IL GENIO DI RAMPANTI E QUELLA VITTORIA NETTA CON LA TERNANA FIRMATA GIBELLINI E FABBRI

SPAL-TERNANA 2-0 (4 novembre 1979): Gibellini, Fabbri.
Personaggio: Rosario Rampanti

Rosario Rampanti aveva appena sei anni quando, con la famiglia, lasciò la natia Carbonia approdando in Piemonte e subito si accasò con il Nizza Millefonti, una società giovanile ubicata in un quartiere a sud est della torre Antonelliana. Dopo un buon rodaggio nel Nizza entrò a far parte delle Giovanili del Torino dove  ebbe maestri dello stampo di Oberdan (Bida) Ussello, Giovanbattista Fabbri, Vittorio Sentimenti (III) ed Enzo Bearzot. Ma a farlo esordire nella Massima Divisione, a solo vent’anni, fu Edmondo Fabbri, contro il Pisa, in sostituzione di Emiliano Mondonico. Nella stagione successiva, come era usuale in quei tempi, andò in prestito al Pisa, in serie B, dove disputò trentacinque gare e segnò quattro gol.
Nell’estate del 1970 ritornò nel Torino e vi rimase per quattro campionati, lavorando agli ordini di Giancarlo Cadè e Gustavo Giagnoni, quindi un anno al Napoli di Luis Vinicio e nel 1975 al Bologna. Con i petroniani disputò due tornei, per andare, nel 1977 in serie B, in prestito al Brescia. Ultimata l’esperienza con le rondinelle, il ritorno al Bologna non fu roseo, tanto che, con il mercato novembrino, la società bolognese volle cederlo a una società di serie C, un affronto che il bravo Rampanti rifiutò andando a giocare, più per orgoglio che per necessità, nella lontana Australia. Terminata l’esperienza nel paese dei canguri con la maglia dell’Apia Leichhardt, ritornò in Italia, aveva trent’anni e tanta voglia di continuare.
Il duo Mazzanti-Caciagli lo portò a Ferrara, Rampanti era un uomo di raccordo, capace di appoggiare e di coprire e il suo continuo movimento era una garanzia tattica che Caciagli, con grande esperienza, sfruttò nel migliore dei modi, come nella gara con la Ternana. Rampanti, però, aveva la sua arma migliore nel passaggio filtrante verso un compagno smarcato, non a caso sia Grop sia Gibellini, sfruttarono spesso i suoi assist per andare in gol. La sua tecnica individuale gli permetteva un ottimo palleggio e una serie di finte capaci di spiazzare il proprio avversario e quando gli capitava riusciva anche di andare in gol.

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