Nel primo derby stagionale i suoi 22 punti non furono sufficienti a evitare la sconfitta della Pff Group contro la Vassalli Vigarano. Liliana Miccio, classe 1989, è considerata dagli addetti ai lavori una delle giocatrici con più punti nelle mani tra quelle a disposizione di coach Piatti. Eppure lei, alla vigilia del secondo incrocio con le rivali vigaranesi, fa spallucce: “Non contano i miei punti, conta giocare di squadra e vincere come tale. Come abbiamo fatto a Civitanova”.
Però è innegabile che tu in estate sia arrivata con la fama di acquisto di lusso, in grado di spostare gli equilibri delle partite.
“Mi considero un po’ la ‘straniera’ del gruppo, visto che sono l’unica che viene dal sud! (Sorride). So che ci sono grandi aspettative su di me, ma non mi sento sotto pressione. So di avere la stima delle mie compagne e quindi sono molto tranquilla. Prima di trasferirmi a Ferrara ho raccolto tutte le informazioni del caso da Laffi e Mini, che erano state mie compagne di squadra in esperienze precedenti, e penso di aver fatto la scelta giusta”.
Nelle ultime uscite però non hai reso come forse ci si aspettava, principalmente in termini di punti.
“È vero, nell’ultimo periodo sto alternando buone prestazioni a momenti negativi. Devo trovare un po’ di continuità e seguire le indicazioni del coach, che mi chiede di essere più aggressiva soprattutto in attacco”.
Ecco, com’è il rapporto con Piatti? Viene descritto come un allenatore molto esigente.
“Lo è, come è giusto che sia. Sta lavorando molto su di me per le ragioni che accennavo prima e ovviamente non voglio deluderlo. Si aspetta soprattutto che io prenda l’iniziativa e vada a prendere più tiri, tratto che per ora non è nelle mie corde: di norma amo di più far partecipare al gioco le mie compagne servendo degli assist, anche se sono in buona posizione per tirare”.
Le compagne apprezzano questo tuo altruismo?
“Beh, a volte. Ma la maggior parte delle volte sono loro a dirmi di tirare! (Ride). Però credo sia bello dividersi le responsabilità e giocare davvero di squadra, facendo ognuna la propria parte. Questo è il mio concetto di pallacanestro e penso sia emerso nell’ultima partita contro Civitanova: in quella occasione i cambi dalla panchina hanno fatto la differenza, con Malavasi che ha messo 15 punti decisivi”.
In quali altri aspetti la squadra dovrebbe crescere?
“Probabilmente sul fronte dell’aggressività difensiva. Ma più in generale credo dovremmo prendere piena coscienza delle nostre possibilità, perché siamo un gruppo davvero di alto livello”.
Trovare le motivazioni per la prossima partita non dovrebbe essere difficile visto che si gioca il derby. A maggior ragione visto il passivo della gara giocata in ottobre.
“In un certo senso sì, anche se devo dire che i 20 punti di scarto dell’altra volta non sono affatto veritieri. Non c’è questa differenza così marcata tra noi e loro. Una decina di punti venne segnata nei minuti finali quando ormai avevamo messo in campo tutte le giocatrici più giovani. Insomma, fu una partita più combattuta di quanto dice il risultato. E anche stavolta vogliamo dare battaglia, ma non tanto perché sia il derby, quanto piuttosto per la nostra crescita in termini di squadra. Vogliamo dare continuità dopo la vittoria di Civitanova e tenere alto il nostro morale”.
Quindi è da considerare una partita come le altre?
“Beh, sì, i punti in palio sono sempre due… (sorride)”.