RIFLESSIONI IN CHIAROSCURO IN ATTESA DI PRESENTARE, LA PROSSIMA SETTIMANA, LE VIE D’USCITA ALLA CRISI SOCIETARIA

di Sergio Gessi

E’ uno di quei giorni che ti prende la malinconia… Se c’è una colonna sonora che si attaglia all’umore odierno, che è il medesimo – peraltro – delle ultime settimane, è nell’intramontabile successo dell’Ornella, che da decenni continua a gareggiare con il malox nella cura dei crampi addominali di intere generazioni di italiani.
Però voglio sforzarmi di vedere un po’ di luce in tutto questo grigiore che ci avvolge, in attesa (la prossima settimana) di poter presentare alla città le vie d’uscita alla crisi societaria e le soluzioni alle quali continuiamo tutti quanti a lavorare senza tregua, ininterrottamente.
Primo flash. I tifosi quest’anno sono davvero eccezionali, straordinari, commoventi. Non è un’ipocrita “captatio benevolentiae”, è esattamente ciò che penso e che contraddice alcune mie passate critiche, quando nelle scorse stagioni quasi mai sentivo la curva incitare la squadra nei momenti difficili. Quest’anno è cambiato tutto e anche ieri i tifosi hanno sostenuto i ragazzi dal primo all’ultimo minuto. E così è stato dopo il primo gol, come dopo il secondo: i cori di incitamento sono saliti più forti. Che dire? Da applausi e groppo alla gola.
Secondo flash. Per la prima volta ieri si è sentito qualche mugugno nei confronti dell’allenatore. Chiaro, un punto in otto gare pesa su tutti. Il mister però è bravo e preparato, straordinario come tecnico e come uomo. Metterlo in discussione avrebbe un senso solo se la squadra apparisse rassegnata, perché significherebbe che nonostante le sue comprovate capacità, il tecnico non è più in grado di motivare i giocatori. Invece abbiamo visto anche ieri che i ragazzi si sono battuti, bene o male, dal primo minuto al novantatreesimo. Al riguardo penso non ci sia altro da aggiungere.
Terzo flash. Per quanto riguarda la crisi della squadra, continuo a pensare, a rischio dell’impopolarità, che sia limitativo e anche un po’ fuorviante ricondurre tutte le difficoltà ai problemi economici o alla presunta fragilità dell’organico. Personalmente resto convinto che questo sia un bel gruppo, con ottimi valori umani e tecnici. Piuttosto, oggi a rendere pesanti le gambe e scottante il pallone sono anche la paura e l’insicurezza, generate da una catena di risultati negativi, spesso scaturiti a fronte di prestazione brillanti che avrebbero meritato altra sorte. Questo vale per tutti e specialmente per i giovani, particolarmente soggetti a sbalzi umorali, pronti a entusiasmarsi o deprimersi come è tipico della loro età. Un tale rischio era nel conto della scommessa fatta in estate: sapevamo che una buona partenza ci avrebbe dato slancio e che, al contrario, un avvio ad handicap avrebbe rischiato di zavorrarci. Naturalmente è capitata la seconda che ho detto, mica saremmo la Spal sennò! Così siamo entrati in un tunnel in cui tutto appare fosco. Ma uscirne è possibile. Bisogna continuare a tirare tutti nella stessa direzione con il massimo impegno e sorretti dall’ottimismo della volontà.

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