Scandolara saluta Ferrara e il Kaos: Me ne vado con qualche rammarico

Cristiano Scandolara è ormai lontano dal Castello Estense. L’avventura al Kaos iniziata quattro anni fa è terminata, in maniera anche piuttosto brusca e inaspettata. Adesso il campione carioca, italiano d’adozione, si è trasferito ad Arzignano, dove terminerà la stagione in serie B, per ritornare poi alla ribalta in serie A già dalla prossima annata sportiva. “Sono rimasto indeciso fino all’ultimo. Potevo seguire due linee diverse: o continuare la stagione in serie A, con il rischio di non poter dare ancora il 100 % e non riuscire a stare al passo con i ritmi della squadra, oppure finire l’anno in una categoria minore, con la possibilità di allenarmi a livelli più blandi, per arrivare poi ad agosto al massimo della condizione e a quel punto ributtarmi a capofitto nella massima serie. Alla fine ho deciso per la seconda opzione e sono venuto ad Arzignano”. Destinazione non sconosciuta all’ex capitano dei “neri”, che aveva già indossato la maglia del club veneto nove anni fa al suo arrivo in Italia, quando la squadra militava nel massimo campionato. “Avendoci già vissuto un anno, sapevo cosa mi aspettava, non ho mai avuto dubbi sul trattamento che avrei ricevuto una volta tornato. Mi hanno accolti tutti benissimo e per me è come ritornare a casa. Ho ritrovato tanti amici e poi la città è davvero piccola, quindi conosco tutti. Nonostante siano passati nove anni, ho sempre mantenuto rapporti sinceri e profondi con i miei ex compagni e la società, e non appena hanno saputo che il Kaos mi aveva messo sul mercato mi hanno tempestato di chiamate per convincermi a tornare.”

Separazione freschissima quella col gruppo di Capurso, per Scandolara questa ferita non si rimarginerà in fretta, perlomeno per quanto riguarda il lato affettivo: “Rammarichi ce ne sono tanti. Ma quello che fa più male è l’aver abbandonato un gruppo fantastico. A Ferrara ho trovato delle persone splendide, i miei compagni erano dei fratelli per me, dei campioni, umanamente e professionalmente parlando. Mi hanno sempre sostenuto per tutto il periodo in cui sono stato fermo per l’infortunio, mi hanno dimostrato affetto e mi hanno fatto sentire importante, facendomi percepire il loro desiderio di vedermi in campo a dare una mano e a lottare insieme a loro. Ma quando sono arrivato vicinissimo a rientrare al loro fianco, improvvisamente è arrivata questa notizia dalla società, che, sinceramente, mi ha spiazzato. Il mercato oltretutto era aperto dal 30 di novembre e all’11 di dicembre non r18mi sarei mai aspettato questo gesto da parte loro. Il Kaos, come ho sempre sostenuto, è una società seria come poche in Italia, infatti sono rimasto in buonissimi rapporti sia con Calzolari che con Barbi. Ma onestamente non mi spiego la scelta di mettermi sul mercato a gennaio, dopo un infortunio grave, con due settimane di allenamento e con zero partite giocate. Questo mi ha dato fastidio per una questione di orgoglio mio, perché devo comunque difendere il mio nome. A questo punto della stagione, se una società vuole intervenire con degli acquisti, lo fa per rinforzare la rosa con innesti importanti e di certo io in questo momento non sono affidabile al 100%. Avrei preferito che mi avessero venduto lo scorso giugno, quando stavo bene e avevo richieste da parte di altre cinque squadre di serie A”. Il caso Marca ha avuto ripercussioni anche sul mercato e anche la società ferrarese ne ha risentito inevitabilmente, e Scandolara è a conoscenza di questi fatti: ”Probabilmente hanno ritenuto giusto agire in questo modo perché ormai il campionato è scontato, si sa che non si retrocede, si sono anche qualificati per la Coppa Italia, e quindi hanno preferito risparmiare i soldi di alcuni stipendi, visto che possono andare avanti bene con quelli rimasti”. Nonostante questo brutto colpo, l’amore per i “neri” rimane assoluto e quella a Ferrara un’avventura che porterà con sé per sempre: “Me ne sono andato ma porterò per tutta la vita nel cuore i momenti vissuti con uno spogliatoio stupendo. Ringrazio tutti, il mister, Roberto Chiereghin, Ignazio Lugas, sono tutte persone meravigliose che mi hanno dato tanto”. Non è un addio, ma un arrivederci, perché le intenzioni di Cristiano sono limpide, l’anno prossimo tornerà a giocare in serie A. Bisognerà vedere se con o contro il Kaos.

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