IL PIU’ GRANDE SPETTACOLO DOPO IL BIG BEN: LA S.P.A.L. IN MANI AFFIDABILI E’ TORNATA TRA I PRO. SOGNARE ADESSO E’ LECITO

È tutto vero. La S.P.A.L., che fino a poche ore fa sembrava destinata ad un altro anno tra i dilettanti con una società pericolante e opaca, si ritrova di colpo in Seconda divisione, ovvero di nuovo dove le spetta, tra i professionisti. La S.P.A.L. abbandona così il calcio dei giocatori-lavoratori, il calcio dei campi brulli e stretti e strambi, il calcio del si parte alle sette della mattina -pranzo in autogrill- e poi in campo come viene. La S.P.A.L. torna tra coloro che fanno calcio per mestiere e questo grazie alla famiglia Colombarini, a Walter Mattioli, a Fabio Bulgarelli e per il decisivo e a lungo atteso intervento del sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani. La S.P.A.L. torna tra i ‘Pro’ e lo fa in un anno del tutto particolare, in cui per trovarsi a un solo gradino dalla B basterà arrivare tra le prime otto (nove ma qui bisognerà vincere due partite di spareggio e solo a pensarci viene male). Compito non facile, sia chiaro, tanto più se si considera che la rosa sarà quella della Giacomense, con qualche ritocco che vedremo nei giorni a venire. Una rosa già competitiva, interessante, ma a cui chiaramente manca ancora qualcosa. Vedremo presto se il diesse Vagnati riuscirà nel miracolo di trovare due, tre giocatori capaci di dare all’attuale formazione ancora maggior qualità e sicurezza. Radiomercato è in fermento e martedì si conosceranno i nuovi acquisti: sicuramente arriverà il partner di Varricchio, ci sarà spazio per un esterno offensivo e, molto probabilmente anche per un difensore e un centrocampista rigorosamente over. Punto fermo, e garanzia per il tifo spallino sarà Leo Rossi, che torna a Ferrara a sei anni di distanza dagli anni tomasiani in cui conquistò il Mazza a suon di grinta e buone prestazioni. È ancora presto per sognare in grande e troppe sono state le delusioni in questi anni per lasciarsi trasportare. La gente spallina vuole i fatti: una gestione oculata e seria, risultati sportivi soddisfacenti, una squadra che lotti, che dia tutto e che, magari, giochi pure un calcio arioso e brillante. La nuova dirigenza ha dato prova sul campo di avere la serietà che è mancata alla società di via Copparo negli anni recenti. Ora, però, viene il difficile: Colombarini & c. devono dimostrare di essere all’altezza dell’amore che c’è attorno a questa maglia a righe rigorosamente strette e sottili bianche e azzurre, a questa bandiera, a questi simboli di una storia gloriosa. ‘A voi la S.P.A.L. dla prumuzion in B’, recita un poeta ferrarese, la Spal con presidente Donigaglia e in panchina Gibì. Era la S.P.A.L. dei Ventimila, la S.P.A.L. di Zamuner e Brescia, Paramatti e Lancini, Torchia, Servidei e Mangoni, Messersì e Labardi, Mezzini e Bottazzi. L’entusiasmo, allora, era alle stelle. Sono passati 20 anni da quella promozione ed è presto per tornare a cantare come un tempo. Eppure, qualche ragione c’è per dire che oggi è un gran giorno per la S.P.A.L. e chi ha il cuore biancazzurro lo sa.

 

Servizio a cura di Michele Ronchi Stefanati

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