biondo a recuperare palloni, a cambiare improvvisamente il ritmo, a sfruttare il piede buono e la grinta ottima, a far valere lì nella mediana l’esperienza insomma, e il giovane che sembra vecchio per personalità, piedi, visione di gioco. Su Migliorini mi sono già sbilanciato al momennto dell’acquisto. Mi piaceva molto nella Primavera dell’Udinese, mi continua a piacere molto ora che veste i nostri colori. A volte, per quanto è elegante, pare anche fighetto ma è un’impressione, sbagliata, dettata soltanto dall’ottimo stile. Un’altra differenza, rispetto a un anno fa, è nella linea che sta alle spalle del centravanti, per ora ma soltanto per ora (purtroppo) ancora Arma, anche ieri utilissimo. I tre che assistono più frequentemente la boa sono i soliti noti Rossi e Bracaletti sui quali Dolcetti insiste a inverire le fasce trovando ottime risposte dai due e poi, appunto, Meloni. E’ giovane, l’attaccante sardo, e decisamente tosto. Ha personalità, anche fuori dal campo, è un esuberante, parla come gioca, non ha paura di niente e gioca nella Spal che, per lui che arriva dai dilettanti, è un po’ come stare in camiseta blanca nel Real. Qualità, numeri, senso del gol e tanta ma tanta voglia. Il modo di giocare della piccola rivelazione dell’Arzachena pare perfetto per assistere l’Arma di turno. Sta lì, tra le linee, Meloni e rompe le palle a chiunque. Bene, davvero bene.
Certo, è soltanto la prima partita. Molto c’è ancora da fare, in campo e fuori, perché il mercato non è ancora finito e il Comandante Pozzi deve sistemare più di un giocatore di troppo. Non dovrebbe essere un problema per Agodirin, Cazzola, Centi, alla lunga nemmeno per Giorgi, e se alla fine restasse il solo Bianchi l’ennesima, cara rescissione sarà l’unica via. Martucci, che così potrà giocare e dimostrare il suo valore che non è poco, sempre secondo me, è ormai sul bel lungomare di Viareggio. Non preoccupano nemmeno certe sbavature difensive perché quella bestia fisica e tecnica che è Zamboni deve ancora entrare in forma e chi l’aveva visto di questi tempi, un anno fa, lo aveva bollato come super pippa. Proprio lui che è stato indubbiamente il migliore della scorsa stagione. Si riprenderà in fretta, il capitano, e regalerà al reparto davanti al nostro ottimo portiere volante Capecchi quella sicurezza che era, è e continuerà a essere un punto di forza dei biancazzurri. A proposito di punti di forza. In più, e sarà una bella aggiunta, nessuno ha ancora visto Valtulina, sulla carta destinato a un ruolo da titolare e a dare un peso ancora più offensivo alla Spal. Staremo a vedere, volando sempre bassi come dice giustamente Filippo Vendemmiati, ma godendoci questa settimana che mette in fila Catania e Albinoleffe, non Afragolese e Sansovino, aspettando il campionato. Se poi, in mezzo, ci sarà anche il Palermo e con lui il treno dei desideri (prossimo argomento di questa rubrica… spero) meglio ancora. Dio Anubi, però, devo smetterla qui. Ho già tradito l’invito sacrosanto dell’ex Grande Lucio. Calma, tranquilli, ma anche sereni e sempre in posizione. Di legno siam.

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