Cronache anno 2009-10 parte prima

Agosto (2/6)
Settembre (5/12)
Ottobre (2/12)
Novembre (8/15)
Dicembre (1/9)
23/08 SPAL-COSENZA 1-1
Arma (a/Migliorini)
30/08 RAVENNA-SPAL 1-1
Arma (a/P.Rossi)
06/09 SPAL-TERNANA 0-1
13/09 CAVESE-SPAL 2-2
Schiavon,
Migliorini
20/09 TARANTO-SPAL 1-2
Bazzani (a/Centi),
Centi (a/P.Rossi)
27/09 SPAL-POTENZA 1-1
Meloni (a/Centi)
04/10 ANDRIA BAT-SPAL 0-0
12/10 SPAL-RIMINI 1-2
Bazzani
18/10 GIULIANOVA-SPAL1-1
Cipriani (a/Laurenti)
25/10 SPAL-PESCARA 0-1
01/11 PESCINA-SPAL 0-3
Schiavon (a/Centi),
Schiavon,
Bracaletti
08/11 SPAL-PORTOGR.2-1
Marongiu (a/Quintavalla), Bazzani (a/Bortel)
15/11 SPAL-LANCIANO 0-1
22/11 VERONA-SPAL 1-1
Bracaletti su rig
29/11 SPAL-REGGIANA 1-1
Cipriani (a/Bazzani)

 

06/12 REAL M.-SPAL 1-0
13/12 SPAL-FOGGIA 0-0
20/12 COSENZA-SPAL 3-1
Cipriani
27/12 PAUSA

 

Gennaio (8/12)
Febbraio (5/9)
Marzo (4/9)
Aprile (7/12)
Maggio (3/6)
03/01 PAUSA
10/01 SPAL-RAVENNA 0-0
17/01 TERNANA-SPAL 0-1
Cipriani(a/Bazzani)
24/01 SPAL-CAVESE 2-0
Bedin,
Marongiu (a/Bedin)
31/01 SPAL-TARANTO 0-0

07/02 POTENZA-SPAL 2-2
Cipriani (a/Bazzani)
Smit
14/02 PAUSA
21/02 SPAL-ANDRIA BAT 2-0
Cabeccia (a/Cipriani)
Smit
28/02 RIMINI-SPAL 1-1
Cabeccia (a/Quintavalla)

07/03 SPAL-GIULIANOVA 2-0
Cabeccia (a/Cipriani)
Cipriani (a/Quintavalla)
14/03 PESCARA-SPAL 1-0
21/03 SPAL-PESCINA 0-0
28/03 PAUSA

03/04 PORTO.-SPAL 1-0
11/04 LANCIANO-SPAL 1-3
Cipriani su rig
Paolo Rossi su punizione
Smit (a/Rossi)
18/04 SPAL-VERONA 1-1
Meloni (a/Smit)
25/04 REGGIANA-SPAL 0-1
Schiavon (a/Meloni)

02/05 SPAL-REAL M. 2-3
P.Rossi (a/Cipriani)
Cipriani (a/Meloni)
09/05 FOGGIA-SPAL 0-3
Meloni
Cipriani rig
Migliorini (a/Meloni)

LE CRONACHE DELLE PARTITE DELLA SPAL

FOGGIA-SPAL 0-3 (0-1)

FOGGIA (4-2-3-1): Milan; Carbone, Di Dio, Burzigotti, Micco; Agnelli, Velardi; Desideri (dal 22′ s.t. Morini), Mancino (dal 1′ s.t. Trezzi), Millesi (dal 38′ s.t. Caraccio); Ceccarelli.
A disp.: Bindi, Torta, Sgambato, Colomba.
All.: Ugolotti.
SPAL (4-4-2): Capecchi; Ghetti, Zamboni, Lorenzi, Cabeccia; Quintavalla, Bedin, Schiavon, Migliorini, Rossi (dal 55′ s.t. Smit); Meloni (dal 43′ s.t. Pedruzzi), Cipriani (dal 36′ s.t. Bedin).
A disp.: Righetti, Bortel, Marongiu, Bazzani.
All.: Notaristefano.

ARBITRO: Zanichelli di Genova.
Assistenti: Masuccio e Vuolo.
MARCATORI: 45′ p.t. Meloni (S), 35′ s.t. Cipriani (S) rig., 39′ s.t. Migliorini (S).
AMMONITI: Ceccarelli (F), Millesi (F), Lorenzi (S) .
NOTE: giornata di sole, terreno in buone condizioni. Spettatori 3.500 circa, (paganti 1.618, più 1.815 abbonati, per un incasso globale di 27.500 euro circa).
Angoli: 5 a 3 per il Foggia. Recupero: pt 3’, st 14’.
L’incontro è stato sospeso per due volte nel corso della ripresa per intemperanze e lancio di oggetti del pubblico locale.

LA CRONACA. Vittoria netta e meritata dei biancazzurri che espugnano l’arena di Foggia per 3 a 0 e raggiungono il settimo posto che vale la Tim cup. Partita mai in discussione. A segno Meloni, Cipriani su rigore e Migliorini.

SPAL, LA SALVEZZA E LA COPPA

di Diego Stocchi Carnevali

FOGGIA – L’ultima battaglia. Grossomodo in questa maniera è stata dipinta in settimana la sfida tra i satanelli e la Spal dall’entourage pugliese. L’ultima fatica. L’ultimo scoglio. Battere i biancazzurri e conquistare la tanto agognata salvezza. Soltanto vincendo, infatti, il Foggia è sicuro di evitare i playout senza per forza di cose rimanere con l’orecchio attaccato alla radio per avere notizie positive (un pari) da Andria. I rossoneri guidati da mister Ugolotti sono in gran forma da qualche settimana a questa parte. Sedici punti conquistati nelle ultime otto partite, l’imbattibilità lontano dallo Zaccheria nel girone di ritorno (l’unica squadra del girone B) ottenuta a dispetto di un attacco abulico e spesso contestato dagli stessi tifosi per la scarsa prolificità. Un Foggia che in casa deve fare i conti con la stessa sindrome che ha colpito anche la Spal in questa stagione: segna poco e perde molto (ben quattro sconfitte per i dauni nel solo ritorno). L’appuntamento odierno è però di quelli che non ammettono di rivangare il passato. E’ un autentico spareggio. La Spal scende in terra di Puglia priva di Smit (sciatalgia) e conferma per i dieci-undicesimi la stessa formazione che è uscita sconfitta dal Real Marcianise eccezion fatta per Bazzani che si accomoda in panchina con Meloni titolare. Il Foggia è al completo, recuperato all’ultimo anche l’esterno mancino Micco, nell’ultimo periodo sostituito egregiamente dal giovane Sgambato. Rientra anche Agnelli dopo la squalifica maturata nell’ultimo incontro interno contro il Pescara. Prezzi popolari indetti dalla società per avere più pubblico possibile sulle gradinate dello Zaccheria per questo importantissimo match. Giornata di sole, almeno diecimila tifosi, con una sessantina di supporters biancazzurri sistemati nel settore ospite dichiarato agibile nelle ultime due settimane. Non si contano le radio sintonizzate sul campo di Andria per avere notizie dell’altra fondamentale sfida di questa giornata.

PRIMO TEMPO

La gara comincia con un tifo assordante della curva rossonera che, esaurita in ogni ordine di posti, incita a gran voce i propri beniamini in una giornata dalle chiare tinte estive. La posta in gioco è altissima e sin dalle prime battute è palpabile un certo timore reverenziale da ambo le parti. La prima conclusione è della Spal con Rossi dopo tre minuti ma la sua conclusione, strozzata a terra, è facile preda di Milan. Il Foggia è sornione, la Spal macina gioco sulle fasce dove Quintavalla sembra in ottima giornata. Nono minuto, Spal che fa le prove del vantaggio. Erroraccio in disimpegno di Velardi che mette in movimento Schiavon, passaggio in diagonale lungo l’out sinistro per Meloni che crossa puntuale al centro ma Burzigotti è bravo e di testa anticipa l’accorrente Cipriani allontanando la minaccia. Buona Spal in questo avvio che si affida alle ripartenze di Quintavalla e Meloni sulla destra, il Foggia sta a guardare e sembra non avere Desideri e Mancino nella giornata migliore. Dodicesimo minuto: un rinvio di testa di Lorenzi sbagliato per poco non costa caro alla Spal, ma Millesi, anziché concludere, mette in mezzo e Capecchi in qualche modo smanaccia. Mancino recupera la sfera ma da ottima posizione controlla di braccio e l’azione sfuma tra le veementi proteste del pubblico locale. Gara spezzettata, la fanno da padrone alcuni scontri di gioco in cui il protagonista è suo malgrado il terzino Micco, prima con Cipriani poi con Quintavalla. Al sedicesimo sugli sviluppi di un angolo dalla destra, Ceccarelli svetta più in alto di tutti e di testa anticipa Zamboni ma Migliorini, posizionato sulla linea, spazza di piede. Occasione sfumata per i satanelli che accusano come non mai l’assenza di un attaccante di rilievo. Ventunesimo. Punizione di Mancino dalla sinistra, Capecchi non si fida a trattenere la palla e a pugni protesi respinge lontano. Passano appena quaranta secondi ed è lo stesso Mancino da posizione più centrale a lasciar partire un sinistro che finisce di poco alto sopra la traversa. Al ventiseiesimo ci prova Velardi dalla distanza e ancora una volta Capecchi non trattiene la sfera e per un soffio Mancino non ne approfitta mancando di un niente l’impatto decisivo con la sfera. Foggia che prova a fare la partita ma davanti alla porta non riesce a creare pericoli anche perché spesso viene fermato dal direttore di gara (ottimo) per falli veniali come i due falli di mano di Desideri nel giro di cinque minuti. Minuto ventotto, tocca al buon regista rossonero Agnelli provarci dalla distanza, la palla finisce però dalle parti della curva che ospita i supporters spallini giunti allo Zaccheria. Alla mezzora torna a farsi viva la Spal: Ghetti dalla destra per Cipriani che di testa non fallisce l’appuntamento e impegna Milan. Nel frattempo da segnalare una prova formato monstre di Migliorini in mezzo al campo sia in fase di costruzione sia di copertura dove non si contano i palloni recuperati e i contrasti vinti. Al trentottesimo Agnelli ripete l’azione di pochi minuti prima: siluro dai trentacinque metri e per un soffio Di Dio manca la conclusione a rete sottomisura tra la disperazione del pubblico locale. Ancora un’occasione per i padroni di casa che macinano gioco ma non riescono mai a creare veri pericoli dalle parti di Capecchi. A due minuti dalla fine della prima frazione protesta il Foggia per un possibile mani in area sugli sviluppi di una punizione di Micco ma l’arbitro a due passi dice che si può continuare e, un minuto dopo, è tempestiva quanto decisiva l’uscita di Capecchi sui piedi di Ceccarelli messo in moto da un Millesi in giornata non favorevolissima. In pieno recupero succede quello che non t’aspetti. Spal in vantaggio. L’azione nasce da Rossi sulla corsia di sinistra che dopo aver eluso uno statuario Carbone lascia partire un mancino su cui l’estremo difensore dei satanelli Milan fa harakiri non trattenendo la sfera. Meloni, a due passi, è lesto a riprendere la sfera, a eludere prima l’intervento del centrale Di Dio e poi quello di Milan e a sparare in porta un fendente su cui il povero Burzigotti, nel tentativo di respingere, accompagna goffamente la sfera in fondo al sacco. Si va al riposo con i biancazzuri incredibilmente avanti.

SECONDO TEMPO

La ripresa comincia con il Foggia che mette in campo Trezzi per l’opaco Mancino poi inizia lo show dei supporters pugliesi sugli spalti. Dalla curva del tifo più caldo foggiano, infatti, subito dopo il fischio iniziale, iniziano a piovere in campo fumogeni e quantità allucinanti di carta igienica proprio nei pressi della porta difesa da Capecchi e l’arbitro è costretto a sospendere l’incontro per cinque minuti. Non si fa in tempo a riprendere che anche dall’altra curva in cui prendono posto altri gruppi organizzati di tifosi rossoneri lanciano a loro volta in campo altra carta e l’arbitro sospende l’incontro per una seconda volta e per altri quattro minuti. Alla fine ci saranno ben quattordici minuti di recupero. Dopo ripetuti solleciti da parte dello speaker, la situazione, fattasi incandescente per il vantaggio biancazzurro e per le notizie poco confortanti provenienti da Andria, torna normale e si può riprendere a giocare. Al ventesimo minuto Spal che si fa viva dalle parti foggiane con Cipriani (buona anche la sua prova) che ci prova da lontano ma senza convinzione, sugli sviluppi di un rimpallo tra Schiavon e Millesi: la palla termina a lato alla sinistra della porta difesa da Milan. La Spal abbassa pericolosamente il baricentro e va più volte vicina a subìre il gol del pari. Al ventottesimo ci prova Millesi ma è bravissimo Capecchi a dire di no e a deviare in angolo. Davvero sfortunati i satanelli che ci riprovano dopo appena un minuto e sempre con Millesi il cui tiro però rimette in gioco Ceccarelli che nel frattempo, secondo l’assistente sotto la tribuna, era finito in fuorigioco (decisione quantomeno dubbia). Al trentesimo lo stesso Ceccarelli, tutto solo, viene anticipato da Lorenzi in scivolata proprio all’ultimo. Trentunesimo: Trezzi dalla destra per Morini che non ci pensa su due volte e tira. Palla altissima sopra la traversa. Forcing dei rossoneri, la Spal si rintana nella propria metà campo ma controlla la gara. Ma proprio nel momento migliore il Foggia si fa male con le proprie mani. Siamo al trentacinquesimo e l’arbitro decreta un calcio di rigore sacrosanto per la Spal. Il fallo è di Agnelli su Cabeccia dopo un bellissimo triangolo tra l’esterno sardo e Rossi sulla corsia mancina. Sul dischetto del rigore si presenta Cipriani. Palla da una parte e portiere dall’altra e gol dell’attaccante bolognese. La Spal avanti di due gol può permettersi, a questo punto, di aspettare la veemente reazione pugliese che ci si potrebbe aspettare invece, al trentanovesimo, ecco il gol che chiude la partita e condanna definitivamente il Foggia agli spareggi. Contropiede velocissimo di Meloni lungo l’out di destra e splendido cross per Migliorini che, in corsa, lascia partire un tiro che si insacca imparabilmente alla sinistra di Milan. Il Foggia, fischiatissimo, viene anche abbandonato dal proprio pubblico che sfolla anzitempo dallo Zaccheria conscio che questa stagione dovrà continuare per almeno altri centottanta minuti aldilà del risultato di Andria. Al quarantatreesimo i rossoneri provano a segnare almeno il gol della bandiera. Gran palla di Morini con il contagiri per Caraccio al limite dell’area piccola ma l’attaccante argentino cincischia troppo e sulla linea di porta salva l’accorrente Cabeccia. Si entra poi nel lunghissimo recupero in cui la Spal contiene le scorribande offensive rossonere che peraltro poco pungono dalle parti di Capecchi. Anzi, proprio allo scadere, anche Schiavon va vicino al gol ma a quel punto la punizione per i pugliesi sarebbe stata oltremodo eccessiva. Finisce con il Foggia sommerso dai fischi che dovrà vedersela con il Pescina negli spareggi per evitare i playout e con una Spal che, a conti fatti, visti i ventisette punti conquistati nel solo girone di ritorno, ha di che recriminare per una stagione raddrizzata troppo tardi. Resta il rammarico, quindi, ma c’è anche tanta felicità per aver portato a casa un settimo posto che significa la matematica partecipazione alla Tim Cup 2010/2011 grazie al contemporaneo successo del Taranto sul campo del Cosenza. Un finale con il sorriso, dunque.

LE PAGELLE. Nessuna insufficienza tra gli spallini. Oltre al centrocampista, autore di una prova maiuscola, bene capitan Zamboni nonostante l’infortunio e Meloni. Con questo risultato il tecnico Notaristefano corona il suo incredibile lavoro portando a sfiorare i playoff una squadra che a Natale rischiava fortemente la retrocessione.

MIGLIORINI, UN GIGANTE

di Diego Stocchi Carnevali

Capecchi 6.5 – Inizia dando l’impressione di non essere in grande giornata. Alle prese preferisce le respinte, due delle quali terminano pericolosamente sui piedi prima di Mancino e poi di Millesi che per fortuna cincischiano troppo. Nella ripresa prodezza autentica su Millesi a cui nega il gol del pareggio in una situazione non facile visto che davanti aveva almeno tre giocatori.

Ghetti 6.5 – Una giornata tutto sommato tranquilla. Desideri non entra mai in partita anche perché Guidone non sbaglia un anticipo. Pulito, ordinato non esita a usufruire del fallo laterale per fermare le ripartenze dei locali. Si spinge anche in avanti dando a Cipriani la palla del possibile vantaggio.

Zamboni 7 – In dubbio fino all’ultimo non si arrende nonostante un infortunio e questo è già tanto. Con Ceccarelli non c’è partita ma quello che risalta di più è la sua straordinaria tranquillità nell’amministrare un reparto in un ambiente non certo facilissimo come quello di oggi a Foggia. Esperienza a palate in questi frangenti servono come il pane.

Lorenzi 6 – Partita ordinata, condita da un anticipo fondamentale su Ceccarelli a metà ripresa.

Cabeccia 6.5 – Rispetto alle ultime partite si fa vedere anche in avanti, notevole il lavoro nel sovrapporsi con Rossi e nel finale nega il gol della bandiera a Caraccio.

Quintavalla 6.5 – Macina chilometri sulla destra, andrà anche in confusione, non avrà i piedi dell’ala ma quanto è importante questo giocatore quando si deve far salire la squadra e deve creare gli spazi per gli inserimenti dei centrocampisti. Utile alla causa.

Bedin sv – Gettato nella mischia ad arginare le folate rossonere, fa come sempre il suo in maniera più che dignitosa.

Migliorini 7.5 – Fa vedere le cose migliori fuoricasa, ormai si è capito. Partita stratosferica per qualità e per quantità. Alla sapiente regia gli riesce un lavoro di quantità mai visto prima. Ruba palloni, contrasta, imposta, una delizia per gli occhi vederlo giocare.

Schiavon 6.5 – Non inizia bene, primi dieci minuti di empasse totale, due palloni persi e tanta corsa a vuoto. Con il passare dei minuti, però, carbura come suo solito e alla fine è l’ultimo a mollare e da tutto quello che può dare giocando a tuttocampo ed erigendosi al solito gladiatore del centrocampo spallino.

Rossi 6.5 – A corrente alternata ma fa cose speciali. Dai suoi piedi nascono il primo gol di Meloni e il suggerimento per Cabeccia che poi verrà atterrato da Agnelli per il rigore. Basta così?

Smit sv – Gioca solo il recupero perché davvero di più non avrebbe potuto fare. Tiene la posizione fino al novantesimo.

Meloni 7 – Prima mezz’ora in marcatura a zona su Agnelli che oscura come può, poi si libera da ogni compito “difensivo” che lo lega oltremodo e si lancia all’attacco. Qui si costruisce un gol e serve un assist splendido per Migliorini nell’occasione della terza marcatura. Fondamentale ripartire da lui. Se si “disciplina” tatticamente, con più fortuna e meno guai fisici, potrà diventare un punto di riferimento importante per questa squadra.

Pedruzzi sv – Gettato nell’arena dello Zaccheria per far scorrere il più velocemente possibile le lancette del cronometro.

Cipriani 6.5 – Il rigore trasformato e tanta sostanza a servizio della squadra che fa salire come pochi attaccanti sanno fare.

Notaristefano 8 – Perché ha recuperato psicologicamente un gruppo disastrato a Natale. Perché ha salvato una squadra da un tracollo certo. Perché ha saputo imparare dagli errori del suo predecessore lavorando meticolosamente su ogni singolo componente di questa rosa. In una parola ha saputo compiere un miracolo che avrebbe potuto coronare con la conquista dei playoff, mancati davvero per un soffio. Che rimanga, alla luce dei risultati, deve essere scontato. Tocca alla società, ora, accontentare il tecnico che a gennaio non ha fatto richieste ma per il prossimo anno avrà senz’altro qualcosa da chiedere dal punto di vista dei rinforzi.

GLI SPOGLIATOI. Il direttore generale sottolinea i meriti di questa squadra che ha fatto un signor girone di ritorno e non vuole guardare indietro ma pensa al futuro: “Ora pensiamo al futuro. Il tecnico ha fatto benissimo e vorremo continuare con lui. Meloni è più di una scommessa. Migliorini è cresciuto molto ma lo sapevo quanto valeva. Zambo non si tocca”.

POZZI: “VOGLIAMO RICOMINCIARE E DA NOTARISTEFANO”

di Enrico Testa

Sono le 22.30 quando il Direttore Generale Bortolo Pozzi ha smaltito l’adrenalina e, al telefono e al volante, causa problemi aerei, si concede a un bilancio di oggi e dell’intero campionato.

Cominciamo da oggi. Un bel finale.
“Sì, sono e siamo contenti perché ci siamo tirati fuori dai guai anche se soltanto all’ultima giornata ma abbiamo disputato davvero una gran partita su un campo difficile con una pressione pazzesca che soltanto chi era qui può capire. La nostra è una vittoria che vale doppio. Una vittoria meritata, netta, pe mi fa particolarmente piacere che la Spal abbia giocato bene contro una squadra che veniva da otto risultati utili consecutivi. Non era facile per tanti motivi ma i ragazzi hanno dato una bella dimostrazione della forza che hanno. La partita di oggi sancisce un girone di ritorno importante. Questa è una squadra all’altezza come calciatori e come uomini. Chiudiamo bene una stagione difficilissima e un campionato equilibrato. Ci accontentiamo di questo settimo posto anche se non possiamo essere totalmente contenti rispetto alle premesse di inizio stagione”.

Ecco, i rimpianti. Ci sono e non sono pochi vista la classifica.
“Sì, è vero, e riguardano il girone di andata. Con un pochino in più ora saremmo ai playoff ma è inutile parlarne. Quest’anno, ripeto, è stato un campionato difficile, equilibratissimo e nonostante il risultato peggiore di una posizione rispetto a un anno fa per me questa squadra ha dei capisaldi più tosti. La base di ripartenza c’è. Ora, con calma, ci sono tante situazioni da valutare. Ci riposiamo un attimo poi parleremo con l’allenatore e con i giocatori tenendo conto di tutto”.

Cominciamo dall’allenatore. Ha raggiunto l’obiettivo facendo un gran girone di ritorno. Ma qualche offerta ce l’avrà…
“Egidio ha fatto benissimo e sicuramente avrà anche altre offerte. Noi cercheremo di fare in modo che possa proseguire con noi”.

A gennaio il tecnico non ha chiesto rinforzi dando una gran dimostrazione di fiducia alla squadra ma ottenendo anche un credito con la società…
“Io sono del parere che la squadra la debba fare la società seguendo ovviamente e assolutamente le indicazioni del tecnico. Parleremo con Egidio anche di questo. Valuteremo tutto, giocatori compresi. Ora è un discorso ancora prematuro, ma con lui avremo modo di lavorare bene”.

Parliamo anche di giocatori. Meloni, quando ha potuto giocare, ha dimostrato che si trattava di una scommessa azzeccata.
“Meloni purtroppo ha avuto grossi problemi. Ha giocato cinque volte titolare e ha segnato quasi sempre. Non è una scommessa ma qualcosa di più. Un punto fermo”.

Un altro ragazzo cresciuto molto nonostante tante (troppe) critiche è Migliorini…
“Lo sai quello che penso di lui. Ho sempre detto che si tratta di un ragazzo giovane che ha qualità importanti e le ha dimostrate. Il suo cartellino è del Livorno che ora ha ben altre preoccupazioni ma vedremo”.

Zamboni, invece, anche oggi ha dimostrato di essere di un altra categoria. Un vero capitano.
“Vabbé, di Zambo è inutile parlare. Zambo sta bene qui. Parleremo anche di questo come di tutto il resto ma ora stacchiamo un attimo la spina”.

GLI SPOGLIATOI. Il tecnico elogia ancora una volta i suoi giocatori e rende onore anche all’avversario: “Il Foggia non merita i playout. Non parlo di rimpianti perché il girone di andata ha condizionato tutto il resto. Siamo mancati quando è stato il momento di fare il salto di qualità ma è un fatto piscologico. I ragazzi sono stati bravissimi”.

NOTARISTEFANO: “UNA PARTITA PERFETTA”

di Diego Stocchi Carnevali

Davvero una gara straordinaria quella della Spal, oggi.
“Siamo stati bravi e spezzo subito una lancia a favore del Foggia. Da quello che ho visto questa è una squadra che non avrebbe dovuto farli i playout. Purtroppo però il calcio è anche questo. Oggi è vero, abbiamo sbagliato pochissimo, direi nulla”.

Un po’ di rammarico per non aver raggiunto i playoff?
“L’andata non ci è stata d’aiuto. Abbiamo perso lì troppi punti ma è inutile adesso rivangare e fare certi discorsi. Avevamo un obbiettivo, lo abbiamo centrato finendo in crescendo e non è poco perché penso che ai playout avremmo reagito malissimo da un punto di vista emotivo e sarebbe stata dura venirne fuori”.

C’è il settimo posto che vuol dire Tim Cup.
“Grazie al Taranto siamo arrivati anche a conquistarci questa piccola soddisfazione. Ma ripeto, nel complesso, a me è piaciuta la squadra che ha capito i punti di forza del Foggia: loro sono bravissimi a puntare gli spazi e ad aggredire ma oggi non ci sono riusciti perché i miei ragazzi hanno fatto la partita che volevo, la partita perfetta”.

Due parole per questo gruppo che hai sempre difeso ed elogiato.
“Grandi ragazzi, grandi uomini e grandi professionisti. Nessuno dovrà mai osare dire il contrario di questi giocatori. Per quello che ho visto io siamo mancati solo nel momento di fare il salto di qualità ma spesso è soltanto questione di abituarsi a certe pressioni. Sono contento e dobbiamo esserlo tutti. Siamo settimi dopo aver rischiato il tracollo e abbiamo vinto a casa di una squadra che aveva fatto sedici punti nelle ultime otto gare. Sapevamo che oggi avremmo potuto soffrire la loro dinamicità perché noi siamo grandi e grossi dietro invece loro non hanno mai avuto occasioni. Bravi tutti, davvero. Grandi”.

GLI SPOGLIATOI. Felicissimo anche l’attaccante che ha realizzato un gol e nel primo tempo si è sacrificato in marcatura sull’uomo più pericoloso del Foggia.

MELONI: “SIAMO CONTENTISSIMI”

Beppe che gara fantastica!
“Potevamo vincere con uno scarto maggiore, ce l’avremmo potuta tranquillamente fare. Siamo venuti qui carichi con la voglia di regalare ai nostri tifosi un’impresa e alla fine ce l’abbiamo fatta per fortuna. Siamo contentissimi”.

Prima mezz’ora in marcatura su Agnelli poi ti sei liberato e per te si sono aperte praterie fondamentali che ti hanno portato prima al gol e poi all’assist per Migliorini.
“Sì nella prima parte di gara avevo precisi compiti tattici, c’era bisogno di dare una mano in mezzo e mi sono sacrificato volentieri per la causa. Poi nell’occasione del gol sono stato fortunato, forse sarebbe entrata anche senza la deviazione di Burzigotti però scrivilo che il gol lo voglio io! Scherzi a parte ci siamo levati un bel peso, è finita come meglio non poteva”.

GLI SPOGLIATOI. Il presidente ringrazia la squadra per il risultato e la prestazione e si rammarica per questa stagione sfortunata e sotto le aspettative. Poi spende due parole di elogio per Meloni e Migliorini.

BUTELLI: “QUALCHE RIMPIANTO C’E’ MA GUARDIAMO AVANTI”

Bello pimpante e ovviamente rinfrancato, il presidente Cesare Butelli è tra i primi a presentarsi in sala stampa. Non c’è bisogno di molte domande visto il risultato.
“Sì, siamo molto contenti per la prestazione e ovviamente per il risultato. Certo, qualche rimpianto c’è. Se fossimo andati meglio in casa ci saremmo tolti altre soddisfazioni. Basta vedere che ai playoff va la Reggiana che abbiamo meritatamente sconfitto poche settimane fa. Chiudiamo con una posizione dignitosa per come s’erano messe le cose durante la stagione e deludente, invece, per le speranze che avevamo l’estate scorsa. C’è mancato un po’ di equilibrio di rendimento durante il torneo. Riguardo a oggi non parlo mai dei singoli ma voglio spendere due parole per Meloni che è stato bravissimo e decisivo. Fare una partita del genere in un campo così e in una domenica del genere non è da tutti. Voglio anche fare i complimenti a Migliorini che ha fatto una gran partita ed è stato spesso criticato restando sempre zitto. E’ un ragazzo giovane e ha tanta qualità. Riguardo al futuro ci prendiamo un lunedì di riposo ma da martedì si ricomincia a lavorare”.

SPAL-REAL MARCIANISE 2-3

SPAL-REAL MARCIANISE 2-3 (1-1)

SPAL (4-4-2): Capecchi; Ghetti, Zamboni (dal 31′ s.t. Bortel), Lorenzi, Cabeccia; Quintavalla, Bedin, Schiavon, Rossi (dal 10′ s.t. Meloni); Bazzani (dal 28′ s.t. Marongiu), Cipriani.
A disp.: Ioime, Licata, Pedruzzi, Laurenti.
All.: Notaristefano.
REAL MARCIANISE (4-3-3): Fumagalli; Ciano, Filosa (dal 35′ p.t. Murolo), Porpora, Tomi; Alfano, D’Ambrosio, Romano; Manco (dal 47′ s.t. Tedesco), Poziello, Galizia (dal 31′ s.t. Piscitelli).
A disp.: Mezzacapo, D’Apice, Di Napoli, Della Ventura.
All.: Boccolini.

ARBITRO: Ceccarelli di Terni.
Assistenti: Pignone e Tronci.
MARCATORI: 12′ Tomi (RM), 19′ Rossi (S); 3′ s.t. Poziello (RM), 9′ s.t. D’Ambrosio, 19′ s.t. Cipriani (S).
AMMONITI: Rossi (S), Tomi (RM), Quintavalla (S), Poziello (RM) .
ESPULSI: Poziello (RM) al 36′ s.t. per doppia ammonizione, Ioime (S) dalla panchina al 42′ s.t. per proteste
NOTE: giornata piovosa, terreno in buone condizioni. Spettatori 2.800 circa, (paganti 848, più 1.937 abbonati, per un incasso globale di 20.000 euro circa).
Angoli: 7 a 2 per la Spal . Recupero: pt 1’, st 6’.

LA CRONACA. I biancazzurri steccano con il Real Marcianise (2-3 il finale) dopo una partita piena di errori difensivi, di gol sbagliati ma anche di sbagli arbitrali. Il gol di Cipriani era regolare e sul tiro di Ghetti era rigore. Resta comunque la delusione per l’ultimo appuntamento casalingo fallito. Ora il discorso salvezza è rimandato all’ultima giornata. Tutte le combinazioni sorridono a parte una: perdere a Foggia se il Ravenna vince con due gol di scarto ad Andria.

LA SPAL STECCA E LA SALVEZZA E’ RIMANDATA

di Diego Stocchi Carnevali

FERRARA – Per la seconda volta nella loro storia Spal e Real Marcianise si trovano di fronte con gli stessi obbiettivi: vietato perdere. La squadra ferrarese, forte dei due punti di vantaggio sui campani ha la possibilità di chiudere la pratica salvezza con una giornata di anticipo. Al contrario la squadra di Boccolini potrebbe dover rimandare tutto di un’altra settimana in occasione del match interno contro il Pescara. La Spal si presenta priva di due elementi appiedati in settimana dal giudice sportivo: si tratta del regista Migliorini e dell’esterno sinistro Smit: al loro posto Notaristefano ha optato per Bedin centrale di centrocampo in coppia con Schiavon e Paolo Rossi sulla corsia mancina. Tra le fila del Marcianise out Piscitelli per scelta tecnica, gioca Ciano ma per il resto è la stessa formazione che in questa seconda parte di campionato sta portando a termine una cavalcata che sa di impresa miracolosa considerando che a dicembre i gialloverdi condividevano con la Spal l’ultima posizione in classifica. Arbitra Ceccarelli di Terni, una novità per entrambe le formazioni.
Dopo tre minuti si fa vedere per prima la Spal. Perentoria discesa di Cipriani sulla fascia sinistra, l’attaccante bolognese supera prima Poziello e poi elude l’intervento d’anca di Porpora ma proprio al momento del cross per Bazzani viene fermato da Alfano in scivolata. I ferraresi sembrano in palla in questo avvio, peccato che questo si rivelerà solo un effimero fuoco di paglia. Ottavo minuto: Ghetti dalla destra crossa pericolosamente in mezzo all’area di rigore campana ma Filosa ci mette la gamba e proprio all’ultimo momento anticipa un lanciatissimo Cipriani in angolo. Discreta supremazia territoriale dei biancazzurri con Cipriani sugli scudi che fa reparto da solo. Al decimo suona il primo campanello d’allarme di giornata: indecisione difensiva con Bedin che perde ingenuamente palla in un contrasto con l’indiavolato Poziello proprio al limite del vertice basso di sinistra dell’area di rigore. Manco è il più lesto di tutto a recuperare la sfera e a provarci in girata. Capecchi è bravissimo e devia in angolo. Occasionissima per i campani che tre minuti dopo passano. Calcio di punizione lungo la fascia mancina a venticinque metri dalla porta spallina, sulla sfera va Tomi che lascia partire una cannonata deviata da Schiavon che mette completamente fuori causa l’incolpevole numero uno dei ferraresi. Increduli i dieci tifosi gialloverdi saliti al Paolo Mazza. Al quindicesimo telefonata di Bazzani da dieci metri appena fuori sulla sinistra dell’area dei campani ma Fumagalli controlla senza problemi. Diciottesimo: calcio di punizione di Rossi da posizione centrale ma la traiettoria termina abbondantemente a lato. Passano quaranta secondi e Poziello trova Romano in mezzo che lascia partire da trenta metri una staffilata che Capecchi respinge non senza qualche difficoltà e poi Ghetti è bravo a mettere fuori. La Spal per buona sorte riesce a trovare il pareggio al diciannovesimo minuto grazie a Rossi. L’azione parte da un recupero di Bedin in mezzo al campo ai danni di D’Ambrosio e mette in movimento Cipriani che in percussione si mette alle spalle tre uomini del Marcianise e poi mette una palla morbida per Rossi che insacca alle spalle di Fumagalli. Pubblico in visibilio per il pari dei biancazzurri. Ventitreesimo, Quintavalla beffa Filosa che va a vuoto in piena area di rigore dopo una bella azione del solito Cipriani ma il tiro dell’ala destra spallina è debole e preda del buon Fumagalli. Il Marcianise sembra impaurito e la Spal prende coraggio. Trentottesimo, azione tambureggiante di Schiavon che in mezzo supera Galizia, D’Ambrosio e Romano e serve una palla invitante per Quintavalla sulla destra che lascia partire un cross su cui Murolo (entrato da qualche minuto per l’infortunato Filosa) con un po’ troppa fretta devia in angolo. Prima del riposo al quarantaduesimo si rifà sotto il Marcianise con il solito Manco, vera spina nel fianco della fascia sinistra spallina che da posizione centrale scaglia un sinistro su cui Capecchi è bravo a respingere di pugno. Termina in parità la prima frazione e il risultato per quanto fatto vedere è assolutamente giusto.
La ripresa fa subito capire che sarà tutta un’altra musica, Spal che va vicina al vantaggio con una girata di Cipriani a fil di palo dopo neanche trenta secondi. Ma il Marcianise non ci sta a subire la pressione dei biancazzurri e al quarto passa in vantaggio con un gol straordinario di Poziello: palombella ad effetto e la palla assume una traiettoria magica su cui nulla può un Capecchi apparso comunque sorpreso dalla conclusione dell’attaccante gialloverde, riuscito in questo meraviglioso gioco di prestigio grazie anche alla poca decisione con cui Ghetti e Zamboni lo hanno affrontato. Spal colpita a freddo nell’orgoglio, Cipriani crossa dalla destra, Fumagalli interviene come può smanacciando a terra appena fuori dalla propria area di rigore una palla che sembra finire sui piedi di Bazzani che incredibilmente però non arriva in tempo e la difesa campana spazza. Sul ribaltamento di fronte il Marcianise trova la terza rete. Discesa di Manco sulla destra che fa quello vuole, salta Cabeccia come un birillo e serve in mezzo per l’accorrente D’Ambrosio che non ci pensa due volte e insacca alle spalle di un incolpevole Capecchi. Spal in balia totale dei campani. I biancazzurri provano a rialzare la testa prima con Bazzani da fuori, ma il suo tiro viene respinto dalla difesa gialloverde poi, al diciannovesimo, con Cipriani che accorcia le distanze lesto, spalle alla porta, a superare Porpora sugli sviluppi di un assist volante di testa di Bazzani. Passano appena due minuti e il Marcianise, complice una Spal disegnata per l’occasione a trazione anteriore con gli ingressi di Meloni (impalpabile la sua prova) e Marongiu, trova una prateria con Romano lungo il corridoio centrale che si accentra in mezzo e lascia partire un siluro che Capecchi mette in angolo non senza qualche difficoltà. Occasione per la Spal di trovare il pareggio alla mezzora quando Meloni tutto solo si invola lungo la fascia destra e mette nelle condizioni Quintavalla, con un passaggio filtrante splendido, di trovarsi tutto solo davanti all’estremo difensore campano ma il numero sette spallino spara incredibilmente sui guantoni dell’ottimo portiere del Marcianise prima che tocchi al difensore Ciano, sul rimpallo conseguente, a sparare la sfera in angolo su di un rimpallo che aveva favorito inizialmente Marongiu. Il Marcianise rimane in dieci nel finale (doppia ammonizione per Poziello) e la Spal prova il forcing. Prima viene annullato un gol a Cipriani per sospetto fuorigioco (che non c’è) poi, al quarantesimo, proteste vibranti dei biancazzurri che reclamano un calcio di rigore per fallo di mano di Alfano su tiro di Ghetti che l’arbitro però non considera rilevante (e invelo lo è). Dopo sei minuti di recupero la Spal si congeda come peggio non avrebbe potuto per questa stagione dal proprio pubblico e con una salvezza che passa obbligatoriamente per una prestazione positiva a Foggia contro una diretta rivale. Per il Marcianise alla fine è grande festa per una insperata salvezza ottenuta con novanta minuti di anticipo e per una vittoria cercata, voluta fortemente e alla fine arrivata con merito.

LE PAGELLE

di Diego Stocchi Carnevali

Capecchi 6.5 – Non si fida del pallone reso viscido dalla pioggia e alle prese preferisce le respinte di pugno e non gli va neanche male. Attento su Manco in almeno due occasioni, molto bravo su Romano nella ripresa a negargli il gol del possibile 1 a 4. Sui gol non ha colpe, da rivedere solo la sua posizione al momento dell’esecuzione di quello che rimane comunque un gesto tecnico straordinario del numero dieci del Marcianise, Poziello.

Ghetti 5.5 – Stranamente in confusione come tutto il reparto del resto. Per generosità non demorde mai e si proietta in avanti con tutta la forza di volontà possibile ma non incanta come lucidità. Sul secondo gol del Marcianise lascia troppo spazio a Poziello in un errore che divide con Zamboni.

Zamboni 6 – L’esperienza lo aiuta quando da arginare c’è Galizia, ma se l’avversario si chiama Poziello i guai non finiscono mai. Il folletto gialloverde lo mette in seria difficoltà non regalandogli nessun punto di riferimento e il risultato è che un gol arriva dalla sua parte. Esce per infortunio.

Bortel sv – Al posto di Zamboni non spicca né in positivo né in negativo.

Lorenzi 5.5 – Come Zamboni lo aiuta l’esperienza anche se per ben due volte si lascia sfuggire Manco nel primo tempo dandogli il tempo per girarsi e le conseguenze avrebbero potuto essere ben più nefaste.

Cabeccia 5 – Impreciso, corre a vuoto. Appoggi elementari, zero volte in percussione sulla propria fascia di competenza e quel che è peggio Manco non le vede… manco per nulla.

Quintavalla 5 – Il gol che si mangia poteva valere la salvezza della Spal. Per il resto tanta corsa e tanta imprecisione.

Bedin 6 – Primi venti minuti in apnea poi si sveglia e regala legnate a destra e a manca senza fare eccezioni. Lotta e ringhia su ogni palla, bravo in fase di copertura e contenimento ma, ovviamente, non altrettanto quando c’è da lanciare gli attaccanti perché non è il suo ruolo anche se spesso è chiamato a farlo per necessità.

Schiavon 5.5 – Buon primo tempo poi una ripresa anonima dove spesso si fa prendere d’infilata dalle ripartenze velocissime del centrocampo campano.

Rossi 6 – Il gol e poco altro ma è fondamentale perché consente alla Spal di raddrizzare una partita che sembrava (come poi è realmente stato alla fine) segnata. Sostituito senza un reale motivo.

Meloni 5.5 – Il passaggio per Quintavalla è bellissimo ma non si segnala altro. Gioca largo a destra e poi dietro a Cipriani alternandosi in due posizioni che non sembrano affatto appartenergli. La sensazione è che Notaristefano non abbia ancora capito dove impiegare questo ragazzo per ottenerne il meglio.

Bazzani 5 – Una telefonata in porta da dieci metri di distanza e pochissimo altro, mai pericoloso, anche di testa non è in grandissima giornata a parte l’assist per il gol del 2 a 3.

Cipriani 6.5 – Fa il suo che vuol dire gol ma anche impegno e la solita dedizione. L’arbitro gli nega una rete regolarissima che valeva molto per la Spal e anche per la prestazione di Cippo.

Marongiu 5.5 – Tanta confusione, poca sostanza ma è anche vero che è entrato in campo in una tonnara piuttosto che su di un campo di calcio.

Notaristefano 5 – Dover andare a Foggia per conquistare la salvezza è un epilogo che probabilmente nemmeno lui si aspettava. Preferisce Bazzani a Meloni inizialmente, poi cambia Rossi con lo stesso Meloni che va totalmente in confusione capendo ben poco del lavoro che gli viene chiesto di fare, lui che di mestiere dovrebbe fare solo gol e non altro. Una giornataccia può capitare, peccato sia arrivata proprio in quella decisiva. L’agonia continua e speriamo finisca in bene una volta per tutte domenica prossima.

GLI SPOGLIATOI. Amarezza tra i biancazzurri che ammettono la giornata difficile ma reclamano non poco con l’arbitro. Cipriani e Zamboni (che dovrebbe saltare Foggia per infortunio) non ci credono: “Troppi errori contro di noi al Mazza”. Il presidente Butelli fa i complimenti all’avversario ma non dispera: “Siamo quasi salvi”. L’amministratore delegato Bena non fa conti: “Andiamo a Foggia per fare risultato”. E tutti si dispiacciono per non aver potuto salutare il pubblico ferrarese come meritava.

RABBIA, DELUSIONE E NIENTE ALLARMI

di Alessandro Orlandin

“Ci sarebbe piaciuto salutare un po’ meglio il pubblico, ma siamo rientrati con dieci minuti di ritardo dagli spogliatoi dopo il primo tempo…”. Non lesina ironia Cesare Butelli, commentando laconico la sconfitta interna maturata contro il Marcianise. Il presidente snocciola le sue considerazioni mentre fissa il campo ormai sgombero dai protagonisti di giornata.
“Il pari oggi non sarebbe stato scandaloso, ma gli episodi ci hanno girato un po’ contro, basti pensare alle dinamiche delle reti avversarie o all’errore sotto porta di Quintavalla. Mi pare comunque di capire che la salvezza sia quasi aritmetica, quindi non disperiamo”.

Il Real Marcianise ha dimostrato di volere fortemente i tre punti, senza mai fare barricate.
“Indubbiamente, sapevamo che loro arrivavano in forma a Ferrara e lo hanno dimostrato. Mi sbilancio: credo sia la miglior squadra che io abbia visto quest’anno al Mazza, più della Ternana o del Pescara. La loro abilità è testimoniata dal fatto che sono riusciti a infliggerci tre gol in casa, fatto che non accadeva da parecchio tempo, almeno a mia memoria”.

È venuto da lei l’ordine allo speaker di non comunicare i risultati di fine primo tempo?
“No, no… penso sia stata un’idea di Pozzi o di Bena, probabilmente volta a mantenere la concentrazione dei nostri calciatori nel caso dagli altri campi fossero arrivati risultati sfavorevoli. In fondo prima di questa partita ci rimaneva una piccola speranza di prendere il treno playoff”.

Prospettiva che sarebbe comunque sfumata, visti i risultati di Ternana e Rimini.
“Sì, infatti, diciamo che con questa sconfitta ci abbiamo messo una pietra sopra. Magari saremmo potuti andare a quota 45 punti oggi per poi ritrovarci comunque dietro domenica prossima”.

In ogni caso lei ci credeva.
“Certo, ci ho sempre creduto, anche a dispetto dell’evidenza dei fatti. Di sicuro eravamo partiti per fare un altro tipo di campionato, ma prendiamo atto di come è andata”.

E ora si va a Foggia per chiudere la stagione.
“Sì, di certo non ci andiamo con le infradito ai piedi ma per giocarcela fino in fondo. Nonostante il pronostico possa sembrare a senso unico, viste le forti motivazione dei rossoneri, non c’è nulla di già scritto”.

In sala stampa le principali attenzioni sono rivolte al monitor che trasmette la pagina di Televideo con risultati e classifica del girone. Stefano Bena è tra i primi a uscire dagli spogliatoi e a chiedere notizie. Poi l’amministratore delegato biancazzurro taglia corto: “Niente conti, andremo a Foggia a fare la nostra partita”.

Propositi di vittoria andati in fumo, oggi.
“Purtroppo sì. Volevamo vincere senza fare troppi calcoli, mantenendo viva una piccola speranza di aggancio ai playoff, e invece quasi rischiamo di scivolare ai playout, anche se mi sembra una prospettiva abbastanza remota”.

Quanto remota, se quantificata in percentuale?
“Credo che le probabilità di salvarci senza playout per noi siano tra il 90 e il 95 percento. È vero che nel calcio può accadere di tutto, ma serve un incastro di risultati abbastanza particolare”.

Ad ogni modo, onore alla prestazione del Marcianise.
“Certo, sono un gruppo in buona salute e lo hanno dimostrato, posso dire che mi siano piaciuti”.

Particolari rimpianti per l’esito della stagione?
“No, e se ci sarà qualcosa da dire lo faremo dopo la partita di Foggia. Di certo posso dire che durante l’anno non mi sarebbe dispiaciuto vederci concesso qualche rigore in più: non chiediamo certo agevolazioni, ma almeno di ricevere ciò che ci spetta su certi episodi”.

Più categorico Giacomo Cipriani nei confronti dell’arbitraggio del signor Ceccarelli di Terni.

Più deluso o arrabbiato?
“Oggi abbiamo pagato la sfortuna sugli episodi chiave: il Marcianise ha segnato due gol con una deviazione e un cross scentrato, e l’arbitro ci ha negato tre rigori e una rete regolare. Mi sembra che solo la Spal venga trattata così quando gioca in casa”.

Al di là dei demeriti arbitrali, non è stata la vostra migliore prestazione.
“Sicuramente, potevamo giocare meglio e abbiamo fatto vedere cose buone solo a sprazzi. Bisogna ammettere poi che rincorrere non è mai semplice”.

La critica giudica unanimemente buona la prestazione del Marcianise.
“Da parte mia devo dire che se dal punto di vista tecnico possono aver meritato, non lo hanno fatto dal punto di vista del comportamento. Troppi atteggiamenti provocatori e perdite di tempo una volta in vantaggio, non è un modo sportivo di giocare. In questo comunque è responsabile anche l’arbitro, che non è stato in grado di tenere in mano la partita nel suo complesso”.

Adesso vi aspetta una trasferta caldissima a Foggia.
“Sì, speravamo di poter affrontare questo impegno con maggiore tranquillità, invece dovremo giocarcela con grande attenzione. Sarebbe un gran peccato essere beffati dopo un grande girone di ritorno, sappiamo per certo che i nostri avversari se la giocheranno alla morte per evitare i playout. Da parte nostra speriamo anche che l’Andria faccia il suo dovere battendo il Ravenna”.

Altrettanto determinato è Marco Zamboni, anche se rischia di dover vedere la partita dalla tribuna del Pino Zaccheria visto l’infortunio occorsogli oggi.

Che cosa è successo?
“Ho il sospetto che si tratti di uno stiramento, ma ne sapremo di più martedì dopo l’ecografia. Sapevo di rischiare dopo la settimana appena trascorsa, ma dovevo comunque giocare e stringere i denti”.

Un risultato per certi versi inatteso quello di oggi.
“Sì, è stato un passo falso, ma non possiamo ignorare gli episodi sfavorevoli. Non credo ci sia una squadra come la nostra che in casa viene sistematicamente sfavorita dagli arbitri: anche oggi sul tiro di Ghetti nel secondo tempo mi è sembrato ci fosse un rigore nettissimo, eppure niente da fare”.

E ora scenderete a Foggia per fare almeno un punto.
“Quest’anno si soffre fino all’ultimo, purtroppo è così e lo sarà anche a Foggia. Comunque non abbiamo paura di loro e andremo là per vincere”.

La sconfitta di oggi ha rappresentato un congedo amaro dal pubblico del Mazza.
“Purtroppo sì, noi ce l’abbiamo messa tutta e ci dispiace molto per non aver potuto fare un regalo ai nostri tifosi. Però, lo ripeto, anche oggi abbiamo subito penalizzazioni troppo grosse non dovute a noi”.

Il tecnico non cerca scusanti negli errori arbitrali e invita i suoi ad andare a Foggia senza paura per conquistare la salvezza. Rammarico invece per la sua prima sconfitta esterna stagionale.

NOTARISTEFANO: “MI DISPIACE PER IL PUBBLICO”

di Diego Stocchi Carnevali

Una sconfitta che non ci voleva.
“No, davvero. Peccato, se fossimo riusciti a fare la partita che volevamo il pareggio alla fine avrebbe potuto anche essere il risultato più giusto aldilà di qualche episodio controverso in area, un fuorigioco, un rigore che non dobbiamo neanche star tanto a sottolineare perché sono episodi che fanno parte del calcio e finiscono al novantesimo. Siamo stati un pochino troppo disattenti e abbiamo commesso pochi errori ma su cui il Marcianise ci ha punito senza pietà”.

Avevi ragione a temere il trio Manco, Galizia e Poziello.
“Il loro reparto offensivo, molto tecnico e molto capace per lunghi tratti della partita ci ha messo veramente in difficoltà, bravi a ripartire a non darci punti di riferimento ma lo sapevamo, non è stata una novità questa. Se alle loro caratteristiche andiamo a sommare un momento di forma che stanno attraversando davvero invidiabile allora si può capire il perché oggi sono riusciti a venire a vincere a Ferrara contro una squadra in salute perché anche noi stiamo bene ma purtroppo gli episodi oggi hanno pesato davvero più del solito e per episodi mi riferisco soprattutto a prodezze balistiche piuttosto che ad errori della terna”.

Una sconfitta nata davvero da episodi: prima la deviazione di Schiavon poi l’eurogol di Poziello che conferma come, quest’anno, la Spal in casa di fortuna ne abbia avuta veramente poca visto il numero incredibile di reti bellissime subìte.
“Sì, la fortuna quest’anno ci ha accompagnato davvero per poco tempo, questo ormai va detto, siamo alla fine ed è sotto agli occhi di tutti. Eravamo riusciti a ribaltare la situazione, il secondo tempo non era iniziato male, eravamo entrati in campo concentrati e convinti di poter fare la nostra parte ma poi Poziello ci ha tagliato le gambe anche se la nostra difesa gli ha lasciato fare tutto quello che voleva”.

Sul gol annullato a Cipriani del possibile 3 a 3 per fuorigioco cosa ci puoi dire?
“A noi il gol di Cipriani sembrava valido dalla panchina ma è un episodio che va rivisto. Adesso non conta però perché Foggia è dietro l’angolo e dobbiamo andare in Puglia per portare via il massimo visto che grazie ai risultati di oggi non siamo aritmeticamente salvi. Manca poco ma è abbastanza per non stare tranquilli”.

Tutti a Foggia per fare risultato contro una squadra, però, che per evitare i playout dovrà solo portare a casa i tre punti e sperare in risultati concomitanti favorevoli.
“A Foggia sarà durissima ma dovremo come al solito presentarci senza avere paura dell’ambiente, della squadra o pensare a fare inutili calcoli. Dovremo essere bravi a fare la nostra partita, possibilmente non pensare a quello che faranno Andria, Ravenna o chi altro potrebbe venire invischiato nella lotta per evitare gli spareggi e concentrarci solo su noi stessi e su tutte le nostre energie fisiche e mentali. L’unico grande rammarico è congedarmi da questo pubblico in questo modo, con la prima sconfitta interna della mia gestione e proprio all’ultima partita quando invece avremmo voluto tutti festeggiare una salvezza anticipata”.

REGGIANA-SPAL 0-1 (0-1)

REGGIANA (4-4-1-1): Tomasig; D’Alessandro, Girelli, Mei, Andersson; Nardini, Saverino, Maschio, Castiglia (dal 12′ s.t. Temelin, dal 25′ s.t. Viapiana); Alessi; Morelli (dal 12′ s.t. Ferrari).
A disp.: Manfredini, Ferrando, Mallus, Romizi.
All.: Dominissini.
SPAL (4-4-2): Capecchi; Ghetti, Zamboni, Lorenzi, Cabeccia; Quintavalla, Migliorini (dal 31′ s.t. Licata), Schiavon, Smit; Cipriani (dal 33′ s.t. Bazzani), Meloni (dal 19′ s.t. Bedin).
A disp.: Ioime, Bortel, Rossi, Marongiu.
All.: Notaristefano.

ARBITRO: Irrati di Pistoia (Secco e Deriù)
MARCATORI: 1′ p.t. Schiavon (S)
AMMONITI: Mei (R), Migliorini (S), Smit (S), Cabeccia (S) e Maschio (R).
ESPULSI: Mei (R) e Smit (S) al 21′ s.t. per reciproche scorrettezze.
NOTE: giornata calda e umida, terreno in pessime condizioni. Spettatori 3.000 circa, di cui almeno trecento tifosi provenienti da Ferrara.
Angoli: 3 a 3. Recupero: pt 4’, st 4’.

LA CRONACA. Fondamentale vittoria della squadra di Notaristefano che conferma la buona tradizione nel derby con la Reggiana e vince 1 a 0. Decide Schiavon dopo soli 12 secondi! Primo tempo perfetto dei biancazzurri che sprecano tanto. Nella ripresa le squadre accusano il caldo ma il risultato è giusto. Incredibile la classifica che dice: meno quattro dai playoff e più tre sui playout.

LA SPAL FESTEGGIA LA LIBERAZIONE

di Diego Stocchi Carnevali

Tre punti fondamentali, una prestazione buona, un primo tempo ottimo e una classifica incredibile. E’ questo, in sintesi, il riassunto della giornata biancazzurra Un riassunto che non deve far allentare la tensione perché la salvezza va ancora conquistata ma certo qualche rimpianto c’è dopo quell’orrendo girone di andata. Tanto vale, ora, provarci fino alla fine cercando di vincere entrambe le gare che rimangono. Poi si vedrà.
La partita comincia benissimo. Passano appena dodici secondi, sponda aerea di Cipriani per Meloni che spalle alla porta serve l’accorrente Schiavon che elude la marcatura di Nardini e lascia partire un missile che si infila all’incrocio dei pali alla destra di Tomasig. Il portiere nulla può fare sulla conclusione del mediano spallino. Avvio memorabile dei ferraresi che, nei primi dieci minuti, con un costante pressing a centrocampo costringono i granata a tenere molto basso il baricentro e Saverino deve imbastire le azioni granata ripartendo quasi dalla propria area di rigore. Nono minuto, lungo lancio sulla sinistra di Smit per Cipriani bravissimo ad addomesticare in piena area di rigore il pallone ma Mei lo è ancor di più a recuperare. Un minuto dopo si fa vedere la Reggiana. Sugli sviluppi di un corner dalla destra di Maschio è D’Alessandro a provarci con un gran destro da lontano ma la sfera si perde alta sopra la traversa dopo una deviazione (forse di Cabeccia) non ravvisata dall’arbitro. Dodicesimo minuto: Nardini svaria a tutto campo da destra a sinistra, mette a sedere due giocatori biancazzurri e suggerisce in mezzo una palla d’oro per Morelli che in girata però non riesce a imprimere la giusta potenza alla sfera e Capecchi fa suo il pallone in posizione centrale senza problemi. Sedicesimo, la Spal prova a chiudere il match. Quintavalla (disputerà un ottimo primo tempo) sulla corsia destra crossa per Cipriani lesto a prendere il tempo a Mei e a girarsi spalle alla porta ma il gesto atletico dell’ariete spallino non è preciso e termina a lato della porta difesa da Tomasig. La Spal gioca con scioltezza e in grande tranquillità rischiando praticamente nulla, i granata al contrario sbagliano anche i disimpegni più elementari mostrando grande confusione e nervosismo. Al ventunesimo la Reggiana chiede un rigore. Su angolo di Nardini ci prova Saverino al volo di sinistro e la sfera impatta sul braccio di Quintavalla appena fuori l’area di rigore ma secondo il direttore di gara il braccio del numero sette spallino è vicino al corpo e non ravvisa alcuna irregolarità. Decisione giusta nonostante le proteste vibranti dell’ex regista dello Spezia. La gara si incattivisce al ventitreesimo quando Mei è costretto a uscire dal campo per quasi quattro minuti a causa di un involontario colpo al volto preso in uno dei tanti duelli con Cipriani: il centrale granata sfonda addirittura la panchina destinata al quarto uomo uscendo dal terreno di gioco prima delle cure del caso da parte dei sanitari granata. La Spal gestisce l’incontro, la supremazia è netta e la Reggiana non trova sbocchi con i suoi uomini di maggiore tecnica come Alessi e Maschio. Al trentatreesimo Schiavon ci riprova ancora dalla media distanza, palla fuori di poco. Esemplare la diga in mezzo al campo eretta da Migliorini e Schiavon in questa prima parte di gara. Tre minuti dopo Quintavalla dalla destra per Cipriani, di prima, con l’attaccante anticipato da D’Alessandro la cui deviazione mette in movimento un Meloni che, leggermente spostato sulla destra, si viene a trovare incredibilmente tutto solo davanti a Tomasig ma l’attaccante sardo è troppo precipitoso e non riesce a coordinarsi come dovrebbe e di piatto indirizza la sfera quasi in fallo laterale. Occasionissima per i biancazzurri per chiudere l’incontro. Al quarantacinquesimo ancora Meloni cincischia troppo sulla destra e riesce a farsi rimontare da Mei che devia in angolo la conclusione dopo un bel suggerimento di Quintavalla. Al quarantasettesimo ancora Spal con Smit che anziché passare a Meloni prova la percussione centrale, supera due difensori della Reggiana ma poi al momento di concludere incoccia contro la tibia di Girelli e l’azione sfuma. Finisce il primo tempo con i ferraresi meritatamente in vantaggio contro una Reggiana assente ingiustificata dell’incontro.
La ripresa inizia con gli stessi ventidue della prima frazione di gioco. La Reggiana prova a fare la partita senza riuscirci. Al sesto minuto punizione dalla destra di Alessi che trova puntuale il colpo di testa di Maschio ma per fortuna dei biancazzurri la palla è alta sopra la traversa. La Spal sembra entrata in campo meno convinta rispetto alla prima frazione ma la manovra dei padroni di casa continua a essere farraginosa e priva di spunti interessanti. Decimo minuto, Meloni per Smit che dalla sinistra crossa per Cipriani sul palo più lontano e la punta bolognese non ci pensa due volte e tira al volo, Tomasig risponde presente e para a terra. La Reggiana prova il tutto per tutto, Dominissini richiama Castiglia e Morelli e inserisce Temelin (sfortunata la sua gara che durerà poco più di dieci minuti) e Ferrari. Brivido Spal quando Ghetti al dodicesimo salva sulla linea su Alessi dopo che Capecchi era riuscito a chiudere lo specchio della porta su D’Alessandro abile ad andarsene tutto solo sulla destra dopo aver superato Cabeccia (buona la sua prova comunque). Squadre lunghe in questa fase dell’incontro, ampi spazi da una parte e dall’altra, Notaristefano lo capisce e corre ai ripari togliendo Meloni per Bedin a ridosso del ventesimo minuto proprio sessanta secondi prima che entrambe le squadre restino in inferiorità numerica, decisione maturata dal direttore di gara dopo aver ravvisato reciproche scorrettezze tra Smit e Mei. Spal rintanata nella propria metà campo ma la Reggiana non riesce a sfondare complice probabilmente anche il primo caldo stagionale che si fa sentire tra i contendenti in campo. I ferraresi danno l’impressione di non avere più energie da spendere e un Cipriani esausto lascia il posto a Bazzani mentre, un minuto prima, anche Migliorini viene richiamato in panchina per Licata che va ad occupare la posizione che prima del rosso era di competenza di Smit con Bedin in mezzo a fare da schermo davanti alla difesa insieme a Schiavon. Trentacinquesimo: azione della Reggiana con Viapiana che ci prova da fuori, Capecchi non rischia la presa e di pugno allontana la sfera. Quattro minuti dopo è ancora l’indomito Quintavalla (tra i migliori) dalla destra a mettere in movimento Licata che ci prova con un diagonale che però termina a lato. Manovriera ma sciupona la Reggiana che ha ancora nei piedi di Viapiana l’occasione del pari sugli sviluppi di un corner dalla destra di Ferrari a tre minuti dalla fine ma Capecchi fa buona guardia e para a terra. A un minuto dalla fine la Spal prova a chiudere i conti. Schiavon sulla destra per Bazzani che di tacco serve Licata: tiro da fuori dell’esterno siciliano ma la palla termina dalle parti di Cassiopea. Dopo quattro estenuanti minuti di recupero arriva il fischio finale e la Spal esulta per aver conquistato tre punti che la avvicinano ancora di più al traguardo salvezza: tre punti di margine sui playout e quattro punti di ritardo dai playoff dice oggi la classifica dopo una giornata di campionato che ha visto trionfare ancora una volta le dirette concorrenti alla corsa salvezza dei ferraresi. Domenica prossima ultimo match interno contro il Marcianise, fondamentale a questo punto per avere la certezza della permanenza in categoria anche la prossima stagione.

GLI SPOGLIATOI. Mentre il capitano non vuole rassegnarsi a dire addio ai playoff, il tecnico Notaristefano sottolinea la prestazione dei suoi e l’importanza di questi tre punti per la classifica. Ovviamente soddisfatto anche il presidente Butelli: “Sono molto contento, non mi era mai capitato di sedermi in tribuna e di essere già in vantaggio. Il futuro dell’allenatore? “Non ne abbiamo ancora parlato ma di certo ha lavorato bene”.

ZAMBONI: “SIAMO LA SQUADRA CHE STA MEGLIO”

Come sempre il primo a presentarsi in sala stampa è il tecnico Notaristefano che comincia da un concetto vecchio ma sacrosanto.
“E’ davvero un campionato molto strano e particolare. A due partite dalla fine nulla è deciso sia davanti sia dietro. Oggi abbiamo fatto punti importanti e preziosi. Se non avessimo vinto saremmo ancora in zona pericolo. Possiamo essere ragionevolmente ottimisti anche se con il Real Marcianise dobbiamo fare bene perché la classifica è sotto gli occhi di tutti. Anche guardando avanti – dice ridendo – i playoff non sono irraggiungibili… ma adesso vediamo che cosa capita in queste ultime due partite e poi vedremo”.

Abbiamo visto una Spal dai due volti. Un primo tempo straordinario e poi qualche difficoltà…
“Mah, sinceramente difficoltà non direi. Nel secondo tempo abbiamo arretrato un po’ troppo il baricentro ma bisogna anche dire che giocavamo con il primo caldo stagionale ed eravamo stanchi sia noi sia loro. Abbiamo fatto un po’ di faticato, certo, ma anche la Reggiana. Però grossi rischi io non ne ho visti”.

Ovviamente soddisfatto anche il presidente Cesare Butelli.
“Sì, sono contento, e molto, per la prestazione e per il super primo tempo che abbiamo giocato. E’ davvero una bella sensazione sedersi ed essere subito in vantaggio: questa mi mancava. Abbiamo fatto una bella partita, forse potevamo fare più gol perché lo meritavamo visti i primi quarantacinque minuti giocati. Poi abbiamo sofferto un po’ ma l’abbiamo portata a casa con merito. Per fortuna abbiamo fatto tre punti perché alla vigilia il pari sarebbe andato bene ma visti i risultati sarebbe invece stato poco utile. Ora vediamo queste ultime due partite poi tireremo le somme”.

A proposito di somme, un giudizio su Notaristefano visto il lavoro svolto da quando l’avete chiamato a guidare una Spal in grande difficoltà.
“Sono sincero. Del mercato e della prossima stagione non ne abbiamo ancora parlato ma certo il tecnico ha lavorato bene. A me piace ragionare sui numeri e da questo punto di vista i risultati parlano chiaro”.

Identica soddisfazione anche tra i giocatori. Chiaro e limpido, come sempre, il pensiero, di capitan Zamboni.
“Siamo contenti, certo. Loro hanno fatto un tiro in porta e non ci hanno mai impensierito. Nel primo tempo potevamo fare tre gol e chiudere subito la gara, Secondo me c’era anche un mezzo rigore su Cipriani”.

A questo punto vi sentite la salvezza in tasca?
“Di sicuro siamo la squadra che sta meglio. Domenica prossima ci saranno diversi scontri diretti dietro di noi e questo è un dato importante. Ma io lascio aperto ancora uno spiraglio sopra, finché l’aritmetica non ci dice no non si mai…”.

LE PAGELLE. Voti ovviamente positivi per i biancazzurri. Dietro brillano Zamboni, Lorenzi e Cabeccia. Ottima partita di Migliorini. Più che sufficienti anche Capecchi, Quintavalla e Ghetti. In ombra Meloni e Licata.

SCHIAVON SU TUTTI, POSITIVI TUTTI I CENTRALI

di Enrico Testa

CAPECCHI 6.5. La Reggiana lo chiama poco in causa ma quando succede conferma di attraversare, come il resto dei suoi compagni, un ottimo periodo di forma. L’uscita decisiva nel secondo tempo è perfetta.

GHETTI 6.5. Prestazione in linea con quella dei compagni. Sostanza e chiusure dietro, e anche qualche spunto in fase di spinta. In più quel salvataggio che, appunto, salva il risultato importante della Spal.

CABECCIA 7. Partita in linea con quella dell’altro laterale basso ma con qualche merito in più. Quello di aver letteralmente cancellato dal campo l’uomo più in palla degli avversari, cioè Nardini. Diverse anche le chiusure importanti.

SCHIAVON 7.5. Il gol è solo, si fa per dire, il merito aggiuntivo. Eros si fa un mazzo così per tutta la gara e quando non ne ha più gioca una decina di minuti da esterno sinistro. Minuti che servono a recuperare per poi ritornare a essere il migliore. Sabato era il suo compleanno ma anche qui il guerriero è generoso perché il regalo lo fa lui.

ZAMBONI 7. Che dire? Non sbaglia nulla. Vabbé che non è una notizia ma una sola palla rinviata un po’ così e zero, ma proprio zero, occasioni lasciate agli avanti avversari dice molto circa la partita del capitano dei biancazzurri.

LORENZI 7. Ottimo rientro per il centrale. Come Zambo non concede nulla alla Reggiana e in un paio di occasioni il suo mancino consente di ricominciare l’azione dove la Spal ha più uomini, sulla sinistra appunto.

QUINTAVALLA 6.5. Parte in quarta come fa sempre quando si trova di fronte i cubetti. Ottimo il suo primo tempo ma anche nella ripresa, nonostante il caldo, è uno dei più presenti. Peccato solo per qualche appoggio non precisissimo.

MIGLIORINI 7. Nel primo tempo, con Schiavon, è il migliore in campo. Costruisce, insieme con il compagno, una diga in mezzo al campo e specialmente nella prima mezzora i suoi piedi sono fondamentali. Nella ripresa cala come tutti gli altri. In questa seconda fase di campionato è emerso il vero regista che conoscevamo. Purtroppo, però, non se n’è accorta soltanto la Spal. Sarebbe un gran colpo se Pozzi riuscisse a fare il colpaccio e a convincere il Livorno a lasciarlo a Ferrara.

CIPRIANI 6. Come al solito fa reparto da solo e nel primo tempo prende una quantità di botte, tra le quali un pugno in faccia, impressionante. Come incassatore è incredibile, peccato che il lavoro sporco non serva più di tanto, almeno in fase offensiva, perché i compagni, in questa situazione, latitano.

SMIT 6. Mezzo voto in meno per un’espulsione tutto sommato ingiusta ma assolutamente evitabile. Per il resto contribuisce non poco, in particolare nei primi quarantacinque minuti, a dare sostanza e gioco sulle corsie spalline.

MELONI 5.5. Un passo indietro, peraltro giustificabile, dopo il partitone di sette giorni fa. Gli capitano due palloni che il Meloni vero avrebbe capitalizzato al massimo. Una volta il pallone che gli arriva non è pulitissimo, l’altra volta invece bisognava fare di più.

(BEDIN 6). Pare meno in forma del solito ma la sua sostanza fa respirare i compagni e serve nel momento più delicato del match.

(LICATA 5.5). Tatticamente fa il suo. Ha bella corsa e capacità di soffrire ma quei due tiracci impediscono una sufficienza altrimenti ampiamente meritata.

(BAZZANI 6). Poco tempo a disposizione. Quel che basta, però, per dare il solito, importante, generoso, umile aiuto.

NOTARISTEFANO 7. Mette in campo la formazione migliore e riesce a limitare al massimo i giocatori più pericolosi della Reggiana, Alessi e Nardini, catechizzando al massimo Schiavon e Cabeccia. Il suo cammino sulla panchina della Spal dice tutto. La conferma dovrà essere una pura formalità.

SPAL-HELLAS VERONA 1-1 (0-0)

SPAL (4-4-2): Capecchi; Ghetti, Zamboni, Bortel, Smit; Quintavalla (dal 28′ s.t. Bazzani), Schiavon Bedin, Rossi (dal 35′ s.t. Migliorini); Valtulina (dal 21′ p.t. Meloni), Cipriani. A disp.: Ioime, Licata, Pedruzzi, Marongiu. All.: Notaristefano.
H.VERONA (4-4-2): Rafael; Cangi, Ceccarelli, Anselmi (dal 42′ s.t. Massoni), Pugliese; Pensalfini, Esposito, Russo; Berrettoni, Selva (dal 31′ s.t. Di Gennaro), Ciotola (dal 21′ s.t. Farias). A disp.: Ingrassia, Campagna, Garzon, Dalla Bona. All.: Remondina.

ARBITRO: Baratta di Salerno.
Assistenti: Levato e Granella.
MARCATORI: 22′ s.t. Selva (V), 44′ s.t. Meloni (S).
AMMONITI: Smit (S).
NOTE: giornata di sole, terreno in buone condizioni. Spettatori 3.000 circa, trasferta vietata ai non residenti in Emilia Romagna (paganti 1.124, più 1.937 abbonati, per un incasso globale di 23.766 euro).
Angoli: 8 a 5 per la Spal . Recupero: pt 2’, st 8’.

Prima dell’inizio della partita su disposizione del Presidente Federale è stato osservato un minuto di raccoglimento per commemorare le vittime dell’incidente ferroviario avvenuto in Val Venosta lo scorso 12 aprile.

LA CRONACA. Finisce 1 a 1 al Paolo Mazza ma i biancazzurri meritavano di più. Bel secondo tempo della squadra di Notaristefano che recupera con il cuore l’immeritato svantaggio a un minuto dalla fine grazie a Meloni.

SPAL, UN PUNTO VERSO LA SALVEZZA

di Diego Stocchi Carnevali

FERRARA – Spal e Verona di fronte al Paolo Mazza per la diciannovesima volta nella loro storia, la seconda nella terza serie del calcio italiano. Il bilancio è sin qui piuttosto eloquente: sei vittorie biancazzurre (l’ultima in B poco meno di diciotto anni fa), nove ics e appena tre affermazioni ospiti. Gara da dentro o fuori per entrambe per una miriade di ragioni. Il Verona, dopo aver raccolto appena cinque punti su ventuno nelle ultime sette partite, è chiamato alla partita della vita per continuare a sperare nella promozione diretta dopo essere stato raggiunto in vetta dal sorprendente Portogruaro, impegnato nel non proibitivo match casalingo contro il pericolante Foggia. La squadra di Remondina ha un solo risultato a disposizione: la vittoria. I padroni di casa, rilanciati dallo schiacciante successo di sette giorni fa a Lanciano e dall’ottavo posto in classifica (ricordiamo che la Spal è in vantaggio con tutte le squadre che sono alle sue spalle per scontri diretti eccezion fatta per Marcianise e Foggia contro cui però deve ancora giocare), inseguono un sogno, di quelli fatti apposta per tenere vivo l’interesse del torneo fino alla fine: a quattro punti dalla aritmetica salvezza e con quattro gare davanti, la squadra di Notaristefano vincendo potrebbe garantirsi anzitempo non solo la permanenza in categoria, unico obbiettivo stagionale per il momento ma, con la complicità di una serie di risultati favorevoli e una congiuntura astrale idonea avrebbe ancora margine per acciuffare il quinto posto. Fantacalcio, almeno per il momento. Tornando all’appuntamento odierno, i biancazzurri si presentano privi di Cabeccia (squalificato) e Lorenzi (influenzato) sostituiti rispettivamente da Smit che scala a numero tre e Bortel al centro della difesa in coppia con capitan Zamboni. Inizialmente in panchina sia Meloni sia Bazzani, c’è Valtulina in appoggio a Cipriani e Schiavon in mediana (al rientro dalla squalifica) per Migliorini. Il Verona non può contare su Comazzi (appiedato dal giudice sportivo) e allora accanto al… bomber Ceccarelli (sei reti per lui sin qui) va l’ex Sassuolo Anselmi. Remondina, che a Ferrara si gioca il posto, cambia anche l’attacco e lascia fuori Di Gennaro a favore di Ciotola (non sarà una mossa vincente, anzi), ancora out invece l’eclettico Rantier autore del gol scaligero all’andata. Rientra Russo a centrocampo al posto di Garzon che torna in panchina dove invece trova posto Dalla Bona al rientro dopo un lungo periodo di infortunio. Terna arbitrale di lusso per la sfida odierna: fischia Baratta di Salerno, sesto anno, gara numero centoquattordici della sua carriera e in odore di salto di categoria, coadiuvato dai signori Levato di Torino e Granella di Nichelino. Lungo l’elenco dei diffidati tra le fila del Verona che comprende Pugliese, Ciotola, Russo, Berrettoni e Colombo mentre tra i padroni di casa dovranno stare attenti Bortel, Migliorini e Marongiu (oltre a Lorenzi non convocato per problemi influenzali). Giornata di sole ma ancora lontana da temperature primaverili e con una risposta di pubblico inferiore alle attese dopo che la società aveva chiamato in settimana a raccolta i propri tifosi applicando prezzi stracciati in curva e in gradinata dove sono soliti prendere posto abitualmente i tifosi ospiti, oggi assenti: ricordiamo infatti che l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, su indicazione del Casms, ha deciso di consentire l’ingresso all’impianto ferrarese solo ai residenti in Emilia Romagna e a tutti i possessori della tessera del tifoso.

LA CRONACA

Si comincia subito su buoni livelli. Dopo appena tre minuti contatto Ceccarelli-Capecchi sugli sviluppi di una punizione dalla sinistra di Esposito, il portiere ferrarese resta a terra qualche minuto e poi riprende senza problemi. Agonismo e colpi al limite della correttezza non mancheranno per tutti i novanta minuti. L’avvio appare timoroso da parte di entrambe le squadre che restano piuttosto compassate e contratte nell’impostare la manovra. Decimo minuto, calcio d’angolo di Rossi (non ripeterà la prova mostruosa di Lanciano) dalla sinistra e brivido per la porta veronese con Cipriani che manca l’appuntamento con il tap in vincente davvero per un soffio. Passano sessanta secondi e un errore in disimpegno di Esposito mette in movimento Quintavalla proprio al limite dell’area di rigore lungo il vertice basso di destra. Il numero sette biancazzurro si prodiga in un buon suggerimento per Cipriani in profondità che proprio all’ultimo però viene anticipato con una tempestiva chiusura di Ceccarelli. Il Verona si fa vedere pochi secondi dopo con un bel lancio di Selva in profondità per Ciotola ma la velocità impressa alla sfera dall’ex centravanti biancazzurro è troppo lunga e Capecchi fa suo il pallone. Fase di studio tra le due formazioni con la Spal più aggressiva, ma sono gli errori a centrocampo a farla da padrone da una parte e dall’altra. Diciannovesimo: la Spal perde Valtulina (nei prossimi giorni verranno fatti gli accertamenti del caso al ginocchio) che si infortuna da solo e il Verona ci prova con Berrettoni di testa ma il numero dieci veronese non inquadra la porta. Venticinquesimo: occasionissima Verona. Pensalfini in posizione centrale elude Zamboni e riesce a smarcare Russo sulla destra che cerca il colpo sotto ma Capecchi è bravissimo a dire di no e a respingere la palla in angolo. Brivido per i padroni di casa con Bortel e Smit che vanno in gita in mezzo all’area di rigore spallina in una difesa nell’occasione formato presepe. La Spal colleziona angoli (tre in cinque minuti) ma non punge e anche l’entrata in campo di Meloni non sembra sortire gli effetti sperati. Il Verona ci prova solo di rimessa soprattutto con Berrettoni che due minuti dopo mette a sedere prima Ghetti e poi mette in mezzo dove però il centrale slovacco si rifà parzialmente e devia in angolo. Sugli sviluppi dell’azione successiva ponte di Ceccarelli per Selva che con una bicicletta sul dischetto dell’area di rigore impatta centralmente (e debolmente) e per fortuna della Spal Capecchi fa sua la sfera. Seconda occasione gol per gli ospiti. Meglio il Verona della Spal in questa prima mezzora. Trentacinquesimo: ancora la Spal con un missile terra-aria di Schiavon che viene deviato proprio all’ultimo da Esposito in angolo con Rafael che aveva comunque dato l’impressione di essere sulla traiettoria. Trentanovesimo: punizione di Rossi dal centro sinistra e dalla media distanza ma il mancino finisce fuori di qualche metro. Tre minuti dopo lancio di Zamboni dalla retrovie per Meloni che prende il tempo a Ceccarelli ma proprio all’ultimo rallenta la progressione e Rafael recupera la sfera appena in tempo. Termina la prima frazione sul nulla di fatto, Spal guardinga con una discreta supremazia territoriale ma con il Verona che ha avuto le occasioni migliori.
La ripresa inizia con la Spal che attacca sotto la Ovest. Al secondo minuto disimpegno errato di Zamboni che di testa mette in movimento involontariamente Russo che dalla distanza non ci pensa su due volte e spara, conclusione a lato di poco alla sinistra di Capecchi. Quinto episodio dubbio in area di rigore veronese: sugli sviluppi di un lancio di Smit per Meloni l’attaccante nuorese si invola tutto solo verso l’area di rigore, Pugliese lo trattiene e il giocatore spallino finisce giù in maniera un po’ troppo plateale e Baratta non ritiene ci siano gli estremi per la massima punizione tra i fischi e gli improperi di tutto il pubblico. Azione da rivedere ma la trattenuta non è stata così evidente. Decimo minuto e ancora un dubbio sulla direzione di gara dell’arbitro campano: colpo di anca di Anselmi su Cipriani che accenna a qualche protesta proprio al limite dell’area di rigore, ma ancora una volta l’arbitro lascia correre. Al quattordicesimo ancora Spal che sembra finalmente aver preso fiducia rispetto alla prima frazione di gioco. Meloni in progressione supera Esposito e lancia Rossi sulla sinistra. L’esterno lascia partire un cross pennellato in mezzo ma la traiettoria si perde fuori. Sedicesimo: fallo di Anselmi su uno scatenato Cipriani, punizione velenosa di Smit dai venti metri spostato sulla sinistra ma Rafael fa buona guardia e para a terra. Ventesimo, momento di empasse di Ghetti che si perde Berrettoni: tiro del numero dieci veronese dalla media distanza ma Capecchi è bravissimo e respinge di pugno prima che tocchi a Zamboni fare buona guardia sull’accorrente Selva. La sfera termina sul fondo. Al ventiduesimo, proprio nel momento migliore dei biancazzurri, il Verona passa in vantaggio. L’appena entrato Farias lungo l’out di destra riceve una palla splendida in mezzo da Berrettoni che, eludendo la diagonale di Smit, si invola tutto solo e nel tentativo di concludere partorisce un tiro-cross che beffa Capecchi e sul quale interviene Selva che infila inesorabilmente la porta spallina per il più classico dei gol dell’ex. La Spal è colpita nell’orgoglio ma prova subito a raddrizzare le sorti del match con Meloni su cross di Smit ma il colpo di testa del numero diciassette spallino termina fuori dopo averlo schiacciato a terra. Occasione importantissima per i padroni di casa. Notaristefano le prova tutte e inserisce anche Bazzani al posto di Quintavalla, Spal con tre punte e a trazione interiore. Trentesimo: è sempre Spal. Sventola di Smit su calcio piazzato da trenta metri, Rafael però è bravissimo e respinge a mani protese. Ci provano i biancazzurri ma il Verona sembra contenere le sfuriate della squadra di Notaristefano, decisamente confusionaria a onor di cronaca. Proprio quando le sorti dell’incontro sembrano ormai segnate, al quarantaquattresimo arriva il pareggio. L’azione nasce da Bortel che mette in movimento Smit sulla sinistra, Cangi si perde l’esterno slavo che serve a Meloni un cross straordinario per potenza e precisione e l’attaccante sardo di testa, tutto solo, in elevazione, insacca imparabilmente alla destra di Rafael. Pubblico in visibilio e anche i risultati dagli altri campi (pareggio di tutte le dirette concorrenti alla corsa salvezza) regalano un enorme sospiro di sollievo. L’arbitro assegna ben otto minuti di recupero durante i quali non succede più nulla e la Spal porta a casa un punto d’oro che le consente di rimanere all’ottavo posto in classifica. Per il Verona un’occasione persa in virtù della vittoria del Pescara che raggiunge gli scaligeri al comando insieme al Portogruaro. A duecentosettanta minuti dalla fine niente è ancora deciso sia in testa sia in coda. E domenica tutti a Reggio Emilia per un derby che può valere una stagione.

GLI SPOGLIATOI. Grande soddisfazione tra i biancazzurri malgrado il risultato sia tutto sommato stretto. Notaristefano elogia Meloni e la squadra e sul possibile rigore ammette: “Non credo ci fosse”. Il bomber sardo entusiasta: “Dedico il gol alla mia famiglia che non è riuscita a venire allo stadio. Sono contento non per me ma per noi”. Soddisfatto anche Bedin: “Andiamo a Reggio Emilia consapevoli della nostra forza”.

UN CORO IN SALA STAMPA: “GRAZIE TIFOSI!”

di Diego Stocchi Carnevali

Tocca al tecnico Egidio Notaristefano cominciare ad analizzare la partita. Una partita accesa, agonisticamente valida e con una Spal uscita alla distanza.
“Abbiamo fatto una buonissima prestazione, soprattutto nel secondo tempo. Credo che alla fine non abbiamo concesso che un’occasione, quella del gol. Siamo stati bravi a raddrizzarla contro una grande squadra”.

Gara esteticamente non bella.
“Oggi Spal e Verona hanno disputato una partita molto tattica, con pochi spazi per entrambe, noi avevamo esterni bassi che impedivano a loro di sfondare e loro riuscivano a imbrigliarci quando li attaccavamo centralmente. Sembrava davvero che a deciderla alla fine potessero essere solo degli episodi come poi alla fine è stato con due disattenzioni delle rispettive difese che sono state fatali”.

A memoria la difesa non ha mai rischiato, aldilà del gol subito.
“Siamo stati bravi perché siamo stati alti e loro non hanno potuto quasi mai giocare in profondità come bene invece sanno fare quando i loro esterni avanzano. Il nostro punto forte è stato questo anche oggi”.

A un certo punto hai giocato anche la carta Bazzani. Tre punte e Migliorini per l’arrembaggio finale.
“Dovevo farlo perché dovevo sfruttare un calo loro fisico che mi sembrava oggettivamente tangibile. Era l’unico modo per tenere costante la pressione”.

L’infortunio di Valtulina quanto ha cambiato la partita che avevi in mente.
“Gli si è girato il ginocchio proprio all’inizio e dispiace perché lui è uno di quei giocatori che mi servono quando ci sono da aggredire gli spazi. Però Meloni quando è entrato ha saputo fare lo stesso lavoro aldilà del gol. Anzi, poteva segnarne uno anche qualche minuto prima. Forse era in posizione ideale più in quell’occasione che in quella dove poi ha segnato. A parte questo ha tenuto bene la palla, ha aggredito gli esterni e soprattutto è riuscito a fare quello che avevo chiesto a Valtulina prima dell’inizio della gara cioè di fare in modo che Esposito non giocasse. Ed entrambi lo hanno fatto con grande sacrificio. Bravi veramente entrambi”.

L’episodio del rigore come lo hai vissuto dalla panchina?
“Io credo non fosse rigore. Lo ha tenuto probabilmente ma ho avuto la netta sensazione che la caduta di Beppe non fosse commisurata all’intervento di Pugliese. Non ho neanche protestato più di tanto a dire il vero, poi non so se ho avuto una percezione giusta o sbagliata, lo rivedremo in televisione per quello che può valere ovviamente adesso”.

A cinque minuti dalla fine la Spal rischiava fortemente i playout. Poi, nell’ordine, Portogruaro, Ravenna e Andria vi hanno regalato l’ottavo posto che perdura anche oggi dopo una partita non certo semplice.
“E’ un campionato stranissimo, lo diciamo dall’inizio con una partita vinta o persa in più o in meno ti puoi ritrovare a giocare i playoff o i playout. Dobbiamo essere bravi a non sentirci appagati mai, fino all’ultimo secondo dell’ultima partita altrimenti è dura”.

Un plauso al pubblico.
“Encomiabili davvero, alla fine erano in campo con noi. Grazie di cuore ai nostri tifosi, non possiamo farne a meno”.

Ovviamente soddisfatto anche Giuseppe Meloni. Il calvario è proprio finito: un gol bellissimo e fondamentale il tuo.
“Un gol che dedico alla mia famiglia che non è potuta venire a Ferrara per colpa del vulcano islandese e che dedico anche a Valtulina, sfortunatissimo e al quale auguro di poter tornare al più presto in campo con noi. Personalmente sono felice, mi sono anche tagliato la mano arrampicandomi sulla curva ma davvero è stato più forte di me il desiderio di abbracciare tutti i tifosi che ci hanno sostenuto a gran voce per tutta la partita”.

Gara a due facce la tua, un primo tempo un po’ in ombra e una ripresa invece da autentico mattatore.
“Potevo farne due di gol. Quando sono entrato non capivo niente, ero felice, me la sono persino presa con Quintavalla per una cavolata ma credimi ero al settimo cielo anche se mi dispiaceva per Valtu. All’inizio mi dovevo occupare del loro numero quattro e dovevo provare a non farlo giocare, nella ripresa mi sono sgravato un pochino di più da questo compito e ho pensato soprattutto a metterla dentro. E ci sono riuscito”.

Con questo Meloni a pieno regime dall’inizio del campionato oggi la Spal dove sarebbe?
“Forse ultima! (ride). Non si può dire, penso che questo sia un risultato che ha ottenuto la squadra e non io, siamo stati bravi, io sto bene, mi alleno, corro con tutti i miei compagni e i problemi che mi hanno tenuto fermo sono davvero un lontano ricordo. Adesso ci dobbiamo rimboccare le maniche però perché non è ancora finita e già a Reggio sarà battaglia”.

Positiva anche la prestazione di Maurizio Bedin. Non si contano i palloni recuperati anche oggi…
“Tutta la squadra ha fatto bene, penso. Al Verona abbiamo concesso nulla, l’azione del gol e poco altro. Non abbiamo badato solo a difenderci ma abbiamo provato anche a costruire gioco anche se sapevamo che non sarebbe stato facile contro una squadra costruita per vincere il campionato”.

E’ un pareggio che, complice il risultato delle altre concorrenti, vi tiene sempre ancorati all’ottavo posto.
“Era fondamentale fare punti oggi, ci siamo riusciti e questo conta tantissimo. Se poi le altre ci danno una mano ancora meglio ma oggi abbiamo dimostrato di avere grinta e carattere nel ribaltare un risultato che sembrava compromesso. Andiamo a Reggio consapevoli della nostra forza, del nostro gruppo e delle qualità. Un grazie grande ai nostri tifosi che oggi sono stati ancora una volta l’uomo in più”.

La soddisfazione è tale anche per la dirigenza come dimostra Stefano Bena, l’amministratore delegato. Alla fine è un risultato giusto anche se strappato per i capelli proprio nel finale.
“Abbiamo fatto un grande lavoro, siamo riusciti a recuperare un risultato che sembrava compromesso per colpa di una nostra disattenzione anche se prima non mi sembra di ricordare un Verona che ci ha messo sotto. Dobbiamo continuare così, sperare che anche le nostre dirette concorrenti ogni tanto non vincano e mi sembra che oggi sia andata così e tenere quel margine di sicurezza dalla zona spareggi. E se possibile aumentarlo”.

Domenica si va a Reggio Emilia. E i ferraresi sognano una Reggiana fuori dai playoff magari proprio per mano della Spal.
“Credo sia importante che questa squadra continui ad avere fiducia nei propri mezzi come sta facendo e come ha sempre fatto. I ragazzi devono lavorare con la serenità e la tranquillità che ha da sempre caratterizzato questo gruppo sin dall’inizio. Sono assolutamente convinto che questa salvezza la raggiungeremo presto perché ce la meritiamo noi ma se la meritano soprattutto loro per l’impegno che ci stanno mettendo. A Reggio non sarà facile e non sarà la stessa partita dell’anno scorso dove avremmo meritato di vincere anche con maggiore scarto ma anche questo non è un problema e non ci spaventa, anzi ci da più motivazioni ancora. Loro sono davanti a noi e quindi la classifica dice che sono più forti, andremo per provare a smentire questa piccola verità e per toglierci una bella soddisfazione, perché vincere il derby e dedicarlo a tutti i nostri tifosi è sempre un regalo gradito penso e non solo al sottoscritto”.

DICHIARAZIONE BUTELLI

Uno dei primi a presentarsi in sala stampa è il Presidente, Cesare Butelli, ovviamente soddisfatto.
“Sì, non potrebbe essere altrimenti vista la partita che abbiamo giocato”.
Per quanto riguarda la piccola fiammella dei playoff discorso chiuso, ormai…
“Eh sì, è praticamente impossibile raggiungerli. Ora ci concentriamo su un altro obiettivo, quello della salvezza, che speriamo di raggiungere al più presto. Magari già a Reggio Emilia”.
Ritornando alla partita di oggi si è vista una bella Spal…
“Sì, i ragazzi hanno fatto una grande prestazione mettendo in campo gambe e testa. Quindi, ritornando alla salvezza, sono fiducioso. Speriamo, ripeto, di fare punti già domenica prossima”.

LE PAGELLE. L’attaccante realizza il gol decisivo e gioca un signor secondo tempo. Il capitano sicuro come sempre. Ottima ripresa per l’esterno. Positivo anche Capecchi. In difficoltà Ghetti.

MELONI SUPERSTAR, BENE ZAMBO E SMIT

di Enrico Testa

CAPECCHI 6.5. E’ sempre attento e sicuro e visti gli ultimi tempi non è una novità. Soprattutto nel primo tempo mette un paio di pezze importanti.

GHETTI 5.5. Stranamente impreciso. Sbaglia tanto, Guidone, specialmente in fase di appoggio e anche i passaggi facili. Sul gol subìto è poco reattivo. Si riscatta parzialmente nella ripresa facendo l’esterno basso e alto allo stesso tempo.

SMIT 7. Primo tempo sulle sue, secondo alla grande anche perché quando si tratta di spingere gli viene decisamente meglio. A tratti, come Ghetti, fa la doppia fase quando Notaristefano rischia giustamente le tre punte. Sempre micidiali le sue punizioni.

BEDIN 6.5. La solita, incredibile quantità e tanto lavoro in mezzo al campo. Lavoro oltretutto in inferiorità numerica in mezzo al campo che serve tantissimo alla Spal.

ZAMBONI 7. Nella seconda parte del match respinge ingenuamente un pallone e sul gol le colpe vanno divise tra tutti. Ma ragazzi, esce due volte palla al piede che è una meraviglia. Il resto è sostanza, qualità, respinte, coraggio.

BORTEL 6. Questo è un signor giocatore ma a volte forse se ne rende troppo conto. I due errori gravi del primo tempo penalizzano una prestazione altrimenti positiva, soprattutto nel secondo tempo quando sbaglia assai poco.

QUINTAVALLA 6. Parte alla grande ma dura poco. Tanta voglia, altrettanta spinta inziale ma con il passare dei minuti sparisce dal campo e il tecnico fa bene a rinunciare agli esterni quando c’è da rimontare.

SCHIAVON 6.5. Vedi Bedin ma con un primo tempo forse migliore e una ripresa invece più difficile. Sostanza, comunque, ne regala tanta. Recuperi pure.

CIPRIANI 6. Voto che considera l’impegno perché per il resto il Cippo non attraversa un gran momento. Fa a sportellate, va dappertutto, si sacrifica anche ma peso offensivo oggi ne mette in campo poco e a volte fa confusione.

ROSSI 6. Non ripete la partita di Lanciano ma ha una validissima giustificazione. La sua fascia è quella destra. Fa comunque il suo e qualche bello spunto lo mette in campo.

VALTULINA N.G. Parte molto carico ma si infortuna dopo poco più di un quarto d’ora.

(MELONI 7.5). Il gol allo scadere pesa tanto sulla votazione ma a parte il primo tempo nel quale fa fatica a entrare in partita, nella ripresa c’è sempre e le occasioni migliori le crea lui. La sua velocità, e il suo fiuto del gol sono elementi imprescindibili per questa Spal e anche per quella che verrà. Deve crescere tatticamente? E’ vero ma non si può avere tutto.

(MIGLIORINI 6). Gioca pochissimo ma basta e avanza a mettere un po’ di qualità e ragionamento nel momento più difficile.

(BAZZANI 6). Anche lui ha poche possibilità per mettersi in mostra ma in quei minuti mette in campo il suo solito contributo fatto di sacrificio e cuore.

NOTARISTEFANO 6.5. Bravo. Per i seguenti motivi. Perché mette in campo una squadra carica di motivazioni, perché sceglie i due mediani visto che la Spal in mezzo è in inferiorità, perché la sua mano in questa squadra si vede eccome. Bravo anche a scegliere Meloni per Valtulina dopo l’infortunio.

LA CRONACA. A Lanciano i biancazzurri si impongono per 3 a 1 nonostante lo svantaggio iniziale. Grande determinazione della squadra di Notaristefano dopo un avvio deludente. A segno Cipriani su rigore, Paolino Rossi e Smit

SPAL, L’IMPRESA VERSO LA SALVEZZA

di Gianluca De Vincentiis

VIRTUS LANCIANO-SPAL 1-3 (1-2)

VIRTUS LANCIANO (4-4-2): Aridità, Colombaretti (al 67’ Improta), Mammarella, Moi, Antonioli, Di Cecco, Vastola, Amenta, Masini (al 46’ Sinigaglia), Sansone, Zeytulaev.
A disp.: Bellucci, Coppini, Oschadogan, Perfetti, Aquilanti.
All.: Di Fabio (mister Pagliari ha scontato un turno di squalifica).
SPAL (4-1-4-1): Capecchi, Ghetti, Cabeccia, Bedin, Zamboni, Lorenzi, Rossi, Migliorini, Meloni (al 63’ Licata), Smit (80’ Pedruzzi), Cipriani.
All.: Notaristefano.
A disp.: Ioime, Bortel, Pallara, Laurenti, Marongiu.
All.: Notaristefano.
ARBITRO: signor Claudio Gavillucci di Latina, assistenti Amati (Brindisi) e Gulio (Molfetta).
MARCATORI: al 15‘ Sansone (L) su rigore, al 33‘ Cipriani (S) su rigore, al 43‘ Rossi (S) e al 68‘ Smit.
ESPULSO: al 62’ Cabeccia (S) per doppia ammonizione;
AMMONITI: Mammarella (L), Capecchi (S), Lorenzi (S), Cipriani (S).
NOTE: giornata fredda con tempo piovoso e temperatura di 6 gradi, terreno in buone condizioni nonostante la pioggia caduta prima e durante l‘ incontro. Spettatori mille circa (di cui 507 abbonati, incasso globale non comunicato) dei quali undici spallini.
Angoli: 6 per la Virtus e 5 per la Spal.
Recupero: 1’ pt, 4’ st.

Le foto sono pubblicate per gentile concessione de La Nuova Ferrara

LANCIANO – Il campionato di Lanciano e Spal è considerato dalle rispettive tifoserie deludente ed entrambe sono alla ricerca dei punti utili per evitare di essere invischiate in zona playout. Squadre con diversi fattori comuni, infatti entrambe dopo un buon inizio del 2010 nelle ultime gare hanno avuto una flessione (un punto in tre partite per entrambe), almeno per quanto riguarda i risultati.
In questo campionato hanno avuto anche lo stesso “problema” e cioè non concretizzare quanto di buono fatto dal resto della squadra. Inoltre tra le mura amiche hanno poche volte fatto valere il fattore casalingo. Numerose le assenze in casa frentana che aveva oltre all’infortunato Chiodini ben tre squalificati (Sacilotto, Turchi e Colussi). Assente anche mister Pagliari sempre per squalifica.
Per questo ci sono state numerose novità nell’undici sceso in campo, mister Di Fabio ha proposto a centrocampo la coppia Amenta-Di Cecco, con Zeytulaev e Vastola (nel finale sulla fascia è andato Improta) esterni. In avanti si sono alternati in coppia con Sansone, Masini (primo tempo) e Sinigaglia (secondo tempo). Non stava meglio Notaristefano che ha dovuto fare a meno degli squalificati Schiavon e Quintavalla, assenti anche Bazzani e Valtulina (infiammazione all’appendice). Le novità sono state il rientro di Maurizio Bedin (al posto di Schiavon) e Paolino Rossi (al posto dell’altro squalificato Quintavalla) riproposto nell’undici titolare. Dietro Cipriani scelta obbligata è stata quella di Meloni. I tre precedenti vedevano sempre vittoriosa la compagine rossonera e sempre per uno a zero. Oggi invece la vittoria è andata alla Spal che ha saputo concretizzare al massimo le occasioni che ha avuto. La squadra emiliana ha giocato una partita ordinata e possiamo senza dubbio dire che non ha rubato nulla. In questa occasione possiamo dire che è stata veramente cinica e concreta. Smit sulla sinistra riusciva a rendersi pericoloso in più di una occasione e Meloni dietro la punta Cipriani riusciva a creare spazi tra le linee avendo sempre giocate intuitive per la sua squadra. Questa la chiave di svolta della gara, insieme a un filtro di centrocampo migliore per gli ospiti. I biancazzurri hanno saputo recuperare lo svantaggio iniziale ed hanno stretto i denti nel finale (in inferiorità numerica) quando i rossoneri si sono finalmente svegliati e hanno iniziato a pressare, denotando il solito problema di sterilità offensiva. La squadra di Notaristefano oggi si è resa conto che gli abruzzesi hanno addirittura maggior difficoltà nel concretizzare le occasioni costruite in ogni gara. Il team del presidente Cesare Butelli ha trovato un Lanciano senza idee, che non ha saputo rendersi pericoloso con gli esterni e a centrocampo con Di Cecco in giornata buia e senza Sacilotto ha sofferto tremendamente gli avversari. Per la squadra di casa è così arrivata la settima sconfitta in casa in questa stagione, il pubblico ormai sempre meno numeroso, ma non si può di certo pretendere di più dopo una serie di prestazioni negative.
Passo in avanti importante per la Spal in chiave salvezza, mentre per la Virtus la situazione sta diventando veramente pericolosa. Prima del fischio d’inizio è stato osservato un minuto di raccoglimento per la scomparsa del tifoso rossonero Giuseppe Di Loreto.

LE AZIONI SALIENTI

Primo tempo
7’ – Tiro dai 30 metri di Migliorini, alto sulla traversa.
12’ – Ottimo intervento di Aridità sul colpo di testa di Meloni, il tutto nato da una azione centrale di Smit che ha servito sulla destra Cipriani, il cui cross è rifinito dall’avanti estense.
13’ – Zeytulaev sulla sinistra (calcia di esterno) e impegna Capecchi.
14’ – Rigore per la Virtus Lanciano, con Cabeccia (nell’occasione ammonito) interviene fallosamente (lo strattona, tirandogli la maglia) su Sansone, che si stava girando in area.
15’ – Sansone si incarica della battuta e di destro spiazza Capecchi e porta in vantaggio i rossoneri.
18’ – Ancora Sansone parte dalla linea di centrocampo, resiste a un paio di contrasti e si porta al tiro che però è debole e poco preciso.
19’ – Vastola riparte sulla destra, serve al centro Masini che si sistema la palla e prova un tiro dai 16 metri che finisce alto sulla traversa.
22’ – Amenta di sinistro dal vertice alto dell’area di rigore, Capecchi respinge di pugni.
26’ – Amenta perde palla a centrocampo su pressing di Migliorini e Cipriani tenta la conclusione dal limite che termina alta sulla traversa.
29’ – Ripartenza veloce della Virtus con Zeytulaev e Sansone: cross al centro di quest’ultimo e salvataggio in extremis del capitano Zamboni.
32’- Rigore per la Spal, su tiro di Smit (dopo angolo) dal vertice sinistro c’è il fallo di mano di Mammarella (ammonito).
33’ – Si incarica della battuta Cipriani che batte di precisione sulla sua sinistra Aridità che aveva intuito il tiro (forte e preciso).
40’ – Cipriani scatta sul filo del fuorigioco e si presenta da solo davanti a Aridità, intervento (dubbio) di Antonioli, forse questo era il più solare degli altri precedenti penalty concessi, l’arbitro lascia correre.
43’ – Da un intervento falloso di Colombaretti al limite dell’area di rigore (vertice sinistro) c’è il destro a girare di Rossi che con questa punizione di prima batte Aridità sul suo palo.

Secondo tempo
48’ – Da angolo di Rossi sfiora di testa da favorevole posizione Meloni con la palla che termina fuori.
51’ – Punizione sulla trequarti per la Virtus, schema con Zeytulaev per Amenta che cerca Sansone in area, ma l’attaccante “cicca” il pallone.
61’ – Da una azione in velocità di Sinigaglia, nasce una punizione dal vertice destro, il tiro di Sansone è forse respinto in area di mano da un difensore estense.
62’ – Doppio cartellino giallo per Cabeccia (sempre per fallo ai danni di Sansone) che viene espulso.
68’- Schema da angolo della Spal con Rossi che serve al lato opposto l’accorrente Smit (lasciato solo) che al volo batte Aridità di precisione. 
73’ – Ci prova su punizione con Zeytulaev con Capecchi che devia il pallone in angolo.
74’ – Corner di Sansone, colpo di testa di Vastola che smarca Moi che da pochi passi spreca l’occasione goffamente.
75’ – Pressa la Virtus con Amenta che calcia a botta sicura in area di rigore, Capecchi respinge d’istinto in corner.
77’ – Tiro di Amenta dai 30 metri, Capecchi respinge con difficoltà.
88’ – Vastola da favorevole posizione di testa spreca e consegna la sfera tra le braccia di Capecchi.
90’ – Buon intervento dell’estremo difensore ospite su Zeytulaev che cerca l’incrocio dei pali con un destro potente e preciso.

GLI SPOGLIATOI. Grande soddisfazione per il successo e per la determinazione con la quale è arrivato. Notaristefano, Capecchi e Rossi in coro: “Siamo stati bravissimi, ora pensiamo a giocare partita per partita e poi vedremo dove siamo…”.

EUFORIA BIANCAZZURRA

Grande euforia negli spogliatoi spallini al ternmine della partita. Una partita ribaltata grazie a una determinazione davvero impressionante nonostante il gol iniziale, su rigore perlomeno dubbio, avesse mandato la squadra in confusione. Il primo a concedersi ai taccuini è il tecnico della squadra ferrarese, Egidio Notaristefano.

Allora mister, un successo importantissimo in chiave salvezza…
“Già, per la classifica ci servivano come il pane questi punti in modo da avere meno ansia per queste partite che restano da giocare. Devo dire che sono contento, è andata molto bene anche se abbiamo inziato male la partita. Ma siamo stati bravi, abbiamo saputo soffrire tutti insieme, tra svantaggio, inferiorità numerica e crampi. Però siamo stati bravi e ordinati soprattutto quando si è fatta dura perché eravamo sì in vantaggio ma eravamo anche in dieci”.

Sono stati bravissimi in particolare Rossi e Capecchi…
“Sì, è stato molto bravo Luca e ha fatto molto bene Paolino che si è impegnato e ha grossa qualità. Certo, gli serve il ritmo ma va più che bene così!”.

Ora vi aspettano quattro finali anche se oltre ad aver vinto oggi avete ribaltato anche lo svantaggio proprio con il Lanciano.
“Sì ma non si può stare tranquilli con questo campionato”.

Qualche rimpianto vista la classifica?
“No, noi abbiamo cercato sempre di dare il massimo giocando bene e anche meno bene. Oggi è una buona giornata ma nessun rimpianto, ci mancherebbe. Vediamo alla fine”.

Adesso vi tocca il Verona senza tifosi, però.
“Ma, in campo vanno i giocatori. Ci tocca il Verona e ovviamente non sarà facile ma noi dobbiamo cercare di vincere a prescindere dai tifosi loro che non ci saranno”.

DA NOTARISTEFANO ALL’UOMO DEL GIORNO, PAOLINO ROSSI.

Raccontaci la punizione…
“Era al limite aerea e ho pensato di tirare sull’angolo del portiere perché il campo era scivoloso… Ed è andata bene”.

Era difficile aspettarsi una domenica così per te dopo tanta sofferenza…
“Avevo detto già in settimana che avevo sensazioni positive. Purtroppo per me è stato un anno travagliato, ci tenevo a ricambiare la fiducia della squadra, del mister e della società. Volevo dimostrare di poter essere utile. Sono uscito per crampi ma sono contento perché ho anche corso molto, sono soddisfatto della mia partita e della vittoria perché è determinante. Siamo partiti molli, ha ragione il mister, ma il loro rigore ingiusto ci ha fatto arrabbiare e abbiamo reagito. E c’era un altro rigore per noi”.

Comunque sia avete fatto un importante passo verso la salvezza.
“Sì ma noi dobbiamo pensare partita per partita e abbiamo già dimostrato, non solo oggi, che così possiamo giocarcela con tutti, anche con il Verona. In questo modo arriverà la salvezza”.

IL TERZO a PRESENTARSI IN SALA STAMPA È LUCA CAPECCHI, BRAVO E MODESTO.

Luca, insieme con Rossi sei stato il migliore…
“Ma, quando siamo rimasti in dieci siamo stati bravi tutti noi a crederci. I rigori? Il primo ha condizionato gli altri perché non c’era e Sansone si buttava a terra già da dieci minuti. Peccato perché quello su Cipriani era netto”.

Dopo questo successo quali sono le prospettive della Spal?
“Non pensare. Giocare, divertirci perché oggi ci siamo anche divertiti, e il resto verrà da sé. Avevamo fatto bene anche a Portogruaro contro la seconda in classifica. Qualcuno aveva storto il naso ma avevamo ragione noi!”.

LE PAGELLE. Prestazioni ottime tra i biancazzurri. Su tutti l’ala che rientrava titolare dopo una vita per colpa di una stagione sfortunatissima. Impeccabili anche il capitano e il numero uno. Buono pure il rientro dall’inizio di Meloni.

SUPER PAOLINO ROSSI, BENE CAPECCHI, ZAMBONI E MIGLIORINI

CAPECCHI 7. Niente da segnalare nel primo tempo ma una parata super, un’altra ottima e tantissima attenzione nella ripresa quando i biancazzurri soffrono per l’inferiorità numerica.

GHETTI 6.5. Primo tempo da sufficienza, ripresa molto buona. Il solito apporto.

CABECCIA 5. Forse il fallo da rigore non era tale però specialmente all’inizio è troppo arruffone e in generale non è il suo momento migliore dopo l’esaltante avvio del girone di ritorno. Il secondo giallo fa il resto.

BEDIN 6.5. Un primo tempo sottotono ma poi mette tanta sostanza e tanta sofferenza guadagnando eccome la sufficienza. Un leone per impegno, troppi errori all’inizio.

ZAMBONI 7. Nel momento peggiore della Spal, all’inizio della partita, salva come al solito la baracca. Per il resto sbaglia nulla e non è una novità.

LORENZI 6. Anche lui è un po’ incerto all’inizio ma poi si guadagna la pagnotta dando sicurezza al reparto.

ROSSI 7.5. Ritorna dopo una vita e dimostra che il suo calvario fisico stagionale è stato pesantissimo per la Spal. Tanta sostanza, altrettanti spunti e poi il gol e un secondo tempo ottimo finché ne ha. Il migliore.

MIGLIORINI 7. Vedi Zambo nel senso che all’inizio quando i suoi sono in balìa degli avversari lui ci mette un po’ d’ordine che impedisce il naufragio. Ordine che conferma anche al rientro delle squadre in campo.

CIPRIANI 6. Sul rigore clamoroso che non gli danno è un po’ ingenuo e non è in super giornata ma il centro dal dischetto rimedia una prestazione non esaltante anche se sul piano dell’impegno nulla da dire, anzi, soprattutto quando è solo soletto per l’uscita di Meloni.

SMIT 6.5. Nel primo tempo soffre come molti dei suoi. Nella ripresa fa nulla di eccezionale ma il gol al volo è pesantissimo.

MELONI 6.5. La sua velocità, a dispetto di una condizione non ancora ovviamente al top, serve eccome. Anche per lui vale il discorso fatto per Rossi. La sua assenza è pesata parecchio. Peccato per l’espulsione di Cabeccia che lo costringe al sacrificio proprio quando la gara si mette meglio per le sue caratteristiche come dimostra un attimo prima di lasciare il campo.

(LICATA 6). Fa il suo dovere quando Notaristefano lo chiama in causa per sostituire Cabeccia. C’è da soffrire ma c’è anche lui.

(PEDRUZZI NG). Sostanza e fisicità nei minuti più terribili, quelli finali.

(BORTEL NG). Cinque minuti di resistenza per dare il cambio a Rossi uscito per crampi.

NOTARISTEFANO 7. Basterebbe il risultato. E invece la Spal, come a Portogruaro nonostante il risultato, dimostra di voler giocare al pallone. L’unica cosa, magari, è la sostituzione di Meloni apparso più in palla di Cipriani. Ma va bene così perché questi tre punti sono pesantissimi.

PORTOGRUARO-SPAL 1-0

PORTOGRUARO (4-2-3-1): 1 F. Rossi; 2 Cardin, 5 Gardella, 6 Madaschi, 3 Gotti; 4 Vicente (dal 13′ s.t. 16 Scapuzzi), 8 Mattielig; 7 Espinal, 10 Cunico (dal 33′ s.t. 14 Pondaco), 11 Marchi (dal 27′ s.t. 13 Gargiulo); 9 Altinier. A disp.: 12 Marcato, 15 Puccio, 17 Romano, 18 Bocalon.
All.: Calori.
SPAL (4-4-2): 1 Capecchi; 2 Ghetti (dal 41′ s.t. 16 P. Rossi), 5 Zamboni, 6 Lorenzi, 3 Cabeccia; 7 Quintavalla, 8 Migliorini (dal 36′ s.t. 17 Marongiu), 10 Smit; 9 Cipriani, 11 Valtulina (dal 19′ s.t. 18 Meloni). A disp.: 12 Ioime, 13 Licata, 14 Bortel, 15 Pedruzzi.
All.: Notaristefano

ARBITRO: Affinito di Frattamaggiore.
RETE: 23′ s.t. Altinier.
NOTE: spettatori 1.300 (incasso non comunicato). Ammoniti: Schiavon (S), Gotti (P), Madaschi (P), Lorenzi (S), Pondaco (P), Quintavalla (S). Espulso: Madaschi (P) al 30′ s.t. per doppia ammonizione. Calci d’angolo 7-3 per la Spal.

LA CRONACA. I biancazzurri mantengono il pallino e creano diverse occasioni ma sprecano e di sicuro non sono fortunati. Così i veneti trovano un gol al primo tiro in porta o quasi e si aggiudicano la gara per 1 a 0.

PORTOGRUARO TABU’, SPAL CHE BEFFA!

di Federico Pansini

PORTOGRUARO. All’inizio la sorpresa nella fila della Spal è l’utilizzo dell’esperto Lorenzi al posto di Bortel. Per i biancazzurri è quindi il solito 442 mentre il Portogruaro conferma il suo 4231. La Spal inizia subito molto bene con Smit, già al 1’, pesca con un lancio lungo Cipriani a scavalcare la difesa ma Cippo è anticipato d’un soffio da Rossi che esce al limite e rinvia di piede. Al 6’ ancora Cipriani è incontenibile e va via sulla destra poi lascia partire un cross rasoterra per Valtulina che è solo in area ma il passaggio è impreciso e Valtulina non riesce a concludere. All’8 si vede anche il Portogruaro con un bel traversone di Espinal sul quale Capecchi esce bene in tuffo. C’è grande equilibrio in mezzo al campo fino al 22’ quando Marchi serve Altinier in profondità e quest’ultimo è solo davanti a Capecchi ma è provvidenziale Zamboni a chiudere in tackle in angolo.
Alla mezzora azione fotocopia del primo minuto. Gran palla di Migliorini per Cipriani ma ancora una volta Rossi in uscita salva in maniera provvidenziale, il portiere si fa male ma resta in campo. Al 35’ Smit va via sulla sinistra, mette a centro area un bel cross sul quale arriva a rimorchio Migliorini che però calcia malamente sul fondo da buona posizione. Così finisce il primo tempo con una Spal senza dubbio più bella del Porto ma poco incisiva sottorete, errori che poi costeranno caro. A inizio ripresa, all’8 Valtulina scappa via sulla sinistra, mette al centro per Cipriani che cerca un improbabile esterno destro e Gardella devia in angolo. All’11 il primo tiro in porta della Spal della ripresa con Valtulina che dall’angolo in basso da sinistra rischia di beffare Rossi con un rasoterra ma alla fine il portiere riesce a mettere in angolo. Cinque minuti dopo, al 16’, su corner sponda di testa di Migliorini e bella rovesciata di Ghetti che esce di poco alla sinistra di Rossi. Al 18’ risponde il Portogruaro con il neo entrato Scapuzzi che batte di destro ma Capecchi ribatte in due tempi. Al 20’ ritorna finalmente in campo Meloni dopo cinque mesi e lascia il posto a Valtulina. Al 26’ gol inaspettato del Portogruaro che arriva con un cross di Gardin da destra, la palla deviata dalla coscia prende una traiettoria stranissima, si impenna e inganna Zamboni che stava per intervenire e poi, appena tocca terra, Altinier è lesto e batte Capecchi.
Il Portogruaro resta in dieci al 30’ per doppio giallo di Madaschi, gli è fatale il fallo su Cipriani lanciato a rete. Al 33’ esce l’ex Cunico, in ombra nel primo tempo ma meglio nel secondo. Al 36’ Notaristefano sceglie Marongiu per Migliorini e la Spal si schiera con il 433. Al 41’ entra anche Rossi per Ghetti e proprio al 45’ è Rossi che palla al piede e defilato a destra entra in area, conquista un rimpallo, poi si genera una gran mischia e Rossi cade a terra. Si accendono le proteste dalla panchina e dal campo perché l’arbitro dice no. Di certo l’episodio è dubbio. La Spal ci prova fino all’ultimo ma il Portogruaro si schiera logicamente in undici dietro la linea del pallone e resiste. Per i biancazzurri si tratta di una sconfitta amarissima e immeritata.

LE PAGELLE. Anche i voti ribadiscono la prestazione sufficiente dei biancazzurri anche se sugli esterni e in mezzo al campo si è sbagliato troppo.

IL SOLITO ZAMBO, CIPRIANI SCIUPONE

CAPECCHI 6. Il portiere fa il suo e con sicurezza dice di no ai rarissimi pericoli che arrivano dalle sue parti.

GHETTI 6. Il solito contributo alla causa magari con meno precisione anche se il risultato abbassa il voto a lui come a tutti gli altri.

CABECCIA 6. A dire il vero sbaglia poco ma la Spal non si avvale della sua fondamentale spinta offensiva.

SCHIAVON 6. Forse l’ammonizione gli abbassa la verve ma non fornisce la determinazione tipica delle sue prestazioni.

ZAMBONI 6.5. Tanto per cambiare è il migliore. Considerazione ininfluente per una sconfitta non meritata ma arrivata.

LORENZI 6. Mossa a sorpresa, per via dell’esperienza, di Notaristefano. Alla fine ha ragione l’allenatore anche se sul gol forse poteva fare di più.

QUINTAVALLA 6. Servirebbe eccome la spinta sugli esterni, spinta che è già da tre match che latita anche se la sufficienza la raggiunge davanti al bravo Gotti.

MIGLIORINI 5.5. Una prestazione insufficiente. Ed è proprio il centrocampo che penalizza maggiormente i biancazzurri.

CIPRIANI 5.5. Fa quel che può, e non è una novità, ma sono troppo pochi i palloni che arrivano dalle sue parti. Qualche errore sottoporta, però, lo fa.

SMIT 5.5. Vedi Quintavalla con l’unica scusante che dopo più di mezzo campionato ai box il calo era prevedibile. Però con il passare del tempo sparisce.

VALTULINA 5. Vale il discorso fatto per Cipriani ma con meno costrutto. Qualche cosa la fa vedere ma non è sufficiente. E a inizio partita sciupa una ghiotta chance.

(MELONI NG). Gioca quasi mezzora dopo cinque mesi ma entra nel momento peggiore anche perché per nulla assistito. Poco per meritare un voto.

(MARONGIU NG). Fa più fatica del compagno subentrato ma ha tutte le attenuanti del caso per minutaggio e momento della gara.

(ROSSI NG). Diventa la carta della disperazione a sei minuti dalla fine. Ovviamente ingiudicabile.

NOTARISTEFANO 6. Sinceramente la Spal è sembrata una delle squadre più toste viste a Portogruaro e meritava il pari però il cammino delle ultime tre gare e la situazione in classifica regalano una scontata insufficienza. Niente da imputare al tecnico che mette in campo una formazione capace di rendere brutto il solito gioco spumeggiante dei veneti.

GLI SPOGLIATOI. Delusi l’allenatore spallino Notaristefano e il direttore generale dei ferraresi Bortolo Pozzi che però difendono la prestazione dei giocatori biancazzurri.

“NON MERITAVAMO CERTO DI PERDERE”

di Paolo Bordin

Le facce raccontano bene l’aria che tira nello spogliatoio della squadra ferrarese che onestamente non meritava di perdere. A cercare di spiegare questo risultato negativo si presenta per primo in sala stampa il tecnico Egidio Notaristefano che davanti ai colleghi ferraresi racconta la sua disamina del match.
Che partita è stata secondo lei?
“Abbiamo trovato gli spazi sempre o quasi chiusi ma non posso lamentarmi con i miei giocatori per il tipo di partita disputata. Certo, gli episodi ci sono stati sfavorevoli quasi sempre!”.
Mister, come mai l’utilizzo a sorpresa di Lorenzi?
“Semplicemente perché mi serviva un difensore mancino per uscire anche a sinistra dalla nostra aerea. E posi Stefano sta in grande condizione e ha fatto bene, quindi niente da dire”.
E’ mancata un po’ di qualità a centrocampo…
“Mah, si è sbagliato qualche passaggio ma abbiamo giocato la palla a terra per tutti i novanta minuti facendo anche bene. Siamo sempre stati molto corti, aggressivi, dinamici e li abbiamo messi in difficoltà. Onestamente non credo che nessuno possa dire che non sia stata la Spal a mantenere il pallino”.
Però la situazione in classifica si fa preoccupante visti i tanti risultati a voi sfavorevoli.
“E’ un campionato così, lo diciamo ormai da tempo. Nessuna squadra può pensare di vincere contro chiunque e anche questo lo diciamo da tempo. Dobbiamo sapere che ogni domenica può mettere tutto in discussione e dobbiamo lavorare per non farci trovare impreparati”.
Guardando il calendario e considerando che il Foggia dovrà recuperare la partita con il Potenza potreste giocarvi la salvezza proprio l’ultima giornata in Puglia…
“Vediamo, c’è ancora a tempo, ora dobbiamo pensare alla prossima trasferta di Lanciano e basta”.

Difficile dare torto al mister della compagine ferrarese confortato anche dalle parole del direttore generale della Spal, Bortolo Pozzi.
Direttore, il risultato e la classifica penalizzano la sua squadra.
“Sì ma voglio dire subito che l’avversario ha tirato in porta una volta e ha fatto gol. All’andata siamo stati fortunati oggi no, indubbiamente no ma la prestazione della Spal c’è stata. Fisicamente ho visto i ragazzi tonici, pimpanti”.
Per questo la sconfitta fa ancora più male?
“Sì, devo dire che alla fine del primo tempo pensavamo di vincere. Qualcosa abbiamo sbagliato sottoporta mentre altre volte è stato bravo il loro portiere”.
Non è che Cipriani è stato lasciato troppo solo?
“No, direi proprio di no. L’allenatore aveva preparato la partita in un modo e guardandola ha fatto bene. Cipriani non era affatto isolato sia nel primo tempo sia nella ripresa quando è entrato Meloni. Ripeto: il calcio è questo, a volte decidono gli episodi e oggi è stato così”.
Nelle ultime tre partite, però, la Spal non ha mai segnato e ha fatto un solo punto.
“C’è poco da dire, è così ma bisogna vedere e analizzare le singole partite. Sono state tre gare diverse tra loro. Contro il Pescina non abbiamo fatto bene ma oggi invece sì. Noi dobbiamo lavorare, fare punti e abbiamo cinque partite da giocare come finali anche se il discorso vale per tutte le avversarie. Continuiamo a lavorare serenamente, i risultati arriveranno come sono arrivati prima di queste partite”.

SPAL-PESCINA VdG 0-0 (0-0)

SPAL (4-4-2): Capecchi; Ghetti, Zamboni, Bortel (dal 41′ s.t. Lorenzi), Cabeccia; Quintavalla (dal 19′ s.t. Rossi), Migliorini (dal 27′ s.t. Schiavon), Bedin, Smit; Valtulina, Bazzani.
A disp.: Ioime, Licata, Pedruzzi, Marongiu .
All.: Notaristefano.
PESCINA VdG (4-4-2): Bifulco; N’Zè Koussi, Molinari, Petitto, Pomponi; Capparella, Giordano, Ferraresi, Locatelli; Negro (dal 32′ s.t. Caccavallo), Bettini (dal 32′ s.t. Cipolla).
A disp.: Merletti, Suriano, Di Bella, Bettega, Dall’Acqua.
All.: Cappellacci.

ARBITRO: Ferraioli di Nocera Inferiore.
Assistenti: Messina e Tino.
AMMONITI: Zamboni (S), Bedin (S), Ghetti (S), Smit (S), Valtulina (S), Giordano (P), Locatelli (P).
ESPULSI: l’amministratore delegato della Spal Bena per proteste al 38′ s.t. e Caccavallo (P) per gioco scorretto al 42′ s.t.
NOTE: giornata non fredda ma di stampo tipicamente autunnale, terreno in discrete condizioni. Spettatori 2.500 circa con sparuta rappresentanza ospite (paganti 547, più 1.937 abbonati, per un incasso globale di 20.400 euro).
Angoli: 10 a 3 per la Spal . Recupero: pt 1’, st 5’.

LA CRONACA. I biancazzurri, decisamente sottotono, recriminano per due rigori ma si fanno imbrigliare dal catenaccio del Pescina. Ora la sosta poi due trasferte difficili. Adesso sarà meglio pensare soltanto alla salvezza.

SPAL, UN PASSO INDIETRO

di Diego Stocchi Carnevali

FERRARA – C’era una volta il calcio. Ventidue uomini, una palla e i tifosi, colorati e vocianti. E poi c’era lei, la passione. Tanta, tantissima. Che negli ultimi anni sta scemando via via sempre più verso livelli inaccettabili. La decisione presa dalla Corte di Giustizia Federale poco meno di quarantotto ore fa di escludere il Potenza a sette settimane dal termine del campionato ha del clamoroso. Non tanto nelle motivazioni addotte quanto dalla tempistica che ha lasciato esterefatti gli addetti ai lavori. Non solo. L’arzigogolato regolamento lascia (per il momento) dubbi zero sulla veridicità o meno dell’intero torneo che da questa presa di posizione ne esce profondamente ridimensionato in termini di classifica: insomma sembra davvero che mai come quest’anno la fatidica frase degli allenatori di inizio stagione “prima o poi bisogna incontrarle tutte, il calendario non è poi così fondamentale” sarà smentita in maniera secca e incontrovertibile. La promozione e le retrocessioni saranno probabilmente inficiate anche dall’ordine con cui, chi con più fortuna e chi con meno, le rispettive squadre hanno affrontato i lucani in questo campionato. Se tutto rimarrà come è già ascritto nella normativa nazionale, a partire da questa giornata tutte le sfidanti del Potenza acquisiranno di diritto il 3 a 0 a tavolino (cioè tre punti in più in classifica senza alterare però la differenza reti) usufruendo naturalmente anche di un turno di riposo. Illogico. Iniquo. Assurdo. Folle. Non basta. No. Perché è evidente che lo stravolgimento della classifica regalerà sorrisi (a pochi) e malcontenti (a molti) a cui seguiranno probabili (certi) ricorsi almeno alla Camera di Conciliazione. Stando alle normative vigenti e parlando solo ed esclusivamente dei colori di casa nostra, la Spal si ritrova nella fattispecie non solo scavalcata dalla Cavese (d’accordo, i biancazzurri hanno comunque una partita in più da giocare e sono in vantaggio negli scontri diretti) ma passano addirittura da sei ad appena tre punti di margine sulla zona rossa dei playout retrocessione. Tutto rimane invece inalterato per quanto riguarda la distanza da colmare dal quinto (e quasi utopico ormai da raggiungere) posto. Uno scenario da morte (sportiva) nel cuore per quello che era ormai, è giusto dire, il gioco più bello del mondo. Se poi si pensa che se solo la sentenza fosse arrivata prima di Natale sarebbero state annullate tutte le gare disputate dal Potenza (e di conseguenza anche i punti ottenuti non sarebbero stati concessi), si capisce il perché, ma solo per non infierire, questa situazione la si definisca quantomeno grottesca. Inconcepibile che una legge delle Norme organizzative interne federali cambi a seconda che ci si trovi nel girone d’andata o di ritorno.
In queste condizioni la Spal si presenta all’ennesimo appuntamento stagionale da non fallire davanti ai propri tifosi contro un Pescina a meno quattro dalla squadra guidata da Notaristefano. E dire che per i ferraresi sarebbe anche una giornata speciale: per la prima volta dopo cinque mesi l’infermeria è vuota e l’intera rosa è a disposizione (eccezion fatta per la squalifica di Cipriani) e il mister lombardo ha l’imbarazzo della scelta. C’è anche Meloni tra i convocati (va in tribuna), venti settimane (e un menisco in meno) dopo la gara disputata in campionato contro il Potenza. I marsicani della Valle del Giovenco (che non vincono lontano da casa da ottobre) arrivano con il coltello tra i denti: tre risultati utili consecutivi, bloccata la capolista Verona e, dopo il ritorno di Cappellacci alla guida, con la chiara sensazione di aver ritrovato finalmente quella quadratura del cerchio che con i fratelli Bonetti alla guida si era quasi irrimediabilmente perduta. Respinti i ricorsi per le pesanti squalifiche affibbiate al difensore d’internazionale esperienza Birindelli e all’esperto centrocampista De Angelis, con Rebecchi messo fuori causa da un fastidio alla spalla che lo ha costretto a uscire anzitempo dalla sfida di sette giorni fa con il Verona, i biancoverdi giungono all’ombra del Castello Estense con ben cinque punte su diciotto convocati e con tutte le intenzioni bellicose del caso. Rientra il fantasista Negro dopo il turno di riposo forzato decretato dal giudice sportivo e la sua numero nove dovrà ispirare le sortite offensive del “cobra” Bettini, trentacinque primavere sulle spalle, forlivese, che da sei campionati consecutivi va regolarmente in doppia cifra. Solo panchina per Cipolla e Dall’Acqua mentre la linea mediana e quella difensiva è la stessa di sette giorni fa con Locatelli spostato sulla fascia mancina di centrocampo e Pomponi fluidificante. Attenzione sulla destra all’ala Capparella, spesso terzo attaccante aggiunto nell’eclettico schema offensivo di Cappellacci, che può vantare anche esperienze non di poco conto in categoria superiore con le maglie di Avellino e Napoli. In diffida c’è il solo centrale difensivo Petitto. Tra le fila dei padroni di casa rispetto alla gara di Pescara c’è Valtulina in appoggio a Bazzani, Smit torna a occupare la consueta posizione di esterno mancino a centrocampo, Cabeccia va alla numero tre e centrale con Zamboni torna Bortel con Ghetti che si sistema nella congeniale posizione di terzino destro. Schiavon, non al meglio, va in panchina e Migliorini (molto bene sette giorni fa all’Adriatico) è confermato con Bedin in mediana. Attenzione ai cartellini: Bedin, Bortel, Marongiu, Migliorini e Quintavalla sono diffidati, praticamente tutto il centrocampo. Arbitra Ferraioli di Nocera Inferiore che ha diretto la Spal nell’unica volta ben quattro anni fa, in C2, contro il Gualdo e sempre a Ferrara, non portando peraltro particolare fortuna ai colori di casa nostra. Giornata gradevole ma nuvolosa al Paolo Mazza per questo inedito confronto che mette di fronte per la prima volta nella loro storia queste due formazioni.
IL PRIMO TEMPO.
La Spal sembra iniziare subito con il piede giusto e dopo quaranta secondi è abile Valtulina a conquistarsi un corner mettendo in difficoltà Petitto ma sugli sviluppi né Quintavalla, né Smit riescono a impensierire la retroguardia marsicana. Al quarto, punizione di Capparella decretata per fallo di Zamboni su Negro, Capecchi interviene sicuro in bello stile senza patemi. Sesto minuto, cross di Ghetti da destra a sinistra per Smit che di testa anticipa N’Zè e mette in moto Migliorini che tira al volo, palla fuori di qualche metro. Sarà il preludio a una pessima prestazione per il metronomo spallino. Passa un minuto e tocca a Quintavalla crossare in mezzo dalla destra per Bazzani ma la punta ferrarese di testa mette a lato alla sinistra della porta difesa da Bifulco. La Spal appare timida e contratta, il Pescina aspetta nella propria metà campo pronta a colpire in velocità con il trio Capparella-Negro-Bettini. Tredicesimo minuto: velleitario tentativo di Bettini dai trentacinque metri capace di sorprendere Capecchi ma l’estremo difensore fa buona guardia e fa sua la sfera. Soporifero l’inizio dell’incontro con una Spal che appare meno determinata rispetto alle gare contro Andria e Giulianova e un Pescina che tiene molto bene il campo pur senza creare alcuna sorta di pericolo. Passano neanche sessanta secondi e si fanno timide le proteste della Spal per un contatto tra N’Zè e Smit: dalla tribuna non sembra esserci nulla di clamoroso e anche il discusso Ferraioli lascia correre. Sedicesimo, Bazzani conferma di non essere in giornata ciccando clamorosamente la sfera nel tentativo di girata su cross di Valtulina dalla sinistra. Manovriera la prova dei padroni di casa ma poco concreta, Migliorini confeziona zero palloni giocabili a innescare gli attaccanti e Smit è il solo a dannarsi lungo la fascia mancina, peraltro con scarsi risultati. Il Pescina gioca a sprazzi, prediligendo le ripartenze di Capparella e Negro oltre a una grossa prova di sostanza di Giordano in mezzo che alla lunga stravincerà il duello con il suo dirimpettaio Bedin. Ventiquattressimo, trema la Spal: dormita colossale della coppia centrale biancazzurra che si fa prendere d’infilata da Negro che con una diagonale perfetta su suggerimento di Bettini (lesto a inserirsi tra Bedin e Migliorini) arriva a tu per tu con Capecchi ma al momento di concludere chiude troppo e manda la palla clamorosamente fuori. Occasionissima per gli ospiti, la più nitida in assoluto dell’intera partita. Profondamente peggiorata la Spal rispetto alle ultime uscite, intimidita, confusionaria e impaurita rispetto a un avversario assai modesto. Trentacinquesimo: angolo di Smit dalla sinistra. Ghetti colpisce di testa a botta sicura ma la palla viene deviata da Petitto ancora in corner sui cui sviluppi è poi Zamboni a mancare la porta di qualche metro sempre di testa. Poco lucidi gli estensi che non trovano mai la porta. Trentottesimo minuto: ancora “il cobra” Bettini dalla destra lascia partire una pericolosa conclusione che termina di pochissimo alta sopra la traversa dopo aver eluso l’intervento di Ghetti prima e Quintavalla poi in ripiegamento. Un minuto dopo episodio chiave in vista della prossima trasferta dei biancazzurri a Portogruaro: giallo a Bedin che era in diffida per un intervento scomposto su Locatelli. Al quarantatresimo la Spal si porta timidamente in avanti: cross di Ghetti dalla destra, pericolosissimo ma Bifulco legge benissimo l’azione e il tempo dell’uscita e smanaccia proprio sulla testa di Smit sventando un potenziale pericolo per la propria porta. Si chiude sul nulla di fatto tra i fischi dopo un minuto di recupero, Spal confusa, insufficiente e impalpabile, che nella prima frazione ha mostrato importanti limiti sul piano del gioco dopo essere scesa al Paolo Mazza senza l’animus pugnandi che ne aveva contraddistinto le ultime uscite. Meglio gli ospiti, più intraprendenti e capaci tra l’altro di creare l’azione più pericolosa dei primi quarantacinque minuti.
IL SECONDO TEMPO.
La ripresa inizia con la Spal che ci prova a imbastire almeno un’azione pericolosa ma le attese vengono ben presto riposte nel cassetto e si ripete l’antifona vista prima del riposo. Settimo minuto, sgroppata di Valtulina sulla sinistra, N’Zè è superato e l’ala biancazzurra crossa sul primo palo dove Bifulco risponde presente e mette in angolo. Il Pescina intanto perde metri su metri di campo e si rintana nella propria area di rigore, rinunciando di fatto a giocare. Al decimo sortita offensiva del Pescina con Negro che serve lungo l’out di sinistra Capparella che però cincischia troppo e al momento di concludere si fa ribattere la sfera da Bortel. Ventiquattresimo: sugli sviluppo di una punzione di Capparella dalla sinistra, la palla arriva sui piedi di Ferraresi che appena fuori dall’area di rigore lascia partire un sinistro che per fortuna della Spal viene ribattuto da Ghetti proprio davanti a Capecchi. La Spal non tira in porta mai, il Pescina arranca ma la Spal ancora di più e neanche l’entrata di Rossi per uno spento Quintavalla da gli effetti sperati. Al trentasettesimo l’episodio che poteva costare carissimo alla truppa di Notaristefano. Contatto veniale tra Bortel e Cipolla (entrato in campo da cinque minuti al posto dell’ottimo Bettini) appena dentro l’area e l’arbitro in ottima posizione non ha dubbi e concede la massima punizione tra le vibranti proteste di tutti gli spallini che lamentano l’iniziale trattenuta della punta marsicana ai danni del difensore slovacco iniziata fuori dall’area. L’arbitro è irremovibile e non torna sui suoi passi. L’attaccante napoletano si presenta sul dischetto e si fa respingere il tiro angolato dagli undici metri da un super Capecchi, encomiabile nell’occasione, che salva la propria squadra da una capitolazione certa. La gara si infiamma e nell’ordine viene prima allontanato l’amministratore delegato Bena per proteste e poi l’appena entrato Caccavallo reo di aver dato una gomitata a gioco fermo a Cabeccia. Succede praticamente più nulla fino alla fine quando, a due secondi dal fischio di chiusura ancora una volta la Spal chiede un rigore per un braccio teso tenuto alto a distanza del corpo di Petitto su cui carambola una conclusione di Rossi poi ribattuta sul corpo del centrale biancoverde. Ancora una volta per il contestato Ferraioli non c’è nulla e manda tutti negli spogliatoi tra i fischi sonori del pubblico di casa. Negli spogliatoi la Spal recriminerà a più riprese sulla direzione di gara del direttore di gara campano reo, a detta della dirigenza ferrarese, di aver tenuto un atteggiamento irriverente, offensivo e provocatorio nei confronti dei calciatori in campo durante tutto l’arco dell’incontro. Resta il fatto che la Spal di oggi non è piaciuta per nulla, vuoi per l’arbitraggio, vuoi per una condizione fisica non brillante come le altre volte, vuoi (speriamo di no) per un inconscio contraccolpo psicologico dovuto a quanto successo al Potenza nella giornata di venerdì, ma aldilà di tutto non si possono trovare giustificazioni ad una prestazione che ha probabilmente una volta per tutte confermato che il campionato che questa squadra deve fare fino alla fine è questo, deve cioè lottare fino all’ultimo per mantenere la categoria. In attesa di tempi migliori. E di un campionato (o di un girone) più normale.

LE PAGELLE

di Diego Stocchi Carnevali

Capecchi 8 – Salva la partita intuendo il calcio di rigore di Cipolla e non era semplice vista l’angolazione del tiro. Una super parata che vale un punto che ci mantiene sempre a sei punti dai playoff e a più quattro dai playout. E soprattutto tiene a distanza una diretta concorrente come il Pescina. Il voto è figlio di una resituzione che gli dobbiamo dopo avergli ingiustamente tolto mezzo punto a Pescara.

Ghetti 6 – Ci aveva abituato benissimo con prestazioni monstre, sgroppate sulla fascia, cross, anticipi perfetti e chi più ne ha più ne metta. Oggi è sembrato più compassato del solito. Compitino che fa senza grossi problemi, non si sgancia mai ma non va mai in difficoltà, chiude tutti gli spazi ma da l’impressione di non essere proprio sui suoi livelli migliori.

Zamboni 6.5 – Si perde Negro solo una volta ma poteva essere letale a metà primo tempo. Per il resto ordinaria amministrazione, anche perché il Pescina ha nei suoi perni offensivi giocatori abili ad attaccare gli spazi meno quando si tratta di colpire per le vie centrali.

Bortel 5.5 – L’episodio del calcio di rigore è tutto da rivedere. Che lui e Cipolla inizino a trattenersi fuori dall’area è un dato ma è pur vero che molto ingenuamente il centrale slovacco persevera con le braccia anche quando i due sono abbondantemente dentro e si sa che l’attaccante in questi casi non aspetta altro per lasciarsi andare. Fino a quel momento non aveva fatto male, partita nel complesso senza infamia e senza lode. Con questa macchia però, che poteva costare carissima.

Lorenzi sv – Spiccioli di partita che non lo vedono protagonista nel bene e nel male.

Cabeccia 5 – Lo abbiamo ri-perso (?). Era dai tempi immediatamente precedenti all’esonero di Dolcetti che non si vedeva un calciatore giocare con così tanta sufficienza. Sbaglia passaggi a ripetizione, rispetto a Pescara tiene di più la posizione ma da l’impressione di sentirsi troppo bravo per partecipare a questo indecoroso pomeriggio sportivo in scena al Paolo Mazza. Pericolosissima involuzione dopo un periodo che lo aveva visto assoluto protagonista. Per diventare grande, lui che ha le capacità, deve crescere in continuità. Dopo Rafael anche Caccavallo si prende il rosso per una “pazzia” commessa su di lui. Peccato fossimo alla fine.

Quintavalla 5 – Impreciso, corre a vuoto e fortuna vuole che il Pescina a sinistra abbia in Locatelli un buon gregario ma poco dedito al salto di uomo. Non è la sua migliore giornata.

Rossi 5.5 – Meglio di Quintavalla, più in palla da la sensazione di poter ferire la fascia sinistra marsicana. Un fuoco di paglia. Naufraga ben presto anche lui nella confusione di giornata.

Migliorini 5 – Valutazione generosa. A questo punto del campionato a tutti si chiede qualcosa di più. Mai in partita, partecipa poco e male alla manovra, lento e macchinoso verticalizza zero volte zero in tutto l’arco dell’incontro, apre il gioco in un paio di occasioni e lo fa cercando spesso passaggi che mettono in difficoltà i suoi compagni di reparto. Fischiatissimo dal pubblico.

Schiavon sv – Più dinamicità rispetto a Migliorini. D’altronde ci vuole poco.

Bedin 6 – In mezzo con Giordano è una battaglia ai limiti della regolarità. La sensazione è che l’arbitro abbia un atteggiamento molto particolare nei suoi confronti, gli fischia contro tutto quello che gli può fischiare, lo ammonisce (salterà Portogruaro) finendo per indisporlo. Meno lucido del solito ma ha attenuanti.

Smit 5.5 – Niente di particolare anche per lui che sembra accusare fisicamente il troppo tempo al palo in quel di Gallipoli.

Valtulina 5.5 – Inizia sempre in maniera vivace e finisce sempre sparendo dal gioco in maniera altrettanto veloce e inspiegabile. Corre, si impegna, lotta ma è il minimo che possa fare. Serve più cattiveria e più concretezza sotto porta e maggiore cinismo. Si segnala un tiro, che fa il solletico a Bifulco. In novanta minuti è poco.

Bazzani 5 – Zero tiri in porta, Molinari gli prende da subito le distanze e gli concede neanche una zolla di campo anzi, lo manda out per tre minuti con un involontario colpo al setto nasale. Per il resto, anche se è servito malissimo, pur nel vivo dell’azione non da mai segni di poter essere veramente pericoloso e utile alla causa spallina. Una delle peggiori partite da quando è a Ferrara.

Notaristefano 6 – Involuzione pericolosa. Sul piano del gioco, del ritmo è sembrato di rivedere la Spal novembrina che tutti vorremmo al più presto dimenticare. La speranza è che la pausa capiti al momento giusto per ricaricare le pile in attesa del rush finale. Marongiu non sarebbe servito a sua detta perché lui non è il tipo di giocatore capace di attaccare gli spazi come richiedeva la partita e allora non ci si può attaccare a nulla. La Spal è questa, i giocatori sono questi, serve solo che a loro incuta la stessa positività delle scorse settimane e faccia uscire dagli stessi il meglio che hanno per chiudere il prima possibile la pratica salvezza. Che va ancora conquistata.

GLI SPOGLIATOI. Il tecnico preferisce non parlare dell’arbitro e non concede attenuanti a suoi: “Dobbiamo recuperare dal punto di vista fisico e andare a giocarcela nelle prossime due trasferte dopo la sosta”.

NOTARISTEFANO NON CERCA SCUSE

di Diego Stocchi Carnevali

Gara non bella e con una Spal apparsa tra le peggiori delle ultime viste al Paolo Mazza.
“Sapevamo che era difficile perché loro giocano con dieci uomini dietro la linea della palla e noi potevamo fare qualcosa solo aggirandoli sulle fasce per scardinarli. Non è stata una bella partita, abbiamo fatto qualcosa per vincerla ma oggettivamente si doveva fare di più”.

A testimonianza del buon uso delle fasce, tanti i cross messi dagli esterni ma con scarsi risultati.
“E’ vero, qualche traversone bello l’ho visto, tanti sbagliati pure ma loro erano molto bravi dietro ad anticipare i nostri attaccanti sia palla a terra che di testa. Si sono chiusi bene ed era molto difficile scardinare il loro reparto arretrato così compatto”.

Assente ingiustificato della partita il bel gioco visto contro Andria, Giulianova e Cavese ad esempio. Cosa è mancato oggi?
“Abbiamo giocato contro una squadra che lascia molti meno spazi rispetto alle avversarie che hai citato. Contro squadre che non ti danno modo di trovare spazi diventa tutto più difficile. Gli errori di oggi sono davanti agli occhi di tutti. In fase di impostazione, da un punto di vista tecnico, noi siamo quelli che giocano palla a terra e non con i lanci lunghi”.

L’episodio del rigore ha visto tutta la panchina protestare in maniera vibrante verso il direttore di gara.
“Dell’arbitro non parlo perché altrimenti andrei incontro a squalifiche e non mi pare il caso. Dico solo che l’atteggiamento che ha tenuto durante la partita non mi è piaciuto per nulla e anche nell’episodio del rigore con assoluta certezza posso dire che non c’era. Ero in linea e Milan ha accompagnato Cipolla dentro l’area che poi è stato furbissimo a buttarsi a terra. Poi Luca è stato fantastico perché il rigore l’aveva calciato veramente bene”.

Dopo la sosta due partite non semplici a Portogruaro e a Lanciano dove la Spal non ha mai vinto.
“Ci dobbiamo sistemare da un punto di vista fisico. Dovremo recuperare Schiavon e Meloni definitivamente per avere una seconda punta in organico fissa con cui mi posso giocare le partite nel finale. Sarà durissima a Portogruaro ma come sempre ci presenteremo per fare la nostra partita senza avere paura di nessuno anche se loro sono un’ottima squadra”.

Marongiu non è la seconda punta che ti poteva servire?
“Ale non è un giocatore che attacca gli spazi e a me serviva uno con quelle caratteristiche. Che non ho in organico”.

Il caos Potenza come lo commenti? Può influire sull’atteggiamento della squadra?
“E’ un gruppo determinato e non penso che questa decisione abbia influito più di tanto e lo recepisco anche dagli allenamenti. Resta una decisione intempestiva a sette giornate dalla fine che non può che far aumentare solo la confusione e non aiuta nessuno”.

GLI SPOGLIATOI. Coro unanime negli spogliatoi. Dirigenza e squadra ammettono una prova incolore ma denunciano l’incapacità e anche le provocazioni del direttore di gara: “Faremo un esposto perché a parte gli errori siamo stati anche insultati”.

“ARBITRO SCANDALOSO: CI MANCANO DUE RIGORI!”

di Alessandro Orlandin

Il minimo comune denominatore delle dichiarazioni nel dopo partita di Spal-Pescina è duplice: da una parte l’ammissione di una prestazione un po’ incolore dei biancazzurri, dall’altra gli strali polemici nei confronti dell’arbitro della partita, il signor Ferraioli di Nocera Inferiore.
Il primo a concedersi ai cronisti è Cesare Butelli.

“Speravo sinceramente in una vittoria, mi sembra un’ambizione abbastanza realistica quando si gioca in casa col Pescina. Sono deluso, con il risultato di oggi credo venga archiviato ogni sogno di aggancio ai piani alti. È doloroso constatarlo, ma è così: davanti a noi non corrono, ma noi stiamo camminando”.
Un passo indietro rispetto alle uscite casalinghe precedenti.
“Vi credo sulla fiducia, perché non ho avuto modo di vedere le partite con Andria e Giulianova. Prima di oggi ho visto le trasferte di Rimini e Pescara e devo dire che la Spal non mi ha certo entusiasmato, così come non mi ha mai entusiasmato nel corso di questa stagione. Oggi è una giornata un po’ amara, ma tutto sommato visto come si è messa nel finale possiamo dire che sia andata bene”.
L’arbitro di oggi non è apparso all’altezza del proprio compito.
“Quello di oggi è stato un arbitraggio da campionato dell’oratorio, sinceramente sono molto sorpreso dalla direzione di gara vista oggi”.

L’amministratore delegato Stefano Bena (espulso dopo il rigore fallito da Cipolla) è meno diplomatico di Butelli.
“È ora che mandino arbitri decenti, oppure dicano che ci stanno prendendo in giro: c’erano due rigori chiari a nostro favore, uno per tempo, e invece ne è stato assegnato uno a loro per un contatto veniale. Oltre a questo va denunciato l’atteggiamento scorretto di Ferraioli lungo tutta la partita: cartellini gialli a tappeto nei nostri confronti e indulgenza per i nostri avversari, il tutto condito da un atteggiamento indisponente. Sia chiaro, il Pescina ha fatto la propria partita e non ha responsabilità, così come è chiaro che la nostra prestazione è stata deludente. Ma si tratta di chiedere più rispetto nei nostri confronti”.

La musica non è molto diversa con Bortolo Pozzi.
“Non sono arrabbiato, direi più che altro costernato. Noi abbiamo fatto una prestazione non all’altezza della situazione, ma l’arbitro ha condizionato parecchio la partita. La sua è stata una conduzione di gara inverosimile, condita da insulti ai calciatori e da scelte sbagliate sui rigori: quelli non dati a noi, almeno due, e quello inventato per il Pescina. Per questo abbiamo deciso di far pervenire alla Lega Calcio e al responsabile del settore arbitrale un esposto dettagliato”.

In ogni caso il pareggio è anche frutto di una prestazione deludente dei giocatori.
“Di certo non è stata una partita esaltante la nostra, ma credo che gli episodi avrebbero potuto premiarci. La classifica comunque è cortissima, dobbiamo lottare e sono certo che ne usciremo bene”.

Anche i giocatori si accodano alle polemiche arbitrali, pur non nascondendo delusione per il risultato.

Maurizio Bedin, una giornata difficile la vostra.
“Quella di oggi è stata quel genere di partita che si poteva risolvere solo con dei calci piazzati. Loro erano tutti dietro e non si riusciva a stanarli. Ce l’avremmo fatta se l’arbitro non ci avesse negato due rigori netti. E sono rimasto molto stupito quando ha fischiato il penalty per loro: ero sicurissimo avesse sanzionato il fallo del loro attaccante e invece ha deciso per il rigore, incredibile”.

Insomma secondo te l’arbitro ha inciso molto sulla partita.
“Assolutamente sì, per come si era messa nel finale possiamo dirci quasi contenti di aver fatto questo punto. Ad ogni modo non ci demoralizziamo, vogliamo andare a Portogruaro per vincere”.

Il presidente Butelli ha decretato la fine dei sogni di gloria con il pareggio odierno.
“Ma quale gloria? Dobbiamo stare molto attenti e sbrigarci ad arrivare a quota 40”.

Meno drastico capitan Marco Zamboni.
“La classifica cambia poco, rimane corta e tutto può accadere. Riparliamone dopo le trasferte di Portogruaro e Lanciano”.

Giornata storta, oggi.
“Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile, loro sono venuti qua col chiaro intento di difendersi e ce l’hanno fatta. Peccato, ci abbiamo provato, ma siamo stati frenati anche da un arbitraggio scandaloso”.

Anche tu d’accordo con i dirigenti?
“È ovvio, ci ha negato due rigori abbastanza chiari e ha regalato il penalty al Pescina”.

Il calendario vi prospetta due trasferte dure all’orizzonte.
“Non abbiamo paura di nessuno, andiamo in trasferta per giocarcela e magari vincere. D’altronde sia Portogruaro sia Lanciano sono squadre meno difensiviste e questo ci può favorire”.

PESCARA-SPAL 1-0

Pescara (4-4-2): Pinna, Zanon, Petterini, Coletti, Mengoni, Olivi, Soddimo (dal 26’ st Zappacosta), Tognozzi, Sansovini (dal 43’ st Sembroni), Dettori, Inglese (dal 32’ st Ganci).
A disp.: Bartoletti, Vitale, Zizzari, Carboni.
All.: Di Francesco
Spal (4-4-2): Capecchi, Cabeccia (dal 41’ st Rossi), Smit (dal 26’ st Bortel), Bedin, Zamboni, Ghetti, Quintavalla, Migliorini, Bazzani, Valtulina (dal 30’ st Marongiu), Cipriani.
A disp.: Ioime, Licata, Lorenzi, Pedruzzi.
All.: Notaristefano
Arbitro: Pasqua di Tivoli
Assistenti: Caroti – Veccia
Reti: 10’ pt Dettori
Ammoniti: Sansovini, Soddimo, Cipriani
Angoli: 6 Pescara, 7 Spal

LA CRONACA. Dopo otto risultati positivi i biancazzurri si arrendono agli abruzzesi per 1 a 0. Buono l’inizio ma non è la solita squadra ammirata negli ultimi tempi. Peccato per il gol annullato ingiustamente a Cipriani.

LA SPAL SI FERMA A PESCARA

di Rita Consorte

PESCARA – Con un acuto di Dettori il Pescara saluta la Spal e conquista tre punti importanti per la classifica. Partita quasi a senso unico per la formazione adriatica brava nelle ripartenze e attenta in difesa, di fronte una Spal impacciata che poco è riuscita a fare di fronte a una squadra ben amalgamata sul campo.
Nella gara casalinga contro la Spal, mister Di Francesco riconferma a pieno regime la stessa formazione di Ravenna, con l’unica novità rappresentata in difesa con il rientro del capitano Olivi al posto di Sembroni. Fiducia al modulo 4-4-2 con Pinna tra i pali, linea difensiva composta da Zanon e Petterini terzini, i centrali sono Mengoni ed Olivi. Sulla metà campo agiscono Coletti e Tognozzi, mentre Soddimo e Dettori sono gli esterni, la coppia d’attacco è affidata al duo Sansovini-Inglese.
La Spal, priva degli infortunati Gaspari, Meloni, Laurenti e Schiavon, risponde con il classico 4-4-2, con Capecchi in porta, difesa formata da Cabeccia e Smit sono gli out difensivi, mentre la coppia centrale è composta da Zamboni-Ghetti, che rientra dalla squalifica I quattro di centrocampo sono Bedin e Migliorini mediani, Quintavalla e Valtulina esterni; l’attacco è supportato dal duo Bazzani-Cipriani.
Subito pericolosa la Spal al 4′ sull’asse Valtulina-Cipriani: il primo crossa teso dalla sinistra per il secondo che di punta impegna sul primo palo il portiere Pinna. Risponde subito il Pescara al 6′ con una grande occasione di Sansovini a due passi dalla porta spallina, ma da posizione defilata su azione di calcio d’angolo: la sua conclusione di forza in mischia è deviata in corner da un avversario. Cinque minuti più tardi il Pescara a sorpresa passa in vantaggio con Dettori. Azione iniziata con un tiro dalla distanza da parte di Coletti, malamente respinto dal portiere Capecchi sui piedi dell’accorrente Dettori che deposita sul primo palo.
Al 13′ risponde la Spal con una palla-gol di Cipriani partito sul filo del fuorigioco per via centrale: Pinna però è bravissimo a respingere la palla lanciandosi ai piedi dell’attaccante della Spal. Al 26′ l’arbitro Pasqua di Tivoli annulla un gol alla Spal per fallo di mano dubbio di Cipriani. Il Pescara preme sull’acceleratore e ci prova al 31′ con Sansovini che ci prova dalla distanza su servizio di Soddimo: stop di petto e tiro dai 25 metri, ma la palla è alta sulla traversa di Capecchi.
Al 32′ buona palla al centro dell’area scodellata con forza da Inglese: il tiro-cross arriva a Sansovini che non riesce a deviare la sfera in modo da impensierire Capecchi che blocca il pallone.
Al 36′ bel gesto tecnico di Sansovini che, in area spallina, raccoglie al volo un cross dalla destra da parte di Zanon, e con un sinistro pregevole al volo coglie la parte superiore della rete di Capecchi. Buona occasione per i biancazzurri.
Tre minuti più tardi al 39′ Dettori vicino al raddoppio con una bella conclusione da posizione decentrata sul primo palo, ma buona la respinta del portiere ospite in calcio d’angolo. Allo scadere del primo tempo applausi per Sansovini autore di una pregevole giocata fermata, alla fine, dall’arbitro: un tiro a giro dal limite dell’area che sfiora il montante alla destra di Capecchi, ma per il fischietto di Tivoli è fuorigioco.
Termina sul risultato di 1-0 per il Pescara, che mette alle corde una Spal ben disposta in campo ma apparsa in difficoltà nel corso del primo tempo. Il Pescara è sempre attento e pronto a ripartire col contropiede.Nella ripresa il Pescara continua sulla stessa lunghezza d’onda e al 1 c’è un incredibile gol fallito da Sansovini che tira bene dal centro dell’area di rigore, ma il gesto del portiere Capecchi è superbo, e nega la rete all’attaccante romano: la sfera, forte, bassa e diretta all’angolo più lontano, è deviata con un balzo felino da Capecchi.
Al 3′ Pescara arrembante: Sansovini scende sulla sinistra e serve al centro Inglese che ci prova al volo, ma la palla passa a lato della porta spallina. La Spal reagisce al 7′ con Cabeccia che fa tremare la retroguardia adriatica liberandosi in area in posizione defilata e sparando a rete, ma la risposta di Pinna è favolosa: palla bloccata a terra. Tre minuti più tardi ed esattamente al 10′ il Pescara reclama un rigore per presunto fallo di mano in area da parte di Ghetti che interviene su un’incursione di Zanon: l’arbitro lascia correre.
Al 11′ ci prova Cipriani di testa a impensierire la difesa pescarese ma non trova la porta da ottima posizione: il Pescara si salva. Due minuti dopo in aerea di rigore scontro di gioco tra il portiere Pinna e l’attaccante Cipriani con il numero uno che rimane a terra per alcuni minuti. Il Pescara continua a pressare con l’intento di pervenire al raddoppio e chiudere l’incontro e al 18′ Sansovini si procura e si divora un’occasione clamorosa: l’attaccante in velocità supera tutti e arriva a tu per tu con il portiere Capecchi, ma la sua conclusione è debole e parata dall’estremo difensore in uscita.
Al 22′ il Pescara reclama un rigore per un fallo di Ghetti su Sansovini: cross dalla sinistra per l’attaccante che viene strattonato in area ma per l’arbitro non è successo nulla.
Al 26’ si registra una doppia sostituzione. La prima per entrambe le formazioni per il Pescara, fuori Soddimo, entra Zappacosta; per la Spal esce Smit rilevato da Bortel.
Seconda sostituzione per la Spal al 31’ fuori Valtulina al suo posto subentra Marongiu; pochi minuti più tardi è il Pescara ad operare il secondo cambio fuori il giovane Inglese rilevato da Ganci.
Al 42’ nella Spal entra Rossi al posto di Cabeccia, un minuto dopo è il Pescara a richiamare un ottimo Sansovini per Sembroni.
Dall’arbitro Pasqua di Tivoli, vengono segnalati sei minuti di recupero e al 49′ c’è un brivido per il Pescara a causa di una conclusione di Zamboni bloccata da Pinna. Al 50′ gran conclusione di Ganci al volo su passaggio basso di Zappacosta: la palla, scaraventata con violenza, è alta di poco sulla traversa spallina.
La partita termina con il Pescara protagonista sul campo abbracciato dai suoi tifosi sotto la curva.

IL COMMENTO. Analisi di una sconfitta decisa in pochi minuti. Una giornata meno in palla, un bagno di umiltà ma anche qualche buon motivo, a cominciare dalla classifica, per continuare a guardare avanti.

UNA SPAL DIVERSA MA CAMBIA NULLA

di Enrico Testa

Peccato. Già, peccato. Alla Spal non riesce il salto di qualità, e non è la prima volta, ma c’è poco da abbattersi per questa sconfitta tutto sommato nemmeno meritata. La squadra di Notaristefano è entrata in campo come al solito. Motivata, alta, decisa a imporre il proprio gioco. Cosa che è riuscita bene per quasi tutto il primo tempo. Lo stesso tecnico spallino, scegliendo di mettere in campo insieme le due punte più Valtulina aveva dato un bel segnale ai propri ragazzi. E allora, che cosa è successo? E’ successo che nel miglior momento della Spal Capecchi ha fatto un errore – poi dimenticato grazie a due, tre super interventi – e Cipriani si è visto annullare un gol regolarissimo soltanto perché i giocatori del Pescara hanno protestato e a quel punto l’arbitro, intimorito, ha deciso di non convalidare il sacrosanto e meritato pareggio.
In quel lasso di tempo – pochi minuti – c’è tutta Pescara-Spal. Una partita che ppoteva tranquillamente finire pari ma lascia a secco Zamboni e compagni pertanto è giusto approfondire il tema sconfitta senza fare alcun dramma. A parte mezzo primo tempo, non è stata la ormai solita Spal, quella capace di restare imbattuta per otto partite, quella in grado di rimettere in piedi una stagione che sembrava avviata alla sciagura. Vabbé, doveva succedere, peccato che sia successo in casa di una squadra sinceramente piena di qualità ma non in giornata di grazia. Una squadra, il Pescara, alla quale la Spal ha lasciato le fasce e forse anche un atteggiamento che avrebbe dovuto essere opposto. Mi spiego. L’unica cosa che mi sento di rimproverare ai ragazzi è un pizzico di presunzione che ha portato qualche giocatore – a mio avviso Cabeccia e Smit più degli altri – a non buttare l’anima in campo, a non metterci quella voglia e quella bava alla bocca che fanno la differenza soprattutto quando hai qualcosa in meno sul piano della qualità. Per carità, ci sta anche questo, ci sta che dopo che hai segnato tre gol in tre parttite, mi riferisco a Cabeccia, perdi la cognizione ma è questo e sono questi gli atteggiamenti da evitare per ottenere quel salto di qualità che dobbiamo rinviare ancora. Personalmente credo che questo campionato servirà molto per il futuro perché quella di oggi è una signora squadra che ha bisogno di molto poco per cercare il sognato salto di categoria. Non è un caso che la Spal di oggi sarebbe in cima alla classifica senza quello sciagurato girone di andata.
Ritornando alla partita di Pescara e guardando, come occorre sempre fare, gli aspetti positivi ce ne sono alcuni assolutamente rilevanti. Il primo, importante se non addirittura decisivo, è che la classifica è rimasta praticamente inalterata. Il secondo è che ci sono giocatori, Zamboni e Ghetti su tutti, che farebbero e fanno la differenza ovunque. Il terzo è che i limiti di questa Spal sono pochi ma facilmente localizzabili. Nonostante la più che sufficiente prova di Migliorini e Bedin, per esempio, è dall’inizio della stagione che in mezzo al campo, specialmente quando affronti squadre come il Pescara, qualcosa ci manca. Il quarto è ultimo è un altra lezione. Quella subita oggi a tratti sul piano dell’umiltà e sulla forza, voglia, grinta di arrivare primi sul pallone. Cosa che oggi, rispetto alle ultime domeniche, ci è successa raramente. Se poi un gol te lo tolgono e un altro te lo mangi, allora ecco spiegata questa sconfitta che, ripeto, considero indolore. Bisogna ripartire. Subito. Questa Spal può farlo, eccome. Un dato, l’ultimo che in un senso e nell’altro, che la si guardi dall’alto o dal basso, è imprescindibile. Ci sono ancora ventuno punti in palio. Una marea. Abbastanza per crederci sempre.
Lascio da parte, invece, i cori denunciati e accusati come un brutto colpo da Notaristefano e Zamboni negli spogliatoi. Nonostante la solita bella, festosa partecipazione dei tifosi biancazzurri a Pescara, quei pochi e soliti noti che hanno gridato alla squadra di andare a lavorare o, peggio, di essersi venduti la partita vanno purtroppo registrati come un fatto di cronaca. Assurda, triste, pazzesca. Superfluo ogni commento, a volte viene davvero da chiedersi come si fa a pensarla in certa maniera. Mah.

GLI SPOGLIATOI. Il tecnico, amareggiato per qualche isolato contestatore che a fine gara fischia i giocatori spallini, non cerca scuse: “Non abbiamo giocato come al solito”. Anche capitan Zamboni si rammarica per la sconfitta e sprona i compagni: “Non bisogna sentirsi arrivati dopo tre belle partite. Abbiamo toppato per l’ennesima volta il salto di qualità ed è un peccato perché il Pescara non è imbattibile”. Anche il presidente Butelli non fa drammi mentre il Direttore generale Pozzi ripete il concetto: “Pensiamo ad arrivare a quaranta punti, la classifica è rimasta la stessa”.

NOTARISTEFANO: “CHE TRISTEZZA QUEI CORI”

di Enrico Testa

Il primo a presentarsi in sala stampa è il tecnico Notaristefano. Mai visto così nero. Si accomoda al banco delle interviste, ennesima caratteristica da categoria superiore della società abruzzese oltre a una tifoseria capace di cantare per tutta la partita, e aspetta la prima domanda, l’allenatore. E siccome la domanda tarda ad arrivare con la solità sincerità attacca ad analizzare la sconfitta dei suoi.
“Non siamo stati la solita Spal. Non abbiamo giocato come al solito ed è arrivato questo risultato. Non mi è piaciuto il fatto di arrivare spesso in ritardo, non mi sono piaciuti come in queste otto partite senza sconfitte. Succede, non ne faccio un dramma”.
Un errore di Capecchi e un gol non dato a Cipriani. La partita si è decisa qui.
“Sì ma noi abbiamo cominciato bene poi non siamo stati all’altezza. Certo, il pareggio poteva anche starci ma sinceramente devo guardare dove siamo mancati”.
Però sembri molto arrabbiato.
“Sì, lo sono ma non per la sconfitta. Ho visto i ragazi rientrare nello spogliatoio incazzati e amareggiati perché qualcuno gli ha urlato “venduti” a fine partita. Una cosa allucinante!”.
Vabbé ma ci sta che uno o due non abbiano digerito la sconfitta…
“Non ci sta che accusino questo gruppo di essersi venduto una partita. Non ci sta assolutamente, ma scherziamo? Ma avete visto che cosa stanno facendo questi ragazzi? Tanto per essere chiaro: mi sembra incredibile un episodio del genere. Io su questi ragazzi metto la mano sul fuoco”.
In classifica, comunque, è cambiato poco.
“Non so nemmeno i risultati. Confermo quello che abbiamo sempre detto. Pensiamo a salvarci in fretta poi si vedrà”.

Il presidente Butelli, invece, pare meno rabbuiato.
“Dispiace perché forse non meritavamo nemmeno di perdere ma è andata così. Peccato perché quando abbiamo la possibilità di fare un bel salto poi falliamo l’obbiettivo”.
Che cos’è mancato oggi?
“Non so, certo mi parlano sempre bene di certi giocatori ma ogni volta che li vedo io non fanno certo miracoli. Piuttosto Zambo e Ghetti hanno fatto una partita incredibile e non mi è dispiaciuto nemmeno Migliorini”.

Parli del diavolo e appare in sala stampa proprio Migliorini. Che non è il ritratto dell’allegria…
“Una sconfitta ci può stare, non è quello. Però siamo dispiaciuti per quei tifosi che ci hanno fischiato”.

Marco Zamboni, invece, fa un cenno incredulo al fatto del giorno che purtroppo diventa questa seppur contenuta e inspiegabile contestazione ma poi affronta il discorso partita.
“E’ un peccato perché quando ci vuole il salto di qualità lo manchiamo. Il Pescara non mi è sembrato insuperabile ma ha vinto, c’è poco da dire. Dobbiamo guardare in casa nostra, alla nostra mentalità. Se ci sentiamo arrivati o pensiamo di aver già chiuso il campionato dopo tre partite positive non abbiamo capito nulla. Mi rode, sì, perché potevamo portare a casa almeno il pari e il gol annullato a Cipriani è incredibile. L’arbitro non se n’è nemmeno accorto di quel presunto fallo di mano ma ha deciso così dopo aver sentito i loro lamenti”.
In classifica, però, non è cambiato nulla…
“Ma sì, mancano ancora sette partite e ci sono ventuno punti in palio. Ce n’è di tempo…”.

Concetto, quello del capitano, che il Direttore Generale Pozzi, l’ultimo a parlare fa suo saltando completamente il discorso sui pochi tifosi contestatori.
“Ma va, parliamo d’altro. Abbiamo perso una partita dopo una vita ma ci può stare. Abbiamo cominciato molto bene ma non siamo stati la Spal delle ultime gare, questo è il problema. Pazienza. Abbiamo sempre detto che dobbiamo pensare ad arrivare in fretta a quaraanta punti e basta. Siamo sereni, non ci deprimiamo”.

LE PAGELLE. Insufficienti le prestazioni di tutti gli esterni. Male Cabeccia e Smit.  

ZAMBO E GUIDONE INSUPERABILI

di Enrico Testa

CAPECCHI 6. Sul gol sbaglia lui ma sbaglia anche Cabeccia. Poi si riscatta con tre parate decisive.

CABECCIA 5. Il peggiore. Sbaglia sul gol ma sbaglia anche quasi tutto il resto. Sembra svogliato e forse è colpa delle ultime super prestazioni.

SMIT 5. Sulle fasce la Spal subisce parecchio e anche lui ha delle responsabilità. Clamoroso un assist al Pescara nella ripresa. In fase offensiva è latitante.

BEDIN 6.5. Come sempre generosissimo e gran recuperatore di palloni. Il suo lo fa eccome e per tutti i novanta minuti.

ZAMBONI 7. Mostruoso. Mette duemila pezzi agli errori dei terzini. Chiude, imposta, non molla mai. Un esempio. Un capitano.

GHETTI 7. Vedi Zambo con un primo tempo persino migliore dove lo si vede ovunque fino a quando torna a destra.

QUINTAVALLA 5.5. Nel primo tempo è tra i peggiori, poi si sveglia ma è sugli esterni alti e bassi che i biancazzurri soffrono.

MIGLIORINI 6.5. Nella prima mezzora è il migliore. Cala alla distanza ma non trova mai compagni larghi ai quali appoggiare. Le due occasioni più ghiotte le inventa lui.

BAZZANI 6. Dal punto di vista delle conclusioni fa pochissimo ma l’impegno e la dedizione devono essere un esempio per tutti.

VALTULINA 5.5. Parte fortissimo e crea diversi problemi agli avversari. Poi si scioglie, spinge poco e sbaglia molto.

CIPRIANI 5.5. Solita generosità e a dire il vero un gol lo segna pure e sarebbe anche valido. Però ne sbaglia un altro e, ammonito, dovrà saltare la prossima.

(BORTEL 6.5). Entra nella ripresa ma dimostra di esserci e ormai non è più una novità.

(MARONGIU 5.5). E’ giovane e ovviamente inesperto. Gioca poco ma non entra in partita.

(ROSSI n.g.). Pochi minuti. Un’ingenuità nel perdere un pallone ma anche una gran palla per Cipriani.

NOTARISTEFANO 6. Sceglie la squadra giusta. Decide di giocarsela e fa bene. La Spal dell’inizio è la sua, dopo no soprattutto come atteggiamento.

SPAL-GIULIANOVA 2-0 (0-0)

SPAL (4-4-2): Capecchi; Cabeccia (dal 25′ s.t. Pedruzzi), Zamboni, Bortel, Smit; Quintavalla, Bedin (dal 44′ s.t. Licata), Schiavon, Valtulina; Bazzani (dal 33′ s.t. Marongiu), Cipriani.
A disp.: Righetti, Lorenzi, Pallara, Rossi.
All.: Notaristefano.
GIULIANOVA (3-4-3): Gasparri; Vinetot, Garaffoni, Donato (dal 23′ s.t. Schneider); Lieti, Censori, Croce (dal 32′ s.t. Pucello), Migliore; Melchiorri, Maritato (dal 12′ s.t. Carbonaro), Campagnacci.
A disp.: Buono, Faragalli, Del Grande, Carratta.
All.: Bitetto.

ARBITRO: Albertini di Ascoli Piceno.
Assistenti: Palazzoni e Sani.
MARCATORI: 2′ s.t. Cabeccia (S), 6′ s.t. Cipriani (S).
AMMONITI: Donato (G), Garaffoni (G), Bortel (S) .
NOTE: giornata rigida e invernale, terreno in discrete condizioni. Spettatori 2.500 circa con sparuta rappresentanza ospite, (paganti 540, più 1.937 abbonati, per un incasso globale di 21.600 euro).
Angoli: 4 a 3 per la Spal . Recupero: pt 2’, st 3’.
Prima della partita omaggiato per i suoi ottantaquattro anni, dal Sindaco di Ferrara Tagliani e dalla dirigenza della Spal Giovanbattista Fabbri, indimenticato allenatore della Spal dell’ultima promozione in serie B.

LA CRONACA. Al Paolo Mazza i biancazzurri dominano e stendono anche il Giulianova: 2-0. Terzo gol in tre partite per Cabeccia. Il raddoppio è di Cipriani. Bella partita della squadra di Notaristefano.

E’ TUTTA UN’ALTRA SPAL

di Diego Stocchi Carnevali

FERRARA – Spal e Giulianova è gara da brividi. E non solo per il vento gelido che sferza impavido sull’impianto ferrarese dalla tarda serata di ieri e che ha sorprendentemente riportato la cittadina emiliana a temperature da pieno inverno. Classifica alla mano questa sfida ha infatti tutto per essere annoverata nell’elenco delle gare della paura e in cui perdere farebbe molto più male che pareggiare. Per entrambe. I padroni di casa hanno quattro punti di margine sul quint’ultimo posto, presieduto proprio dagli abruzzesi che solo vincendo darebbero finalmente una scossa importante alla classifica e si allontanerebbero in modo deciso dalla zona spareggi coinvolgendo nella lotta per non retrocedere anche la stessa Spal. Se fossero gli estensi a portare a casa l’intera posta, allora non solo al novanta percento sarebbe garantito un posto nel prossimo torneo di Prima divisione, ma si potrebbe iniziare persino a programmare la stagione che verrà con maggiore serenità e fiducia. Con la consapevolezza che occorrerà comunque raggiungere almeno quota quaranta prima di mettersi definitivamente ai ripari da ogni qualsivoglia pericolo che solo questo incerto campionato sa regalare ogni settimana. La Spal di Egidio Notaristefano si presenta con l’organico ridotto all’osso. Oltre a Ghetti, fermato in settimana dal giudice sportivo, si è allungata e non di poco la lista degli indisponibili: agli infortunati Gaspari, Laurenti e Migliorini ieri, durante la rifinitura, si è aggiunto anche il portiere in seconda Ioime (fastidio al tallone per lui) oltre al non arruolabile di lungo corso Meloni. Sei giocatori out a cui si sommano le non perfette condizioni fisiche di Cipriani (uscito malconcio da Rimini e senza i novanta minuti nelle gambe), Cabeccia (che negli ultimi due giorni si allenato a fasi alterne complice un fastidio al ginocchio), Bortel e Smit (la cui mancanza di ritmo partita dopo un inizio sfavillante inizia a farsi sentire). In netta ascesa le quotazioni di Bazzani e Valtulina ai quali manca davvero solo il gol in questo periodo per confermare il loro ottimo stato di forma, così come quelle di Marongiu, pronto a dare il suo contributo dalla panchina a gara in corso. Tra le fila del Giulianova mister Bitetto deve fare a meno dell’esterno Sosi e dell’estremo difensore Dazzi, spazio come contro il Taranto dunque a Lieti alla numero due e a Gasparri tra i pali nel 3-4-3 iperoffensivo varato dal trainer giallorosso, capace di trasformarsi in una sorta di 5-2-3 in fase di ripiegamento. I ferraresi, a dispetto delle numerose assenze, decidono che contenere è più rischioso che attaccare e puntano tutto sul reparto offensivo: spazio al solito 4-4-2 ma con Valtulina (preferito a Marongiu), Cipriani e Bazzani, per la prima volta in campo tutti insieme e con il chiaro obbiettivo di bloccare sul nascere le azioni offensive degli ospiti che avvengono principalmente sulle fasce laterali. Proprio per questo motivo un’attenzione particolare andrà data a Migliore sulla corsia mancina (su di lui Quintavalla) e a Melchiorri (Carbonaro non ce la fa e Maritato va a fare la boa centrale) su quella opposta. E’ qui che il Giulianova tenterà di mettere in difficoltà la Spal che si trova a dover fare di necessità virtù e reinventare Cabeccia terzino destro e Smit suo dirimpettaio a sinistra per sopperire alle tante (troppe) assenze di giornata. Per la Spal tredici punti nelle ultime sette gare e appena un gol subìto e cinque realizzati nelle ultime sei sfide disputate al Mazza dove non perde dal 15 novembre scorso. Il Giulianova gioca bene ma non trascende, né in casa, né in trasferta dove tra l’altro non vince e non segna dal 17 gennaio a Cosenza quando ebbe la meglio con uno spettacolare 4 a 3. Lungo l’elenco dei diffidati tra i padroni di casa: Bedin, Cipriani, Marongiu, Migliorini e Quintavalla contro il solo Carratta tra le fila giallorosse. Arbitra Albertini di Ascoli Piceno, praticamente un esordiente in Prima divisione dove ha sin qui arbitrato una sola gara contro le otto affidategli in Seconda. Non ha mai decretato espulsioni né calci di rigore nei precedenti incontri diretti ed è alla prima assoluta con Spal e Giulianova. All’andata finì 1 a 1 con Cipriani che, all’esordio, appena entrato al posto dell’infortunato Bazzani, portò momentaneamente in vantaggio i biancazzurri con una splendida invenzione di tacco, poi ripresi ad opera di Campagnacci su calcio di rigore nella ripresa. Giornata gelida al Mazza riscaldata prima dell’incontro dalla premiazione all’ex grandissimo allenatore della Spal Giovanbattista Fabbri per i suoi ottantaquattro anni, autore dell’ultima grande cavalcata dei biancazzurri in serie B.
IL PRIMO TEMPO. La Spal inizia all’attacco con Smit che dopo un minuto lascia partire un traversone che incoccia sulla spalla di Donato: timide le proteste dei padroni di casa ma l’arbitro lascia correre. Positivo l’approccio dei biancazzurri in queste prime battute con Bedin e Valtulina che sembrano subito in partita. Il Giulianova si affida alle ripartenze con Melchiorri e Maritato che si scambiano sovente tentando di mettere in affanno la retroguardia estense ma senza esito. Al sedicesimo Spal vicina al vantaggio: cross di Smit dalla sinistra e in corsa Quintavalla al volo d’esterno mette fuori di un nulla. Incredibile occasione mancata. Ventiduesimo minuto. Quintavalla mette in mezzo dalla destra per Valtulina che appoggia al centro per Bazzani che fa il velo per Cipriani: di tacco il bomber fa rimbalzare la palla sul braccio di Garaffoni (a onor di cronaca vicinissimo all’attaccante spallino) ma l’arbitro lascia giustamente correre optando per l’involontarietà del difensore giuliese. Gli ospiti si difendono in maniera ordinata rinunciando ad attaccare, la Spal prova a imbastire un minimo di manovra offensiva ma Cipriani e Bazzani sono ben controllati da Donato e Vinetot. Al venticinquesimo è ancora Spal a farsi pericolosa con un gran tiro dai trenta metri di Schiavon che impegna severamente Gasparri costretto a volare e a deviare la sfera in angolo per non vedere capitolare la propria porta. Al trentunesimo azione spettacolare della Spal che parte da Zamboni. Il passaggio per Valtulina sembra terminare in fallo laterale ma l’ala ferrarese di testa riesce a tenere in gioco la sfera e mettere in movimento Bazzani che dopo aver fatto una piroetta su se stesso lascia partire uno splendido traversone per Cipriani che di testa tutto solo mette incredibilmente a lato alla sinistra di Gasparri. Terza occasione per i padroni di casa. Il Giulianova non da segni di vita e il centrocampo composto da Croce e Censori è sistematicamente saltato in toto da Bedin (gara mostruosa la sua) e Schiavon. Al trentaquattresimo ci prova Valtulina dalla lunga distanza, Cipriani è sulla traiettoria e tenta la deviazione ma la palla si perde a lato. A un minuto dal riposo ci prova anche Quintavalla con un tiro di controbalzo dalla corsia di destra ma ancora una volta la Spal non inquadra la porta e la sfera termina ancora sul fondo. In pieno recupero Cipriani tutto solo sulla destra si libera di Donato e crossa in mezzo dove di pugno interviene Gasparri e né Bedin né Schiavon riescono poi a intercettare la palla prima che la difesa ospite non senza qualche difficoltà. Si chiude sul nulla di fatto la prima frazione con i biancazzurri costantemente in attacco e con in mano il pallino del gioco ma che non riescono a concretizzare le occasioni avute. Il Giulianova buono in difesa ma assolutamente nullo in attacco.
IL SECONDO TEMPO. La ripresa inizia con la Spal subito in vantaggio. E’ Cabeccia su assist di Bazzani dopo una finta di Cipriani a lasciare partire un sinistro che si infila imparabilmente alla destra di Gasparri: il difensore sassarese è alla sua terza rete in altrettante gare consecutive. Passano appena quattro minuti e arriva il raddoppio da parte dei ferraresi. L’azione nasce da un recupero di Bedin sulla trequarti che mette in movimento Quintavalla sulla destra. Il laterale si fa cinquanta metri di corsa, supera Vinetot e mette in mezzo dove l’accorrente Cipriani in scivolata anticipa beffardamente Donato e infila Gasparri sul primo palo. Micidiale l’uno-due ferrarese. Al nono il Giulianova si fa vedere con Melchiorri che lascia partire un tiro cross dalla destra: Capecchi devia in angolo. Undicesimo, abruzzesi che premono. Campagnacci dal limite dell’area di rigore ma Capecchi risponde presente e para a terra. La gara si vivacizza. Ventunesimo, Valtulina stoppa al volo un lancio di Bazzani e appoggia per l’accorrente Cipriani, tiro potente dell’attaccante ferrarese ma la mira è centrale e Gasparri para a terra. Dopo due minuti ancora i biancazzurri alla ricerca della terza marcatura con Smit che dopo una discesa ubriacante sulla sinistra mette a sedere due uomini prima di concludere malalmente strozzando la palla che termina fuori di qualche metro. Il Giulianova cambia l’abulico Maritato con Carbonaro e Donato con Schneider, la Spal richiama l’ottimo Cabeccia (il migliore in campo insieme a Bedin) per Pedruzzi ma il risultato non cambia e i ferraresi giocano sul velluto rischiando praticamente nulla. Il Giulianova sbaglia molti passaggi e fatica a costruire una manovra degna di nota riuscendo mai ad arrivare dalle parti di Capecchi, ai ferraresi è sufficiente controllare il doppio vantaggio acquisito e l’entrata in campo nel finale di Marongiu e Licata non spostano gli equilibri di una virgola. Si chiude dopo tre minuti di recupero e per la prima volta in questa stagione la Spal è più vicina al quinto posto che non al quint’ultimo. Senza fare voli pindarici la truppa di mister Notaristefano può guardare con maggiore serenità alla trasferta di Pescara di domenica prossima dopo aver raggiunto l’ottavo risultato utile consecutivo e la terza vittoria consecutiva in casa e sempre per 2 a 0 contro altrettante dirette concorrenti. Un bel passo in avanti senza dubbio che non può che regalare ai pochi e infreddoliti tifosi odierni una fiducia in questo gruppo che solo sino a qualche mese fa sembrava allo sbando più totale. Complimenti a tutti dunque ma si continui su questa strada. Sognare qualcosa di più di una semplice salvezza adesso davvero non costa più nulla.

LE PAGELLE. Ottima partita anche di Cipriani ma è nel complesso che la Spal dimostra il suo potenziale.

BEDIN E CABECCIA, PRESTAZIONI SUPER

di Diego Stocchi Carnevali

Capecchi sv – Spettatore non pagante di una partita che non lo ha visto mai impegnato se non per deviare un cross maligno dalla destra di Melchiorri nella ripresa. Ordinaria amministrazione, sicuro e attento sulle uscite.

Cabeccia 7 – E fanno tre. In tre partite. E non doveva neanche giocare. In un ruolo peraltro non suo (o meglio, che non fa dai tempi della Torres) sfodera una prestazione brillante in attacco (gol a parte) quanto in difesa regolando gli esterni ospiti sin dalle prime battute lasciando loro solo le briciole. Impressionante la crescita esponenziale di questo ragazzo in appena due mesi.

Zamboni 6.5 – Ordinato, preciso e attento. Il Giulianova fa nulla per metterlo in difficoltà, lui dimostra comunque di essere sempre nel vivo dell’azione e di avere un passo da altra categoria quando è il momento di chiudere quelle (poche) volte in cui gli abruzzesi verticalizzano davanti all’area di rigore spallina.

Bortel 6 – L’ammonizione che prende è figlia di un errore non da lui a testimonianza di uno stato di forma non eccelso del centrale slovacco. Insieme a Zamboni compone una coppia centrale comunque di tutto rispetto e se la cava senza difficoltà alcuna.

Smit 6.5 – Dai suoi piedi nascono tre delle quattro azioni più pericolose della Spal e non è un caso. In crescita rispetto a Rimini anche se è evidente che la posizione che occupa in difesa per ovviare alle numerose assenze di giornata non è la sua prediletta.

Quintavalla 6.5 – Primo tempo insufficiente, tanta corsa e un gol mangiato (e non è il primo). La ripresa lo vede autentico protagonista in positivo, trasformato e rinfrancato guadagna metri su metri con il passare dei secondi e si spinge sovente in attacco. Dai suoi piedi nasce l’azione del secondo gol con una discesa di cinquanta metri impressionante che Cipriani finalizza a dovere. Con Migliore è un duello alla pari e alla fine, considerando che l’esterno giuliese è un predestinato, non è poco.

Schiavon 6.5 – Insieme a Bedin in mezzo al campo c’è sostanza a quantità industriale. Sfiora il gol con un tiro bellissimo a metà della prima frazione (per chi ha più memoria si veda la gara di Avezzano per capirci) che solo un intervento prodigioso del portiere ospite gli nega. Per il resto con Censori e Croce non c’è partita. Eros è sempre una spanna sopra.

Bedin 7 – Monumentale anche oggi a dimostrazione che lo stato di grazia continua. Arpiona una quantità infinita di palloni, ne butta via pochissimi e non era facile contro una squadra che più di una volta l’ha buttata in caciara in mezzo al campo. Giocatore di grande intelligenza e di grande carisma, esce per crampi stremato ma applauditissimo dal pubblico.

Valtulina 6 – Primo tempo vivace e caratterizzato da buone cose a cui ne alterna altre meno belle. Nella ripresa sparisce e gioca troppo largo non entrando mai nel vivo dell’azione dimostrando che a condizione ritrovata ora a questo giocatore manca solamente la continuità durante i novanta minuti di gioco.

Bazzani 6.5 – Tirasse di più sarebbe il top. La forza, l’entusiasmo, la grinta che ci mette sono ineguagliabili. Anche oggi fa a sportellate con l’ottimo Vinetot e ne esce vincitore grazie all’esperienza e grazie a un buonissimo stato di forma che sta attraversando. Confeziona un paio di assist importanti per Cipriani e Valtulina ma gli esiti non sono quelli sperati. Gara comunque di grande qualità.

Cipriani 7 – Mezzo punto in più per il gol in cui anticipa con grande esperienza Donato dopo un primo tempo in cui si mangia una rete che bastava solo appoggiare dentro con il suo capoccione. Abituato a darle e a prenderle non si lascia sopraffare dal nervosismo e grazia il Giulianova in almeno un altro paio di occasioni.

Pedruzzi 6 – Ha grinta e l’approccio alla partita è sicuramente positivo. In mezzo si fa valere anche se appare decisamente lontano da una condizione ottimale che potrà trovare solo giocando.

Marongiu e Licata sv – Pochi scampoli di partita per i due giovanissimi calciatori biancazzurri pertanto ingiudicabili.

Notaristefano 8 – Come l’ottavo risultato utile consecutivo, terza vittoria in casa e ribaltati nel complesso gli scontri diretti contro tre dirette avversarie come Cavese, Andria e Giulianova. Da tre turni interni non prende gol, la media realizzativa supera il gol a partita e, se non bastasse, sedici punti in otto partite si traducono in una media da playoff. Al suo arrivo ha trovato scoramento e ultimo posto. Oggi la squadra è a cinque punti dai playoff e gioca con grinta, serenità e consapevolezza nei propri mezzi. Ha saputo ritrovare tutti i giocatori, fisicamente e mentalmente e sta in silenzio ottenendo i risultati del duro lavoro profuso prima di Natale. Teniamocelo stretto. E complimenti.

SPOGLIATOI / NOTARISTEFANO. Il tecnico elogia i suoi ragazzi e festeggia una vittoria importantissima: “Continuiamo a non guardare la classifica ma andremo a Pescara per imporci. Con questo modo di affrontare le partite vedremo dove può arrivare la Spal”.

“SIAMO UNA SQUADRA VERA”

di Diego Stocchi Carnevali

Oggi è arrivata una vittoria fondamentale.
“Fondamentale e strameritata. Per attenzione, dinamismo e qualità anche. Abbiamo giocato una grande partita contro una squadra da prendere con le molle che ha brillantezza. Ma noi li abbiamo fatti giocare male e costretti a difendersi per tutta la partita. Ed era quello che volevamo”.

Progressi innegabili rispetto a sette giorni fa.
“Rispetto a Rimini siamo stati meno attendisti. Alzando il baricentro evitiamo di allungarci e sappiamo anche difenderci meglio e dobbiamo fare sempre così per essere rimanere attenti senza commettere errori stupidi”.

Primo tempo di grande temperamento poi nella ripresa sono arrivati i gol.
“Già nel primo tempo meritavamo il vantaggio ma non sempre nel calcio si può concretizzare subito. Abbiamo creato ma nulla. Nella ripresa siamo stati bravi a tenere alti i ritmi e alla fine per fortuna sono arrivati anche i gol”.

La duttilità di molti di questi giocatori sembra davvero l’arma in più della Spal di oggi.
“Io ho giocatori molto intelligenti. Si sacrificano, si adattano al ruolo e sanno fare veramente bene. Lo stesso Quintavalla quando l’ho abbassato terzino ha interpretato molto bene il ruolo e questo è quello che voglio. Anche Cabeccia che non stava bene ma ha segnato giocando in un ruolo non propriamente suo o in cui non l’avevamo visto impiegato fino ad ora”.

Una nota di merito anche a Bazzani che pur non segnando ha disputato una grande gara.
“Sta facendo bene, mi dispiace non riesca a trovare la via della rete perché la meriterebbe come premio a tutto quel lavoro sporco, come lo chiamiamo noi, che fa durante la partita. Stiamo comunque tutti bene e questo è importante. Fisicamente e psicologicamente siamo in una condizione invidiabile e anche i risultati sono dalla nostra”.

Tra sette giorni si va a Pescara.
“Andremo per fare la nostra partita. Non aspetteremo la loro onda d’urto ma proveremo a imporci e fare il nostro gioco. Sarà una partita difficile come lo sono tutte ma penso anche bella tra due squadre che non possono aspettare l’avversario altrimenti il rischio di prendere gol diventerebbe troppo elevato”.

E’ una Spal indubbiamente più serena. Gli scontri diretti sono per il momento tutti a favore e al futuro si può guardare con più serenità.
“La classifica non è una prerogativa oggi. Vedo ogni giorno che passa questi ragazzi migliorare perché credono in loro stessi. E’ tutto un gioco, una catena, i risultati non dico che sia ovvio che arrivino ma mi stupirei del contrario visto il grande lavoro che stanno e stiamo facendo. E’ giusto che la gente sia entusiasta ma noi non dobbiamo giocare per la classifica. Quella la vedremo più avanti, adesso dobbiamo solo continuare a divertirci come stiamo facendo senza fare calcoli. Giochiamo domenica dopo domenica con questa serenità, stupiamoci di noi stessi se possibile e poi alla fine vedremo dove saremo riusciti ad arrivare”.

SPOGLIATOI / POZZI E CIPRIANI. In casa biancazzurra nessuno pensa ai playoff. Il direttore e il bomber pensano ad arrivare più in fretta possibile a quota quaranta ma gongolano per una squadra ritrovata che ha dominato anche questa partita.

SPAL, UMILTA’ AL POTERE

di Alessandro Orlandin

Stesso risultato di Spal-Andria di due settimane fa, stessa anche la soddisfazione di Bortolo Pozzi nel post partita: “C’è poco da commentare, un’altra ottima prestazione da parte nostra. Un risultato meritato, che poteva anche essere più largo se la squadra fosse stata più concreta nel corso del primo tempo”.

Continuano a vedersi gli sprazzi di bel gioco.
“Sì, ma ciò che conta è aver dimostrato una superiorità schiacciante e aver portato a casa i tre punti. Di certo il bel gioco aiuta anche il morale: stiamo vedendo la Spal che volevamo a inizio stagione, finalmente i giocatori hanno preso coscienza del proprio valore”.

Cabeccia intanto si improvvisa goleador…
“Cabe sta facendo molto bene, ma d’altronde il merito è anche della squadra che lo mette nelle condizioni di segnare. Oggi sono stati bravi tutti, davvero”.

La classifica si accorcia…
“Non la guardiamo, l’obiettivo rimane quota quaranta punti. Una volta che saremo più tranquilli potremo capire dove possiamo arrivare. Come stiamo vedendo è un campionato parecchio equilibrato, quindi non abbassiamo la guardia”.

Anche Giacomo Cipriani esprime soddisfazione per risultato e prestazione.

Col tuo gol nella ripresa hai riscattato il clamoroso errore nel primo tempo.
“Sì, per fortuna! Sul gol ho avuto un po’ di fortuna perché il tiro non era molto forte, ma probabilmente il portiere non si aspettava l’anticipo sul difensore. Sul colpo di testa del primo tempo sono arrivato un po’ fuori tempo, nonostante Bazza abbia messo un gran cross”.

Anche oggi per te tanto movimento e tanti colpi dai difensori avversari.
“Sì, stiamo tutti bene e questo ci permette di mettere sempre in difficoltà i nostri avversari”.

Intanto Cabeccia si sta improvvisando bomber.
“Decisamente! Prima della partita gli avevo detto che per la legge dei grandi numeri non poteva segnare e invece è successo! (Sorride). È un giocatore molto intelligente, sa inserirsi e sfruttare al meglio tutte le occasioni che gli capitano”.

Bortolo Pozzi dice di non guardare la classifica. E tu?
“Ovvio che un’occhiatina gliela diamo, ma sono d’accordo sul fatto che sia necessario fare prima di tutto quaranta punti. Che dire? Pensiamo a vincere più partite possibili e poi vediamo… “.

RIMINI (4-3-3): Pugliesi; Catacchini, Rinaldi, Vitiello, Regonesi; Marchi (28’ st Baccin), D’Antoni, Frara; Nolè (25’ st Matteini), Longobardi (17’ st Morante), Tulli.
A disp.: Migani, Ischia, Giacomini, Temperino.
All.: Melotti.
SPAL (4-4-2): Capecchi; Ghetti, Zamboni, Bortel, Cabeccia; Quintavalla, Bedin, Migliorini (18’ st Schiavon), Smit (18’ st Rossi); Bazzani, Cipriani (23’ pt Valtulina).
A disp.: Ioime, Licata, Laurenti, Marongiu. All.: Notaristefano.
Arbitro: Pizzi di Saronno.
Reti: 31’ pt Nolè, 22’ st Cabeccia.
Ammoniti: Nolè, Ghetti, Tulli.
Note: spettatori 2221 (1068 paganti + 1153 abbonati) per un incasso totale di 24.023 euro.
Calci d’angolo 4-3 per la Spal.

LA CRONACA. Un tempo per uno e la partita, non bella, finisce 1 a 1. Gran seguito dei tifosi biancazzurri in Romagna

SPAL, UN PARI GIUSTO E PREZIOSO

di Gianluca Strocchi

RIMINI. Un altro passo avanti verso la tranquillità, anche se per eventuali ambizioni di rilancio (sorte dopo la buona prova interna contro l’Andria) bisognerà probabilmente attendere la prossima stagione. E’ quello che compie la Spal, pareggiando 1-1 al ‘Romeo Neri’ di Rimini e conservando così la propria imbattibilità nel 2010, con una striscia di risultati utili arrivata ora a quota sette, per la gioia del buon numero di sostenitori ferraresi scesi in riva all’Adriatico. Tutto sommato, un buon punto, quello ottenuto in rimonta dai biancazzurri, considerando che i romagnoli sono la compagine con il miglior bottino casalingo del girone. Anche se dopo questo pari la formazione di Mauro Melotti (un ex) frena sensibilmente nella sua corsa verso il traguardo playoff, tenuto conto della fragilità dei biancorossi in campo esterno, unica eccezione (a parte l’impresa al ‘Bentegodi’ con la capolista Verona) il colpo ottenuto proprio all’andata al ‘Mazza’ quando il Rimini s’impose 2-1 al termine di un match dalle mille emozioni (era la sera del 12 ottobre e sulla panchina estense c’era ancora Aldo Dolcetti).
Non si può dire altrettanto della gara andata in scena in Riviera, fra due delle principali deluse di questo campionato di Prima Divisione, partite in estate con ben altri obiettivi ed ambizioni. Una partita bruttina, infatti, specie nella prima fase, non a caso decisa da due rimpalli per le segnature di Nolè e Cabeccia che sanciscono il punteggio finale.
I due tecnici non riservano sorprese negli undici di partenza: il Rimini si presenta con un 4-3-3, con Nolè e Tulli ai lati di Longobardi, il sacrificato a centrocampo è Baccin, dietro Vitiello recupera e si piazza al fianco di Rinaldi. La Spal presenta l’accoppiata Cipriani-Bazzani, con l’ex biancorosso rischiato da Notaristefano dopo una settimana più in infermeria che sul campo. E infatti dopo una decina di minuti il ‘Cip’ si infortuna e a metà frazione alza bandiera bianca, rilevato da Valtulina, decisivo nel successo di una settimana fa contro l’Andria e giocatore scattante a far coppia con una punta di riferimento come Bazzani, invece di due totem d’area. La prima mezzora non offre assolutamente nulla di interessante, il Rimini ci prova con Frara al 7’, che conclude debolmente rasoterra da fuori senza impensierire Capecchi, e poi con Nolè (20’) che non riesce a dare potenza e angolazione alla sua incornata su cross di Regonesi dalla sinistra. La Spal si fa vedere al 24’, quando Valtulina da sinistra pesca in mezzo Bazzani, che gira di testa oltre la traversa. Per il resto la squadra di Notaristefano preferisce rintanarsi nella propria metà campo in attesa degli eventi. Ma i padroni di casa, subito dopo la mezzora, sbloccano il risultato. La combinano grossa i due difensori centrali estensi, Zamboni spara il rinvio su Bortel, palla raccolta da Nolè che con freddezza punta Capecchi, lo scarta e deposita in rete. Dopo aver rischiato su una punizione dal limite di Migliorini di poco alta al 37’, il Rimini conclude il tempo in crescendo. Al 39’ Frara prende palla al limite dell’area, sul vertice sinistro, conclusione però da dimenticare. Cinque minuti e dopo un rimpallo in area ospite, da fuori Longobardi ci prova al volo, sfera di poco oltre la traversa. E in pieno recupero (48’) gran palla di Tulli per Nolè che ci prova al volo, Capecchi blocca.
Negli spogliatoi si fa sentire Notaristefano e la Spal esce meglio dai blocchi nella ripresa, quando è soprattutto il guizzante Valtulina a creare qualche scompiglio nella difesa biancorossa. Come al 7’ quando trova un varco e prova la conclusione che Pugliesi blocca a terra. Due minuti più tardi al tiro ci va Quintavalla, gran botta da fuori, palla sul fondo. Sono però i romagnoli, al 12’, ad avere la palla buona per chiudere il match. Frara, Tulli e Nolè fanno tutto di prima, al resto dovrebbe pensarci Longobardi che sul passaggio dello scugnizzo lucano è solo a tu per tu con Capecchi, ma non trova altra soluzione che sparargli addosso. La Spal inserisce forze fresche, Schiavon e Rossi in particolare, e al 22’ trova il gol, anche questo giunto quasi per puro caso, con l’indecisione di Vitiello e Cabeccia che al secondo tentativo infila alle spalle di Pugliesi, dopo un colpo di testa di Bazzani e l’inserimento del solito Valtulina (protestano i locali per la posizione).
Prima di andare ko anche lui, Bazzani (resta in campo perché Notaristefano ha già esaurito i cambi) ci prova al 29’: progressione a destra e tiro che non impensierisce Pugliesi sul primo palo. Dalla parte opposta è Capecchi a salvare il risultato (32’), volando per opporsi a una perfetta incornata di Matteini su traversone da sinistra di Frara. Nel finale è ancora la squadra biancazzurra a pungere: Bedin in profondità, Vitiello scivola, Valtulina entra in area ma calcia malissimo il diagonale da ottima posizione. L’ultimo brivido lo regala al 47’ st Tulli da fuori, conclusione potente ma centrale, para Capecchi. Poi reclama un rigore che non c’è, antipasto dei fischi copiosi che accompagnano i romagnoli negli spogliatoi. Ai ferraresi può anche andare bene così, ma i Rimini-Spal di una volta erano un’altra cosa…

LE PAGELLE. Voti positivi tra i biancazzurri. Quintavalla penalizzato dall’errore allo scadere. Male la difesa, portiere e capitano esclusi.

SUPER CAPECCHI, BENE ZAMBONI, SCHIAVON E VALTULINA

a cura della redazione

CAPECCHI 7.5. Due interventi salva risultato, un’altra parata e un’uscita perfetta. Serve altro dal numero uno biancazzurro?

GHETTI 5. La peggior partita della stagione. Incerto, spesso in difficoltà e in ritardo. In più un’ammonizione che gli farà saltare la prossima partita.

CABECCIA 6.5. Un pessimo primo tempo ma il secondo gol consecutivo basta e avanza per la sufficienza larga.

BEDIN 6.5. Anche quando la Spal soffre, il centrocampo regge grazie al guerriero che si fa in quattro come sempre.

ZAMBONI 7. Come al solito il capitano si guadagna la pagnotta. Nonostante un paio di incertezze nel primo tempo salva la Spal insieme con Capecchi.

BORTEL 5. Troppe sbavature specialmente nel primo tempo fa venire i brividi a Zambo e Capecchi.

QUINTAVALLA 6.5. Come domenica scorsa nel secondo tempo la sua spinta diventa decisiva. Suo il passaggio in occasione del pareggio spallino ma peccato per l’occasione allo scadere!

MIGLIORINI 6. Meno bene rispetto a sette giorni fa ma comunque nel complesso la sua è una prestazione sufficiente.

(SCHIAVON 7). Quando entra concede il suo classico contributo di quantità dando un grande aiuto ai compagni a rimettere in sesto il risultato. Grande impatto sulla partita.

BAZZANI 6. Il solito generoso contributo ma un paio di errori non da lui: uno in particolare poteva valere un gol pesante.

SMIT 5. Un passo indietro rispetto al giocatore mostruoso che abbiamo imparato a conoscere ma è normale un calo fisico vista la mezza stagione inattiva.

(ROSSI 5.5). Non ha grandi occasioni per mettersi in mostra però sbaglia tanto e non entra mai in partita.

CIPRIANI ng. Venti minuti per dare il suo apporto ma il recupero era solo parziale. Peccato perché la classe dell’ex serviva eccome.

(VALTULINA 7). Dimostra di essere finalmente il Valtu sul quale il Torino punta. La sua velocità e i suoi spunti cambiano la gara.

GLI SPOGLIATOI. Tecnico, dirigenza e giocatori d’accordo sull’importanza del punto. Notaristefano e Pozzi però si rammaricano per le occasioni sciupate. Capecchi e Cabeccia pensano ai tifosi con i quali il feeling è stato ritrovato.

“IL PAREGGIO CI VA BENE”

a cura della redazione

EGIDIO NOTARISTEFANO
Visibilmente soddisfatto, all’entrata in tribuna stampa, il tecnico spallino. “E’ stato un giusto pareggio perché abbiamo avuto occasioni loro e anche noi. Il pareggio è un risultato che ci va bene. Potevamo fare il secondo gol noi ma anche loro hanno avuto la possibilità di pareggiare. Peccato perché potevamo concretizzare di più nel finale. Comunque sia il Rimini è una gran bella squadra e ha fatto un ottimo primo tempo mettendoci in difficoltà. Nella ripresa siamo andati meglio noi ma come ho detto si tratta di un buon punto per noi. Insisto solo sul rammarico per le ultime due occasioni che abbiamo avuto alla fine della partita. Possiamo dire che la Spal sta bene, è un bel momento e ci fa davvero un gran piacere vedere tutti questi tifosi biancazzurri sugli spalti. Cipriani? Ci abbiamo provato, era meglio non rischiare di rimanere in dieci dovendolo sostituire magari dopo essere subentrato a gara in corsa”.

GIANBORTOLO POZZI
“La cosa che ci fa più piacere è il fatto di aver mantenuto l’imbattibilità dell’anno nuovo. E’ importante questa serie positiva in un campo dove molti ci hanno lasciato la pelle. Non abbiamo giocato una gran partita rispetto al solito ma seppure senza fare cose clamorose siamo stati bravi a non perdere la testa e a raddrizzare la gara. Loro hanno fatto un gol fortunato, l’unico rammarico è non aver concretizzato le occasioni. Non guardiamo ad altro che alla salvezza, dobbiamo allontanarci da lì, dalla questa zona pericolosa e poi vedremo. Voglio anche dire che ci fa un gran piacere avere di nuovo tantissimi tifosi al seguito”.

LUCA CAPECCHI
“Sì, sono contento. La seconda parata è stata la più difficile, la prima più alla disperata perché sono riuscito a rubare il tempo all’avversario. Ci fa piacere per i tanti tifosi che ci hanno seguito e lo diciamo dall’inizio che i risultati aiutano. Nella prima parte della stagione abbiamo avuto diverse difficoltà e ora abbiamo recuperato il feeling con i nostri tifosi, feeling che per noi è molto importante. Il campo ha un po’ penalizzato entrambe, speriamo in campi migliori che secondo me favoriscono chi gioca come noi”.

MARCO CABECCIA
“E’ stato fantastico segnare il secondo gol soprattutto perché mi capita sempre di segnare sotto i nostri tifosi. Non ho capito più niente e sono andato a festeggiare con loro. Non riesco a raccontare l’azione perché devo rivederla. Sono stato un po’ fortunato e un po’ bravo riuscendo a colpire il pallone da terra con il sinistro. Il pareggio è giusto perché all’inizio abbiamo avuto delle difficoltà ma poi ci siamo ripresi. Il nostro obiettivo resta quello di arrivare a quaranta punti. L’anno scorso siamo partiti bene e abbiamo finito male, quest’anno è l’opposto. Domenica aspettiamo il Giulianova, avversario difficile e giovane ma in casa stiamo facendo bene”.

LA PARTITA. Battuto l’Andria 2 a 0 ma il punteggio poteva essere più pesante. Grande partita della squadra di Notaristefano che chiude subito il match poi amministra e nel secondo tempo sfiora la goleada evitata soltanto per i tanti errori offensivi.  

UNA SPAL BELLA COME IL SOLE

SPAL-ANDRIA BAT 2-0 (2-0)
SPAL (4-4-2): Capecchi; Ghetti, Zamboni, Bortel (dal 21′ s.t. Lorenzi), Cabeccia; Quintavalla, Migliorini (dal 23′ s.t. Pedruzzi), Bedin, Smit (dal 28′ s.t. Marongiu); Valtulina, Cipriani. A disp.: Ioime, Licata, Rossi, Laurenti. All.: Notaristefano.
ANDRIA BAT (4-4-2): Spadavecchia; Pierotti, Pomante, Sibilano, Polverini (dal 1′ s.t. Rizzi); Chiaretti, Mezavilla, Paolucci, Doumbia (dal 20′ s.t. Nicolao); Anaclerio (dal 10′ s.t. Dionigi), Sy. A disp.: Locatelli, Lacarra, Iennaco, Ceppitelli. All.: Papagni.

ARBITRO: Coccia di San Benedetto del Tronto.
Assistenti: Peraro e Fassina.
MARCATORI: 7′ p.t Cabeccia (S), 16′ p.t Smit (S).
AMMONITI: Chiaretti (A), Ghetti (S), Sy (A).
NOTE: giornata di sole, terreno in discrete condizioni. Spettatori 2.500 circa, (paganti 608, più 1.937 abbonati, per un incasso globale di 23.200 euro).
Angoli: 6 a 2 per la Spal . Recupero: pt 1’, st 4’.

LE FOTO DELLA PARTITA: Clicca qui e vai alla pagina dell’album fotografico della partita

LA CRONACA.  

di Diego Stocchi Carnevali

FERRARA – Seimiladuecentonovantadue. Tanti sono i giorni trascorsi dall’ultimo confronto diretto al Paolo Mazza tra Spal e Andria. Diciassette campionati fa, una generazione intera. Era il 29 novembre del 1992 quando i biancoazzurri si imposero sui pugliesi in quello che già allora era considerato uno scontro diretto per evitare la retrocessione in serie C. E’ passata una vita, sono cambiati i protagonisti, i dirigenti e i tifosi ma a Ferrara quella stagione è rimasta fissa nella memoria di chi ha vissuto con amarezza l’ultima stagione dei biancoazzurri tra i cadetti. Quell’anno infatti, fu proprio l’Andria di Insanguine e compagni a prevalere sulla Spal all’ultima giornata dopo aver sconfitto di misura una Reggiana già sazia e promossa in A vanificando l’impresa dei ferraresi contro il Verona. Già, altri tempi. Eppure anche oggi, come un girone fa, è ancora uno scontro diretto. Un appuntamento da non fallire per chi insegue (la Spal, attardata di un punto) che a fine partita, complice una vittoria, potrebbe addirittura lasciarsi alle spalle i pugliesi, il Lanciano e la Cavese qualora arrivassero risultati confortanti dagli altri campi. Per l’Andria la partita rappresenta un  crocevia di importanza basilare: una vittoria allontanerebbe definitivamente la truppa di Papagni dalla zona rossa e consentirebbe di guardare al futuro con maggiore tranquillità e perchè no programmare il futuro con maggiore serenità. La Spal di Egidio Notaristefano si presenta priva degli squalificati Schiavon e Bazzani e dell’infortunato di lungo corso Meloni, l’Andria ha in capitan Di Simone l’unico disponibile. Il mister dei ferraresi vara un intrigante 4-4-2 con Valtulina (preferito a Marongiu) a supporto di fatto dell’unica punta di ruolo Cipriani che avrà il decisivo compito di attaccare gli spazi girando attorno all’ariete bolognese. Confermatissimo Smit sulla corsia mancina in fase offensiva dopo il brillante esordio condito con un gol a Potenza di quattordici giorni fa: per l’esterno di Sremsca Mitrovica si tratta di un doppio debutto come titolare e davanti al pubblico amico. Tra le fila degli ospiti Polverini è preferito a Nicolao alla numero tre, per il resto Papagni conferma l’undici che ha fermato il Pescara con Chiaretti nell’inedita posizione di ala destra pronto ad accentrarsi in fase d’attacco e la coppia Paolucci (preferito a Iennaco) con Mezavilla a comandare il gioco. Attenzione a Ousmane Sy tra i giocatori andriesi: per l’attaccante esterno senegalese fin qui parlano gli otto gol segnati. Si affrontano due squadre in grande forma in questo inizio di 2010. Per la Spal nove punti nelle ultime cinque gare e appena un gol subito e tre realizzati nelle ultime cinque gare disputate al Mazza dove non perde dal 15 novembre scorso. L’Andria, con la stessa differenza reti ma in campo avverso, ha fatto di meglio, conquistando infatti undici punti nelle ultime cinque partite. In trasferta non perde dal 20 dicembre scorso a Terni. Lungo l’elenco dei diffidati da una parte e dall’altra: Bedin, Cipriani, Marongiu, Migliorini e Quintavalla tra i padroni di casa, Ceppitelli, Di Simone, Iennaco, Pomante e Sibilano tra i pugliesi. Arbitra Coccia di San Benedetto del Tronto, un precedente per il fischietto marchigiano con la Spal e neanche troppo fortunato in quel di Cava in questa stagione dove convalidò un gol irregolare a favore dei campani. Con l’Andria è invece all’esordio assoluto. Splende il sole sul Paolo Mazza.

La Spal inizia subito all’attacco. Passano appena cinquanta secondi e perfetta è  la combinazione tra Valtulina e Smit (saranno tra i migliori in campo) lungo l’out di sinistra con cross dello slavo per Cipriani che per un soffio non inquadra la porta ben controllato da Sibilano. Passano tre giri di lancette sul cronometro ed è ancora Valtulina in progressione sulla sinistra a servire una palla invitante per Cipriani che si prodiga in una splendida girata che si stampa sull’incrocio dei pali prima di terminare la sua corsa sul fondo. Inizio arrembante dei padroni di casa, l’Andria è inerme. Sesto minuto ferraresi vicini al vantaggio. Angolo dalla destra di Valtulina e questa volta è Bortel, approfittando di una dormita colossale di Pomante, a metterci la zampata che fa gridare al gol ma Spadavecchia para senza problemi la debole conclusione del centrale slovacco. L’Andria è totalmente in balìa degli estensi, Mezavilla e Paolucci non riescono a venirne a capo in nessun modo in mezzo al campo e il risultato inevitabile è il vantaggio meritatissimo della Spal. L’azione parte ancora dall’indemoniato Valtulina che dalla destra mette in movimento Cipriani abile nel servire di prima Cabeccia lesto a inserirsi nello spazio lasciato colpevolmente scoperto da un’indecisione di Pierotti e Pomante e il terzino sardo si invola tutto solo davanti a Spadavecchia che supera con un preciso destro. Pubblico in visibilio per la migliore Spal stagionale. La squadra di Notaristefano non sembra sazia e la sinfonia non cambia: l’Andria pasticcia a centrocampo, Sy e Anaclerio predicano nel deserto e non vengono serviti a dovere da Doumbia e Chiaretti controllati molto bene a loro volta da Smit e da un colossale Ghetti. Quindicesimo giallo in area andriese. Pomante, secondo l’arbitro, interviene con le cattive su Valtulina proprio al limite del vertice basso di sinistra dell’area piccola e assegna solo un calcio di punizione. Sulla sfera si presenta Smit che infila Spadavecchia che vede colpevolmente sfilarsi da sotto il ventre il pallone che porta la Spal sul 2a0. Partita in ghiaccio ma i biancoazzurri danno l’impressione di non volersi fermare e di provare la goleada. Diciassettesimo. L’indomito Valtulina, ancora sugli scudi, serve una palla d’oro per Cipriani  che da due passi però spara altissimo sulla traversa. Grande Spal, Andria inerme e con la difesa che sembra un presepe. Venticinquesimo si fa vedere per la prima volta l’Andria dalle parti di Capecchi con un rasoterra di Anaclerio da fuori area ma l’estremo difensore ferrarese risponde presente e devia un difficile pallone in corner. Trentasettesimo ancora Spal. Manco a dirlo è sempre Valtulina a dare il là all’azione con un colpo di tacco a smarcare Quintavalla. Il numero sette spallino   supera in velocità Polverini e mette in mezzo una palla invitante per Cipriani che si gira benissimo ma la conclusione proprio all’ultimo gli viene sporcata da Pomante che mette fuori causa Spadavecchia ma nessuno dei giocatori della Spal però è pronto per il tap in vincente e l’azione sfuma. Peccato. Al quarantunesimo minuto l’Andria va vicina al gol che avrebbe potuto riaprire la gara. Doumbia scende sulla sinistra e supera Ghetti (unico errore di una partita splendida) poi mette in mezzo a favore dell’accorrente Chiaretti che tira al volo e Capecchi si lascia sfuggire il pallone che poi riesce in qualche modo ancora una volta a far suo non senza qualche difficoltà. Pericolo per i padroni di casa che stavano per pagare carissimo l’infortunio del proprio portiere. Si va al riposo tra gli applausi.

La ripresa inizia sulla stessa lunghezza d’onda del primo tempo. Spal subito in avanti dopo due minuti. Errore di Doumbia che mette in movimento Smit e va tutto solo davanti a Spadavecchia che respinge miracolosamente in angolo. Passa un minuto e Cipriani viene anticipato questa volta irregolarmente secondo il direttore di gara in area da Sibilano e non ha dubbi nell’assegnare la massima punizione. Sul dischetto si presenta Valtulina che potrebbe suggellare nel migliore dei modi la superba prestazione odierna ma il suo, più che un tiro è un passaggio a Spadavecchia che respinge la conclusione prima che un suo compagno ponga fine all’azione mandando la sfera in angolo. Occasione  sprecata per i biancoazzurri per chiudere la partita. Papagni le prova tutte e sistema l’Andria con Dionigi (al posto di un evanescente Anaclerio) punta centrale con Chiaretti e Sy a supporto. Tredicesimo c’è sempre e solo una sola squadra in campo ed è la Spal. L’azione parte da Valtulina che mette in movimento Migliorini il quale a sua volta con uno splendido suggerimento mette Cipriani nelle condizioni di poter superare in velocità Pomante e di trovarsi tutto solo davanti a Spadavecchia. Il suo tiro però finisce altissimo a pochi metri dalla porta Incredibile l’ennesima occasione sciupata della gara da parte della Spal. Al quindicesimo tocca a Bedin vincere un contrasto sulla destra con Paolucci e si invola tutto solo prima di crossare in mezzo per l’accorrente Smit che anticipa il lentissimo Pierotti ma non riesce a calibrare a dovere il cross per Cipriani e la sfera termina docile tra i guantoni di Spadavecchia. Diciassettesimo minuto, l’Andria si fa pericolosa. Sventagliata di  Pierotti da destra a sinistra per Chiaretti che impatta malamente con il pallone: ciò che doveva essere un tiro si trasforma invece in un cross velenoso e la palla attraversa tutta l’area di rigore prima di essere allontanata definitivamente dall’ottimo Bortel. Nella Spal escono Bortel e Smit ma solo precauzionalmente, per entrambi si tratta di crampi ed entrano Lorenzi e Marongiu. Al trentacinquesimo ospiti che ci provano con  Sy che sulla destra, ben servito da Dionigi mette in difficoltà Capecchi che smanaccia alla meno peggio prima dell’intervento risolutivo di Bedin. Passano tre minuti ed è ancora Dionigi a provarci da fuori area ma la mira non è delle migliori e la palla termina a lato alla destra di Capecchi. In pieno recupero gran palla manco a dirlo di Valtulina per Cipriani che batte ancora Sibilano in velocità ma a tu per tu con Spadavecchia calcia sui guantoni dell’estremo difensore ospite che respinge in corner. Poi il triplice fischio e la Spal salutata da un’autentica ovazione del pubblico di casa batte con pieno merito un’Andria apparsa davvero il fantasma di se stessa, inconsistente e priva di nerbo per una prestazione nel complesso tutta da dimenticare. Buono il passo in avanti invece fatto dalla truppa di Notaristefano che in un sol colpo si lascia alle spalle Andria e Cavese e allunga sul Giulianova in attesa del derby di Rimini tra sette giorni che si annuncia fondamentale per continuare a sperare in qualcosa di più di una semplice salvezza.

LE PAGELLE. Nessuna insufficienza tra i biancazzurri. Oltre all’esterno (peccato solo per il rigore sbagliato) grandi prove di Ghetti e Cabeccia in entrambe le fasi ma benissimo anche Bortel, Bedin, Migliorini, Cipriani e Smit. Complimenti anche al tecnico Notaristefano.

UN VALTULINA MAI VISTO

di Enrico Testa

CAPECCHI 6.5. Non deve salvare chissà quali pericoli ma una volta nel primo tempo e un’altra nella ripresa si guadagna abbondantemente la pagnotta.
GHETTI 7.5. Un paio di chiusure che, da sole, valgono un gol. Non sbaglia praticamente nulla: non sarà una novità ma è una garanzia. Annulla i temibili esterni dei pugliesi.
CABECCIA 7.5. Anche lui sbaglia pochissimo e, anzi, oltre al gol spinge costantemente rendendo poco pericoloso il miglior giocatore avversario. E’ rinato.
BEDIN 7. Tanto lavoro oscuro ma lì in mezzo quasi da solo recupera palloni in quantità. Un paio di questi recuperi sono da applausi e innescano azioni pericolose. Ecco il Bedin che conoscevamo.
ZAMBONI 6.5. Come al solito e si potrebbe non aggiungere altro. Sbaglia un solo pallone ma recupera presto. Il voto non è altissimo soltanto perché il suo dirimpettaio non è imbattibile.
BORTEL 7. La miglior partita da quando è a Ferrara. Come i compagni di difesa non commette un solo errore ed è anche elegante. Il suo ruolo è questo, il futuro è con lui.
QUINTAVALLA 6.5. Il voto è la media tra un primo tempo insufficiente e una ripresa buona. All’inizio è timido, poi si scioglie e innesca azioni toste sulla sua fascia.
MIGLIORINI 7. La qualità e i piedi che a Ferrara ha mostrato troppo poco oggi si sono visti. Se prende fiducia è un signor giocatore. Deve crederci perché la qualità che ha non si trova in giro.
CIPRIANI 7. Peccato che non firmi il meritato gol. Per il resto prende botte, fa a sportellate, corre, recupera, guadagna falli… E’ davveroimpressionante. Un acquisto più che azzeccato.
VALTULINA 7.5. Come Cippo gli manca solo il gol ma non pesa un rigore sbagliato in una prestazione strepitosa fatta di corsa, di movimenti, di qualità. La miglior gara in biancazzurro.
SMIT 7. Cala alla distanza e ci sta visto che in questa stagione non ha giocato praticamente mai… Ma che sinistro! Cross alla Vargas, tiro che fa malissimo. Due gol in due partite. Serve altro’
(LORENZI ng). Sostituisce l’infortunato Bortel ma non c’è bisogno di nulla.
(PEDRUZZI ng). Anche lui non è giudicabile ma si vede che può servire alla causa.
(MARONGIU ng). Entra a partita ormai finita. Stavolta non gli riesce il colpo ma va bene così.
NOTARISTEFANO 7. Alla vigilia ci aveva detto che bisognava far vedere subito che la Spal voleva vincere. Detto e fatto. Prima ha dato serenità e fiducia a questa squadra che lui e pochissimi altri hanno sempre difeso, adesso c’è anche il gioco. Complimenti. 

GLI SPOGLIATOI. Il tecnico applaude i suoi ragazzi e non nasconde la soddisfazione per questa bella domenica: “Così si fa spettacolo per i tifosi e per noi. Siamo stati perfetti in una partita che nascondeva insidie. Ecco la Spal che voglio: una squadra che non molli mai fino al Novantesimo anche se dovevamo chiuderla prima”.

NOTARISTEFANO: “CI SIAMO DIVERTITI TUTTI”  

di Diego Stocchi Carnevali  

Nella partita forse più importante è  arrivata la Spal più bella.
“Assolutamente, temevo molto questa partita perché loro arrivavano da un ottimo periodo, migliore del nostro che già obbiettivamente non era da buttare via. Invece abbiamo dimostrato di essere superiori, una grande prestazione in una gara che avremmo dovuto e potuto chiudere prima”
Anche i cambi sono stati improntati sempre per attaccare sempre.
“Ad un certo punto loro hanno giocato anche con quattro punte ma non abbiamo mai sofferto. Non volevo cadere nella trappola che avevano preparato. Forse pensavano che vedendo quattro punte mi sarei rintanato inserendo anche un difensore in più ma non ho fatto, rischiando forse, nulla di tutto questo. Non voglio che la squadra senta paura e che snaturi il suo gioco in virtù di quello che fa l’avversario. E poi ripeto, hanno giocato con sette uomini offensivi ma non mi pare siano mai riusciti a impensierirci seriamente. Con me si deve giocare fino al novantesimo e possibilmente se ci sono le condizioni si deve tentare di segnare fino al novantesimo”.
Impressionante la prima mezz’ora.
“Abbiamo concesso solo dieci minuti nel primo tempo quando i miei hanno iniziato a giocare con quelle palle lunghe che a me non piacciono per nulla. Poi, dopo un paio di occhiatacce e non solo hanno capito che così non si poteva andare avanti e si sono ricordati di quello che fanno piuttosto bene tra l’altro in settimana in allenamento. Sono momenti che nell’economia di una partita ci stanno. Nella ripresa ci siamo abbassati un pochino ma non abbiamo mai corso rischi e alla fine abbiamo portato a casa tre punti meritatissimi”.
La difesa è tornata a non prendere gol.
“A Potenza abbiamo fatto due errori e abbiamo pagato, oggi invece a parte un’occasione non abbiamo mai regalato palle gol all’Andria. Il gruppo sta acquisendo pian piano consapevolezza dei propri mezzi. Soffrono tutti insieme ma tutti insieme si divertono, sono stati bravi a buttarsi alle spalle una situazione che stava diventando pericolosa. E’ un gruppo speciale questo”.
Infortuni seri quelli occorsi a Smit e Bortel?
“Si tratta di crampi per entrambi e li ho voluti preservare per domenica prossima. Anche Migliorini ha accusato questo tipo di problema ma non è nulla di preoccupante”.
A Valtulina è mancato solo il gol dopo una partita straordinari.
“Tutto vero ma lo stesso discorso vale anche per Cipriani. Mi dispiace per loro, poteva essere quella ciliegina per guarnire una gara giocata da entrambi in maniera sontuosa però l’importante era vincere e alla fine abbiamo strameritato questi tre punti anche senza i loro gol”.
A Rimini vi aspetta una grande battaglia.
“Lavoriamo giorno dopo giorno per questo, Rimini è una battaglia come ce ne sono ogni domenica in questo bellissimo campionato. Siamo pronti, loro oggi hanno perso ma non fa testo perché in trasferta non fanno quasi mai bene mentre in casa si trasformano e diventano pericolosi. Recuperiamo Bazzani e Schiavon, potrò finalmente scegliere in un contesto di abbondanza e voi non immaginate quanto io sia contento quando alla domenica ho l’imbarazzo nell’assegnare una maglia a uno anziché ad un altro. Magari trovarmi sempre con l’organico al completo”. Clima d’altra categoria anche sugli spalti.
“Io oggi mi sono divertito e anche la gente che ci è venuta a guardare penso sia tornata a casa più serena e risollevata di qualche mese fa. Il peggio è alle spalle ma la guardia non va mai abbassata per nessuna ragione al mondo. Davanti a noi ci sono ancora tre mesi di calcio in cui dovremo ogni domenica onorare questa maglia e fare del nostro meglio. Un passo alla volta e ho la convinzione che potremo fare molto bene e il pubblico si è accorto anche di questo. I ragazzi non mollano mai e si divertono. Sugli spalti anche. Sembrano cose banali ma queste sono la base per costruire qualcosa di importante. Continuiamo così”.

GLI SPOGLIATOI. Tutti ovviamente felici e contenti in casa spallina. Pozzi si rammarica soltanto perché voleva un gol di Valtulina e Cipriani. Lo stesso Valtulina pensa alla squadra. E Cabeccia sottolinea la ritrovata compatezza.

EUFORIA BIANCAZZURRA

di Alessandro Orlandin

POZZI

“Voglio vedere cosa avete da dire oggi…”. Bortolo Pozzi è il primo a uscire dagli spogliatoi del Mazza e sceglie subito di scherzare, ma mica tanto, davanti ai cronisti, per poi abbandonarsi a un breve commento: C’è poco da dire sulla partita di oggi, abbiamo dominato, creando tante occasioni da gol e mostrato momenti di grande gioco. Sono molto soddisfatto”.
A livello di singole prestazioni si sono visti diversi elementi sugli scudi..
“Sì, abbiamo visto ottime cose da tutti, mi è dispiaciuto solo che Valtulina e Cipriani non siano riusciti a segnare perché lo meritavano per tutto quello che hanno fatto. Ci tengo anche a sottolineare la grande prova di Migliorini, che non casualmente è stato applaudito dal pubblico”.
Tre punti che servono a proseguire la risalita nella parte mediana della classifica.
“Certo, ma continuo a non prestare attenzione alla graduatoria. Pensiamo solo a fare bene e vincere”.

VALTULINA

Si dimostra soddisfatto Marco Valtulina, uno degli elementi decisivi contro l’Andria: “Abbiamo fatto un’ottima partita, preparandola bene e aggredendo fin dal primo minuto come ci aveva chiesto il mister. Sono molto contento per questo risultato”.
Peccato per il rigore sbagliato, poteva essere il tuo primo gol biancazzurro.
“Già, però devo dire che è stato bravo il portiere a intuire la direzione del tiro. Forse avrei fatto meglio a tirare forte e centrale, ma non importa. L’importante è aver vinto questa partita”.
Ti abbiamo visto a tuo agio nel ruolo di seconda punta.
“Sì, dietro a Cipriani mi sono trovato bene, grazie a lui e al suo movimento ho potuto beneficiare di tanto spazio ed esprimermi al meglio”.
Continua il momento positivo del 2010.
“Esatto, abbiamo trovato l’equilibrio giusto e il morale è alto, non a caso siamo al sesto risultato utile consecutivo”.

CABECCIA

Felice anche Marco Cabeccia, al primo gol stagionale: “Ne segno uno all’anno e sempre sotto la curva Ovest… diciamo che mi tratto bene”. Sorride il laterale sardo, che esprime grande soddisfazione per la prestazione corale della squadra: “Sono contento, perché non era una partita facile: loro venivano da un buon momento di forma e hanno individualità interessanti come Doumbia e Sy; per nostra fortuna abbiamo preparato molto bene la gara in queste due settimane e abbiamo avuto la meglio con una bella prestazione”.
Hai mantenuto una certa freddezza in occasione del gol.
“Sì, devo dire che è stato bravissimo Cippo (Cipriani ndr) a chiudere il fraseggio e mettermi praticamente in porta. Ho cercato di mettere per terra il portiere con una finta, non ha abboccato e sono stato un po’ fortunato nel riuscire a segnare comunque”.
Escludendo la gara nel pantano di Potenza, anche oggi porta inviolata grazie alla difesa.
“Stiamo lavorando bene a livello di squadra, non solo nel reparto arretrato. Siamo più solidi e di conseguenza più sicuri”.
E adesso si va a Rimini per continuare la corsa.
“Assolutamente, andiamo in Romagna senza paura e pronti a dare battaglia per la vittoria”.

CRONACA. A Potenza in un campo impossibile i biancazzurri rimediano due volte: 2 a 2 il finale. Di Cipriani e Smit (gran debutto per lui) le reti spalline. Espulsi Pozzi e Schiavon dalla panchina e Bazzani. Zamboni & compagni poco incisivi in attacco ma il pari è giusto. Ottimo lo spirito della squadra di Notaristefano che non si arrende mai.

SPAL, CUORE E GOL PER LA DOPPIA RIMONTA

POTENZA-SPAL 2-2

POTENZA: Tesoniero, Porcaro, Langella, Berardi, Cardinale, Iraci (dal 46° Magliocco), Frezza, De Simone, Prisco (dal 75° Manno), Catania, Evangelisti (dal 62° Profeta).
A disp.: Di Matteo, Barbato, Di Fatta, Nappello.
All.: Capuano
SPAL: Capecchi, Ghetti, Cabeccia, Bedin, Zamboni, Bortel, Quintavalla, Schiavon (dal 59° Marongiu), Bazzani, Valtulina (dal 54° Smit), Cipriani.
A disp.: Righetti, Gaspari, Licata, Migliorini, Laurenti.
All.: Notaristefano
Arbitro: Cervellera Angelo di Taranto
Assistenti: Minardi e Fortarezza
MARCATORI: al 51° Berardi, al 69° Cipriani, al 79° Magliocco, all’86° Smit.
Ammoniti: Tesoniero, De Simone, Catania, Cipriani.
Espulsi: l’allenatore del Potenza Capuano, il direttore generale della Spal Pozzi, Bazzani all’80° e Schiavon dalla panchina dopo essere stato sostituito.

dal nostro corrispondente a Potenza Antonio Croglia

POTENZA – Pur giocando una delle migliori partite della stagione, il “rinnovato” Potenza di mister Capuano aggiunge alla precaria classifica un solo punto. E’ il punto della speranza, perché la squadra di mister Capuano ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per poter puntare ai playout, ma purtroppo non c’è nulla che gira in favore dei potentini. Il Potenza ha giocato una grande gara, partendo con il piglio della grande squadra e riuscendo ad avere un maggior predominio territoriale. Ha pagato a caro prezzo l’unica ingenuità difensiva. La Spal, dal canto suo, si è fatta schiacciare troppo dai rossoblu, ma alla fine porta a casa un risultato importante, perché se il Potenza non subirà particolari penalizzazioni, sarà una squadra difficile da superare perché con il mercato di gennaio, pur avendo perso dei pezzi importanti, ne ha trovati altri che potranno dire la loro fino alla fine. Positivo quindi l’esordio di Evangelisti e Magliocco, con quest’ultimo andato anche a segno.
Capuano schiera la difesa a tre, con Porcaro, Cardinale (buono il suo rientro) e Langella davanti a Tesoniero, nella zona nevralgica del campo Iraci a destra, Berardi, De Simone ed Evangelisti in mezzo e Frezza sull’out destro, Catania a supporto dell’unica punta Prisco. Il tecnico nella ripresa ha cambiato modulo, fuori Iraci per Magliocco che va a fare coppia con Prisco, sempre supportati da Catania, autore ancora di una buona prestazione. Mister Notaristefano invece si affida al classico 4-4-2, con Ghetti, Zamboni, Bortel e Cabeccia in difesa, Quintavalla, Bedin, Schiavon e Valtullina a centrocampo, e in attacco il duo stellare Bazzani-Cipriani. Nel primo tempo, come detto, la compagine ferrarese subisce troppo il Potenza, nella ripresa il tecnico ospite manda in campo Marongiu e Smit e la squadra sembra essere più viva.
Ma veniamo alla gara. Il Potenza, su un campo molto pesante, aggredisce subito e dopo un recupero di De Simone su Cipriani, ci prova prima Evangelisti, ma Capecchi para senza problemi, e poi Prisco, il cui tiro sfiora solo il palo. Il Potenza insiste, ma non trova sbocchi in avanti. Zamboni all’8’ intercetta un cross destinato a Prisco che era appostato in buona posizione e l’azione del Potenza sfuma. La Spal non riesce ad uscire dalla propria metà campo, solo al 18’, dopo una botta di Berardi (fuori) ci prova Cipriani in contropiede, ma la difesa potentina è attenta. Al 20’, sugli sviluppi di un corner, ci prova Cardinale, ma il suo colpo di testa è fuori. Tre minuti più tardi Frezza salta Quintavalla e crossa per Catania, il numero 10 lucano non ha un impatto felice con il cuoio e l’azione sfuma. Subito dopo Bortel ferma Iraci. Passano i minuti e la Spal conquista metri e comincia a farsi pericolosa. Alla mezz’ora azione prolungata degli ospiti, con Bazzani che cerca di servire Cipriani, ma il cross è lungo. Due minuti dopo Quintavalla, pressato da Langella, non trova lo spazio per servire gli attaccanti spallini. Lo stesso difensore potentino, un minuto dopo intercetta un passaggio di Bortel per Cipriani. Al 35’ la Spal ha una buona occasione per passare, ma è una pozzanghera a fermare il filtrante di Quintavalla destinato a Cipriani, poi Cardinale recupera. Tre minuti dopo Tesoniero interviene fallosamente su Cipriani, con la palla che si era impantanata nello stesso posto. Senza esito la successiva punizione. Al 40’ Ghetti mette in mezzo per Bazzani, che di testa gira fuori. Lo stesso attaccante si fa vedere un minuto dopo con una bella girata, ma senza centrare lo specchio della porta.
Nella ripresa Capuano manda in campo Magliocco e richiama in panchina Iraci. Ci prova subito Schiavon dalla distanza, Tesoniero osserva la palla che termina la sua corsa lontano dal palo. Poi ci prova su punizione Evangelista, la difesa ferrarese sbroglia. Al 5’ arriva il vantaggio del Potenza. Magliocco, servito da Frezza, si avventa sulla sfera che si era impantanata nell’area ospite e prova a battere il portiere che gli respinge il tiro, la palla giunge a Berardi che con un preciso diagonale fa uno a zero. Sulle ali dell’entusiasmo il Potenza prova a chiudere la gara, ma Prisco (al 9’) si fa anticipare dall’attento Cabeccia. L’ingresso di Smit vivacizza la manovra ospite. E’ il 15’ quando sugli sviluppi di un corner l’ex del Gallipoli chiama alla “paratona” l’estremo potentino, che gli nega il gol con i pugni. Un minuto dopo è invece il palo a negare il raddoppio a Evangelisti, che subito dopo lascia il posto a Profeta. Al 23’ la Spal pareggia i conti per la prima volta. Bazzani riceve palla e la mette in mezzo per l’accorrente Cipriani che non ha difficoltà a mettere la palla in rete. Il Potenza rischia il raddoppio, ma Quintavalla cincischia troppo e perde una buona opportunità. Dopo un tiro fuori di Smith il Potenza passa in vantaggio con Magliocco. Manno, da poco subentrato a Prisco, lancia nel corridoio centrale Magliocco, l’attaccante elude l’intervento del portiere e deposita in rete. Al 36’ Bazzani colpisce con una testata Porcaro, l’arbitro, che era lì vicino, gli mostra il rosso. Con la Spal in dieci e il Potenza in vantaggio sembra fatta, ma al 40’ il Potenza subisce il gol del pareggio. Cipriani impegna Tesoniero, che si salva con i piedi, la palla giunge poi a Smith che con un tiro a volo di sinistro fulmina l’estremo potentino.

GLI SPOGLIATOI. Il tecnico e il direttore non usano mezzi termini: “Non abbiamo reagito alle provocazioni assurde. Allucinante l’espulsione di Bazzani. In un campo impossibile e con un arbitro che è meglio lasciar perdere abbiamo fatto una gran partita e perdere sarebbe stato scandaloso”.

NOTARISTEFANO E POZZI IN CORO: “BRAVI RAGAZZI”

di Enrico Testa

Al telefono non usa mezze parole il tecnico spallino Egidio Notaristefano per commentare il 2 a 2 finale e la gara dei suoi.
“Sono molto contento perché abbiamo risolto una partita che non meritavamo affatto di perdere. Abbiamo avuto e fatto più azioni, è stata una battaglia e lo sapevamo, una battaglia alla quale i ragazzi hanno risposto bene in un campo ai limiti della praticabilità e forse pure oltre. Loro sono una squadra scorbutica che potrebbe anche giocare per le qualità che ha e invece ricorre a mezzi puerili, alla provocazione, a portare l’arbitro dalla loro”.
Tra le note positive c’è senz’altro il debutto di Smit.
“Sì, è verissimo. Bene ha fatto il nostro nuovo acquisto che all’inizio è partito alto e poi ha fatto bene anche quando è uscito Fabio per l’espulsione. Smit ha un gran piede e può ricoprire tutti i ruoli sulla sinistra”.
Ecco, a proposito di Bazzani, avete contestato la sua espulsione.
“Certo. Fabio aveva preso una botta incredibile e lo stavo guardando in occasione del cartellino rosso proprio perché sapevo che rischiava. Comunque Fabio si è solo avvicinat, magari avrà esagerato nel muso a muso ma non l’ha toccato. L’avversario ha finto, è caduto, è stato a terra una vita e questi sono i mezzucci che dicevo prima. Peccato perché domenica prossima ci mancheranno sia lui sia Schiavon”.
Il bilancio della giornata è comunque positivo o no?
“Sì, come prestazione senz’altro perché abbiamo fatto meglio noi e abbiamo dimostrato voglia e cuore e, credetemi, non era facile viste le condizioni. Alla fine i ragazzi sono andati sotto la curva per ringraziare i nostri incredibili tifosi che sono venuti fino a qui e hanno visto il pareggio di una squadra in inferiorità numerica”.
Contento anche se un po’ infastidito è pure il Direttore Generale spallino Bortolo Pozzi.

Ma ti fai sempre cacciare via…
“Guarda, non gli ho detto niente, stavolta proprio non ci stava l’espulsione. Gli ho detto soltanto che doveva fischiare ma oggi da questo punto di vista è meglio lasciar perdere. Anche Bazzani non ha fatto nulla. L’arbitro è stato condizionato dall’ambiente come succede spesso su questi campi. Preferisco parlare della nostra buonissima partita in un campo pesantissimo sul quale potevamo anche vincere. Nel secondo tempo abbiamo fatto due gol e abbiamo avuto una super occasione, loro sono stati decisamente sfortunati”.

SPOGLIATOI. Smit, Cipriani

“Il mio gol? Davvero tanta roba!”. Non poteva esordire meglio Vlado Smit, che ha timbrato il suo esordio con la Spal su quello che l’esterno serbo ha definito “il peggior terreno di gioco calpestato in tanti anni di carriera”. Facile a dirsi, se hai sempre giocato in A o in B. Ma la variabile dell’erba del Viviani è stata resa ininfluente dal bellissimo colpo al volo che si è infilato alle spalle di Tesoniero per chiudere la contesa sul 2-2. “E’ la mia arma – spiega l’ex bolognese – per sfruttarla mi sono appostato al limite dell’area e ci ho provato finché non mi è andata bene al terzo tentativo, in precedenza era stato molto bravo il portiere”.
A chi gli ha chiesto se si sente declassato in Prima Divisione, Smit dà adeguata risposta.
“Sono venuto a Ferrara molto volentieri, invogliato dal progetto e dalla forza della squadra oltre che dalla volontà di avvicinarmi alla zona d’Italia in cui vivo meglio”.
L’esperienza gallipolina è da archiviare senza troppi rimpianti.
“Ho finito per non giocare, vengo da sei mesi difficili anche a causa dell’infortunio, io resto un terzino di spinta ma in questo momento ho una tale voglia di scendere in campo che se mi dicessero di indossare i guanti andrei anche in porta”.

Il primo pensiero di Giacomo Cipriani è invece prendere le difese di Bazzani.
“Davvero non ha fatto nulla per essere espulso e purtroppo più si scende di categoria più le sceneggiate sono all’ordine del giorno, evidentemente sono io che devo adattarmi ancora a questa realtà. Ma voglio elogiare Fabio anche per il lavoro che fa, sul primo gol mi ha mandato in porta sfruttando un movimento che ci aveva già consentito di andare a segno a Terni, sui tabellini restano solo i gol ma il suo contributo è stato realmente decisivo”.
Cipriani coglie anche l’occasione per tornare sulle voci che lo hanno riguardato nelle ultime battute di mercato.
“Il mio nome è stato associato alla Salernitana e al Mantova, l’offerta più seria è stata però quella del Brescia che mi proponeva di andare a rafforzare un reparto in cui però ci sono già Possanzini e Caracciolo, avrei finito per giocare poco”.
Lo spunto vale una dichiarazione d’amore a Ferrara.
“Sono felice di essere rimasto qui, è una piazza che mi ha dato tanto rilanciandomi dopo che ero rimasto senza squadra, conto di manifestare la mia gratitudine alla Spal con le prestazioni sul campo”.

LE PAGELLE. Molte prestazioni di rilievo nei biancazzurri. Oltre al nuovo acquisto bene anche Cabeccia, Zamboni. In difficoltà solo Schiavon e Valtulina.

SUPER DEBUTTO PER SMIT

CAPECCHI 6, GHETTI 6.5, CABECCIA 7, BEDIN 6.5, ZAMBONI 7, BORTEL 7, QUINTAVALLA 6, SCHIAVON 5.5, BAZZANI 6, VALTULINA 5.5, CIPRIANI 7, (SMIT 7), (MARONGIU 6). NOTARISTEFANO 6.5.

LA CRONACA | LoSpallino.com

LA SPAL NON RISCHIA E SI ACCONTENTA

SPAL-TARANTO 0-0

SPAL (4-4-2): Capecchi; Ghetti, Zamboni, Bortel, Cabeccia; Rossi (dal 39′ p.t. Laurenti), Schiavon, Bedin, Valtulina (dal 39′ s.t. Licata); Bazzani, Cipriani (dal 48′ s.t. Marongiu).
A disp.: Ioime, Gaspari, Migliorini, Meloni.
All.: Notaristefano.
TARANTO (4-4-2): Bremec; Calori, Migliaccio, Prosperi, Bolzan; Scarpa, Coppola, Giorgino (dal 31′ s.t. Taulo), Di Roberto; Corona (dal 38′ s.t. Russo), Innocenti.
A disp.: Barasso, Colombini, Panarelli, Crovetto, Cortese.
All.: Dellisanti.

ARBITRO: Palazzino di Ciampino.
Assistenti: Secco e Parolin.
AMMONITI: Migliaccio (T).
NOTE: giornata fredda, terreno in discrete condizioni. Spettatori 3.000 circa, (paganti 1.008, più 1.937 abbonati, per un incasso globale di 26.688 euro).
Angoli: 5 a 3 per la Spal . Recupero: pt 1’, st 4’.

LA CRONACA. Pareggio giusto (0-0) dei ferraresi contro una signora squadra. Meglio la ripresa per i biancazzurri sovrastati a centrocampo da un super Coppola ma dominatori in difesa.

di Diego Stocchi Carnevali

FERRARA – Spal e Taranto di fronte per la prima volta in Lega Pro al Paolo Mazza, il bilancio totale parla di dodici vittorie per i biancazzurri, due pareggi e nove affermazioni degli ionici che hanno vinto gli ultimi due confronti di B giocati a Ferrara.

FERRARA – Miracolosa l’azione dei volontari che tra le 10 e le 12 hanno sgombrato dalla neve l’intero impianto del Paolo Mazza (sullo sfondo il nuovo tabellone comparso oggi)

Ai padroni di casa manca la vittoria contro i rossoblu da trent’anni esatti. Gara particolarmente sentita da ambo le parti. La squadra di Notaristefano viene da due successi consecutivi, quella di Dellisanti è alla ricerca della continuità che per pensare in grande e nutrire quei sogni di gloria di promozione sin qui riposti nel cassetto. Fuori Quintavalla per squalifica e Lorenzi per infortunio tra le fila dei padroni di casa, mentre è out Quadri nel Taranto che non ha recuperato in tempo dall’infortunio muscolare così come non è arrivato il transfer per il difensore svedese Magnusson appena acquistato dalla società tarantina. C’è Bortel al centro della difesa e Ghetti confermato a destra per contenere le scorribande dell’ex ala del Foggia Di Roberto. Fitta nevicata in mattinata su Ferrara ma la gara va regolarmente in onda grazie al prodigioso intervento di volontari e non che hanno consentito al terreno di presentarsi in discrete condizioni per l’ora prevista d’avvio.

FERRARA – Bazzani in un contrasto aereo

Terzo minuto, Bazzani di testa fa proseguire un rilancio di Capecchi per Cipriani che si libera di Calori e lascia partire un sinistro ma la palla termina appena alta sopra la traversa. Inizio grintoso della Spal, il Taranto non sta a guardare con Coppola vero metronomo della situazione. Settimo, combinazione perfetta sulla sinistra Cabeccia-Valtulina-Bazzani ma l’ex centravanti doriano viene fermato proprio sul più bello da Migliaccio che non va tanto per il sottile. Proteste reiterate del numero nove spallino che viene ammonito solo verbalmente dal direttore di gara. Dodicesimo: Ghetti cincischia in un rinvio e mette in gioco clamorosamente Di Roberto che dalla distanza lascia partire una conclusione che Capecchi para a terra non senza qualche difficoltà. Ritmi altissimi, partita bella e ben giocata da entrambe le parti. Al diciottesimo si fa vedere per la prima volta il Taranto con Coppola da fuori, Capecchi in due tempi risponde presente. Ventiduesimo: cross di Giorgino dalla trequarti, Bortel non azzecca il tempo dell’anticipo (l’unico errore di una gara perfetta) e per poco Innocenti non ne approfitta. Solo grazie a una prodigiosa chiusura di Cabeccia (il migliore della Spal) gli esiti dell’azione jonica non sono infausti. Ventisettesimo, ci prova Corona dopo un errore di Schiavon in disimpegno e sempre dalla lunga distanza, Capecchi para a terra. La Spal sembra tenere in pugno la partita, non soffre le ripartenze tarantine che, a loro volta, vivono delle numerose folate offensive di Bolzan sulla sinistra. Trentaduesimo, estensi in attacco. Ghetti su angolo di Rossi ciabatta la conclusione. Bremec respira. Passano due minuti e va in scena la prima punizione di Bolzan che Capecchi devia in angolo con un intervento splendido. Occasionissima mancata di un nulla per l’esterno rossoblu. Sessanta secondi dopo è ancora Bolzan su punizione a mettere un brivido alla retroguardia biancazzurra, ma Capecchi alza in angolo. In pieno recupero il Taranto va vicino al vantaggio. Scarpa dalla sinistra crossa in mezzo e Capecchi esce un po’ malamente a pugni protesi e la palla va a terminare proprio sulla testa di Prosperi che per fortuna sulla ribattuta non inquadra la porta. Primo tempo piacevole.

FERRARA – Zamboni vs Corona è stato il duello tra giganti di Spal-Taranto

La ripresa inizia con un tiro radente di Valtulina al nono, Bremec è sulla traiettoria e fa buona guardia. Tredicesimo minuto. Punizione di Zamboni decretata per fallo di Migliaccio su Cipriani. La potenza c’è, la mira meno. La Spal è costantemente nella metà campo dei pugliesi, il Taranto non punge e aspetta anche se in mezzo al campo domina con un Coppola formato super. La ripresa si gioca prevalentemente a centrocampo, numerosi gli errori da una parte e dall’altra e le difese sopravanzano gli attacchi. Quarantaduesimo, Bolzan chiude in anticipo su Laurenti che, un minuto dopo, sulla battuta del calcio d’angolo dalla sinistra di Licata prende male la mira e la sfera termina larghissima. Occasione sciupata dai ferraresi. Al novantesimo risponde per le rime il Taranto: triangolo Scarpa-Russo e tiro finale di quest’ultimo che ciabatta la conclusione. Troppo precipitoso il giovane talento jonico nell’occasione. Poi il triplice fischio e un risultato assolutamente giusto che rispecchia appieno quanto fatto vedere in campo da entrambe le formazioni.

SPOGLIATOI. Il presidente non nasconde soddisfazione per il pareggio: “Il Taranto ha fatto un super mercato, sono soddisfatto della nostra partita e anche del punto che ci consente di muovere la classifica”.

BUTELLI, I COMPLIMENTI ALLA DIFESA Il solito Butelli. Avanti e indietro sui gradoni della tribuna, e alla faccia di noi poveri comuni mortali la resistenza a un freddo becco affrontata con spavalderia senza cappotto. In mano anche un pachettino, frutto forse di un regalo per il compleanno di qualche tifoso. Poi la discesa verso gli spogliatoi dove il presidente arriva con aria giustamente serena e soddisfazione che si comprende:
“Direi che abbiamo visto un giusto pareggio contro la squadra regina del mercato. C’è mancato un po’ il centrocampo però abbiamo ritrovato la nostra difesa granitica. Mi sono piaciuti tutti, molto bene Bortel che si è integrato benissimo e super Cabeccia formato Brasile. Era importante muovere la classifica e ci prendiamo questo punto volentieri mettendo l’accento sul fatto che la nostra difesa ne esce ancora una volta imbattuta. Siamo soddisfatti e fiduciosi”.

GLI SPOGLIATOI. Il mister vuole di più in fase offensiva, sul mercato ripone fiducia massima nella dirigenza e ringrazia gli “spalatori”. Bena e Pozzi fanno i complimenti al Taranto e si dicono soddisfatti per il nuovo corso spallino. Bortel e Cabeccia contenti per la loro partita invitano a guardare con ottimismo al futuro.

NOTARISTEFANO NON SI ACCONTENTA, LA SOCIETA’ GUARDA AVANTI di Diego Stocchi Carnevali

EGIDIO NOTARISTEFANO, allenatore.

Classifica alla mano è un punto che fa morale. Come prestazione la Spal è mancata in fase offensiva. Sei d’accordo?
“Siamo stati molto ordinati e bravi nella fase difensiva, precipitosi e fallosi in fase offensiva. Troppi errori, troppi passaggi sbagliati e così non va bene. E’ stata una gara tattica, brutta da un punto di vista tecnico quindi, perché tutti e due abbiamo cercato di concedere il meno possibile finendo per annullarci. Non sono arrivati i cross, neanche uno, dobbiamo migliorare tantissimo perché almeno le altre partite qualche pallone pericoloso riuscivamo a metterlo. Oggi no”.
In cosa deve migliorare la Spal di oggi?
“Quando abbiamo il possesso di palla dobbiamo migliorarci molto. Il Taranto è partito forte poi ha abbassato il baricentro e noi non ne abbiamo approfittato come dovevamo. Possiamo e dobbiamo essere più pericolosi. Ottima partita di Bortel oggi: è un destro e ha giocato sul centro sinistra con grande sicurezza. Come determinazione e concentrazione è la squadra che voglio io, come brillantezza e gioco sulle fasce ancora no. Cresceremo, non ci dobbiamo accontentare ma dobbiamo tutti insieme sentire la fame per poter fare sempre qualcosa in più”.
Inevitabile domanda di mercato. Quando sei arrivato hai invocato qualità e velocità. Ti aspetti qualche movimento in entrata domani?
“Io ho molta fiducia in Bortolo, non ci sono soldi e non ci sono scambi e se dobbiamo fare scambi al buio io preferisco puntare sul gruppo che ho a disposizione”.
Sei d’accordo con chi dice che hai effettuato le sostituzioni un po’ in ritardo?
“Ho dovuto spostare i cambi perché in settimana Marongiu non è stato bene e avevo paura che con questo terreno potesse farsi male, idem Meloni che ho portato in panchina solo per far numero ma che non poteva entrare perché nel riscaldamento ha sentito tirare. Numericamente non siamo in tanti e dobbiamo stare attenti a ogni piccola situazione che potenzialmente ci può danneggiare”.
Classifica alla mano è cambiato poco.
“C’è grande equilibrio, una vittoria può cambiare tutto in positivo e una sconfitta in negativo. Settimanalmente si vedono partite con risultati clamorosi, oggi no ma è un caso. Siamo lì, dobbiamo migliorare in brillantezza perché ci aspettano due gare importantissime prima a Potenza e poi, dopo la pausa contro l’Andria”.
Aldilà del clima rigido, calorosissimi i supporter della Spal dall’inizio alla fine.
“I nostri tifosi si sono fatti sentire più dei numerosi supporter del Taranto. A me è dispiaciuto non vincere per regalare un successo a chi da questa mattina si è prodigato per far disputare l’incontro però oggi abbiamo dato tutto quello che potevamo dare e non si può sempre vincere. Per oggi va bene così”.

STEFANO BENA, amministratore delegato.

Continua la striscia positiva.
“Avevo detto che quattro punti con Taranto e Cavese mi sarebbero andati bene. Poi è chiaro che quando ne fai tre con la Cavese… Oggi non mi sarebbe dispiaciuto farne altrettanti ma di fronte avevamo una grande squadra. L’importante sono gli zero gol subiti in quattro gare, vuol dire che stiamo bene, che la difesa, spesso criticata, sta tornando sui livelli dell’anno scorso. C’è qualche difficoltà in più quando ci troviamo sottoporta ma il Taranto è una squadra molto diversa dalla Cavese: il Taranto ha più qualità, sono fisicamente più simili a noi, i campani invece dalla loro avevano solo la velocità. Oggi abbiamo giocato contro una formazione completamente diversa da quella dell’andata, uscita rinforzata dal mercato e con un Corona che avrebbe potuto crearci qualche difficoltà. L’importante è continuare così e già il fatto di non aver rischiato mai nulla fa capire che la Spal sta bene”.
Voci di mercato danno Cipriani cercato da Brescia e Cagliari. Cosa succederà domani?
“Domenica Maifredi è venuto a vedere la partita e come ben sapete il Brescia sta cercando un’alternativa a Flachi (squalificato) e a Caracciolo. Vediamo, ma credo che alla fine il giocatore rimarrà qui. Del Cagliari ne apprendo in questo momento da voi l’interesse perché a me direttamente non risulta nulla. Se succede, l’unica alternativa che io vedo percorribile è Arma che a Torino non ha trovato spazio”.

BORTOLO POZZI, direttore generale.

Alla fine Taranto e Spal si sono annullate a vicenda. Come due grandi squadre.
“Una partita brutta contro una squadra che oggi può puntare a vincere tranquillamente il campionato ed è positivo sia il punto sia la prestazione. Non abbiamo subìto gol, siamo mancati in fase offensiva, è vero, ma perché questa che avevamo di fronte era una grande squadra, che non lascia niente al caso”.
Rispetto a qualche settimana fa i miglioramenti sono tangibili. A chi va il merito?
“Rispetto a prima è cambiato che l’allenatore ha capito i problemi che questi giocatori avevano. Ha lavorato su certe situazioni, anche psicologiche, non solo tattiche e stiamo raccogliendo i frutti e possiamo solo migliorare cammin facendo”.
Difesa impeccabile e attacco come sempre oltremodo generoso.
“Bene Cabeccia, come Bortel in mezzo ma anche Bazzani e Cipriani anche se abbiamo avuto poche occasioni da gol. La squadra finalmente gioca a calcio, ci prova e quando è il momento di randellare in mezzo al campo non ci tiriamo indietro e anche questo ci conferma una situazione in netto miglioramento rispetto a prima”.
Se dovesse partire Cipriani la Spal ha già l’alternativa pronta?
“Vediamo cosa succede domani, di alternative ce ne sarebbero anche ma non vado a Milano per cedere Cipriani. In ballo come sapete c’è il cambio Centi-Smith con il Gallipoli, poi proverò a piazzare Agodirin”.

MILAN BORTEL, difensore.

Da centrale gara impeccabile, non hai rischiato praticamente nulla.
“Sì, il merito è di tutti però. Da centrale gioco nel mio ruolo naturale ma a me va bene giocare anche da terzino e mi adatto senza problemi. Credo che potremo fare bene, dobbiamo giocare sempre così come oggi, salviamoci e poi potremo toglierci qualche soddisfazione”.
Di fronte avevi Corona e Innocenti. Per loro una domenica che non ricorderanno piacevolmente.
“Io ho visto un gran bel Taranto davvero, una formazione solida e con giocatori che fanno la differenza. Noi siamo stati attenti, ordinati come ci ha insegnato il mister, siamo più tranquilli e questo ci da anche più forza. Con Zamboni è andato tutto bene, giocare vicino a un giocatore di questo tipo fa solo piacere”.

MARCO CABECCIA, difensore.

Marco un’altra grande partita contro una signora squadra.
“Sto bene, e quando stai bene ti riescono cose importanti. Il reparto difensivo è in crescita ma lo è tutta la squadra. Il Taranto è una formazione rognosa, cinica che ti può pungere quando meno te l’aspetti. Alla fine il pareggio è il risultato più corretto, probabilmente solo un episodio avrebbe potuto risolverla, sulle fasce non era facile trovare tanti spazi anche perché quando davanti hai una squadra che si può permettere giocatori come Scarpa e Di Roberto è difficile puntare il fondo e metterla in mezzo”.
Un altro giocatore, in positivo, rispetto a quello del girone d’andata.
“Personalmente ho avuto diversi problemi a inizio anno, ma li ho superati. Guardiamo avanti con fiducia, ci divertiremo”.

LE PAGELLE. Nelle fila dei biancazzurri ottime prove di Zamboni e Cabeccia. Bene anche il bomber nonostante i pochi rifornimenti. In calo Schiavon. Da ritrovare Valtulina e Rossi.

LA DIFESA E’ SUPER, CIPRIANI ANCHE

di Enrico Testa

CAPECCHI 6.5. Su un campo perfetto per mettere in scena le figuracce dei portieri lui c’è sempre ed è la fotografia migliore del fatto che la Spal è tornata.

GHETTI 6.5. Sbaglia praticamente nulla davanti a uno degli avversari più pericoloso. Se poi ritroviamo anche il Guidone che segna, allora siamo a posto.

CABECCIA 7. Tanto brutto nel girone di andata, tanto impressionante in questo inizio di ritorno. Oggi annuncia ufficialmente che il “Cabeza” vero è questo. Bravo dietro, propositivo in fase di spinta.

BEDIN 6.5. Sbaglia molto, è vero, ma lì in mezzo gioca praticamente da solo e corre più di tutti. Anche lui, ora che sta bene, è il giocatore che avevamo imparato ad ammirare.

ZAMBONI 7. Gioca da Zambo. E basterebbe scrivere questo. Invece no: perché non sbaglia un solo pallone e di fronte aveva attaccanti che hanno sempre fatto gola prescindere dalla categoria.

BORTEL 6.5. Finalmente gioca nel suo ruolo naturale e non incappa in nessuna delle amnesie che ogni tanto l’hanno penalizzato. Ottima e sicura prova.

ROSSI 5. Lascia il campo per infortunio e non per scelta tecnica ma il Paolino nostro stenta a ritrovare smalto e forma. Dispiace perché potrebbe dare tantissimo ma non per colpa sua non ne ha.

SCHIAVON 5.5. Un altro dei beniamini che da qualche partita è in difficoltà. Giustificato dal fatto che all’andata giocava solo lui o quasi ma così tanti errori non sono da lui.

BAZZANI 6. Il solito impegno, l’altrettanto solita voglia di non mollare mai con tanto di lavoro oscuro purtroppo poco assistito.

VALTULINA 5. Il Valtu non è questo. Noi aspettiamo con fiducia quello vero. Quello che punge, quello che rompe le palle ai terzini avversari, quello che qualche golletto ce l’ha nei piedi.

CIPRIANI 7. Fa a randellate con tutti i difensori del Taranto. Conquista punizioni, recupera palloni e non si lamenta mai nonostante gli arrivino davvero pochi rifornimenti.

(LAURENTI 5.5). Non giocava da troppo tempo ma può fare di più, soprattutto sul piano del coraggio e della fase offensiva. Avrà presto l’occasione per rifarsi.

(LICATA N.G.)

(MARONGIU N.G.)

NOTARISTEFANO 6.5. Temeva il Taranto e aveva ragione. Mette in campo la squadra migliore e contribuisce non poco a ritrovare una squadra equilibrata e solida.

LA CRONACA | LoSpallino.com

LA SPAL E’ RITORNATA

SPAL-CAVESE 2-0 (1-0)

SPAL (4-4-2): Capecchi; Ghetti, Zamboni, Lorenzi (dal 44′ p.t. Bortel), Cabeccia; Quintavalla, Bedin, Schiavon, Valtulina (dal 16′ s.t. Rossi); Cipriani, Bazzani (dal 45′ s.t. Marongiu).
A disp.: Ioime, Licata, Migliorini, Laurenti.
All.: Notaristefano.
CAVESE (3-5-2): Russo; Farina, L.Cipriani, D’Orsi; Bacchiocchi (dal 36′ s.t. Cuz), Spinelli (dal 21′ s.t. Scartozzi), Maiorano, Favasuli, Radi; Schetter (dal 12′ p.t. Turienzo), Bernardo.
A disp.: Pane, Nocerino, Pozza, Pascucci.
All.: Stringara.

ARBITRO: Sguizzato di Verona.
Assistenti: Amoretti e Crispo.
MARCATORI: 18′ p.t. Bedin (S); 48′ s.t. Marongiu (S)
AMMONITI: Valtulina (S), Spinelli (C), Bedin (S), Scartozzi (C) e Marongiu (S)
NOTE: giornata fredda, terreno in discrete condizioni. Spettatori 2.500 circa, (paganti 578, più 1.937 abbonati, per un incasso globale di 21.608 euro).
Angoli: 5 a 4 per la Spal . Recupero: pt 3’, st 5’.

LA CRONACA. Finisce 2 a 0 per i biancazzurri decisamente in palla. La Cavese deve arrendersi a una formazione, quella ferrarese, davvero rilanciata da Notaristefano

di Diego Stocchi Carnevali

FERRARA – Spal e Cavese a confronto, come a dire due facce della stessa medaglia. I padroni di casa hanno vinto una volta in casa (con il Portogruaro, era l’8 novembre), ne hanno pareggiate cinque e perse quattro oltre a detenere il non invidiabile primato del peggior attacco tra le mura amiche. I blufoncé rispondono allo stesso modo, ma in campo avverso: una sola vittoria (di prestigio, a Pescara, due settimane fa), cinque segni ics e quattro sconfitte con l’aggravante di un attacco a dir poco asfittico con appena tre gol segnati. Non dimentichiamo i punti in classifica: sono gli stessi, manco a dirlo, e in questo momento servono a poco per stare tranquilli. Il Giulianova infatti, appaiato a entrambe, sarebbe condannato ai playout se finisse oggi il campionato solo per la classifica avulsa. Come dire, sarebbe meglio vincere. Per tutti. I campani salgono a Ferrara con tre risultati positivi alle spalle e sette punti su nove conquistati nelle ultime tre giornate, i biancazzurri ne hanno invece racimolati quattro su sei da quando è iniziato il 2010: urge continuità, la squadra a Terni ha fatto vedere confortanti segnali di miglioramento che vanno confermati oggi e tra sette giorni, quando toccherà al Taranto calcare il Paolo Mazza. Una sconfitta farebbe ripiombare l’undici di Notaristefano nelle acque gelide della zona retrocessione. Se a Ferrara è severamente vietato fare voli pindarici su quel che sarà anche in caso di vittoria, nemmeno a Cava si respira aria di festa. In settimana i giocatori hanno rilasciato un comunicato nel quale denunciano la loro situazione lavorativa: in pratica non prendono un soldo e dopo aver iniziato l’allenamento con due ore di ritardo nella giornata di giovedì, hanno deciso di partire per Ferrara solo nella mattinata di sabato per dare un segnale forte e comunicare nello stesso tempo ai tifosi e alla città lo stato in cui versa la Cavese. La parola ora passa al presidente, in attesa degli eventi. Dal campo di novità sostanziali neanche l’ombra. Stringara deve rinunciare all’esterno sinistro Bacchi e al centrocampista Carbonaro per infortunio. Rientra Scartozzi in mediana ma va in panchina e al suo posto è confermato l’argentino Spinelli. C’è capitan Schetter che, dopo la squalifica, torna a posizionarsi nell’inedita posizione di trequartista dietro l’unica punta Bernardo mentre a centrocampo sono Bacchiocchi a destra e Radi a sinistra ad avere il compito di bloccare i dirimpettai estensi. Dietro conferma per il diciottenne D’Orsi sul centro-sinistra con Farina dalla parte opposta e Cipriani (premiato domenica per le 100 gare con la casacca della Cavese) in mezzo a duellare con il proprio omonimo. La Spal conferma l’undici di Terni con Valtulina e Quintavalla sugli esterni di centrocampo e la coppia Bazzani-Cipriani di punta. In mezzo vicino a Schiavon c’è Bedin al posto di Migliorini. All’andata finì 2 a 2 in una giornata in cui i portieri furono i protagonisti in negativo, da una parte e dall’altra. Migliorini, Schiavon, Centi e Quintavalla in diffida tra le fila della Spal, nessuno tra gli ospiti. Arbitra Sguizzato di Verona davanti a pochi intimi in una giornata fredda e umida dai connotati tipicamente invernali.

FERRARA – Al quinto minuto Cipriani fa subito capire le intenzioni della Spal, conclusione a fil di palo.

Inizia la partita, passa appena un minuto e subito ci prova Ghetti da fuori, ma la palla termina abbondantemente a lato e non crea pericolo alcuno alla retroguardia campana. Quinto minuto, azione tambureggiante della Spal lungo l’out di destra cross al bacio di Bazzani per Cipriani che con la testa regala al pubblico di casa l’illusione ottica del gol. La Spal è ordinata e ben disposta in campo, la Cavese da l’impressione di voler fare male sulle ripartenze. Sesto minuto, Maiorano ruba un pallone pericolosissimo dopo un disimpegno errato tra Capecchi e Lorenzi proprio nel cerchio di centrocampo e mette in movimento Favasuli che prova la conclusione dalla distanza ma l’estremo difensore spallino, con un colpo di reni splendido, alza sopra la traversa. All’ottavo, primo episodio chiave della partita: Ghetti entra fallosamente su Schetter ma l’arbitro non ravvisa alcun fallo. Il numero dieci si contorce dal dolore a terra e alla fine è costretto a dare forfait e al suo posto entra l’ex centravanti della Salernitana Turienzo. Tredicesimo la Spal fa le prove del vantaggio. Fallo di Maiorano su Bazzani qualche metro fuori la lunetta dell’area di rigore, Zamboni sulla sfera ma il suo tiro potente è troppo centrale e Russo para in angolo. Al diciottesimo secondo episodio chiave: Bazzani accentua notevolmente la caduta dopo un leggerissimo contatto con Farina appena fuori dall’area di rigore sul vertice basso di sinistra: sul pallone si presenta Bedin che infila nell’angolino del portiere che tocca goffamente ma non può fare altro.

FERRARA – Incontenibile entusiasmo dei giocatori della Spal al gol di Bedin

Spal in vantaggio, pubblico in visibilio. Passano cinque minuti ed è ancora Spal. Combinazione Bazzani-Valtulina e tiro di quest’ultimo al volo, Cipriani in angolo. La Spal preme e il pubblico gradisce, la Cavese sembra accusare il colpo e soprattutto dopo l’uscita del suo capitano per infortunio non riesce a costruire azioni degne di nota. Trentaduesimo: Favasuli dalla lunga distanza a botta sicura, si immola Bedin. Passa un minuto, tiro cross di Valtulina dalla sinistra Russo non senza qualche difficoltà in angolo. Trentaseiesimo, terzo episodio chiave dell’incontro: fallo di Cabeccia su Bernardo e il calcio di rigore appare indiscutibile ma l’arbitro non lo vede e lascia correre. Buon per la Spal tra le proteste vibranti dei campani. Si vede il gioco tra i padroni di casa, i giocatori si cercano e si trovano, manca ancora la precisione ma arriverà anche quella. Rispetto alle ultime prestazioni i miglioramenti sono tangibili. Trentottesimo: Bernardo scende sulla sinistra e mette in movimento Bacchiocchi che ci prova dalla distanza, palla altissima sopra la traversa. Quarantaduesimo, azione tambureggiante dei biancoazzurri: doppio passo di Cabeccia sulla sinistra a servire Cipriani che entra in area e prova la conclusione, palla alta davvero di un soffio. Spal a tratti incontenibile con Bazzani e Cipriani autentici mattatori insieme a un ritrovato Bedin. A un minuto dalla fine si infortuna Lorenzi (probabile stiramento) e Notaristefano getta nella mischia Bortel. In pieno recupero tiro di Radi dalla distanza ma Capecchi ci mette una pezza e Turienzo sulla ribattuta non arriva in tempo.
La ripresa inizia su ritmi abbastanza blandi. Al quarto punizione di Valtulina, para Russo. Settimo minuto, cross di Bacchiocchi dalla destra, arriva Radi che spara un bolide che si stampa sull’incrocio dei pali: sfortunata la Cavese, per i metelliani non è proprio giornata. Undicesimo, Cipriani a terra in area per fallo di D’Orsi, per l’arbitro è tutto regolare e anche a noi non paiono esserci gli estremi per la massima punizione. Passa un minuto e il solito Radi dalla sinistra crossa ma prima Turienzo poi Bernardo non ci arrivano. Si salva la Spal, in questo frangente un po’ in affanno. La partita è piacevole e non conosce momenti di sosta. Ancora Cavese con Turienzo al tredicesimo che crossa dalla sinistra in piena area di rigore, supera Zamboni, ma per fortuna degli estensi non ci sono calciatori in blufoncè pronti a intervenire e tocca a Ghetti allontanare il pericolo. La Cavese preme, la Spal sembra arretrare troppo il baricentro e va in difficoltà a centrocampo, soprattutto a destra, dove Schiavon e Quintavalla non sono in grandissima giornata. Diciannovesimo, angolo di Rossi (entrato per Valtulina, buona prova la sua) dalla destra, di testa Bazzani prende l’ascensore ma la mira è un optional e la sfera finisce alta. Sino al quarantesimo nulla da registrare quando è Rossi a provarci da fuori con la sfera che finisce di poco a lato e appena sessanta secondi dopo è Schiavon a imitarlo ma anche in questo caso la mira è pessima. Novantaduesimo, la Cavese si sveglia. Punizione di Radi dalla destra che taglia tutta l’area di rigore e arriva sui piedi di D’Orsi che, da due passi non ci arriva per un soffio. Sarebbe stato gol. Nelle battute finali il raddoppio biancoazzurro. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo a favore della Cavese il portiere Russo si porta in attacco nel disperato tentativo di agguantare il pari, ma è il gladiatorio Bedin a recuperare palla e mettere in movimento Cabeccia sulla sinistra. Il terzino estense fa trenta metri tutto solo prima di servire l’accorrente Marongiu, in campo da una manciata di minuti al posto di Bazzani, che si accentra e batte Farina e Russo che nel frattempo erano vanamente rientrati a protezione della propria porta. E’ l’apoteosi e il Mazza esplode in un boato di gioia come da tempo non si sentiva. La Spal vince la sua seconda partita consecutiva e domenica contro il Taranto ha l’opportunità di chiudere la pratica salvezza. Per quanto visto oggi ci troviamo di fronte ad una squadra in grande crescita, soprattutto fisica, con ampi margini di miglioramento certo, ma che fa ben sperare per il proseguimento del campionato: ha tenuto costantemente il pallino del gioco, ha subìto pochissimo (fatta eccezione per quindici minuti a metà ripresa dove la squadra è vistosamente calata prima del forcing finale) e arrivava per prima su ogni pallone. Tra sette giorni la terza finale. Non ci stancheremo mai di ripeterlo. Il vento è cambiato. Questa è la Spal che vogliamo.

GLI SPOGLIATOI. Tutti ovviamente contenti nel dopo partita. Misurato ma entusiasta Notaristefano, ironico Pozzi, prudente Butelli

VA IN SCENA LA FELICITA’ SPALLINA
di Alessandro Orlandin

Sollievo e serenità: questi sono i sentimenti che prevalgono all’uscita degli spogliatoi nell’immediato dopo-partita di Spal-Cavese. Abbracci e sorrisi tra dirigenti si sprecano, a testimonianza dell’importanza di cogliere una vittoria contro la squadra campana.
Il primo a concedersi a microfoni e taccuini è ovviamente Egidio Notaristefano.
“Sono molto contento della prestazione di oggi, siamo riusciti ad andare in vantaggio e a soffrire nella giusta misura nel momento più difficile. Forse siamo stati troppo schiacciati nella parte centrale del secondo temo ma siamo stati bravi a portare a casa questo bel risultato”.
Si è vista grande grinta da parte della squadra.
“Sì, i giocatori hanno fatto la battaglia che avevo chiesto loro di fare, iniziando subito aggressivi e andando in vantaggio abbastanza presto. Ripeto, sono contento sotto ogni punto di vista: abbiamo mantenuto la porta inviolata anche oggi e ci stiamo comportando davvero bene”.
Davvero encomiabili le prestazioni di Bazzani e Cipriani in avanti…
“Certo, ma credo sia stata una partita eroica da parte di tutti, riserve comprese come si è visto da Bortel, Rossi e Marongiu che è anche andato in gol”.
Oggi gli esterni, carta vincente di Terni, hanno reso un po’ meno.
“Probabilmente sì, ma penso sia dovuto allo schieramento dei nostri avversari, che giocavano a cinque dietro e quindi facevamo fatica ad aggirare i loro difensori. Era un tema che avevamo considerato e non a caso avevo chiesto ai miei giocatori di cambiare frequentemente gioco sugli esterni bassi proprio per cercare di scardinare il loro sistema”.
Abbiamo visto che a centrocampo ha optato per la coppia Bedin-Schiavon, rinunciando a Migliorini.
“Sì, ma è stata una scelta tattica dovuta alle qualità dei nostri avversari, non certo una bocciatura verso Andrea. Sapevo che in mezzo sarebbe stata una battaglia e sarebbero serviti i muscoli”.
I tifosi hanno mostrato di gradire l’impegno della squadra.
“Me ne sono accorto, il clima di oggi è stato fantastico e sono stato molto contento di vedere i nostri tifosi gioire con noi. D’altronde il periodo di contestazione è stato accusato non poco dai giocatori e questo rinnovato entusiasmo non può che aiutarli”.
Tra sette giorni si giocherà ancora in casa, stavolta col Taranto.
“Sì, speriamo di mantenere questo stato di forma e di saper mettere in campo la stessa determinazione di oggi. Non mi interessa guardare la classifica, so solo che dobbiamo fare il possibile per vincere di volta in volta”.
La nuova sciarpa biancazzurra pensata da Lo Spallino ha portato bene.
“(Ride) Sì, decisamente”.

FERRARA – Notaristefano tiene fede all’impegno preso con LoSpallino e indossa la sciarpa dello storico gruppo della curva Vecchio Astra.

Bortolo Pozzi invece si concede un commento ironico…
“Oggi mi chiedete di commentare questa vittoria…strano, le altre volte si cominciava dalle domande di mercato. Comunque c’è poco da dire, se non che quella di oggi è stata una vittoria stra meritata, abbiamo dominato sotto ogni punto di vista e creato diverse occasioni da gol, concedendo pochissimo. Avanti così”.
E il mercato?
“La situazione è quella che tutti conoscono. Stiamo trattando per completare lo scambio Centi-Smit e tentando di trovare una sistemazione a Pedruzzi che ha bisogno di giocare con continuità. Mentre per Bracaletti la situazione è più complessa, perché il giocatore ha ricevuto offerte importanti ma continua a rifiutare la cessione pur sapendo che qui non avrà modo di trovare altro spazio in futuro”.

Decisamente più pacato Guido Ghetti, colonna difensiva spallina.
“Oggi abbiamo fatto una buona prestazione, era una partita fondamentale per noi e siamo doppiamente contenti visto che abbiamo ripreso a vincere davanti al nostro pubblico. Poi se non sbaglio la Cavese è una delle difese meno battute del campionato e siamo riusciti a segnare due volte senza subire, quindi è un ulteriore buon segno”.
Vi abbiamo visti tonici e grintosi.
“Sì, stiamo bene, il lavoro di mister Notaristefano comincia a vedersi in maniera abbastanza netta. Con il modulo ‘nuovo’ ci muoviamo bene in tutti i reparti e rendiamo meglio”.
E adesso si replica in casa, stavolta col Taranto.
“Certo, siamo fiduciosi. Non guardiamo la classifica e non abbiamo paura di nessun avversario, sappiamo di potercela giocare alla pari e fare bene come accaduto oggi”.

Al telefono raggiungiamo anche il presidente, Cesare Butelli.
“Siamo contenti, abbiamo giocato bene e così la salvezza arriverà di sicuro. Non voglio sentire discorsi diversi dalla salvezza dagli stessi che poche settimane fa vedevano tutto nero. Pensiamo a raggiungere in fretta l’obbiettivo minimo e basta. La squadra mi è piaciuta. Gli attaccanti? Molto bene ma finalmente ho visto anche il Bedin che conoscevo”.

LE PAGELLE. Voti ovviamente alti per i biancazzurri. Sottotono soltanto Lorenzi e Quintavalla. Molto bene anche Cabeccia e Cipriani

NOTARISTEFANO, BAZZANI E BEDIN SU TUTTI

di Diego Stocchi Carnevali

Capecchi 6.5 – Due rinvii sbagliati, un terzo in cui non si intende con Lorenzi. L’inizio è di quelli spaventosi, prima di metterci per due volte la pezza nell’arco dei novanta minuti su Favasuli prima e su Radi poi. Anche l’incrocio lo aiuta nell’occasione della bordata dell’esterno metelliano dove non avrebbe potuto arrivarci.

Ghetti 6 – Gara tranquilla. Da terzino affossa Schetter dopo dodici minuti mandando fuori causa il giocatore più pericoloso degli ospiti, da centrale se la cava come sa sia su Turienzo sia su Bernardo, senza particolari assilli.

(Bortel 6) – A destra un tempo giocato senza infamia e senza lode.

Lorenzi 5.5 – Un tempo prima di infortunarsi giocato male. Quattro svarioni nei primi quindici minuti, due palloni non chiamati con Capecchi che per poco non costano la frittata e, quel che è peggio una sensazione di poca tranquillità quando ha il pallone tra i piedi.

Zamboni 6.5 – Anticipi perfetti, Bernardo non ne prende una e se capita spara anche in tribuna. Diciotto mesi fa questo era Marco Zamboni. Oggi è ancora una volta insuperabile. Dopo un girone d’andata vissuto mestamente sta tornando a comandare la difesa biancoazzurra con la solita grinta e una grande concentrazione.

Cabeccia 7 – Un altro calciatore rinato dalla cura Notaristefano. Egregia partita, ordinata, tatticamente perfetta, atleticamente sta bene e prova ne è il doppio passo con cui a metà primo tempo ha fatto fuori Favasuli e confezionato un assist al bacio per Cipriani. Ci chiedevamo dov’era finito. L’abbiamo ritrovato. Bentornato.

Quintavalla 5.5 – Un passo indietro rispetto alle ultime partite. Impreciso, corre a vuoto, si segnala per un ottimo recupero alla fine su Bernardo ma se i maggiori pericoli della Cavese arrivano da Radi che occupa la fascia sinistra, cioè quella di sua competenza, un motivo ci sarà.

Schiavon 6 – A corrente alternata, appare in fase calante al contrario dei suoi compagni. Dopo un girone in cui era tra i pochi a tirare avanti la baracca sta prendendo fiato. Non soffre le ripartenze della Cavese ma il dinamismo di Maiorano sì. E’ meno preciso del solito e, per gli standard a cui ci ha abituato, vederlo correre soltanto a tratti fa preoccupa un po’.

Bedin 7.5 – Benedice la Cavese con una punizione velenosa (e deviata) su cui Russo poco può fare. Ma gol a parte, da solo regge il centrocampo spallino. E’ l’uomo ovunque, corre anche per Schiavon e se non bastasse ruba una quantità impressionante di palloni a centrocampo vincendo tutti i tackle. Fisicamente è in crescita, come tutta la squadra del resto, e confeziona la migliore partita da quando è a Ferrara.

Valtulina 6 – Primo tempo di sostanza abbinata a corsa e qualità. Bacchiocchi lo tiene bene e non gli permette di sfondare, lui non ci prova neanche troppo a dire il vero e non va mai all’uno contro uno. Sfiora il gol con un tiro cross nel primo tempo, prima di sparire di fatto dalla manovra. Fisicamente può e deve solo crescere.

(Rossi 6) – L’impatto sul match è positivo, Notaristefano gli chiede la velocità e lui l’accontenta. Si guadagna un angolo dopo aver fatto trenta metri di corsa. Il solito generoso Paolino.

Bazzani 7.5 – Giù il cappello. Insieme a Bedin man of the match, gara monumentale, gli manca solo il gol, davvero. Lotta su ogni pallone con gli occhi iniettati di sangue, ardore sportivo abbinato a giocate d’altra categoria, soprattutto di testa, dove non ne sbaglia una che sia una e dove prova sovente a mettere in movimento Cipriani. Esce tra gli applausi scroscianti del pubblico, novanta minuti da leone. Tirasse di più in porta sarebbe perfetto.

(Marongiu 6.5). – Segna il gol del 2 a 0 e si fa anche ammonire stupidamente per essersi tolto la maglia ma la gioia si può comprendere. Nell’esecuzione della rete si vede la freddezza e la lucidità di un calciatore che ha il futuro dalla sua.

Cipriani 7 – Partita importante anche quella disputata dal Cippo. Il numero di palloni che gli arrivano sulla testa non si contano e lui li doma quasi tutti in scioltezza. Con Bazzani si trova a meraviglia e con il suo omonimo se le da che è un piacere in tutti i modi possibili uscendone vincitore alla distanza. Si sfianca a fare il lavoro di sponda e per questo arriva poco lucido al momento di tirare in porta.

Notaristefano 8 – Tanto tuonò che piovve. Il lavoro, durissimo, che sta facendo con questi ragazzi, di testa soprattutto sta finalmente pagando. Dea bendata a parte, che innegabilmente oggi lo ha aiutato, ha dato un’identità a questa squadra che sembrava scendere in campo in preda allo sconforto e alla paura. Sta restituendo fiducia ai suoi uomini e soprattutto sta insegnando loro il coraggio di sbagliare, cosa fondamentale. Il bel gioco arriverà, ma a tratti la Spal è apparsa incontenibile, grazie ad una freschezza atletica che mancava da tempo immemore. In assoluto la più bella partita dell’intera gestione Butelli vista a Ferrara. E l’impressione è che il meglio debba ancora venire. Complimenti davvero ma adesso si continui così. Il Taranto è alle porte.

LA CRONACA | LoSpallino.com

SPAL… FINALMENTE I TRE PUNTI!

TERNANA-SPAL 0-1 (0-0)

TERNANA (4-3-1-2): Vis; Bertoli, Borghetti (1′ st Di Dio), Tedeschi, Angelucci; Concas , Danucci (18′ st Di Deo), Confalone; Noviello (23′ st Lacheheb); Alessandro, Tozzi Borsoi. A disp.: Cunzi, Del Grosso, Costantini, Cori.
All.: Domenicali.
SPAL (4-4-2): Capecchi; Ghetti, Zamboni, Lorenzi, Cabeccia; Quintavalla, Migliorini (20′ st. Bedin), Schiavon, Valtulina (13′ st Rossi); Cipriani, Bazzani (38′ st Bortel sv). A disp.: Ioime, Licata, Marongiu, Laurenti.
All.:  Notaristefano.
ARBITRO: Giacomelli di Trieste.
MARCATORI: 35’ st Cipriani
NOTE: Giornata umida, cielo coperto, terreno in buone condizioni. Spettatori  3000 circa incasso non comunicato. Un sostenitore della Spal è finito nel fossato che separa la curva dal campo è stato trasportato in ospedale ma le sue condizioni non destano preoccupazione. Espulso Lacheheb al 41′ s.t. per gioco falloso. Ammoniti: Confalone, Di Deo. Angoli: 3-2. Recupero: 1′ p.t. e 4 ‘s.t.

LA CRONACA. I biancazzurri espugnano l’ostico Liberati di Terni. Uno a zero il risultato firmato da Cipriani. Prestazione ottima dei ferraresi, primo successo per Notaristefano e la classifica si fa più tranquilla.

dal Giornale dell’Umbria

TERNI – Finalmente! I tifosi spallini possono festeggiare dopo una vita una vittoria attesa e insperata alla vigilia. Grazie a questo successo la classifica dei ferraresi, inspiegabilmente nella parte di destra della graduatoria, si fa meno preoccupante. La Ternana viene sconfitta a dieci minuti dalla fine e viene pure contestata dal suo pubblico insieme al suo allenatore, Domenicali, che ha cambiato modulo ancora una volta (il terzo in tre partite). Va anche aggiunto che sul piano della manovra la Spal è sempre stata preferibile ai padroni di casa. Una Spal che prima del via rendeva dodici punti ai rossoverdi ma che, alla prova dei fatti, è parsa squadra assai più forte e talentuosa di quanto non dica la precaria posizione di classifica.

TERNI – Ecco i protgonisti della vittoria della svolta

La Spal ha meritato di vincere se non altro perché almeno una volta è riuscita a buttarla dentro. La Ternana recrimina sui propri errori visto che già in partenza ha sofferto molto l’aggressività della Spal pericolosa al 16′ con una spaccata di Cipriani che ha impattato il pallone al volo spedendolo a lato. I rossoverdi però hanno reagito almeno sul piano del temperamento chiudendo gli avversari nella loro metà campo e costruendo al 26′ una nitida palla gol che Confalone ha ciabattato a lato da buona posizione. Poi è stato Tozzi Borsoi a piazzare l’acuto (l’unico della giornata) con una zuccata che ha testato i riflessi dell’esperto Capecchi bravo a deviare in angolo. Sembrava aver cambiato registro il match ma la Spal ha reagito continuando ad attaccare soprattutto sulla sinistra con il duo Valtulina-Cabeccia. La palla buona allo scadere del tempo però l’ha costruita Quintavalla che ha messo in mezzo per lo stacco perentorio di Cipriani sul quale si è esaltato Visi in tuffo. Nella ripresa la Spal si è difesa ed è ripartita. A sinistra nel primo tempo, sulla destra e con maggiore pericolosità nella ripresa con Quintavalla grande protagonista insieme al solito Cipriani. In avvio una mischia con la palla a ballonzolare nei pressi della linea di porta ha fatto venire i brividi a Visi e messo in soggezione i rossoverdi che hanno sofferto i cambi gioco degli avversari perdendo il tempo del pressing. Al 19′ Cipriani ha liberato di testa Lorenzi la cui girata da due passi è finita fuori di poco. Domenicali allora ha tolto Danucci per Di Deo al rientro dopo tre mesi. Scelta fischiata dai tifosi. La situazione non è cambiata anche se Noviello tre minuti più tardi ha avuto sul sinistro la palla del vantaggio mancando di poco la porta. Subito dopo Lacheheb lo ha sostituito nei compiti. Poi un errore in disimpegno della Spal ha concesso alla Ternana la possibilità del vantaggio ma sull’assist di Alessandro è stato Tozzi Borsoi a sballare la conclusione di destro. Errore da una parte e replica in difesa con graziosa concessione di spazio per il cross basso a Bazzani che da destra ha rifornito Cipriani. L’attaccante dimenticato dai due centrali rossoverdi ha fatto centro da due passi al 35′.

TERNI – Il match winner Giacomo Cipriani.

Notaristefano ha aggiunto un difensore, la Ternana ha caricato a testa bassa e su Alessandro, Capecchi è stato bravissimo in tuffo. Molto meno Lacheheb che si è fatto cacciare (42′) per una reazione su Bedin. Un rosso che ha messo la parola fine sul match e aperto la crisi della Ternana sottolineata dai fischi impietosi dei tifosi che hanno continuato nella loro protesta civile fino alle 18, quando la squadra è uscita dallo stadio tra gli applausi di scherno di sostenitori che si sentono traditi. Sognavano la B ma da sette partite a questa parte non riconoscono più la Ternana che aveva riacceso la speranza. Dall’altra parte l’esultanza per il terzo successo esterno dei ferraresi è costata cara a un tifoso caduto nel fossato che separa la San Martino dal campo finendo la domenica “bestiale” in una corsia d’ospedale. Le condizioni del ragazzo non destano comunque preoccupazione e già in serata il bollettino medico riferiva di un paio di fratture. Meglio così perché questi tre punti biancazzurri vanno festeggiati come si deve considerando l’anno al di sotto delle aspettative della società ferrarese.

TERNI – Capitan Zamboni e Quintavalla lanciano la maglietta alla nostra curva.

GLI SPOGLIATOI. Grande soddisfazione nell’ambiente biancazzurro e in particolare nelle parole del tecnico alla sua prima vittoria sulla panchina spallina.

NOTARISTEFANO: “TRE PUNTI FONDAMENTALI E MERITATISSIMI”

TERNI – Notaristefano raccoglie la sua prima vittoria fuori casa.

TERNI – E’ bello sereno Egidio Notaristefano al termine della partita vinta dalla sua Spal in casa della Ternana e comincia proprio da qui:
“Sono soddisfatto perché abbiamo portato via tre punti preziosi ma sinceramente del tutto meritati. La squadra ha saputo gestire al meglio le varie fasi della partita, questo è sicuro, e alla fine la vittoria è il giusto premio per l’ottima partita disputata. Devo ringraziare i ragazzi che sono stati perfetti. Hanno applicato alla lettera quanto provato in settimana ma soprattutto hanno dimostrato di sapersi adattare alle evoluzioni del match. Questo ci ha permesso di stare sempre sul pezzo e non mollare mai”.
A giustificare il parere del tecnico ferrarese, alla sua prima vittoria sulla panchina della Spal, anche l’occasione avuta dalla Spal in avvio di ripresa, quando si è venuta a creare una grande mischia sulla linea di porta della Ternana.
“Quella è stata soltanto una delle diverse occasioni che abbiamo costruito durante l’intera partita – continua Notaristefano – ma indubbiamente mi ha fatto molto piacere vedere una squadra, la nostra, riuscire a mettere così tanto in difficoltà la Ternana dopo nemmeno un minuto dal rientro dagli spogliatoi. Ecco questo è un particolare importante ed è una cosa che mi ha incoraggiato. Hanno dimostrato di esserci, i miei ragazzi”.
E alla fine sono arrivati i tre punti importantissimi per la sua Spal grazie a un gol pesantissimo.
“Tra l’altro è stata una rete giunta al termine di una bella azione. Insomma questi tre punti ce li siamo meritati sul campo e usciamo da uno stadio come il l Liberati a testa alta. Sicuramente è stata una buonissima domenica per noi. Vincere in casa della Ternana non è da tutti”.
A proposito, che cosa pensa degli avversari?
“Al di là della sconfitta resto convinto che la Ternana sia una buonissima squadra, una formazione che può arrivare tranquillamente alla fine del campionato in una posizione alta di classifica. Probabilmente siamo stati fortunati ad incontrarla nel momento in cui sta cambiando modulo. Però l’organico a disposizione di Domenicali è di indubbio valore. Credo nella Ternana e nella sua forza. Questa sconfitta non può condizionare il suo campionato”.
Insomma tutto bene, mister.
“Sì ma c’è il dispiacere per quel tifoso che è caduto a fine partita anche se mi hanno detto che non è nulla di grave. Speriamo sia davvero così perché i nostri sono stati grandi ad arrivare in così tanti fino a qui. Voglio ringraziarli e mi ha fatto piacere che la squadra sia rimasta lì sotto la curva fino all’arrivo dei soccorsi”.

TERNI – Uno dei Mods? Negli anni sessanta Ricky Shayne titolava così una sua hit, niente a che vedere naturalmente con questo signore (ndr Cesare Butelli) che in piedi dalla curva degli irriducibili tifosi spallini scruta la partita. Ieri per lui, come per tutti gli spallini nel mondo, finalmente una giornata di gloria/gioia, rovinata solo dall’incidente al nostro tifoso capitato a fine gara.

LE PAGELLE. I voti raccontano bene i meriti degli spallini. Molto bene anche Capecchi e Cipriani ma è tutta la squadra a meritare. Bravissimo anche il tecnico Notaristefano.

ZAMBONI E’ SUPERLATIVO

Capecchi 7. Due parate super e per il resto il segnale che la Spal si è ritrovata passa anche per la tranquillità del portiere biancazzurro.

Ghetti 6.5. Prestazione più che sufficiente ma non è una novità conoscendo la forza del difensore.

Cabeccia 6.5. Ecco un altro ritrovato. Partita sicura, rischi zero.

Schiavon 6. Meno bene del solito, un po’ troppa confusione nel primo tempo ma la sufficienza c’è.

Zambo 7.5. Superlativo. Davvero di un’altra categoria. Non sbaglia nulla.

Lorenzi 6.5. Ennesimo esempio di questa Spal d’incanto ritrovata e di certo diversa da quel che dice la classifica.

Quintavalla 6.5. Sostanza, quantità, corsa e qualità. Dovrebbe essere un gregario e invece è un protagonista.

Migliorini 6. Non fa niente di particolare ma sbaglia anche molto poco.

Bazzani 6.5. L’età per lui non conta. Si fa in quattro, a volte è poco incisivo ma alla fine è determinante.

Valtulina 6.5. La mossa a sorpresa riesce alla perfezione. Parte bene, poi cala ma consente alla sua squadra di fare sempre la partita.

Cipriani 7. Decisivo. Basterebbe questo. E invece no perché tiene sempre in apprensione gli avversari.

(Bortel ng). Ingiudicabile.

(Bedin 6). Guadagna il voto ed è bravo a gestire un paio di palloni dopo il vantaggio.

(Rossi 6). Anche lui non eccelle ma quel che fa basta e avanza.

Notaristefano 7. Complimenti al tecnico dei ferraresi che le azzecca tutte e corona il suo primo successo facendo vedere che cosa significa la sua mano. Sostanza, corsa e nessun rischio.

LA CRONACA | LoSpallino.com

LA SPAL C’E’, LA VITTORIA ANCORA NO

SPAL-RAVENNA 0-0

SPAL (4-4-2): Capecchi; Ghetti, Zamboni, Lorenzi, Cabeccia; Schiavon, Migliorini (dal 1′ s.t. Quintavalla), Bedin, Rossi (dal 27′ s.t Laurenti); Cipriani, Bazzani (dal 40′ s.t.Valtulina). A disp.: Righetti, Bortel, Gallerani, Marongiu. All.: Notaristefano.
RAVENNA (4-4-2): Anania; Rizzo, Ferrario, Fasano, Sabato; Packer (dal 21′ s.t. Rossetti), Cavagna (dal 34′ s.t. Giordano), Sciaccaluga, Toledo; Piovaccari, Scappini (dal 33′ s.t. Gerbino Polo) . A disp.: Rossi, Basso, Biserni, Fonjock. All.: Esposito.
ARBITRO: Barbiero di Vicenza.
Assistenti: Granella e Levato.
AMMONITI: Lorenzi (S), Scappini (R), Cavagna (R).
NOTE: splendida giornata di sole e fredda, terreno in discrete condizioni. Spettatori 3.000 circa, (paganti 1.159, più 1.937 abbonati, per un incasso globale di 29.600 euro circa).
Angoli: 6 a 4 per il Ravenna. Recupero: pt 2’, st 5’.

LA CRONACA. La partita con il temuto Ravenna finisce 0 a 0 ma i biancazzurri sono apparsi in crescita fisica, tattica e tecnica aspettando un paio di rinforzi, soprattutto uno a centrocampo.

di Diego Stocchi Carnevali

FERRARA – Dopo la lunga sosta natalizia torna il calcio che conta al Paolo Mazza e l’esordio interno in questo nuovo anno per la Spal è di quelli che fanno venire i brividi: arriva infatti il Ravenna di mister Esposito deciso a completare l’opera che il suo predecessore Atzori ha interrotto anzitempo la scorsa estate. Scongiuri di rito a parte, per chi non l’avesse capito, i romagnoli puntano diritti alla serie B. La Spal torna a giocare davanti al proprio pubblico (non che sia un fattore determinante, anzi) dove non vince da ben due mesi (il Ravenna di contro ha vinto l’ultima volta lontano da casa il 22 novembre in pieno recupero a Marcianise grazie a Scappini) e si presenta con una formazione sufficientemente costipata per colpa dei soliti malanni stagionali che arrivano nel momento meno opportuno, come sempre del resto: alle defezioni degli infortunati Licata e Meloni, si aggiunge quella del portiere in seconda Ioime che proprio all’ultimo ha dovuto alzare bandiera bianca, steso del virus influenzale (convocato in extremis l’estremo difensore Righetti della Berretti) per non parlare delle non perfette condizioni fisiche in cui versano i vari Bazzani, Cipriani e Quintavalla che in settimana hanno dovuto fare i conti con il febbrone di turno. Ce n’è abbastanza per essere quantomeno preoccupati. Per scelta tecnica sono fuori Centi, Cazzamalli e Bracaletti (possibile che si cerchi una sistemazione più comoda per loro nei prossimi giorni di mercato), prima convocazione per il centrale difensivo Gallerani classe 1992. Il Ravenna sale all’ombra del Castello Estense con il neoacquisto Biserni ex Cesena (subito convocato va in panchina) ma privo dell’esterno Anzalone che deve scontare la seconda e ultima giornata di squalifica. Esposito ritrova dopo tre mesi Rizzo sull’out di destra e lo manda subito in campo dall’inizio, conferma Ferrario e Fasano coppia centrale e in mezzo Packer in luogo di Rossetti con Toledo sull’out sinistra seppur tornato in Italia da appena settantadue ore. Sono Piovaccari e Scappini le bocche da fuoco romagnole, con Gerbino Polo pronto a subentrare nei secondi quarantacinque minuti. Dodici mesi fa i ravennati diedero una signora lezione di calcio alla Spal, uno 0 a 3 che aprì la grande crisi della truppa ferrarese mentre, un girone fa, finì 1 a 1: a Packer rispose Arma in una gara che sembra davvero lontana anni luce dalle ambizioni di promozione dei biancoazzurri a questo punto della stagione ormai definitivamente sopite. Arbitra Barbiero di Vicenza: un solo precedente con i padroni di casa (all’esordio con il Ravenna) e favorevole nel settembre del 2007 quando arbitrò il favoloso 4 a 0 della Spal ai danni del Viareggio. Con il Ravenna è all’esordio assoluto. Sono nove i diffidati: Migliorini, Centi, Quintavalla e Schiavon da una parte, Giordano, Sciaccaluga, Packer, Ferrario e Sabato dall’altra. Oltre quattrocento i tifosi ospiti saliti sulle tribune dell’impianto estense che sostengono a gran voce la propria formazione e finalmente si rivedono in Curva Ovest gli stenderdi colorati.

FERRARA – Nell’ultimo quarto d’ora si rivede Laurenti dopo la lunga assenza, del suo dinamismo la Spal non può fare a meno

Inizia la partita, Spal che appare più tonica e grintosa del solito con Ghetti e Cabeccia che ringhiano sulle caviglie di Packer e Toledo, Ravenna che sta a guardare e lascia ai padroni di casa il compito di fare la partita. I ferraresi lamentano ancora l’assenza di uomini assist per le due torri Bazzani e Cipriani e al dodicesimo è emblematica la discesa lungo la destra di Cipriani che va anche al cross ma non ci sono compagni che seguono l’azione dell’ex attaccante del Bologna. Il Ravenna è squadra ordinata e nei primi minuti lascia il controllo del gioco nelle mani dei ferraresi che provano a imbastire più gioco del solito ma con scarsi risultati in fase offensiva dove Rossi è abilmente controllato da Sabato e con Ferrario e Fasano che ben presto prendono le distanze a Bazzani e Cipriani. Anche i ravennati vengono ben presto cloroformizzati dai ritmi blandi dell’incontro e Zamboni (apparso in netta crescita) sfodera interventi su interventi su Scappini così come Lorenzi non si fa intimorire dal capocannoniere del girone Piovaccari, tutt’altro che in giornata di grazia. Per vedere un’azione degna di tal nome occorre aspettare il trentesimo minuto. Il primo tiro in porta è per i ferraresi con Bazzani abile a liberarsi della marcatura di Fasano su cross di Rossi dalla destra, ma la conclusione è debole e Anania para senza problemi. Due minuti dopo è il Ravenna a farsi vivo dalle parti di Capecchi con Toledo ma il suo tiro è da dimenticare e termina senza problemi tra le braccia dell’estremo difensore biancoazzurro dopo che Sabato era riuscito a scodellare un’ottima palla dalla sinistra. Il primo tempo, orrendo, è tutto qui e termina senza particolari sussulti, gioco assente da entrambe le parti, la Spal si dimostra meglio disposta in campo rispetto al solito, ha maggiore personalità ma non riesce mai a servire a dovere le due punte.
La ripresa comincia subito con un cambio tra le fila della Spal con Quintavalla che prende il posto dell’infortunato Migliorini (forte contusione al collo del piede per lui) e si posiziona sulla fascia destra di centrocampo con Schiavon in mezzo e Bedin a sinistra. Ottavo minuto, Bazzani direttamente su rimessa laterale per Cipriani in piena area di rigore che si accartoccia troppo su se stesso e non riesce a concludere grazie anche all’ottima marcatura di Ferrario. Undicesimo, fallo di Packer su Rossi al limite dell’area di rigore e punizione sacrosanta decretata dal sig. Barbiero. Si sistema la sfera Zamboni che però spara alle stelle da posizione favorevolissima. Un minuto dopo giallo in area spallina: il Ravenna chiede il rigore per un fallo di Lorenzi su Scappini ma per l’arbitro è tutto regolare e ammonisce l’attaccante romagnolo per simulazione. La ripresa è vispa da una parte e dall’altra si percepisce la voglia di portare a casa i tre punti. Al quarto d’ora Piovaccari si libera bene di una larga marcatura di Lorenzi e tira in porta, Capecchi non trattiene ma per fortuna rinviene appena in tempo sull’accorrente Scappini. Brivido Spal che continua a lamentare la mancanza di un uomo d’ordine in mezzo al campo che dia modo alla squadra di rifiatare e fare filtro davanti alla difesa. Il Ravenna fatica oltremodo a venire a capo dell’incontro, colpa forse della scarsa vena di Packer e di un annebbiato Sciaccaluga in cabina di regia o con la testa già al recupero fondamentale di mercoledì contro il Portogruaro al Benelli. Al ventesimo occasionissima Spal: angolo di Rossi dalla destra colpo di testa di Bazzani su cui Cipriani per un soffio non riesce a intervenire sottomisura e Anania respinge di piede ancora in corner. Grande occasione per la Spal che preme sull’acceleratore. Passano tre minuti e il Ravenna risponde per le rime con un tiro velonosissimo di Cavagna dai venticinque metri respinto da Capecchi in qualche modo. Sulla respinta Scappini va a botta sicura ma Zamboni è decisivo a respingere la conclusione del giovane attaccante scuola Sampdoria.

FERRARA – L’arbitro nel finale di partita ha preso alcune decisioni discutibili.

La Spal è in partita e si butta con generosità in avanti con il neoentrato Laurenti, il Ravenna da par suo non si scompone più di tanto, entra Rossetti per uno spento Packer ma al trentesimo è ancora la Spal a farsi pericolosa con un tiro di Bazzani ma al momento del tiro la coordinazione del bolognese lascia a desiderare e la sfera si perde debolmente larga sul fondo alla destra di Anania. Fino al novantesimo non succede più nulla poi, in pieno recupero gran tiro di Schiavon da distanza siderale sul quale Anania interviene in qualche modo e un minuto dopo è Rossetti dalla parte opposta su cross di Sciaccaluga a sfiorare la rete. Al novantatreesimo ultima azione della gara ancora di marca biancoazzurra: cross di Valtulina dalla sinistra e Quintavalla manca di un nulla l’appuntamento con la rete. Finisce con un pareggio sostanzialmente giusto, la Spal in attesa dei primi rinforzi si è dimostrata più squadra del Ravenna, con una condizione fisica in netto miglioramento rispetto alle ultime uscite che non ha mai subìto l’iniziativa degli avversari. All’orizzonte tre gare difficilissime aspettano la squadra di Notaristefano, Ternana tra sette giorni seguita dal doppio confronto interno da non fallire contro Cavese e Taranto. La vittoria, manca davvero da troppo tempo.

SPOGLIATOI. Soddisfazione nella dirigenza e nella squadra per la prestazione in attesa della vittoria tanto attesa.

“SPAL, AVANTI COSI’”

di Alessandro Orlandin

FERRARA – Il tecnico Notaristefano comincia a vedere il frutto del suo lavoro ed è soddisfatto.

Un buon punto… di partenza. Si può riassumere così il giudizio generale espresso negli spogliatoi dall’ambiente spallino dopo il pari con il Ravenna. Mister Notaristefano appare soddisfatto.
“Credo sia stata una buona gara da parte nostra, sapevamo di avere davanti una buona squadra e abbiamo messo in campo l’atteggiamento giusto”.
Il modulo 4-4-2 sembra aver dato più solidità alla squadra.
“Sì, già per le sue caratteristiche il 4-4-2 si presta a un certo modo di occupare il campo, soprattutto in chiave difensiva. Ho visto un reparto solido e sicuro e nel complesso maggiore equilibrio e ordine”.
Abbiamo visto frequenti scambi tra i due esterni, soprattutto nel primo tempo.
“Sì perché ho scelto di mettere Schiavon dal lato di Toledo, l’avversario che ritenevo più pericoloso. E ad ogni spostamento del brasiliano dovevo di conseguenza ordinare lo spostamento del nostro centrocampista. Mi pare che la mossa abbia funzionato e che Toledo sia stato imbrigliato bene”.
Il Ravenna non ha comunque destato una grandissima impressione.
“Hanno giocato una partita ordinata anche loro, sapevamo comunque che avrebbero puntato su contropiede e calci da fermo, oltre che ai guizzi di Toledo”.
Nel complesso la prestazione è sembrata più convincente nella ripresa, grazie anche ai nuovi ingressi.
“Sono d’accordo, con Quintavalla, Laurenti e Valtulina abbiamo tentato di dare più velocità alla manovra e abbiamo sicuramente creato qualche pericolo in più”.
L’uscita di Migliorini a fine primo tempo è stata dovuta alla prestazione incolore del regista?
“No, semplicemente era dolorante a una caviglia come già accaduto di recente”.
Un buon punto dal quale ripartire, nonostante la classifica resti preoccupante.
“Sicuramente avrei preferito vincere – sorride – ma era importante capire quale fosse il giusto atteggiamento da mettere in campo e oggi l’abbiamo visto. A tratti abbiamo visto anche momenti di bel gioco: ripartiamo su questa strada per affrontare i prossimi impegni”.
Si parla molto di mercato, soprattutto in uscita, e oggi ha fatto scalpore l’esclusione di Cazzamalli, Centi e Bracaletti. E’ da ritenersi un segnale verso i giocatori?
“Si è trattato di una mia scelta tecnica, niente di ‘losco’. Al mercato pensa la società, io devo occuparmi di scelte tecniche”.
Ad ogni modo avrà fatto alcune considerazioni con i dirigenti per eventuali rinforzi.
“Certo, è normale, ma se non arriva nessuno per me è lo stesso, si lavorerà con i giocatori già appartenenti alla rosa. Se poi la società deciderà di prendere qualcuno ben venga”.
Secondo lei c’è in particolare una pedina di cui questa squadra ha bisogno?
“Sì, un mancino naturale che sappia saltare l’uomo. D’altronde di mancini abbiamo solo Licata. Comunque ripeto: se non arriverà nessuno andremo avanti così senza problemi o recriminazioni”.
Le voci che parlano di un presunto ritorno di Arma in prestito hanno fondamento?
“Assolutamente no, sono voci incontrollate a cui non credo”.

FERRARA – Torna in panchina dopo la lunga squalifica il Direttore Generale Bortolo Pozzi

Soddisfatto anche il direttore Bortolo Pozzi.
“Era da un po’ di tempo che non vedevamo una prestazione così solida, la squadra ha sempre tentato di condurre il gioco rimanendo concentrata e mancando solo di mordente in fase offensiva”.
C’è da essere ottimisti per il futuro insomma.
“Io credo di sì, ho visto ordine, attenzione, equilibrio, concentrazione. Di recente non avevamo offerto prestazioni così buone. La difesa mi è parsa quella dell’anno scorso, così come lo spirito che la squadra ha messo in campo”.
Impossibile non chiederle degli esclusi eccellenti: sono stati messi da parte per ragioni di mercato?
“Sono scelte dell’allenatore che fanno parte del gioco. Sul fronte del mercato come al solito si parla molto ma non si conclude quasi nulla, anche perché siamo ancora all’inizio della sessione”.
In materia d’acquisti Notaristefano ha fatto notare la necessità di un mancino.
“Lo sappiamo e ci stiamo lavorando. Bisogna valutare con estrema attenzione le condizioni che ci vengono poste, perché il mercato al momento si sta muovendo solo attraverso scambi”.
Girava voce che come regista potesse arrivare Brambilla…
“Assolutamente no, è una pista che non stiamo nemmeno prendendo in considerazione. Vi dico comunque che secondo me possiamo salvarci tranquillamente con questo gruppo, a maggior ragione se giochiamo con l’atteggiamento visto oggi, anche perché, credetemi, in giro non ci sono fenomeni in grado di fare la differenza”.

Sulla stessa lunghezza d’onda di Pozzi anche Stefano Bena.
“Sicuramente oggi abbiamo visto una Spal migliore delle altre volte, ci sta poi che la classifica possa condizionare la squadra mettendole addosso un po’ di paura e di scarsa lucidità”.
La squadra ha comunque offerto segnali confortanti.
“Certamente, ho visto bene tutti, dalla difesa con un ottimo Cabeccia, fino a Laurenti e Valtulina entrati nella parte finale”.
Forse sottotono solo Migliorini.
“Non direi, dobbiamo tenere conto che è sceso in campo con un problema fisico e ha dovuto abbandonare dopo solo un tempo. Purtroppo il ragazzo non riesce a fare tre partite di fila per colpa degli infortuni, ma merita fiducia”.
La voglia di vincere comunque si è vista.
“Assolutamente sì, mi piacerebbe vedere sempre lo spirito e l’intensità degli ultimi venti minuti di oggi. Comunque, sapendo di ripetermi, dico che con tre punti si tornerebbe a metà classifica. Ripartiamo da qui in vista di Terni”.

Per i giocatori ecco Bedin e Valtulina. Il biondo centrocampista appare contento per la prestazione dei suoi.
“Abbiamo messo in campo il giusto atteggiamento, lottando per i tre punti. Peccato per le poche occasioni costruite, sono certo che se avessimo adottato questo spirito per tutta la stagione avremmo molti più punti”.
A livello personale si può dire che tu abbia offerto una prestazione grintosa.
“Sì, ho passato un brutto periodo soprattutto per colpa di alcuni acciacchi fisici. Ora mi sento meglio e penso di averlo dimostrato. So che ci si aspetta molto da me e sono determinato a migliorare sempre di più le mie prestazioni”.
Nel complesso avete dimostrato di voler lottare su ogni pallone.
“Decisamente, oggi abbiamo posto le basi per migliorare e uscire alla grande da questa situazione difficile”.
Anche il pubblico sembra averlo capito, applaudendo a fine partita.
“Sì, sono felice di questo. Il pubblico ha avuto l’atteggiamento giusto, hanno capito che oggi l’impegno c’è stato”.
Le voci di mercato ti danno come possibile partente già durante questo mese.
“Lo so, ma la mia intenzione è quella di restare qui per ripagare la fiducia di questa dirigenza”.
Marco Valtulina esprime soddisfazione per il recupero fisico e l’innesto nel finale.
“Sto finalmente ritrovando la giusta forma, è importante per me allenarmi con continuità e ritrovare il campo come oggi”.
Tutto sommato un buon pareggio quello di oggi.
“Sì, è stata una prestazione abbastanza convincente, ci è mancata la lucidità sotto porta. Di sicuro abbiamo capito che dovremmo giocare sempre con l’impegno di oggi”.
Anche se solo per cinque minuti, ti abbiamo visto a tuo agio come seconda punta.
“Direi di sì, è un ruolo che posso fare anche se di natura sarei un esterno. Penso sia stato abbastanza naturale puntare sulla velocità nel finale quando loro avevano abbassato un po’ il ritmo”.
Ora vi aspetta una trasferta dura, la Ternana tornerà tra le mura amiche con la voglia di riscattare la sconfitta di Taranto.
“Sì, ma non ci preoccupiamo. Se giocheremo come oggi potremo fare bene anche domenica prossima”.

LE PAGELLE.

Capecchi 6 – Attento sulle uscite quando è chiamato in causa da due bordate da fuori di Piovaccari e Cavagna risponde presente pur non riuscendo a fare meglio di una respinta (pericolosissima quella sui piedi di Scappini). Nel complesso non sfigura e non deve compiere interventi impossibili grazie all’asfittico attacco romagnolo.

Ghetti 6 – Trascorre una domenica che alla vigilia avrebbe potuto rivelarsi durissima contro un certo Toledo: il brasiliano però preferisce accentrarsi e sgrava Guidone di un compito affatto semplice che lui svolge con la solita tranquillità.

Zamboni 7 – Il migliore in campo. A tratti sembra quello dell’andata dello scorso campionato, annienta Scappini, salva un gol praticamente fatto sui piedi dello stesso giovane attaccante romagnolo e regala a Gerbino Polo nella ripresa zero palle giocabili, zero. Molto preciso, attento e apparso in grande crescita di condizione. Che sia di buon auspicio, c’è bisogno anche di lui.

Lorenzi 6 – Non era facile vedersela con Piovaccari ma ne viene fuori con eleganza e stile lasciando le briciole al capocannoniere del girone. Rimane un dubbio sul contatto con Scappini e in un paio di salvataggi sembra ancora non essersi definitivamente scrollato di dosso la paura di sbagliare ma è in netta crescita.

Cabeccia 6.5 – Ripescato dal cilindro con un ultimatum impresso nella mente: o torna quello di un anno fa nelle prossime tre partite o non giocherà più di qui a fine campionato. Ebbene il sardo fa una buona partita, non sbaglia un passaggio e da l’idea di essere un altro di quei giocatori pronti a combattere fino all’ultimo per la salvezza della Spal. Buone sovrapposizioni, un paio di ottimi anticipi anche se a volte è impreciso ma non era facile tornare in campo dal primo minuto e con tutti gli occhi puntati addosso. Nella ripresa fa un assist di testa bellissimo per Bazzani, peccato per come poi l’azione si sia conclusa.

Schiavon 6.5 – Partita importante quella disputata dal giocatore che deve vedersela con Toledo: Notaristefano lo sposta a destra e a sinistra da navigato esterno quale non è per fronteggiare le ripartenze del brasiliano e lui non delude. Pecca in lucidità ma macina chilometri su chilometri per tutto l’incontro e tatticamente è esemplare così come per la grande generosità mostrata.

Migliorini 5,5 – Decisamente annebbiato e confuso. Non è ancora il Migliorini di Giulianova per intenderci e stecca i passaggi più elementari. Esce dopo il primo tempo per un infortunio al piede.

(Quintavalla 6.5) – L’impatto con la partita è perfetto. Mezzo punto in più perché viene da una settimana difficilissima per colpa di un’influenza che lo ha tenuto in dubbio fino all’ultimo e per come sia riuscito a vincerla dimostrando sul campo di essere oggi elemento assolutamente imprescindibile nello scacchiere spallino da centrocampista. Crea con la sua velocità più di un problema a Sabato e nel finale manca di un nulla l’impatto con la sfera su cross di Valtulina per un gol che avrebbe fatto venire giù lo stadio.

Bedin 5.5 – Con Migliorini non si trova e va spesso in confusione, sbaglia molti passaggi e anche gli interventi in scivolata vanno spesso a vuoto contribuendo alle ripartenze dei ravennati. Meglio nella ripresa ma con Cavagna alla distanza perde nettamente il duello della domenica.

Rossi 6 – Paolino è come sempre generoso, si danna l’anima finché il fisico regge, guadagna un paio di punizioni pericolose e nel complesso la sua gara è decisamente sufficiente.

(Laurenti s.v) – Venti minuti in cui dimostra di essere concentrato e attento, con lui la Spal cambia passo sulla sinistra e ha sul suo piede un paio di buone palle giocabili ben controllate però dall’esperto Rizzo.

Cipriani 5.5 – Riceve pochissimi palloni giocabili degni di questo nome, lotta molto con Ferrario ma alla lunga il centrale ravennate ha la meglio. Nella ripresa scompare quasi del tutto lasciando ancora una volta più evidenti le lacune in fase offensiva della squadra ferrarese.

Bazzani 6 – Qualcosa in più rispetto a Cipriani, con Fasano se le da di santa ragione ma l’ex attaccante doriano riesce comunque a essere alla fine l’uomo d’area più pericoloso della Spal. Anche lui servito poco e male, esce stremato tra gli applausi del pubblico.

(Valtulina s.v. -) Cinque minuti o poco più, troppo pochi per poter dare un giudizio sul ragazzo.

Notaristefano 6 – Bracaletti, Centi e Cazzamalli sono sul mercato e il mister si prende la responsabilità di non portarli neanche in panchina. Ha coraggio e la sua squadra risponde con una prova di personalità sul campo che mancava da tempo immemore. Se serve questo per offuscare quel barbaro imborghesimento che ha portato la squadra sino al penultimo posto in classifica ben venga. La mossa Schiavon esterno per seguire Toledo a tutto campo si è rivelata azzeccata, così come quella di Cabeccia apparso un altro giocatore, in meglio, rispetto a qualche settimana fa. Nel complesso sembra che la formazione stia rispondendo alla cura del tecnico che tanto ci sta mettendo sotto il profilo umano e tanto ancora dovrà metterci sotto quello tecnico per portare al più presto questa squadra fuori dalla zona rossa della classifica. Adesso manca solo (si fa per dire) la vittoria. In attesa di buone nuove dal mercato in entrata e in uscita.

LA CRONACA | LoSpallino.com

LA SPAL REGGE QUARANTACINQUE MINUTI

COSENZA-SPAL 3-1 (2-1)

COSENZA (3-4-1-2): Pinzan 6; Fanucci 7, Porchia 6, Di Bari 5,5; Bernardi 7, De Rose 6, Roselli 6, Maggiolini 6,5; Fiore 7 (35’ s.t. Virga n.g.); Scotto 6,5 (27’ s.t. Mortelliti n.g.), Danti 7 (43’ s.t. De Pascalis n.g.). A disp: Ameltonis, Musca, Giardina, Caccavallo. All. Toscano 6.

SPAL (4-4-2): Capecchi 5,5; Quintavalla 5,5, Zamboni 5,5, Ghetti 6, Licata 5 (37’ p.t. Bortel 5); Schiavon 6, Migliorini 5,5 (22’ s.t. Valtulina n.g.), Cazzamalli 6, Centi 5,5; Bazzani 6, Cipriani 6 (27’ s.t. Rossi n.g.). A disp: Ioime, Lorenzi, Bedin, Marongiu. All. Notaristefano 5.

Arbitro: Bagalini di Fermo 6.
Marcatori: p.t. 9’ Fanucci, 24’ Cipriani, 31’ Bernardi; s.t. 24’ Fiore.
Ammoniti: Centi, Quintavalla, Ghetti, Fiore, De Rose, Cipriani. Spettatori 3.000 circa.
Angoli: 6 a 0 per il Cosenza.
Recupero: p.t. 2’ , s.t. 5’.

LA CRONACA. Finisce 3 a 1 per il Cosenza l’ultima partita (per fortuna!) del 2009. Biancazzurri molto positivi nel primo tempo quando sprecano molto e possono recriminare per la sfortuna. Debole e preoccupante, invece, la reazione nella ripresa. Intanto la classifica peggiora ulteriormente.

di Roberto Barbarossa

COSENZA – Si chiude con una pesante sconfitta, il 2009 della Spal che precipita nei bassifondi della classifica. Buon primo tempo quello giocato da Bazzani e soci che poi, dopo un avvio di ripresa promettente, calano di tono, facendosi prendere dal nervosismo e affondano sotto i colpi dei padroni di casa. Notaristefano presenta lo stesso undici che ha pareggiato domenica scorsa in casa contro il Foggia mentre Toscano deve fare a meno dello squalificato Biancolino ma presenta dall’inizio Fiore nonostante i problemi muscolari degli ultimi giorni. Passa subito il Cosenza: angolo di Maggiolini, colpo di testa sul secondo palo di Danti, spizzica di testa Scotto che mette fuori causa Capecchi consentendo, a Fanucci, di appoggiare di piatto destro da pochi passi con la porta sguarnita. Gli estensi provano a replicare tre minuti più tardi: su un cross dalla trequarti di Licata, Bazzani appoggia di petto all’indietro per l’accorrente Schiavon il cui destro termina non di molto alto sulla traversa. Al quarto d’ora bell’affondo sulla corsia destra di Quintavalla e cross al centro per il colpo di testa di Cazzamalli con palla che fa la barba al palo destro. Buona la reazione degli ospiti che, soprattutto sulla corsia destra con Quintavalla, creano pericoli per la difesa di casa. Al 19’ Spal vicinissima al gol sugli sviluppi di una mischia. Prima è bravissimo Pinzan a respingere con il corpo su una conclusione ravvicinata di Cipriani poi, sulla ribattuta, Centi spedisce alto con la porta completamente sguarnita. Si gioca su un buon ritmo con le due difese che non appaiono in giornata di grazia. E proprio su un maldestro passaggio all’indietro di Di Bari, Cipriani si trova solo davanti a Pinzan e, con un preciso lob, lo supera per il meritato pareggio dei biancoazzurri.

Bella partita al San Vito tra due squadre che continuano a giocare a viso aperto. Un minuto dopo la mezz’ora il Cosenza ritorna in vantaggio. Maggiolini affonda sulla sinistra, supera senza problemi Quintavalla e, proprio sulla linea, fa partire un cross sul quale Capecchi riesce soltanto a sfiorare. Arriva sul secondo palo Bernardi che, solo soletto, appoggia di testa in fondo alla rete. Notaristafano prova a cambiare qualcosa in difesa, togliendo Licata e inserendo Bortel che va a posizionarsi a destra con Quintavalla, in evidente difficoltà nella morsa Maggiolini-Danti, che va a sinistra.
Nella ripresa il ritmo cala di molto. La Spal avanza il baricentro della propria azione in questo favorita dall’atteggiamento dell’undici di casa che, al contrario, arretra a difesa del vantaggio, puntando sulle ripartenze. Al 17’ Cipriani rifila un brutto pestone a Fiore che reagisce: giallo per l’ex nazionale. Un minuto dopo, Danti viene colpito e rimane a terra, Centi continua a giocare fra le proteste dei giocatori di casa. Nella Spal entra Valtulina per Migliorini ma è il Cosenza che va ancora in gol al 24’: assist da destra di Scotto per Fiore il cui destro in corsa da 20 metri, manda il pallone in fondo al sacco con Capecchi immobile. Partita chiusa. Al 31’ Danti parte dalla metà campo, semina un paio di avversari e conclude con un diagonale di poco a lato. Qualche tentativo degli ospiti ma, fino al termine, non succede più nulla. La Spa torna a casa battuta e con una classifica davvero preoccupante

SPOGLIATOI. Il tecnico, preoccupato per il calo fisico, non cerca scuse e sottolinea la base di ripartenza messa in campo fino a quando la Spal ha tenuto il pallino.

NOTARISTEFANO: “RIPARTIAMO DAL PRIMO TEMPO”

Chiaramente deluso per il risultato e preoccupato per la classifica, il tecnico biancazzurro Notaristefano.
“I numeri parlano chiaro e la nostra posizione in classifica non ci lascia tranquilli. Da questo momento dovremo rimboccarci ancora di più le maniche, lavorare con maggiore intensità per uscire al più presto da questa situazione. Ho fiducia nei ragazzi e sono convinto che riusciremo a risollevarci. La gara di oggi? Abbiamo disputato un signor primo tempo poi, nella ripresa, siamo partiti bene ma abbiamo subito un vistoso calo anche fisico. Durante i primi 45 minuti, abbiamo espresso un buon calcio, reagendo subito al loro vantaggio e creando alcune occasioni da rete importanti; purtroppo non siamo stati bravi e cinici a sfruttarle al contrario del Cosenza. Nella ripresa, poi, abbiamo giocato con troppa foga alla ricerca del pari e siamo stati puniti. Per le nostre caratteristiche, non possiamo lasciare agli altri il compito di dettare i ritmi della partita ma dobbiamo essere noi a farlo così come abbiamo fatto nel primo tempo. Ci lasciamo alle spalle il 2009 e pensiamo a risalire la china della classifica quanto prima”. (Rb)

LA CRONACA | LoSpallino.com

SPAL, LA CRISI CONTINUA

SPAL-FOGGIA 0-0

SPAL (4-4-2): Capecchi; Quintavalla, Zamboni, Ghetti, Licata; Schiavon, Migliorini (dal 28′ st Marongiu), Cazzamalli; Centi (dal 18′ st Bracaletti); Cipriani, Bazzani. A disp.: Ioime, Bortel, Bedin,Valtulina, Rossi.
All.: Notaristefano.
FOGGIA (4-2-3-1): Bindi; Carbone, Burzigotti, Goretti, Micco; Mancino, D’Amico; Di Roberto, Trezzi (dal 18′ st Quadrini), Colomba (dal 24′ st Caraccio); Salgado. A disp.: Milan, Sgambato, Tarantino, Vairo, Ferrari.
All.: Porta-Pecchia.
ARBITRO: Barbeno di Brescia.
Assistenti: Semolic e Visentini.
AMMONITI: Micco (F), Schiavon (S), D’Amico (F) e Cazzamalli (S).
ESPULSI: Salgado (F) al 21′ st per c.n.r
NOTE: giornata molto fredda, terreno in discrete condizioni. Spettatori 2.800 circa, (paganti 852, più 1.937 abbonati, per un incasso globale di 25.200 euro circa).
Angoli: 3a4 per il Foggia. Recupero: pt 2’, st 5’.
Prima della partita è stato osservato un minuto di silenzio in memoria del padre del preparatore atletico della Spal Lidio Melis.

LA CRONACA. I biancazzurri sbagliano ancora una volta partita e rinviano ancora l’appuntamento con i tre punti al Paolo Mazza. Con il Foggia una sorta di spareggio salvezza che finisce 0 a 0. Alla fine fischi e contestazione.

di Diego Stocchi Carnevali

FERRARA – Al giro di boa è gara “drammatica”, sportivamente parlando, quella che va in scena oggi al Paolo Mazza di Ferrara: chi perde va all’inferno del girone e, beffa del destino, arrivano proprio i satanelli del Foggia a saggiare lo stato psicofisico della Spal in quest’ultima giornata del girone d’andata. I biancoazzurri di Notaristefano si ritrovano all’appuntamento ben consci delle ultime vicissitudini settimanali che hanno visto a ruota, tifosi, giocatori e società chiedersi a gran voce a vicenda un maggiore impegno e una maggiore professionalità per ritrovare quanto prima quella compattezza e quella costanza di rendimento finora assenti ingiustificate del campionato. Spal e Foggia sono appaiate in classifica a quota diciassette: due punti più giù c’è la retrocessione diretta senza passare per gli spareggi e questa sera, una delle due, in caso di sconfitta vi si potrebbe trovare senza appello: il morale della favola è che non sono ammessi ulteriori passi falsi per nessuna delle due. Tra le fila dei ferraresi se non è rivoluzione poco ci manca, vuoi per necessità, vuoi per dare una scossa decisa a uno spogliatoio apparso sin qui frastornato e incapace di reagire alle difficoltà: fuori Lorenzi per squalifica e Meloni per infortunio (lo rivedremo con ogni probabilità in campo con l’anno nuovo), Ghetti va al centro della difesa e Quintavalla per la terza volta da quando è a Ferrara si sposta a numero due con Licata fluidificante dal lato opposto: confermato Zamboni al centro della difesa nonostante le voci degli ultimi giorni lo volessero neanche tra i convocati. In mezzo le novità sono rappresentate da Migliorini perno centrale (torna dopo un mese dall’infortunio) e Centi a supporto del tandem Bazzani-Cipriani. Restano fuori Bracaletti, Bedin e Rossi per scelta tecnica: per qualcuno di questi l’esperienza a Ferrara potrebbe davvero essere giunta al capolinea. Notaristefano si gioca il tutto per tutto con una squadra a forte trazione anteriore che dovrà per forza di cose lasciare qualcosa agli avversari, soprattutto le fasce, proprio dove il Foggia sino a oggi ha trovato sovente la via della rete. A casa per scelta tecnica resta il solo Agodirin, in tribuna si accomodano invece Cabeccia, Gaspari e Laurenti. I pugliesi salgono a Ferrara con l’obbiettivo dichiarato di non perdere e di dare seguito agli ultimi risultati positivi. Pesante il bilancio delle assenze con cui la coppia Porta-Pecchia deve però fare i conti: agli squalificati Velardi e Cuomo si aggiungono gli infortuni dei centrali di difesa D’Agostino e Torta, dell’esterno Mattioli e dell’attaccante Compierchio. Rimane a Foggia il terzo portiere Liccardi, convocato il giovanissimo Vairo. Recuperati Trezzi e Quadrini dall’influenza e all’ultimo anche Ferrari e l’esperto Goretti, torna dal primo minuto Colomba (figlio dell’allenatore del Bologna) dopo due mesi, confermatissimi Mancino e Di Roberto sulle fasce e dati in ottima forma: bomber Salgado (cinque gol sino ad oggi ma in rete sin qui in sole due occasioni) è l’unica punta tra le fila dei rossoneri. La Spal non batte il Foggia in casa da trentaquattro anni con i dauni che annoverano nel loro palmares solo due successi in dodici incontri disputati al Paolo Mazza (l’ultimo nel 1982). Arbitra Barbeno di Brescia.

FERRARA – Cipriani in una delle poche palle giocabili ricevute in area di rigore

Comincia l’incontro e la prima azione è di Salgado che si incunea per le vie centrale tra le maglie della retroguardia estense, ma il suo tiro termina abbondantemente a lato. Passa un minuto e sugli sviluppi di un cross di Licata dalla sinistra respinto un po’ goffamente da Goretti è Centi a provarci dai venti metri ma Bindi respinge di pugno. Sarà l’unico tiro in porta del primo tempo dei padroni di casa. Ferraresi impauriti e rinunciatari, pugliesi che benché tecnicamente non eccelsi hanno sin dai primi minuti una decisa padronanza territoriale. Diciannovesimo minuto, Schiavon perde palla nel cerchio di centrocampo e mette in movimento Goretti che si fa indisturbato almeno ventcinque metri di campo prima di scagliare una violentissima sassata verso la porta di Capecchi che si infrange sulla traversa: occasione incredibile per gli ospiti e, da questo momento, alla Spal iniziano a tremare le gambe. Non si contano gli errori più elementari, dai passaggi a due metri (Migliorini e Cazzamalli) alle sovrapposizioni errata (Quintavalla a destra e Licata a sinistra), dai triangoli mai chiusi degli esterni di centrocampo al fraseggio inconsistente di Centi con il duo Bazzani-Cipriani (quest’ultimo sarà tra i meno peggio): il risultato è un sostanziale non gioco che ben presto fa spazientire il pubblico di casa che risponde con sonori fischi rivolti ai propri beniamini. Trentesimo minuto, ci prova Licata da appena fuori l’area piccola ma la sua conclusione è senza pretese e si perde abbondantemente a lato. Trentaquattresimo, ancora pericolosa la Spal con un’azione solitaria di Cipriani abile a liberarsi di Burzigotti e portarsi la palla sull’esterno ma il tiro a incrociare non impensierisce più di tanto l’estremo difensore Bindi.
La ripresa inizia subito con un sussulto: il cronometro segna trenta secondi e il Foggia ci prova in sequenza prima con Mancino e poi con Colomba con la difesa spallina che respinge prima con Ghetti e poi con Licata. Secondo minuto, la Spal si fa vedere in avanti dopo un ottimo lancio di Schiavon a imbeccare Cipriani ma Goretti chiude in maniera magistrale sull’ex attaccante del Bologna lanciato a rete. Il Foggia non punge ma neanche soffre, la Spal si sbilancia in avanti senza capo né coda dando l’impressione di non seguire alcun canovaccio preciso quando si tratta di attaccare. Sesto minuto, bolide del pescador Salgado dalla sinistra, palla di poco alta sopra la traversa, ben controllata da Capecchi. Al nono minuto ci prova anche Schiavon da fuori dopo un’uscita avventurosa di Bindi su punizione di Quintavalla dalla destra, fuori. Tredicesimo: Quintavalla dalla destra per Cipriani che fa da sponda per l’accorrente Bazzani che si libera del suo diretto avversario Burzigotti e scarica la sfera di poco alta sopra la traversa: in novanta minuti questa sarà l’azione più bella della Spal di tutta la partita.

FERRARA – 13′ del st Bazzani mette sopra la traversa la migliore occasione della partita

Al ventesimo l’episodio che potrebbe cambiare le sorti dell’incontro: dopo un contrasto durissimo di Cazzamalli sulle caviglie di Salgado e sanzionato con una semplice punizione, il cileno, non contento della decisione arbitrale dice qualche parola di troppo al direttore di gara che lo manda anzitempo negli spogliatoi. Spal in superiorità numerica per la terza volta nelle ultime quattro partite ma non servirà neanche stavolta. Venticinquesimo: anche Migliorini preferisce la conclusione dalla lunga distanza, Bindi è sulla traiettoria ma respinge soltanto la sfera senza trattenerla, fortuna vuole che Carbone si trovi nei paraggi e spazzi senza fronzoli in fallo laterale prima dell’arrivo di Bazzani. Da questo momento la partita si addormenta per quasi venti minuti, le entrate in campo di Bracaletti e Marongiu anziché velocizzare la manovra contribuiscono a cloroformizzarla ulteriormente e, anche in superiorità numerica, la Spal non punge. Quarantaquattresimo minuto: Marongiu per Bracaletti che perde l’attimo tutto solo davanti a Bindi e sessanta secondi dopo è Cipriani (forse trattenuto in area) che si fa anticipare da Goretti dopo un batti e ribatti nell’area di rigore pugliese. Al novantesimo infine è l’ennesimo tiro da fuori della Spal, stavolta di capitan Zamboni a impensierire Bindi che non trattiene ma né Cazzamalli prima e né Marongiu poi riescono a mettere le punte biancoazzurre nella condizione di segnare. E alla fine, dopo novanta minuti di tifo commovente per calore e passione della torcida ferrarese, sono fischi e cori di scherno per tutta la squadra chiamata a gran voce sotto la curva per rendere conto dell’ennesima e deludente prova di questo campionato. Da questa sera bisogna pensare solo alla salvezza.
Prossimo appuntamento interno il prossimo 10 gennaio quando a Ferrara arriverà il quotatissimo Ravenna. Anno nuovo, vita (e squadra?) nuova si dice. E speriamo di cuore che non rimanga solo uno dei tanti buoni propositi (come in estate) che si fanno quando si è chiamati a tirare le somme di un anno che sta per finire. Perché si sa, nella memoria popolare restano ingabbiati i ricordi negativi (pochi invero, ma mal gestiti) più di quelli positivi (sicuramente molti di più ma che rischiano di finire ingenerosamente offuscati e annebbiati da questo pessimo girone d’andata). Sia la società ora a spazzare via con fermezza e decisione quei nuvoloni neri all’orizzonte che sembrano non voler abbandonare mai e ancora una volta di più la sfera spallina: perché il cielo, per noi tutti è solo biancoazzurro.

FERRARA – Butelli e Bena oggi in panchina

LE PAGELLE. Disastrosi Migliorini, Centi e Cazzamalli. Il centrocampo è il reparto peggiore

SI SALVANO SOLO ZAMBONI, GHETTI E CIPRIANI

di Diego Stocchi Carnevali

Capecchi sv – Il Foggia si rende pericoloso solo una volta con la traversa di Goretti, per il resto i pugliesi non pungono e non creano mai occasioni all’estremo difensore estense di mettersi in mostra.

Quintavalla 5.5 – Fortuna vuole che gli avversari dalla sua parte non sfondano, avrebbe la gamba per osare quantomeno di più, superare la metà campo e mettere in mezzo qualche pallone invitante per le torri considerando la pochezza ospite: niente di tutto questo o, se lo fa, lo fa due volte in novanta minuti, sbagliandole.

Zamboni 6 – Decisamente meno in difficoltà delle altre volte, annulla Salgado e appare tra i più sicuri del reparto. Prova anche il gol nel finale.

Ghetti 6 – Vale il discorso fatto per Zamboni anche se il buon Guidone perde una palla bruttissima quanto pericolosa in un contrasto un po’ troppo “leggero” con Quadrini nella ripresa. Per il resto è ordinaria amministrazione e trova nell’attacco del Foggia un valido alleato.

Licata 5 – Non vorremmo fosse l’ennesimo dilemma spallino: siamo sicuri che Licata sia un terzino? Perché in fase difensiva è semplicemente disastroso e nel primo tempo sbaglia tutto quello che può sbagliare, passaggi, anticipi, sovrapposizioni e chiusure, un disastro. Si rifà nella ripresa ma il dubbio rimane: ha un ottimo piede, i cross sono piuttosto precisi ma quando va all’uno contro uno è peggio che andar di notte.

Schiavon 5 – Nettamente al di sotto degli standard a cui ci ha abituato. Impreciso, al tiro come in fase di impostazione, per le vie centrali il Foggia affonda spesso rinunciando, per fortuna, alla conclusione ma quello che fa specie è l’atteggiamento molle con cui affronta la partita, lui che è un guerriero autentico.

Migliorini 4.5 – Una gara da scherzi a parte. Butta via almeno dieci palloni figli della frenesìa e della scarsa lucidità in fase di impostazione e, in totale confusione, inizia addirittura a fare passaggi lunghi da trenta metri, sfasati e imprecisi, cose che Notaristefano ha detto chiaramente di non voler vedere nella sua squadra.

(Marongiu 5.5) – Non incide sulla gara, sbaglia un corner e una punizione elementare e nel finale tutta la sua inesperienza viene fuori quando anziché servire in piena area di rigore Bazzani preferisce un cross per Bracaletti in posizione irregolare. Deve crescere, ma almeno lui ha l’età davanti per farlo, non come molti dei suoi compagni.

Centi 4.5 – Ai due all’ora come sempre ma non ne prende una: avvio che fa ben sperare, tre passaggi consecutivi gli riescono ma poi, complice la condizione fisica approssimativa (che gli consente il mezzo punto in più) o chissà che altro, non fa che commettere errori su errori non intendendosi mai una volta che sia una con Bazzani o Cipriani. Dovrebbe accendere la luce, in realtà con lui in campo è buio pesto.

(Bracaletti 5.5) – Come sopra, anche per lui vale il famoso “e il naufragar m’è dolce in questo mare” degno di ogni centrocampista della Spal di oggi.

Cazzamalli 4.5 – La peggiore partita da quando è a Ferrara: molle, apatico, senza grinta, non vince un tackle, perde tutti i contrasti, compresi quelli di testa, la sua specialità: avulso dal contesto e dalla partita la sua è una prestazione completamente da dimenticare.

Cipriani 6 – Ci prova in qualche modo a rendersi pericoloso, va alla conclusione spesso e cerca di portare qualche grattacapo alla retroguardia ospite ma Goretti è un ottimo avversario e alla lunga gli prende le misure.

Bazzani 5.5 – Fa meno bene del suo compagno di reparto ma non come impegno: primo tempo inesistente, ripresa che lo vede protagonista nel triangolo volante con Quintavalla e Cipriani e dove ci mette più grinta e convinzione anche nei contrasti aerei pur trovandosi in una giornata non particolarmente positiva grazie all’ottimo Burzigotti.

Notaristefano 5.5 – Le sta provando tutte, di settimana in settimana sta dando ad ogni singolo giocatore della rosa la sua opportunità come giustamente si confà ad un allenatore che ha poco tempo per riportare sulla retta via una squadra completamente allo sbando dal punto di vista psicologico. Lascia perplesso il terzo cambio lasciato in panchina, su tutti Rossi l’unico in grado di fornire assist vincenti per Cipriani e Bazzani, così come lasciare seduto per novanta minuti Valtulina dopo che a Marcianise era apparso ai più tra i meno peggio. L’impressione è che questa squadra abbia molti problemi, strutturali soprattutto, che nemmeno l’allenatore lombardo così come il suo predecessore abbia ancora capito come risolvere. E domenica inizia il ritorno.

GLI SPOGLIATOI. Mentre fuori va in scena una contestazione che coinvolge tutti, soprattutto capitan Zamboni, la società tramite il presidente Butelli e il direttore Pozzi si assume le responsabilità.

“I TIFOSI HANNO RAGIONE”

di Alessandro Orlandin

E a luna di miele è decisamente finita: cori di scherno, qualche insulto e l’assedio alle uscite dei giocatori per chiedere più impegno e più dignità per questa Spal. È stato questo lo scenario che ha fatto da sfondo al dopo-partita odierno, con la rabbia dei tifosi esplosa fin da subito al fischio finale e il rapido raduno sotto alla tribuna. E mentre davanti a microfoni e taccuini dei cronisti si presentano solo i dirigenti (“I giocatori devono rimanere in silenzio e lavorare” ha dichiarato Bortolo Pozzi) fuori si scatena la caccia ai giocatori: Fabio Bazzani sceglie di uscire e affrontare subito la folla (che lo assolve lasciandolo andare semi-indisturbato), gli altri decidono di aspettare momenti migliori. La rabbia dei circa 200 supporter spallini si è riversata soprattutto sul capitano Marco Zamboni, a cui sono stati dedicati cori riferiti alla sua vita fuori dal campo. Con Zambo ormai la tifoseria è giunta ai ferri corti, complici soprattutto le sue dichiarazioni rilasciate durante la contestazione in via Copparo lo scorso 8 dicembre. Oggi il difensore ha scelto di non sfilare sotto la curva ovest a fine partita (a differenza di un piccolo drappello di calciatori composto da Bazzani, Schiavon, Ghetti, Quintavalla, Ghetti e Capecchi) provocando la richiesta dei tifosi di spogliarlo dalla fascia di capitano. A tentare di placare gli animi dei tifosi è uscito Bortolo Pozzi, che si è intrattenuto per oltre mezz’ora in colloqui con i tifosi biancazzurri. Il blocco è stato rimosso dopo poco più di un’ora dal fischio finale.

Sul fronte delle dichiarazioni è laconico il presidente Cesare Butelli: “In realtà non ho molto da aggiungere rispetto a quanto detto lo scorso lunedì. Attualmente la Spal è questa, ovvero una squadra che non vince quasi mai. Non si può dare torto ai tifosi che oggi ci contestano. Ormai dalla partita disputata a Lecco nel finale della scorsa stagione ci manca quella determinazione, quella convinzione che permette di portare a casa i tre punti: l’impegno non manca da parte dei giocatori, è solo che in questo momento le prestazioni che vediamo sono tutto ciò che riescono a offrire. E mi rendo conto che è piuttosto poco”.

Crede sia opportuno guardare all’imminente mercato di gennaio per cercare di risolvere questa situazione?
“La rosa che abbiamo è questa e mi pare abbastanza completa: dobbiamo ragionare in una chiave di mantenimento degli equilibri numerici ed economici. Quindi credo che ci guarderemo un po’ attorno e opereremo nei limiti del possibile: a gennaio è dura trovare giocatori che possano essere decisivi per le sorti di un’intera squadra. Ricorderete l’anno scorso come la nostra sessione si fosse rivelata abbastanza scadente, nonostante pensassimo di aver rinforzato la rosa”.

Secondo lei qual è la chiave di lettura di questo momento negativo?
“La squadra mi sembra paurosa, soprattutto quando gioca in casa. E questo non fa che alimentare il giusto malcontento della piazza. Tra l’altro noto come neanche l’uomo in più per mezz’ora abbia il potere di darci un mano in questo momento: ci manca proprio la lucidità necessaria per sfruttare le nostre potenzialità”.

Questo girone si chiude con appena 18 punti fatti su 17 partite.
“Sì è mi duole dire che si tratta di una classifica veritiera visto ciò che abbiamo offerto sul campo: dovremo stare molto attenti in futuro a ciò che succede alle nostre spalle. Il rammarico cresce se penso che sarebbero bastate giusto un paio di vittorie in più per essere in corsa per i playoff, la classifica è molto corta”.

La ricetta per il futuro?
“Mi piacerebbe averla. Non ci sono alibi, dobbiamo lavorare duro e guardare già alla prossima partita, vedremo se un’altra settimana di lavoro ci può aiutare a rialzarci in qualche modo. Di certo so solo che non c’è nessuno a remare contro, siamo tutti convinti di voler metterci alle spalle questo momentaccio”.

Nonostante la delusione Butelli non perde la sua tradizionale ironia e in qualche modo sdrammatizza prima di congedarsi.
“Di certo rimane il fatto che continuo a non riuscire a vedere una vittoria di persona: avevo scelto anche una nuova colonna sonora per l’ingresso in campo (“Money, money, money” degli Abba) per restare sui temi della settimana, ma nemmeno quella ha funzionato…”.

Più lapidario Bortolo Pozzi, fermatosi a lungo per rispondere alle domande dei tifosi in contestazione.
“C’è poco da dire, stiamo rendendo al di sotto dei nostri standard, facciamo troppa fatica. Oggi l’impegno dei giocatori c’è stato, sono mancate piuttosto lucidità e concretezza nel costruire il gioco. Mi pare chiaro che la squadra sta sentendo molto il momento negativo, c’è paura di sbagliare e questo condiziona pesantemente l’approccio alle partite. Questa comunque non deve valere come scusa: i giocatori pensino a lavorare per fare punti, non c’è più tempo per le chiacchiere”.

La piazza chiede misure dure contro i vostri calciatori: ritiri e più rigore sulla vita extra-calcistica.
“Non sono d’accordo, non sui ritiri. Non servirebbe a molto, preferisco stiano in silenzio e lavorino il più duro possibile. Diverso è il discorso per le abitudini fuori dal campo dei giocatori: posso assicurare che rispetto allo scorso anno non è cambiato nulla a livello di regole, abbiamo sotto controllo la situazione e se qualcuno sgarra viene punito senza che questo trapeli all’esterno”.

Resta il fatto che la squadra sta deludendo profondamente.
“Non è un mistero, ci aspettavamo molto di più a inizio stagione. Abbiamo lasciato intravedere solo a tratti le nostre qualità e dobbiamo necessariamente ritrovare la serenità che da troppo tempo ci manca”.

Vengono invocati interventi sul mercato di riparazione.
“Al momento non ci penso, è presto. Penso piuttosto alla difficile trasferta di Cosenza e a cercare di ritrovare il nostro gruppo attuale”.

NOTARISTEFANO: “L’impegno non basta, ci manca un po’ di qualità”

Mister andiamo subito al sodo: siamo qui a commentare un’altra prestazione in cui l’assente ingiustificato è ancora una volta il gioco. Dopo un mese che si trova alla guida della Spal che spiegazioni si possono dare?
“Sono perfettamente consapevole che il gioco devo saperlo dare io e sapevo sin dall’inizio che non sarebbe stato facile perché c’è da ritrovare per prima cosa quella condizione atletica tale che mi permetta di esprimere il mio gioco. La troveremo cammin facendo. Quello che ci manca senza dubbio è un pochino di qualità in più che dia modo alle nostre punte di essere servite in maniera migliore, questo sì”.
Tre partite delle ultime quattro la Spal le ha sempre giocate in superiorità numerica: nonostante questo il canovaccio non è cambiato, anzi.
“La superiorità numerica ti favorisce quando tu sei capace di sfruttarla ed è evidente che in questo momento particolare noi non siamo bravi neanche a sfruttare questi episodi che indubbiamente sono a noi favorevoli”.
La partita: male Licata nel primo tempo e nel complesso tutto il centrocampo, con Migliorini e Centi assenti ingiustificati della sfida. Si trova d’accordo con la disamina?
“Probabilmente c’è chi più di altri ha sentito oltremodo la partita ma non mi sento di additare nessuno come responsabile di una prestazione che di positivo, impegno a parte, ha soltanto il punto che abbiamo conquistato. Capisco la gente che fischia, è un loro diritto ma io oggi se guardo negli occhi tutti i miei ragazzi uno ad uno so di non poter rimproverare loro nulla sotto il profilo dell’impegno. Hanno dato quello che potevano ma non quello che sono in grado di dare. Ecco, su questo aspetto dovremo lavorare in vista della trasferta di Cosenza che è imminente, perché insisto che la squadra rende sotto il proprio standard, non siamo da ultimi posti come oggi la classifica ci dice”.
La rinuncia agli esterni offensivi come Rossi e Valtulina a posteriori non hanno sortito gli effetti che sperava.
“La mia idea era quella di provare a soprendere il Foggia con l’avanzamento di Quintavalla e Licata sulle fasce, sfruttare i loro cross o all’occorrenza sfruttare gli spazi che potevano creare loro per l’inserimento dei centrocampisti. Non è andata come speravo ma non penso nemmeno che sia tutto da buttare, anzi. C’è da lavorare, quello sì, e sono qui per questo”.
La settimana appena trascorsa, che definire burrascosa è un eufemismo, l’ha vista protagonista nello spogliatoio dove si dice lei abbia rivolto un invito chiaro e preciso ai suoi ragazzi: in sostanza ha detto che o si cambia registro o non si va da nessuna parte. Alla luce di questa opaca prestazione, ritiene che il messaggio sia stato recepito?
“Capitano situazioni in cui anche l’allenatore, d’accordo con la società, deve fare la sua parte e farsi sentire senza pensare a quello che può succedere la domenica. Ho solo fatto leva sulla loro autostima e sul loro orgoglio di calciatori e oggi ho visto una squadra che non ha tradito le mie aspettative, si sono impegnati, hanno dato tutto quello che potevano dare in questo momento. Cosa posso rimproveragli? Siamo stati carenti negli ultimi metri, pecchiamo di qualità e ci troviamo in difficoltà nell’ultima parte dell’azione, quella che ci dovrebbe consentire di andare a finalizzare la mole di gioco costruita”.
Domanda inevitabile sul mercato, ormai imminente, di gennaio. Chiederà rinforzi?
“Adesso dobbiamo pensare al Cosenza, il tempo per parlare di mercato c’è e vedremo d’accordo con la società il da farsi ma il mio unico pensiero oggi è quello di lavorare e lavorare e ancora lavorare sul campo con questo materiale che mi hanno consegnato al mio arrivo che ripeto non merita questa posizione in classifica”.

BENA: “A gennaio nessuna rivoluzione ma non possiamo permetterci di entrare in campo con la paura di sbagliare. Da oggi è ufficiale, qui si parla solo di salvezza, poi si vedrà”.

Gennaio è vicino e, alla luce delle ultime prestazioni, sembra doverosa una rinfrescata all’organico. Cosa ci può dire al riguardo dopo che anche il Presidente Butelli si è espresso positivamente al riguardo?
“Escludo categoricamente rivoluzioni: sono contrario per principio e ritengo che stravolgere l’organico sia inutile, dispendioso e dannoso. Inutile perché nel calcio i risultati si ottengono con il gruppo e questa squadra è praticamente quella dello scorso anno e allora io come voi mi chiedo dove sia finito. Come società è nostro preciso compito capire dove sono e quali sono i problemi che affliggono questi ragazzi; è dispendioso cambiare perché rivoluzione vuol dire comprare almeno cinque giocatori: e i nostri? Dovremmo cederli e prima ancora dovremmo essere bravi a trovare un acquirente e in questo momento non penso sia così facile trovarne di squadre disposte ad acquistare i nostri giocatori per ragioni economiche e tecniche; dannoso perché rivoluzionare una squadra vuol dire anche smantellare un gruppo che ripeto, c’è ed è consolidato dall’anno scorso. Va solo ritrovato. E sarà nostra premura fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per uscire da questa situazione”.
Mentre parliamo all’esterno va in scena una civile ma accesa contestazione, soprattutto nei confronti di alcuni giocatori in particolare.
“Ferrara è una piazza civile e se i toni sono e rimarranno sempre questi non vedo perché non possano esternare il loro disappunto che poi è anche il mio. Se devo raccontare che sono contento direi una bugia, è chiaro che non lo sono”.
Tangibile oggi, dalla tribuna, la paura di questa squadra di sbagliare anche le cose più elementari.
“Le domande che vi fate voi sono le stesse che ci facciamo anche noi della società: vedere calciatori in campo contratti, tesi e nervosi oltremisura fa pensare tutti. Non so se ci sono giocatori che sentono la partita davanti al pubblico amico più di altri ma allora cosa dobbiamo fare? Giocare in trasferta tutte le domeniche? Non scherziamo, noi abbiamo bisogno dei nostri tifosi, loro sono uno stimolo in più e non un limite e dispiace maltrattarli con prestazioni che non sono all’altezza dell’organico”.
La classifica oggi dice playout. Una squadra non abituata a lottare per non retrocedere come questa può risentire di questa “spiacevole” novità secondo lei?
“Io da questo punto di vista sono tranquillo: questa squadra ha calciatori che hanno calcato campi importanti e di categoria superiore, sono esperti, sanno come va il calcio e come queste annate possano capitare dappertutto e per le ragioni più svariate, aldilà dei proclami estivi. Mi sembra onesto però annunciare che da oggi si deve pensare solo alla salvezza e a nulla di più, è una forma di rispetto verso chi la domenica ci viene a vedere con passione ed entusiasmo. Il compito nostro sarà quello di tirarci fuori quanto prima da questa situazione e poi chissà, c’è un girone di ritorno intero per provare a scalare qualche posizione davanti a noi”.

LA CRONACA | LoSpallino.com

LA SPAL TOCCA IL FONDO

REAL MARCIANISE – SPAL 1-0 (1-0)

REAL MARCIANISE: Fumagalli, Piscitelli, Tomi, Alfano, Filosa, Porpora, Romano (64’ Murolo), D’Ambrosio, Tedesco (81’ Galizia), Poziello, Della Ventura.
A disposizione: Mezzacapo, Ciano, Di Napoli, Manco, Montanari.
All.: Boccolini.

SPAL (4-3-2-1): Capecchi, Ghetti, Licata, Bedin (51’ Migliorini), Zamboni, Lorenzi, Quintavalla, Schiavon (63’ Marongiu), Cipriani, Rossi (59’ Bracaletti), Valtulina.
A disposizione: Ioime, Bortel, Cabeccia, Cazzamalli.
All.: Notaristefano

Arbitro: Del Giovane di Albano Laziale.
MARCATORI: 20’ Romano.
Note: recupero 1’ e 4’: angoli.
Ammoniti: Poziello, Tedesco, Lorenzi, Romano, Murolo, Cipriani, Galizia.
Espulso: Poziello al 26’ per doppia ammonizione.

LA CRONACA. Un’altra sconfitta per i ferraresi senza grinta, corsa e gioco. Prestazione molto negativa e occasioni soltanto nel finale nonostante il Marcianise giochi per un tempo e mezzo in dieci uomini: 1 a 0 per il Real il risultato.

di Armando Serpe

MARCIANISE – Un gol di Romano stende la Spal e consente al Real Marcianise di inanellare la seconda vittoria consecutiva. Gara tutt’altro che semplice complice anche una direzione di gara addirittura al di sotto della insufficienza. Novità per entrambi i tecnici con Boccolini che inserisce Romano al posto di Ciano posizionandolo a ridosso delle punte Tedesco e Poziello. Dall’altra parte panchina per Cazzamalli, dentro Valtulina e Quintavalla. Si parte agli ordini del signor Del Giovane di Albano Laziale e davanti a non più di cinquecento spettatori compresi una quarantina provenienti da Ferrara. L’inizio dei padroni di casa è incoraggiante. Dopo un minuto e mezzo un batti e ribatti al limite favorisce Filosa che dai trenta metri lascia partire una conclusione che Capecchi blocca senza difficoltà. Poziello è ispiratissimo e dopo neppure un minuto raccoglie un suggerimento di Della Ventura, tiro a giro ma la sfera è in curva. La Spal non riesce ad uscire dalla propria metà campo e c’è ancora Poziello a seminare scompiglio in area con Capecchi che se la cava come può e poi la difesa spazza evitando guai peggiori. Fumagalli continua a guardarsi indisturbato l’incontro che viene sbloccato al 20’ da Romano abile ad approfittare di una indecisione del portiere firmando il secondo gol stagionale.

MARCIANISE – Ecco i 40 irriducibili tifosi ferraresi

La gioia del gol viene smorzata cinque minuti dopo dal secondo giallo a Poziello per un fallo a centrocampo. Real in dieci e compito agevolato per gli estensi. Inizia così lo show del direttore di gara che al 28’ vede una spinta a gioco fermo di Lorenzi a Tedesco ma ammonisce entrambi per reciproche scorrettezze non sanzionando il difensore con un rosso diretto. Il Marcianise non perde la test e continua ad attaccare. Rischia qualcosa al 36’ quando Valtulina mette al centro dalla sinistra e Fumagalli smanaccia non senza difficoltà. Il gioco all’inglese di Del Giovane consente alla due formazioni un gioco maschio e fin troppo falloso. Dopo un solo minuto di recupero tutti negli spogliatoi a riorganizzare le idee e placare gli animi.

MARCIANISE – Una punizione per la Spal, Migliorini impegna il portiere Fumagalli

Ad inizio ripresa buon avvio ospite con tanto possesso ma poche invenzioni. Notaristefano cambia al 5’ inserendo Migliorini per Bedin. I direttore di gara continua a sventolare cartellini gialli a caso e al settimo si fa vedere Cipriani con un tiro da fuori che però termina a lato. Ha poi dell’incredibile il non fischio al 9’ con una furibonda mischia in area e Cipriani a colpire le caviglie avversarie. La Spal prova a cambiare passo inserendo inserendo Bracaletti e Marongiu per Rossi e Schiavon. Musica che non cambia e allora ci prova Licata al 33’ con un siluro a fil di palo.

MARCIANISE – Colpo d’occhio sullo stadio di Marcianise…

Quindi è il palo a fermare Bracaletti e campani graziati. Brivido sul ‘Progreditur’ al 42’ quando Migliorini indovina lo specchio ma la sua punizione viene respinta con i pugni da Fumagalli. Il numero uno è strepitoso in pieno recupero quando salva il risultato su Cipriani respingendo con i piedi. Inutili i quattro minuti di recupero, Marcianise vittorioso e ora con una classifica meno preoccupante. Per la Spal urge un esame di coscienza perché il cammino che porta alla salvezza è tutto in salita.

LE PAGELLE.

Capecchi 5 – Si porta sulla coscienza l’errore sul gol di Romano. Uscita maldestra che costa alla squadra la sconfitta. Quasi inattivo per il resto della gara non per merito dei suoi ma perché il Real non riesce a concretizzare. Giornata da dimenticare.

Ghetti 5,5 – Prestazione opaca. In difficoltà su Poziello che gli dà un bel da fare. Gli facilita il compito l’arbitro che espelle il numero 10 marcianisano. Tuttavia spettatore incolpevole della disfatta estense.

Licata 6 – Prova a dare un senso alla giornata. Nel finale di gara ci prova con un tiro dalla distanza che finisce di poco a lato.

Bedin 5,5 – Impalpabile. Il centrocampo viene affidato a lui ma non si rivela una scelta azzeccata. Viene sostituito e non la prende affatto bene.

(Migliorini) 6,5 – Il migliore dei suoi. Grande personalità. Non si arrende e solo la sfortuna gli nega la gioia del gol.

Zamboni 5 – Inguardabile. Sempre in affanno. Bersagliato  dal pubblico avversario va in confusione perdendo concentrazione e tranquillità.

Lorenzi 5 – Ricorre ai mezzucci più bassi per tenere testa agli avversari. Nervoso dal primo all’ultimo minuto. La manata in faccia a Tedesco è un chiaro sintomo. Graziato dall’arbitro.

Quintavalla 6 – Prestazione modesta. Limita i danni. Non riesce però a sfruttare la superiorità numerica e si dimostra meno propositivo del solito.

Schiavon 6 – Buona volontà che però non serve a raddrizzare una partita compromessa. Non trova nemmeno il supporto dei compagni di reparto. Troppo solo.

(Marongiu) 5,5 – Non fa nulla per farsi notare in quasi trenta minuti di gara.

Cipriani 6 – Cerca di dare un senso alla gara. Per lui due ghiotte occasioni non sfruttate nel migliore dei modi. Più di così non poteva. Apprezzabile lo sforzo.

Rossi 5,5 – In ombra. Dovrebbe servire Cipriani ma non entra mai in partita e non si rende pericoloso.

(Bracaletti 6) – Molto meglio del compagno ma poco freddo sulla più ghiotta occasione della gara. A due passi da Fumagalli clamorosamente colpisce il palo mandando in fumo il pareggio.

Valtulina 6 – Prova a spingere e a servire l’unica punta Cipriani. C’è sempre il suo zampino nelle azioni d’attacco più nitide. Si sacrifica.

GLI SPOGLIATOI. Il tecnico non cerca scuse e non le manda a dire a suoi giocatori colpevoli di non aver messo in campo nulla da ogni punto di vista.

NOTARISTEFANO GIUSTAMENTE DURO: “COSI’ NON SI VA DA NESSUNA PARTE. E’ MANCATO TUTTO”

di Gelsomina Ambrosino

MARCIANISE – La parola al tecnico della squadra estense che ha riportato una sonora sconfitta sul campo del Progreditur. Sonora la contestazione campana all’arbitro, il quale ha lasciato correre molte occasioni di mancato fair play tra i giocatori emotivamente irascibili; sonoro il supporto del gruppo di tifosi spallini, che seppur sparuto non ha mancato di incitare i ragazzi nelle loro pochissime occasioni d’attacco in area di rigore.

“Sono molto arrabbiato – attacca il tecnico – ed è l’atteggiamento che non mi piace. Siamo una squadra che ha grosse qualità per poter vincere le partite ma l’atteggiamento con cui si scende in campo è totalmente sbagliato, deve assolutamente cambiare. Questa partita ci deve far riflettere molto. Abbiamo giocato per un’ora con un giocatore in più e non siamo riusciti a sfruttare questo vantaggio numerico. Abbiamo avuto due, tre occasioni in area di rigore ma non è certo questo che fa la differenza in una partita. La differenza la fa l’atteggiamento, l’approccio, la mentalità. Il Marcianise sapevamo essere una squadra molto tecnica; loro difatti hanno giocato una battaglia, noi abbiamo giocata la battaglia solamente negli ultimi 20 minuti del secondo tempo.

I risultati delle prime due sue partite avevano un po’ illuso…
“Questo è un campionato super aggressivo che richiede massima concentrazione, attenzione, aggressività. Se non hai queste qualità sei fuori; noi non le abbiamo dimostrate oggi in campo. Dobbiamo essere un’altra squadra assolutamente, così non si va da nessuna parte. Il calcio moderno è fatto di mentalità, aggressività, dinamismo. Bisogna cambiare il concetto generale con cui si entra in campo. Dobbiamo cercare di ritornare ad essere la squadra dell’anno scorso non perché giocava in punta di piedi, ma perché non concedeva niente, non dava spazi a nessuno; si entrava in campo con il solo obiettivo di vincere e spesso si riusciva. Dobbiamo riscoprire quell’atteggiamento. Dovevamo cercare di rafforzare le fasce, in quanto sapevamo che il Marcianise giocava molto sulle vie laterali. Spesso siamo stati schiacciati sulla nostra linea difensiva, dobbiamo alzare più il baricentro. Siamo stati meno lunghi. All’inizio abbiamo concesso troppo spazio a centrocampo; solo dopo nel secondo tempo abbiamo controllato più  gli spazi, le distanze sono state più regolari. Oggi stavamo tutti bene, anche dal punto di vista fisico. Ci deve essere più corsa, più aggressività sin dall’inizio. Dobbiamo essere meno “attendisti”. L’abbiamo preparata bene ma in campo non siamo riusciti ad esprimere nulla di tutto il nostro lavoro. Peccato!”

La butta sul rimpianto, invece, Marco Valtulina.
“Potevamo cambiare il risultato dopo l’espulsione di Poziello ma non c’è stato modo di superare la difesa del Marcianise, eravamo schiacciati nella loro area di rigore. E’ stato molto difficile per Cipriani, non è stato facile giocare da solo stretto nella morsa dei centrali del Marcianise”.
E’ iniziata male, come al solito. Poi l’espulsione, undici contro dieci, si poteva fare di più…
“Il mio ritorno oggi, dopo un mese e mezzo di riposo forzato lo giudico buono, l’impatto positivo, mi sento bene dal punto di vista fisico, penso di aver recuperato”.

Rosario Licata parla di un infausto match.
“Non siamo partiti col piede giusto, all’inizio abbiamo sofferto e aspettato troppo; la scossa c’è stata solo dopo il primo tempo, abbiamo spinto tanto per cercare di rimediare al gol subìto. Per quanto mi riguarda però ho cercato di fare l’impossibile: ho preso un palo, ho creato tanto con Cipriani. Siamo stati però sfortunati, molto sfortunati!”

LA CRONACA | LoSpallino.com

SPAL, L’ATTACCO C’E’

SPAL-REGGIANA 1-1 (0-1)

SPAL (4-3-2-1): Capecchi; Bortel (dal 1′ st Lorenzi), Ghetti, Zamboni, Cabeccia; Schiavon, Bedin Cazzamalli (dal 17′ st Quintavalla); Rossi, Bracaletti (dal 5′ st Cipriani); Bazzani. A disp.: Ioime, Licata, Marongiu, Laurenti. All.: Notaristefano.
REGGIANA (4-2-3-1): Tomasig; Girelli, Stefani, Zini, Mei; Viapiana, Saverino; Nardini, Alessi (dal 21′ st Maschio), Andersson (dal 32′ st Rossi), Ingari. A disp.: Manfredini, Ferrando, D’Alessandro, Ferrari, Eusepi. All.: Dominissini.

ARBITRO: Bietolini di Firenze.
Assistenti: Raimondi e Armellin.
MARCATORI: 18′ pt Viapiana (R); 29′ st Cipriani (S).
AMMONITI: Bazzani (S), Viapiana (R) e Alessi (R).
NOTE: giornata grigia e tipicamente autunnale, terreno in pessime condizioni. Spettatori 3.200 circa, (paganti 1.319, più 1.937 abbonati, per un incasso globale di 31.000 euro circa).
Angoli: 6 a 1 per la Spal. Recupero: pt 1’, st 4’.

LA CRONACA. I biancazzurri rimontano la Reggiana e finisce 1-1. A tratti si vede la mano di Notaristefano ma preoccupa la condizione fisica anche se il rigore era netto e il match era ancora sullo zero a zero. Le buone notizia arrivano dalla coppia Bazzani-Cipriani

di Diego Stocchi Carnevali

FERRARA – Al Paolo Mazza va in scena un classico del campionato di Prima Divisione: ospite dei biancoazzurri è infatti la Reggiana, in un derby il cui primo confronto risale ormai a oltre mezzo secolo fa; dal 1945 a oggi, in sessanta precedenti, la Spal ha avuto ragione dei granata diciannove volte, dodici delle quali in casa, a fronte di diciassette pareggi e ventiquattro affermazioni ospiti. Negli ultimi otto confronti soltanto una volta (nel campionato 2005/2006) la Reggiana ha sbancato Ferrara. Gara particolare anche per Egidio Notaristefano, all’esordio sulla panchina biancoazzurra: un anno fa, stesso giorno e stessa ora si trovava ancora una volta seduto sulla panchina dell’impianto ferrarese ma quella volta era alla guida del Novara. Formazioni che presentano diverse novità rispetto a quelle annunciate alla vigilia: nella Spal si contano le assenze di Centi, Migliorini e Meloni (tutti recuperabili per la prossima trasferta), Bazzani è confermato al centro dell’attacco con Rossi e Bracaletti a supporto. Solo panchina per Cipriani non ancora al meglio dopo l’infortunio che lo aveva reso indisponibile per la gara di Verona di domenica scorsa. Sulla sinistra torna titolare Cabeccia che prende il posto del giovane Licata. Confermato Ghetti al centro della difesa con Bortel nella ormai canonica posizione di terzino destro e Lorenzi ancora una volta relegato in panchina. Nella Reggiana torna Paolo Rossi (omonimo dello spallino) al rientro dopo le due giornate di squalifica e trova spazio nei diciotto, fuori Mallus, Romizi e Morelli per infortunio e l’ex di turno Temelin, influenzato, Ingari unica punta con Andersson (preferito a Maschio) a sinistra e Nardini a destra a supporto.
Al terzo minuto, prima conclusione della partita per mano degli uomini di Dominissini con Andersson che ci prova dalla lunga distanza su errore di Bortel in fase di disimpegno, palla altissima accompagnata dai sonori fischi del pubblico locale. Sesto minuto, episodio da moviola in piena area granata con la Spal che chiede un sacrosanto calcio di rigore per fallo di mano di Zini su rovesciata ravvicinata di Ghetti: l’arbitro è a due passi ma non se la sente di considerare volontario l’intervento del centrale reggiano e, sbagliando, fa proseguire. Partono bene i biancoazzurri che, rispetto alle ultime uscite interne, dimostrano maggiore compattezza tra i reparti e cercano sovente di giocare palla a terra e di sfruttare al meglio le corsie laterali. Al diciottesimo, per la settima volta stagionale, sono però gli ospiti ad andare in vantaggio.

FERRARA – Bracaletti non trova ne lo spunto ne gli spazi per impensierire la difesa reggiana

L’azione inizia da un calcio d’angolo di Schiavon battuto malissimo dalla destra che da modo a Stefani di liberare, Cabeccia recupera ma sbaglia il cross che termina sui piedi di Saverino lesto a lanciare Ingari: la punta ospite si fa tutta la corsia di destra indisturbato, Bedin prova a frapporsi ma senza risultati e il numero nove granata serve Viapiana che da venticinque metri lascia partire un bolide che si stampa prima sul palo alla sinistra di Capecchi e poi si infila in rete: gol straordinario quanto imparabile, Reggiana in vantaggio, Spal colpita a freddo nella mente e nell’orgoglio. La partita non è troppo bella, anzi, non si contano i passaggi sbagliati ora da una parte, ora dall’altra anche se il centrocampo ferrarese si dimostra in palese difficoltà contro la verve di Andersson sulla sinistra e l’ottima regia di Alessi a cui si aggiunge un Viapiana in mezzo al campo formato gigante. Minuto ventisette la Spal si fa vedere per la prima volta dalle parti di Tomasig: sugli sviluppi di un calcio d’angolo ribattuto dalla destra, Rossi recupera la palla e la scodella in mezzo per l’accorrente Bazzani che anticipa Mei ma di testa non riesce a imprimere alla sfera quella forza necessaria per spedirla direttamente nell’angolino. Occasione Spal. I padroni di casa soffrono dannatamente sulla fascia destra dove Bortel è in grande difficoltà, riuscendo a sbagliare anche i passaggi più elementari, la Reggiana per fortuna non sfrutta a dovere questa mancanza da parte dei ferraresi preferendo attaccare per le vie centrali dove Ghetti e Zamboni però non si fanno mai sorprendere. La prima frazione scivola via sino a quando a due minuti dal termine, su ennesimo errore di Bortel in fase di copertura, Viapiana servito perfettamente da Andersson dalla sinistra lascia partire un altro bolide che Capecchi alza in angolo compiendo un intervento determinante. Dalla seguente bandierina è ancora Andersson a mettere il pallone sulla testa di Ingari che tutto solo da ottima posizione spreca tutto e manda la palla sopra la traversa. Si va al riposo con i granata in vantaggio e la Spal in grande confusione, il pubblico non gradisce e non lo nasconde e copre l’uscita dal campo della squadra di Notaristefano con una bordata di fischi.
La ripresa inizia con Lorenzi in campo per Bortel (prestazione da dimenticare la sua) e Ghetti spostato a destra; dopo appena quattro minuti viene richiamato anche Bracaletti (prova deludente la sua come tutte quelle che ha sin qui offerto al Mazza del resto) per Cipriani (sarà la mossa che cambierà la partita con l’ex centravanti del Bologna che risulterà in assoluto il migliore in campo). Undicesimo, Rossi dalla destra per Bazzani ma il colpo di testa dell’ariete biancoazzurro è ancora una volta debole e Tomasig interviene senza problemi. Al quindicesimo la Reggiana invoca il rigore: cross di Andersson dalla sinistra, Capecchi e Lorenzi non si capiscono e si scontrano tra di loro, la palla arriva ad Alessi che con un’abile finta prima si libera di Ghetti poi a tu per tu con il portiere spallino cade nel tentativo di saltarlo: l’arbitro è a due passi e ammonisce il numero dieci granata per simulazione. Passano cinque minuti e la Spal va vicinissima al pareggio: ennesimo cross di Rossi dalla fascia per Cipriani che si esibisce in una bellissima rovesciata su cui Tomasig interviene con un altrettanto splendido colpo di reni e manda la palla in angolo.

FERRARA – La rovesciata di Cipriani su cui Tomasig compie un miracoloso colpo di reni

Sugli sviluppi del corner successivo ancora Rossi trova la testa di Cipriani ma la mira è da dimenticare e la sfera si perde sul fondo. La Spal con Cipriani e Bazzani sembra aver trovato più equilibrio e in fase offensiva mette in perenne allarme la coppia centrale ospite non in particolare giornata di grazia. Ventisettesimo minuto, preludio al pareggio spallino: Bazzani (partita sontuosa la sua, di testa non ne ha sbagliata una) di testa per Cipriani che si libera di forza del sul diretto marcatore Zini e lascia partire un tiro che si stampa prima sul palo e poi finisce fuori: sfortunato nell’occasione il centravanti bolognese. Passano due minuti appena e il Paolo Mazza esplode: cross di Ghetti dalla destra per la testa di Bazzani che smarca Cipriani, Stefani è superato e il numero diciotto spallino con un tocco di destro supera Tomasig che non può fare altro che guardare la palla finire in rete: è il gol del (meritatissimo) pareggio. La Reggiana sembra subire il colpo e arranca, la Spal invece crede nel colpaccio e un indemoniato Cipriani ogni volta che tocca palla mette in difficoltà la retroguardia ospite. Al trentaquattresimo punizione pericolosa di Viapiana a tagliare, Capecchi sceglie bene il tempo e interviene in anticipo su Maschio, Nardini e Rossi in agguato e pronti a colpire. La partita sembra avvicinarsi al novantesimo senza altri particolari sussulti ma la Reggiana rischia ancora di andare in vantaggio per ben due volte. Al quarantaquattresimo è Nardini che spreca un bel suggerimento del neo entrato Maschio tirando debolmente verso la porta di Capecchi, poi, è lo stesso portiere biancoazzurro a intervenire in maniera un po’ goffa su una punizione di Viapiana riuscendo poi in qualche modo a salvare ancora su Nardini. La Spal risponde con Quintavalla che in pieno recupero su suggerimento volante di Cipriani spreca un rigore in movimento calciando sul fondo tutto solo davanti a Tomasig. Al terzo e ultimo minuto di recupero è Ghetti a mettere in mezzo un pallone invitante per la testa di Cipriani ma la conclusione è alta sopra la traversa.

FERRARA – Un finale di partita pieno di occasioni sprecate

Finisce con un pareggio sostanzialmente giusto un derby decisamente brutto con una Spal che appare ancora un cantiere aperto e alla ricerca costante di un’identità ancora ai più nascosta quando mancano appena due partite alla fine del girone d’andata. Per Notaristefano c’è davvero tanto da lavorare. La squadra appare atleticamente appesantita e pecca di lucidità nella fase di costruzione e anche in difesa sulle fasce soffre tanto. Domenica si va a Marcianise in quello che sarà a tutti gli effetti uno scontro diretto per evitare l’altra, inimmaginabile parte della classifica.

LE PAGELLE. Positive prove anche per Capecchi, Ghetti, Rossi e Quintavalla. Bortel e Bracaletti i peggiori tra i biancazzurri

CIPRIANI-BAZZANI, L’ATTACCO C’E’

di Enrico Testa

CAPECCHI 6.5. Il solito gol maledetto non pare imputabile al portiere spallino. Per il resto una gran parata e un’incertezza sul finale prontamente risolta.

BORTEL 4.5. Fa rabbia perché ha i mezzi tecnici e fisici per imporsi ma sbaglia troppo, a volte forse per eccessiva sicurezza. Ha la scusante dell’adattamento al ruolo. Da rivedere ma come centrale.

CABECCIA 5.5. Riconquista la maglia da titolare ma alterna cose egregie a errori allucinanti. Il fatto di non essere un mancino, poi, gli fa perdere il tempo quando potrebbe andare al tiro.

BEDIN 5.5. Generoso e disposto al sacrificio ma lontanissimo dal giocatore conosciuto come avversario. Troppi errori anche nelle cose più semplice. Unica scusante: poco aiutato.

ZAMBONI 6. Niente di particolare alla voce errori ma anche lui è lontanissimo dal capitano dell’anno scorso. Comunque come al solito sufficiente.

GHETTI 6.5. Soltanto un errore non da lui. Tra i migliori per impegno, chiusure e sacrificio. Forse addirittura meglio da terzino nella ripresa.

CAZZAMALLI 5.5. Parte alla grande, assiste come deve le due mezze punte ma la condizione lo abbandona e questo, l’aspetto fisico cioè, è un mal comune che fa preoccupare.

SCHIAVON 6. E’ vero che dal trottolino ci si aspetta sempre qualcosa di più ma anche lui, come Bedin, nonostante la generosità sbaglia troppo, cose facili comprese.

BAZZANI 6.5. Il solito lottatore che a volte fa davvero tenerezza perché predica nel deserto o quasi. Peccato che di palloni gliene arrivino pochissimi.

BRACALETTI 5. Anche Notaristefano gli concede fiducia e lui risponde con un primo tempo nullo. Sterile, inesistente, insomma niente a che vedere con il Braca di un anno fa.

ROSSI 6.5. Come al solito non tradisce. Non è al massimo, sa fare molto meglio ma si rende utile come laterale, come mezza punta e come trequartista. Duttile e positivo.

(LORENZI 5.5). Fa un errore che potrebbe costare caro ma nella ripresa regge bene in mezzo l’urto degli avversari.

(QUINTAVALLA 6.5). Se mettesse dentro quel pallone nel finale sarebbe il migliore. Velocizza la squadra e si adegua a un ruolo non suo, a tratti l’unico a impensierire la Reggiana. Peccato per quell’occasione incredibile gettata fuori.

(CIPRIANI 7). Il migliore. Con lui in campo e con il recupero di Migliorini Notaristefano raccoglierà di più. Il Cip, infatti, ha tre occasioni. Una è una splendida rovesciata sulla quale la Reggiana fa il miracolo. Un’altra finisce sul palo. La terza vale il pareggio.

NOTARISTEFANO 6. Non gli si può imputare nulla. All’inizio si vede la sua mano con fraseggi brevi e triangoli veloci poi il solito gol è una mazzata e la squadra si scompone. Dovrà lavorare molto sull’aspetto fisico perché la condizione atletica lascia a desiderare.

GLI SPOGLIATOI. Il tecnico ammette le difficoltà fisiche (“dovremo lavorare molto in questo senso”) e punta sulla coppia Bazzani-Cipriani dopo Marcianise visto che “Baz” sarà squalificato

NOTARISTEFANO: “GIOCHEREMO CON DUE PUNTE”
di Diego Stocchi Carnevali

Mister subito una domanda sul Mazza: che effetto le ha fatto tornare qui un anno dopo?
“La cornice di pubblico che ha Ferrara è sempre splendida, ci hanno incitato dall’inizio alla fine e per questo li voglio ringraziare. Peccato che non sia andata come ci aspettavamo”.
A proposito: cosa non è andato?
“Senza dubbio dobbiamo migliorare tantissimo da un punto di vista fisico, abbiamo giocato bene a tratti, quindici, venti minuti per tempo ma così facendo non si va da nessuna parte. Il tempo a disposizione c’è e dovremo sfruttarlo tutto. Ho visto cose buone ma anche cose meno buone, ci manca la continuità nell’arco della partita ma sono convinto sia solo questione di tempo perché ho trovato dei ragazzi predisposti a lavorare in gruppo, che mi seguono. Le basi per fare bene non mancano”.
Cipriani ha cambiato la partita.
“L’impatto di Giacomo è stato notevole, non nego che quando staranno tutti bene e avremo la possibilità di avere a disposizione tutti gli attaccanti potrebbe essere questa la soluzione ideale con Bazzani e Cipriani di punta. Domenica prossima non avremo Bazzani per squalifica e ci dovremo adattare ma la mia idea è quella di contare sulle due punte”.
Menzione di lode a Bazzani, di testa le ha prese tutte lui.
“Ha fatto una grande partita, di sacrificio ma con grande intelligenza si è messo a disposizione della squadra e ha dato tutto e anche di più: di testa ha fatto un lavoro sovrumano e ha vinto tantissime battaglie. Peccato manchi domenica prossima”.
Nel finale, che occasione con Quintavalla!
“Sì, un peccato non essere riusciti a chiudere la gara ma Francesco è un ragazzo molto duttile che ci ha dato modo con la sua entrata di far cambiare passo alla squadra, con la sua velocità ha messo in difficoltà la loro difesa e ha dato modo alle nostre punte di avere più spazi. Quello è il lavoro che gli avevo chiesto prima di entrare e mi ha accontentato come ho voluto”.
Un po’ a sorpresa sulla sinistra ha giocato Cabeccia anziché Licata. Come mai?
“Ho rivisto la partita della Reggiana contro il Pescara e mi sono reso conto che Nardini da quella parte era molto bravo a inserirsi e ci poteva creare diversi pericoli: ho preferito inserire Marco perché ha più attitudine a difendere rispetto a Rosario che invece è molto bravo quando ha spazi davanti a sé”.
La giornata odierna ha visto il Marcianise sbancare in maniera assolutamente imprevedibile Terni, domenica prossima sarà un’altra battaglia in terra campana in quello che è a tutti gli effetti uno scontro diretto.
“Sì ho saputo della loro vittoria, forse sarebbe stato peggio affrontarli con l’acqua alla gola, magari li troviamo anche appagati, chi lo sa. Di sicuro noi scenderemo con il coltello tra i denti, ci servono punti e bisogna farli in fretta cercando di trovare al più presto anche la prestazione. Mi dispiace non essere riuscito a dare subito una vittoria a questi tifosi, vedremo tra quattordici giorni di rendere il giusto merito a quanti oggi ci hanno prima giustamente fischiato e poi applaudito perché hanno apprezzato il nostro secondo tempo dove ho visto meno black-out e più convinzione. E’ da qui che dobbiamo ripartire martedì prossimo alla ripresa”.

GLI SPOGLIATOI. Coro unanime, dall’amministratore Bena a Cipriani, per quanto riguarda le occasioni sprecate e il solito, incredibile gol preso. Ma la fiducia è il denominatore comune.

“STAVOLTA LA SFORTUNA C’ENTRA ECCOME”
di Alessandro Orlandin

Contenti di un altro pareggio interno acciuffato in rimonta? Dalle labbra di Stefano Bena esce una risposta negativa anche se con i dovuti distinguo.

“Non siamo contenti perché questa partita poteva essere vinta e per la prima volta in questa stagione possiamo davvero tirare in ballo la sfortuna per giustificare il risultato. Basti pensare al palo di Cipriani, alla sua rovesciata e all’occasione di Quintavalla”.

La squadra, sfortuna a parte, è sembrata più spinta dalla forza dei nervi che da un’idea di gioco.
“Sì, soprattutto nel primo tempo, almeno dal loro gol in poi. Poi nella ripresa ho visto una Spal più convinta con meno confusione in testa e idee più chiare”.
Cipriani è stato l’uomo della svolta.
“Esatto, e ci rammarica il fatto che l’allenatore non abbia potuto schierarlo dall’inizio visto che si era allenato poco. È stato sicuramente decisivo ma condivido la scelta di Notaristefano di non rischiarlo fin da subito”.
Alcuni giocatori sono apparsi invece in seria difficoltà, tra loro Bortel, sostituito a fine primo tempo.
“Sì, in effetti Bortel era in giornata negativa, ma ci può stare. Ho condiviso la scelta dell’allenatore di correre ai ripari, perché si rischiava di subire il due a zero senza un cambiamento”.
La mano di Notaristefano non sembra ancora vedersi, è ancora troppo presto?
“Credo di sì, diamogli tempo. Ricordiamoci che abbiamo scelto di cambiare non tanto per una questione di gioco, quando per dare una scossa emotiva e tecnica all’intero ambiente”.

Guido Ghetti, anche oggi tra i migliori sia da centrale sia da terzino: come hai visto la partita?
“Nel complesso abbiamo fatto una buona gara, come spesso capita in casa andiamo sotto col primo in porta degli avversari. Nel secondo tempo siamo rientrati più decisi, volevamo risalire e abbiamo anche sfiorato la vittoria nel finale”.
Il finale frutto anche della presenza di due punte.
“Sì, sicuramente con l’inserimento di Cipriani abbiamo fatto meglio. Dobbiamo più che altro cercare di non subire gol per primi come ci accade di frequente, perché recuperare non sempre è possibile. Manchiamo decisamente di concretezza”.
La prossima domenica andrete a Marcianise: il Real oggi ha espugnato Terni con tre reti.
“È la prova del fatto che in questo campionato non esistono i risultati scontati, l’ultima che va a vincere così dalla terza è l’ennesima sorpresa. Noi andremo in Campania per cercare di vincere e ritagliarci una condizione di classifica consona alle nostre possibilità”.

Giacomo Cipriani, sicuramente man of the match per la Spal. E se quella rovesciata fosse entrata chissà come sarebbe finita..
“Eh già, quando ho colpito la palla ho avuto l’impressione che potesse entrare vista la potenza, invece Tomasig è stato bravissimo a deviarla in angolo. Peccato, è stato un episodio sfortunato”.
Ti sei comunque rifatto poco dopo.
“Sì, gol meno bello rispetto all’occasione in rovesciata ma importantissimo. È stato bravo Bazzani a spizzicare la palla nella mia direzione, tra noi l’intesa è sempre più forte e l’abbiamo dimostrato creando occasioni importanti”.
Peccato che anche a Marcianise non potrete giocare insieme visto la squalifica per l’attaccante bolognese…
“Infatti, sembra una maledizione, perché a parte la partita col Pescara non c’è mai stata l’occasione buona. E in quel periodo ero appena arrivato e non conoscevo abbastanza i compagni. Speriamo comunque di fare bene e che i campani si siano sfogati oggi con la Ternana (sorride)”.
Come giudichi la prestazione della squadra?
“Nel primo tempo ho visto una buona prova fino al gol della Reggiana. Poi prendere un gol del genere da trenta metri ti taglia le gambe e subentra ovviamente un po’ di sfiducia. Nel secondo tempo ho visto una buona reazione e credo sia apprezzabile il carattere dimostrato dalla squadra, solo la sfortuna ci ha impedito di strappare i tre punti”.
Peccato per la clamorosa occasione sprecata da Quintavalla proprio su un tuo assist.
“È stato un po’ sfortunato, perché per arrivare a calciare aveva fatto un grandissimo movimento di lettura del gioco: è partito da metà campo per inserirsi e calciare così in corsa non è mai semplice. Mi dispiace davvero molto, perché la palla è uscita di pochissimo”.

LA CRONACA | LoSpallino.com

SPAL, PER NOTARISTEFANO BUONA LA PRIMA

VERONA-SPAL 1-1 (1-0)

VERONA (4-4-2): 1 Rafael; 2 Cangi, 6 Ceccarelli, 5 Comazzi, 3 Pugliese; 10 Pensalfini, 8 Russo, 4 Esposito, 11 Berrettoni (dal 88’ Gomez); 9 Colombo (dal 67’ Massoni), 7 Rantier (dal 68’ Ingrassia).
A disp.: 12 Ingrassia, 14 Bertolucci, 13 Massoni, 15 Garzon, 16 Ciotola, 17 Farias, 18 Gomez. All.: Remondina

SPAL (4-4-1-1): 1 Capecchi; 2 Bortel, 6 Ghetti, 5 Zamboni, 3 Licata (dal 57’ Cabeccia); 8 Bedin (dal 70’ Quintavalla), 4 Schiavon, 7 Cazzamalli; 10 Bracaletti, 9 Bazzani, 11 Marongiu (dal 46’ Rossi P.).
A disp.: 12 Ioime, 13 Quintavalla, 14 Cabeccia, 15 Lorenzi, 16 P. Rossi, 17 Laurenti, 18 Valtulina.
All.: Notaristefano

ARBITRO: Affinito di Frattamaggiore (NA) assistenti Piovera di Seregno e Lunardon di Busto Arsizio
MARCATORI: Rantier all’11, Bracaletti al 64’ su rig.
Note: 12.402 gli spettatori. Ammoniti: Pensalfini (V), Russo (V) e Zamboni (S). Espulsi: Comazzi (V) e Rafael (V).

LA CRONACA. Verona-Spal 1-1: partita incredibile. Molto meglio i gialloblu nel primo tempo con i biancazzurri un po’ timorosi e buona Spal nella ripresa anche se in undici contro nove si poteva rischiare di più. Il pareggio però soddisfa specie perché ottenuto contro una signora squadra. Il nuovo tecnico può recriminare sull’infortunio in extremis di Cipriani e sui troppi falli dei padroni di casa.

a cura della redazione

VERONA – Buona la prima. Per due motivi. Perché il primo tempo poteva finire peggio e perché nella ripresa si è vista una bella Spal alla quale ha pesato il recente passato dal punto di vista della… paura di vincere. Risultato alla fine giusto e biancazzurri in crescita.
Il Verona è il solito. Ancora senza Selva ma con più di diecimila tifosi che sembra davvero di stare in serie A. Uno spreco per la categoria. Dall’altra parte, invece, non ci sono i supporters biancazzurri perché il calcio moderno è fatto così ed è fatto male ma c’è, invece, la nuova Spal di Notaristefano che all’ultimo non può schierare le due punte annunciate per un infortunio a Cipriani durante la rifinitura e allora è il talento fatto in casa Marongiu il più vicino a Bazzani. Sembra una maledizione quella delle due punte in casa spallina. Confermata anche la presenza-novità e cioè l’ottimo laterale sinistro Licata. A lui, il tecnico, chiede quei cross indispensabili per la testa del “Bazza”.
Si comincia con una Spal subito intraprendente tanto che al primo minuto un servizio di Bazzani diventa un tiro in porta di Marongiu. I biancazzurri raddoppiano spesso le marcature e usano il pressing a centrocampo per cercare di tenere i padroni di casa lontano dalla porta. Sembrano nervosi i veronesi tanto che Rantier commette il cassico fallo di frustarazione su Licata. Al 4’ si vede il Verona su calcio d’angolo senza però risultati. Un minuto dopo ancora Verona con un bel cross in mezzo sul quale interviene Capecchi in uscita. La Spal sembra reggere bene e al 7’ mette in campo una bella, prolungata azione che si chiude a pochi metri dalla porta di Rafael. Simile il tema dopo sessanta secondi quando un bel tacco di Bazzani offre il pallone a Cazzamalli sul quale chiude bene il Verona. L’impressione iniziale è quella di una Spal più convinta e meno timorosa. Al 10’ le punte gialloblu disegnano un bel triangolo per fortuna fermato dal solito Ghetti. All’11 la difesa spallina sbanda e il Verona sfrutta subito l’occasione con Rantier che in tuffo conclude a rete, sulla sinistra di Capecchi, il traversone. Uno a zero pesante anche dal punto di vista del morale visti i primi, buoni minuti della squadra di Notaristefano. Al 16’ è ancora il Verona a cercare la via del gol con una botta di Pensalfini che finisce sopra la traversa. La Spal sembra reagire ma deve stare attenta alle azioni di contropiede del Verona che tiene la difesa altissima proprio per ripartire in fretta e per far finire i biancazzurri in fuorigioco. Al 20’ è bravo Cangi a saltare Licata e a mettere in mezzo con la Spal che si rifugia ancora in corner. Due minuti ed è ancora Cangi a cercare la testa di Colombo senza esito. Al 23’ bella manovra spallina. Con Schiavon per Bazzani che apre per Bracaletti il cui cross è indirizzato in porta dalla testa di Marongiu. Da sottolineare il lavoro di Schiavon e Bedin in mezzo: tanti i recuperi che costringono il Verona a molti falli sulla mediana. Marongiu pare in forma e Cazzamalli gioca a tutto campo.

VERONA – Ecco uno dei mille palloni giocati dall’instancabile Cazzamalli

Al 28’ Bazzani, spesso anticipato, commette un fallo in attacco. La manovra della Spal appare prevedibile ed è un peccato che una bella azione di Bracaletti venga fermata da un fallo non rilevato. I biancazzurri tentano sulle fasce ma il Verona è davvero tosto. Pericolo al 32’: Zamboni e Ghetti si scontrano e Pensalfini grazia la Spal da solo davanti a Capecchi. Occasione anche per la Spal, al 33’ ma Bazzani preferisce cercare un compagno anziché tentare la conclusione. E’ una fase di match piuttosto ricca e non a caso va in scena anche un miracolo di Capecchi su Berrettoni al 34’. Un altro errore clamoroso del Verona salva ancora i biancazzurri: stavolta è Rantier a disperarsi. Certo, dietro la Spal lascia parecchio a desiderare e davanti è bravo Marongiu a servire Cazzamalli, di fatto il terzo attaccante di Notaristefano ma il Verona, in difesa, è l’opposto della Spal e quando si fa vivo crea sempre pericoli come succede al 41’ con Rantier sul quale Capecchi c’è. Allucinante, due minuti dopo, la decisione dell’arbitro che ancora una volta lascia correre un evidentissimo fallo su Bracaletti con lo spallino soccorso dai sanitari. Grossa l’occasione che capita al 44’ a Marongiu. Ottimo assist di Bazzani ma il talentino ferrarese svirgola al volo nonostante avesse un corridoio davanti. Intanto in panchina Notaristefano sembra istruire uno dei suoi in vista del secondo tempo visto che la prima frazione finisce qui dopo due minuti di recupero.
Si ricomincia con un cambio tra i biancazzurri. Paolino Rossi prende il posto di Marongiu. Al 1’ Bazzani stavolta è egoista e l’azione sfuma. Giallo al 2’ minuto. Dopo una mischia il pallone sembra terminare nella porta del Verona ma arbitro e guardalinee non vedono e la Spal protesta. Biancazzurri ancora all’attacco con un colpo di testa di Cazzamalli, al 3’, che termina a fil di palo.

VERONA – Nel secondo tempo la spinta di Bortel sulla fascia ha contribuito a sbilanciare la Spal in avanti e rivalutato la sua prestazione complessiva.

La Spal sembra essere stata catechizzata da Notaristefano visto che il piglio sembra migliore e la grinta si vede eccome a cominciare dalla spinta dei laterali, soprattutto di Bortel. Si vedono finalmente dei fraseggi come si deve e Bazzani sembra un altro tanto che brucia avversari e carica la Spal. All’7’ si vede anche il Verona ma Ghetti fa buona guardia. Anche l’arbitro sembra finalmente accorgersi del gioco duro dei padroni di casa tirando fuori il cartellino giallo su Russo. Al 10’ assist di Bracaletti ma in area non c’è nessuno. Il Verona si innervosisce, la Spal è incontenibile ma spuntata. Notaristefano richiama Licata e sceglie Cabeccia e dietro Zamboni si fa valere contro Berrettoni nonostante un’ammonizione. Al 19’ rigore per la Spal e cartellino rosso per Comazzi per atterramento di Rossi. Dal dischetto realizza Bracaletti. Mentre le squadre tornano a centrocampo un pugno a gioco fermo di Rafael a Cabeccia costa un altro rosso al Verona che resta così giustamente in nove. Gli spazi diventano praterie e i biancazzurri sembrano credere nel colpaccio. Al 25’ Notaristefano gioca anche la carta Quintavalla per Bedin mentre il Verona si becca un altro giallo. Al 32’ Berrettoni fa venire i brividi ma alla fine ne esce una telefonata per Capecchi.

VERONA – Nel primo tempo il suo apporto insieme a quello di Bedin in interdizione è stato decisivo anche se nel secondo tempo bisognava tentare il tiro da fuori con più convinzione. Sufficiente la sua prova comunque.

Dall’altra parte Rossi è bravo sulla destra a mettere un pallone in mezzo ma Bazzani viene anticipato dal portiere. Non c’è un attimo di tregua e al 35’ è Pensalfini a impaurire la Spal in azione di rimessa. Al 39’ Bazzani non trova il varco giusto in area. La Spal punta sulla manovra e ovviamente il Verona si chiude. La partita diventa quasi impossibile tra falli e rovesciamenti di fronte e le squadre hanno paura di subire la beffa mentre il Bentegodi è davvero una bolgia pazzesca. L’argine dei gialloblù regge fino al quarto minuto di recupero anche perché la Spal, scottata dal recente passato, non ha tentato il tutto per tutto. Alla fine il pari è giusto e la prima Spal di Notaristefano si può accontentare del punticino considerando che di fronte c’era la squadra più forte del torneo che, non a caso, finora aveva subito soltanto tre gol e dietro è quasi insuperabile. Di sicuro, Notaristefano può recriminare sull’infortunio di Cipriani in extremis. Appuntamento al Mazza. Continuiamo così.

LE PAGELLE. Buone prove anche per Bedin e Cazzamalli. In difficoltà Licata, Zamboni e Marongiu.

GHETTI E ROSSI I MIGLIORI

CAPECCHI 6. Sul gol non pare totalmente esente da colpe ma sul resto è pronto più di una volta.

BORTEL 6. Meglio altre volte soprattutto in fase di manovra e di appoggio. In crescita nella ripresa.

LICATA 5.5. Paga l’emozione. Troppo spesso fuori posizione e troppe palle perse.

(CABECCIA 6). Si vede poco. Sembra aver paura, resta troppo indietro nonostante gli spazi che ha.

ZAMBONI 5.5. Un paio di errori forse per troppa sicurezza in generale una prestazione non alla sua altezza.

GHETTI 7. Il migliore. Chiude ovunque e porta anche su la squadra. Un’altra partitona.

BEDIN 6.5. Non è ancora il Bedin dell’anno scorso ma appare in ripresa. Tanto lavoro oscuro.

(QUINTAVALLA 6). Ci si aspetta di più quando entra perché potrebbe essere una carta vincente e invece fa il compitino.

BRACALETTI 6. Va a corrente alternata e mette in campo cose bellissime e cose meno belle. Non è ancora lui.

SCHIAVON 6. Sufficiente ma meno potente e possente rispetto al solito. Doveva provare a tirare di più soprattutto con il vantaggio numerico.

CAZZAMALLI 6.5. Cala nel finale ma ci sta dopo una prova di grande sostanza.

MARONGIU 5.5. Come impegno non si discute ma rispetto alle ultime prove è un po’ evanescente e poco concreto.

(ROSSI 7). Anche per merito suo è un’altra Spal nella ripresa. E’ fondamentale ritrovare il Paolo Rossi che Ferrara conosce.

BAZZANI 6.5. Il solito impegno e la solita dedizione. Fa a sportellate contro tutti e il giorno che potrà giocare con Cipriani avrà tutto da guadagnare.

NOTARISTEFANO 6.5. Buona la prima. Mette in campo la Spal migliore che può ma è subito sfortunato per l’infortunio di Cipriani. Bravo a motivare e a cambiare la squadra nel secondo tempo.

GLI SPOGLIATOI. Il tecnico è soddisfatto per il risultato ma pretende meno paura e più palla a terra. Bena pensa ai tifosi. Da Rossi una dedica a Dolcetti.

NOTARISTEFANO: “VOGLIO UNA SQUADRA PIU’ LIBERA”

Il primo a presentarsi in sala stampa è il nuovo tecnico Egidio Notaristefano. Dall’espressione appare contento: “Abbiamo regalato il primo tempo, c’era troppa distanza tra i nostri reparti e ho visto troppe palle lunghe. Poi, nella ripresa, abbiamo cambiato modulo e con cinque a centrocampo con i due esterni abbiamo iniziato molto bene e a tratti siamo stati brillanti e pericolosi. Sinceramente li abbiamo messi in difficoltà anche se dopo il pareggi, anche per colpa dei crampi e di un po’ di stanchezza, non siamo riusciti a cercare la vittoria con la giusta determinazione. L’atteggiamento diverso tra il primo e il secondo tempo secondo me è dovuto alla paura di sbagliare. Nell’intervallo ho parlato ai ragazzi e ho detto loro di tornare in campo per giocare e per fare quello di cui sono capaci. Ripeto, credo sia un problema mentale. Voglio una squadra più sciolta, più libera. Secondo me la Spal è una buona squadra che deve abituarsi a giocare più con la palla a terra”.

Anche l’amministratore delegato Stefano Bena affronta i taccuini nel dopo partita. “Dopo un primo tempo così così per non dire deludente, sinceramente avrei firmato per il pareggio. Poi, visto come si erano messe le cose, speravamo anche in una vittoria ma ci teniamo questo risultato che ci consente di rialzare il morale. Voglio inoltre rivolgere un pensiero ai nostri tifosi. Continuiamo a non capire questi divieti assurdi che hanno impedito a tanta gente di esultare per la prestazione e per il risultato della loro squadra. Tornando alla partita, fuori casa siamo ancora imbattuti, ora dobbiamo far bene e sbloccarci in casa per dare una svolta decisa al nostro campionato”.

Spazio interviste anche per Paolino Rossi, tra i migliori. “Se sono tornato a essere quello che volevo e che ero lo devo anche al mister Dolcetti con il quale avevo un bellissimo rapporto ma così va il calcio e si va avanti. Dopo il pari forse potevamo osare un po’ di più ma sentivamo di poter vincere e ci abbiamo provato solo che abbiamo fatto quel che abbiamo potuto”.

LA CRONACA | LoSpallino.com

SPAL, UN GROSSO PASSO INDIETRO

SPAL-VIRTUS LANCIANO 0-1 (0-1)

SPAL (4-1-4-1): Capecchi; Bortel, Ghetti, Lorenzi, Quintavalla; Bedin (dal 33′ st Cazzamalli); Marongiu, Schiavon, Centi (dal 1′ st Bazzani), Bracaletti (dal 21′ st Rossi); Cipriani. A disp.: Ioime, Cabeccia, Licata, Laurenti. All.: Dolcetti.
LANCIANO (4-4-2): Chiodini; Vastola, Moi, Antonioli, Mammarella (dal 36′ st Colombaretti); Turchi (dal 46′ st Zeytulaev), Amenta, Sacilotto, Sansone; Masini, Improta (dal 36′ st Coppini). A disp.: Aridità, Perfetti, Marfisi, Morante. All.: Pagliari.
ARBITRO: De Benedictis di Bari. Assistenti: Schembri e Regazzo.
MARCATORI: 28′ pt Improta (L) su rig. .
AMMONITI: Bedin (S), Bracaletti (S), Quintavalla (S), Marongiu (S), Sansone (L), Amenta (L), Sacilotto (L) e Schiavon (S).
NOTE: giornata tipicamente novembrina, terreno pesante. Spettatori 2.800 circa (paganti 875, più 1.937 abbonati, per un incasso globale di 26.500 euro circa).
Angoli: 4 a 4. Recupero: pt 1’, st 5’.

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LA CRONACA. Al Paolo Mazza passa anche il Lanciano che vince 1 a 0. E’ la quarta sconfitta casalinga. Inspiegabile la caduta dei biancazzurri dopo due successi che sembrava potessero rilanciare la squadra di Dolcetti. Delusa la società. Aspetterà Verona per prendere una decisione sul tecnico?

di Diego Stocchi Carnevali

FERRARA – Dopo cinque stagioni si ritrovano una di fronte all’altra la Spal di Aldo Dolcetti e la Virtus Lanciano di Dino Pagliari: stesso girone e stessa categoria con gli abruzzesi che si imposero sia all’andata sia al ritorno con il minimo scarto (indimenticabile la gara di Lanciano disputata sotto la neve decisa dal “cobra” Soncin). L’occasione per invertire la tendenza contro i rossoneri è di quelle ghiotte: gli estensi si presentano all’incontro in serie utile da due settimane consecutive in cui hanno ottenuto due vittorie, i frentani al contrario, non stanno certo attraversando un periodo di forma eccezionale aldilà dei precedenti sei risultati positivi ottenuti prima dello stop interno con la Ternana sette giorni fa. I rossoneri devono inoltre fare i conti con assenze di tutto rilievo: sono out infatti il difensore Oshadogan per infortunio, l’attaccante Colussi e il regista Di Cecco appiedati dal giudice sportivo. Tra i biancoazzurri sempre fermi ai box il difensore Gaspari e l’attaccante Meloni mentre Valtulina è in ripresa e sarà pronto per la prossima trasferta difficilissima a Verona. All’ultimo out anche Migliorini (assenza pesante, colpa di un pestone rimediato in allenamento), al suo posto c’è Bedin. La Spal cerca la terza vittoria consecutiva, il Lanciano di mantenere l’imbattibilità lontano dal Guido Biondi.
Comincia l’incontro e al quarto minuto è il Lanciano che per primo si fa vivo dalle parti di Capecchi con una conclusione di Sansone ben servito da Turchi dalla destra, la sfera si perde comunque altissima sopra la traversa. Passano due giri di lancette sul cronometro e risponde la Spal: discesa sulla sinistra di Quintavalla, passaggio filtrante per Schiavon che crossa al centro dove Centi manca l’appuntamento con il pallone di poco.

FERRARA – Marongiu in azione

Fase di studio tra le due formazioni, la Spal rispetto alle ultime uscite gioca palla a terra dimostrandosi più convincente in fase di possesso palla, il Lanciano per contro non sta a guardare e fa subito capire di non essere arrivato a Ferrara per fare le barricate e i due esterni Turchi e Sansone con la loro velocità costringono gli esterni ferraresi a rintanarsi nella propria metà campo. Al nono prima protesta di un certo rilievo del Lanciano: cross dalla sinistra di Sansone per Improta che viene vistosamente strattonato da Lorenzi, nella circostanza ultimo uomo; l’ex attaccante del Giulianova cade ma l’arbitro lascia correre, Spal graziata. Passato da poco il quarto d’ora comincia la (non) partita di Bracaletti: cross al millimetro di Marongiu (buona la sua partita) per l’ala umbra che avrebbe tutto il tempo di stoppare il pallone e poi tirare anziché propendere per una improbabile giravolta al volo preferendo la soluzione spettacolare ma il risultato è che riesce a mancare addirittura il pallone. La gara è viva e veloce e da una parte e dall’altra non c’è un minuto di pausa. Diciannovesimo, lungo l’out di destra scende come un treno Turchi il quale mette in mezzo un pallone d’oro che arriva direttamente sui piedi di un Sansone lasciato colpevolmente solo; proprio sul più bello interviene la difesa estense che ribatte la conclusione sui piedi dell’accorrente Masini ma per fortuna della Spal, il tiro dell’attaccante abruzzese finisce di poco alto. Il Lanciano cresce minuto dopo minuto, la Spal è come imbambolata, Marongiu esterno non convince e Cipriani predica nel deserto dell’attacco biancoazzurro. Minuto ventuno, Lanciano che si mangia un gol fatto: cross dell’indemoniato Sansone dalla sinistra, Capecchi esce e anticipa Improta, la palla arriva sui piedi di Turchi che da favorevolissima posizione calcia alto sopra la traversa. Un brivido assale il Paolo Mazza, si rivedono i fantasmi della sindrome casalinga che inesorabilmente quanto puntualmente non fanno che presagire il vantaggio dei rossoneri. Ventottesimo, fallo sulla trequarti su Marongiu che l’arbitro non fischia e conseguente velocissima ripartenza del Lanciano sulla destra, cross di Turchi per Masini che si gira e di testa manda la sfera contro il braccio di Bedin: per l’arbitro è rigore e nell’occasione il centrocampista spallino viene anche ammonito. La decisione appare quantomeno affrettata e fiscale, da rivedere l’eventuale braccio largo di Bedin al momento dell’impatto con il pallone anche se lo stesso direttore di gara potrebbe aver punito (con notevole ritardo comunque e dopo le reiterate proteste dei rossoneri) la cintura del numero quattro estense sullo stesso attaccante abruzzese. Dal dischetto va Improta, Capecchi ci arriva quel tanto che non basta per deviare la palla sul palo che poi, beffardamente, si insacca alle spalle dello sfortunato estremo difensore ferrarese. Lanciano in vantaggio, Spal costretta per l’ennesima volta a inseguire. Al trentunesimo è ancora la squadra di Pagliari a farsi pericolosa: Masini per Turchi che al volo in girata alza sopra la porta difesa da Capecchi. Per rivedere la Spal in avanti bisogna aspettare il trentottesimo: Centi serve Marongiu, bravissimo a incunearsi tra le maglie della difesa ospite e mettere in gioco Bracaletti, ma ancora una volta l’ala spallina anziché tirare al volo si avventura in un assurdo dribbling dal quale partorisce soltanto un cross su cui Antonioli è il più bravo di tutti a intervenire e allontanare così il pericolo.
Al quarantunesimo ancora Spal: cross perfetto di Bortel dalla destra per Marongiu che si avvita di testa, palla alta di un soffio. Passano due minuti e i biancoazzurri ci riprovano ancora: cross dalla destra di Cipriani (non è da lui che ci si aspettano i cross, aldilà di tutto), sfera che arriva a Bracaletti che stoppa dalla parte opposta ma la sua conclusione è tutta da dimenticare da posizione favorevolissima. Spal senza idee, Lanciano feroce sulle ripartenze e al quarantaseiesimo vicino al raddoppio con Turchi ma il suo tiro viene parato in corner splendidamente da Capecchi: davvero decisivo nell’occasione il numero uno biancoazzurro. Si va al riposo tra i fischi.

FERRARA – Bracaletti nel primo tempo spreca da posizione favorevole una palla gol

La ripresa inizia con Bazzani in campo per un nullo Centi e se possibile, comincia ancor peggio di come si era chiusa la prima frazione di gioco: dopo due minuti discesa sulla destra di Turchi e tiro potentissimo, la palla si stampa sull’incrocio dei pali alla sinistra di Capecchi prima di rimbalzare sul terreno di gioco e dare a Masini l’opportunità di chiudere il conto, la retroguardia ferrarese però allontana la minaccia. Non passano neanche sessanta secondi ed è ancora Masini a provarci dalla distanza, la palla lambisce il palo. Rossoneri spumeggianti, Spal abulica e inconsistente su tutti i fronti. Settimo, percussione di Bortel lungo la fascia destra: supera due avversari e mette in mezzo, la difesa abruzzese allontana e dalla distanza ci prova Marongiu ma questa volta è Antonioli a respingere la conclusione del giovane ferrarese. Undicesimo minuto, Quintavalla per Bracaletti che, per la quarta e ultima volta quotidiana, spara ancora al volo altissimo sopra la traversa a tu per tu con Chiodini. Minuto diciassette: si fa vedere il Lanciano con un’azione a tre tocchi giostrata dal trio Masini-Improta-Turchi che viene anticipato al momento della conclusione da un recupero eccellente di Quintavalla, abile a frapporsi tra il portiere spallino in uscita e l’ala rossonera. Ventiduesimo: ci prova l’onnipresente Schiavon (tra i meno peggio), conclusione debole che termina fuori. Al venticinquesimo la Spal pareggia il conto dei legni con una punizione fortissima di Marongiu, assegnata per fallo di Mammarella su Rossi, entrato da un minuto per lo “sciagurato” Bracaletti. Al ventottesimo ancora la Spal ci prova su calcio da fermo, stavolta è Bedin a perforare la barriera ospite ma la conclusione è centrale e abile preda di Chiodini. Al trentacinquesimo la Spal si fa viva con Cipriani ben servito da Bazzani ma l’estremo difensore ospite è bravissimo a scegliere il tempo e sradica letteralmente la palla dai piedi dell’ex attaccante della Sampdoria. Quarantesimo, il neoentrato Cazzamalli apre sulla sinistra per Quintavalla che crossa in mezzo per Rossi ma di testa non riesce a dare alla sfera la giusta forza, para Chiodini. In pieno recupero forcing spalino alla disperata ricerca del pari con Cipriani che dalla sinistra lascia partire un cross perfetto per Rossi ma ancora una volta l’ala spallina da due passi non inquadra la porta: occasionissima Spal. Al quinto minuto di recupero sugli sviluppi di un corner battuto dalla destra da Rossi è Bazzani a concludere alto sopra la traversa. E’ l’ultima occasione della Spal prima che l’arbitro fischi tre volte e sancisca la quarta sconfitta su sette gare interne dei ferraresi e la contemporanea imbattibilità del Lanciano. E la classifica torna a fare paura.

LE PAGELLE. Si salvano soltanto i soliti noti: da Schiavon a Ghetti. Positivi anche Capecchi e Marongiu al debutto dall’inizio

BRACALETTI E CENTI: DUE FANTASMI

di Diego Stocchi Carnevali

Capecchi 6.5 – Sfortunato nell’occasione del calcio di rigore, la deviazione con la punta delle dita sul palo grida ancora vendetta. Decisivo su Turchi a fine primo tempo, quel gol (salvato), poteva chiudere la partita con quaranticinque minuti di anticipo.

Bortel 6 – Giornata non facile per l’esterno slovacco, costretto a vedersela con un Sansone formato gigante. Se la cava neanche troppo male anche se regala all’ala abruzzese due cross pericolosissimi. Si fa vedere in attacco con un paio di cross importanti, non sfruttati a dovere prima da Bracaletti, poi da Marongiu.

Ghetti 6.5 – Improta e Masini sono due brutti clienti. Nonostante questo non si fa intimorire e alla distanza prende le dovute precauzioni sugli attaccanti abruzzesi concedendo di fatto molto poco.

Lorenzi 6 – L’ingenuità a inizio partita poteva costringere la Spal in inferiorità numerica per ottanta minuti e da un giocatore esperto come è lui, certe ingenuità non si vogliono vedere. Rispetto a Masini è di un’altra stazza e i duelli aerei li vince tutti lui riuscendo, con l’esperienza appunto, a non andare mai all’uno contro uno con l’attaccante ospite, in velocità sarebbe stata partita persa ancora prima di iniziare.

Quintavalla 6.5 – Altra prova convincente dell’esterno ferrarese, meglio il primo del secondo tempo anche se è proprio nella ripresa che un suo recupero su Turchi consente alla Spal di non incassare il secondo gol.

Bedin 6 – Da rivedere l’azione del rigore, l’impressione è che l’arbitro sia un po’ troppo precipitoso e fiscale nel punire l’intervento del centrocampista spallino sul colpo di testa di Masini: è talmente poca la distanza tra i due che neanche noi abbiamo capito se il rigore viene assegnato per la cintura sul giocatore o per il braccio largo (?). Nel complesso, rigore a parte, un rientro sufficiente e nel mezzo le dà e le prende contro un Amenta rabbioso.

(Cazzamalli ng) – L’impatto con la partita non è determinante e neanche da lui ci si aspetta certo il cambio di passo ma è evidente che è l’unico centrocampista di muscoli e centimentri che ha la Spal e la sua mole consente quantomeno di abbassare il baricentro degli abruzzesi. Tardiva la sua entrata.

Bracaletti 4.5 – Sbaglia tutto quello che può sbagliare, involuzione sconcertante rispetto alle ultime tre uscite in cui era apparso in netta ripresa. Cerca sempre la cosa più difficile che si tratti di fare un passaggio (quattro sbagliati d’esterno al volo) o che si tratti di concludere a rete (quattro e tutte da posizione favorevolissima completamente da dimenticare). Esce tra i fischi a cui risponde con un applauso.

(Rossi 5.5) – Non è in condizione, arriva alla conclusione di testa due volte in una delle quali poteva senz’altro fare meglio. Sia chiaro, la Spal non ha comunque perso per colpa di Rossi.

Schiavon 6.5 – Non molla mai, costruisce il gioco, rompe quello avversario e si dimostra sempre il primo a crederci e l’ultimo a mollare. Ci prova anche dalla distanza ma non è fortunato come ad Avezzano. Un’altra prestazione di grande livello.

Centi 5 – Quarantacinque minuti di buio. Gioca troppo lontano dagli attaccanti e non accende mai la luce. Non un passaggio, non una verticalizzazione, non una conclusione. Il nulla.

Marongiu 6.5 – I primi venti minuti sono da incubo, non ne prende una, poi entra nella parte e anche da esterno (lui, non è un esterno) fa un partitone e conclude tra i migliori. Traversa a parte è sempre nel vivo dell’azione e nell’unica occasione che ha tira in porta senza pensarci due volte. Ottimo esordio da titolare.

Cipriani 6 – Lavora il solito gran numero di palloni ma non è il Cippo visto con il Portogruaro. Predica nel deserto, si mette a disposizione della squadra andando per due volte addirittura al cross, ma da lui ci si aspetta il gol: giocando in questo modo sarà dura ma non per colpe espressamente sue.

(Bazzani 5.5) – Si va vedere solo per un paio di punizione guadagnate e un colpo di testa nel finale. Poco, troppo poco.

Dolcetti 5 – Pericolosissima involuzione della squadra, sul piano del (non) gioco e delle scelte fatte (su tutte quella di snaturare Marongiu relegandolo a compiti di esterno, che non è). Arriva tardi il cambio di Bracaletti così come l’entrata in campo di Cazzamalli e anche con le due punte la squadra non da mai l’impressione di riuscire a mettere in difficoltà gli avversari, per una manovra offensiva che di fatto non è mai esistita da quando Dolcetti è arrivato a Ferrara. Laurenti è sparito (ma proprio era meglio buttare nella mischia un convalescente Rossi?) e di fatto quattro gare su sette perse in casa iniziano a pesare come macigni sulla testa dell’allenatore e su di una classifica che da questa sera ricomincia a farsi preoccupante davvero. Infine un appunto: dopo tre mesi possibile che non si sia ancora in grado di capire e decifrare il tipo di campionato che potrà fare la Spal? Questa altalena può solo fare male, a partire dai giocatori, i primi crediamo a non essere ancora in grado di capire quali sono le loro reali potenzialità. E in questo l’allenatore ha le sue responsabilità.

SPOGLIATOI. Clima ovviamente teso negli spogliatoi. Il tecnico Dolcetti non cerca scuse, l’amministratore delegato ammette il passo indietro

BENA: “UNA BRUTTA SPAL, SIAMO DELUSI”

di Alessandro Orlandin

All’uscita dagli spogliatoi dopo Spal-Lanciano Aldo Dolcetti sembra quasi sconsolato nel dover commentare un altro passo falso interno.

Mister, ci ritroviamo a commentare un copione già visto diverse volte in questi mesi.
“Sì, commentiamo una sconfitta dolorosa nonostante fossimo ben consapevoli delle difficoltà che questa gara riservava. È stata una partita dall’andamento un po’ strano, abbiamo patito troppo la loro velocità e la loro fisicità, e subìto un gol nato da un episodio anch’esso strano nella sua dinamica”.

L’azione del vantaggio appariva effettivamente viziata da un fallo su Marongiu.
“Credo anche io, ma parlarne ora non vale molto, purtroppo questo episodio ci ha penalizzati mettendo la nostra partita in salita”.

La squadra non è apparsa brillante, anzi, molta confusione e sul piano del gioco un passo indietro rispetto a domenica scorsa.
“L’impegno e i tentativi di raddrizzare il risultato ci sono stati, ma è sempre mancata la giocata decisiva negli ultimi venti metri. Credo che la rimonta fosse alla nostra portata ma non ci è riuscita, nemmeno quando sul loro calo fisico potevamo fare valere le nostre qualità”.

Abbiamo avuto l’impressione che rispetto alle partite precedenti ci sia comunque stato un ricorso minore ai lanci e maggiori tentativi di azioni palla a terra.
“Sì, era il tema di gioco che avevamo in mente e devo dire che in alcuni momenti del primo tempo ha funzionato, seppure senza la giocata finale a cui accennavo prima. Sapevamo che loro avrebbero impostato la propria partita sul contropiede e abbiamo tentato di aggirare il loro schieramento con l’impiego di Bracaletti a destra e di Marongiu a sinistra, purtroppo senza costrutto. Con questa tattica c’era la possibilità di allargarli e creare qualcosa, come abbiamo visto spesso sulla fascia destra, anche se poi il loro passaggio a un modulo con cinque difensori ci ha limitati, complici anche dei cambi un po’ forzati”.

Fatto sta che la squadra in casa si trova sempre a dover rincorrere gli avversari e mai viceversa.
“Ovviamente non va mai bene andare sotto, oggi più delle altre volte visto l’avversario che avevamo davanti. Ci è mancata la giusta reazione e la freddezza giusta per trovare il passaggio decisivo sulla trequarti: abbiamo creato solo potenziali pericoli e questo non va certo bene”.

Con questa sconfitta si è interrotta la striscia positiva iniziata ad Avezzano. E domenica si va a fare visita alla corazzata Verona.
“Purtroppo ci siamo fermati proprio quando volevamo dare maggiore continuità ai nostri risultati. La sconfitta ci fa arretrare di nuovo e dobbiamo essere determinati a voltare pagina e a riprendere immediatamente il nostro percorso di crescita”. Paolo Rossi, sei rientrato oggi e hai dimostrato di aver una grande voglia di incidere. Peccato però per il risultato.
“Già, peccato perché abbiamo avuto una discreta reazione e il pari ci sarebbe potuto stare. Sono stato molto felice di rientrare anche se non al meglio della forma, ci ho provato in tutti i modi ma complice anche un campo non certo ottimale non ci sono riuscito”.

Eppure hai sfiorato il gol all’ultimo minuto con quel colpo di testa.
“Sì, a dire il vero non ricordo molto perché mi sono buttato dentro spalla a spalla col difensore e ho cercato di colpire in qualche modo. Sul momento speravo di aver fatto gol, invece poi ho visto la palla finire alta”.

Credi che l’arbitraggio abbia influito sul risultato?
“Sarebbe un’attenuante un po’ troppo semplice, però l’episodio del rigore mi è apparso non del tutto chiaro dalla panchina e anche alcune chiamate di fuorigioco mi sono sembrate abbastanza dubbie”.

Come riprendersi da questa nuova sconfitta?
“Come abbiamo già fatto in passato, lavorando e avendo fiducia nel nostro lavoro. Abbiamo già dimostrato di poter superare brutti momenti, lo faremo anche stavolta”.

Per la società come di consueto è intervenuto l’amministratore delegato Stefano Bena, apparso seccato dall’esito dell’incontro.

Bena, come ha visto questa Spal?
“Non bene, non sono affatto contento di ciò che ho visto in campo. Si è trattato di una prestazione insufficiente in cui la squadra ha incontrato troppe difficoltà. Mentre il Lanciano è apparso veloce e organizzato noi abbiamo offerto una prova lenta e macchinosa, che ci ha fruttato una sconfitta meritata”.

Secondo Dolcetti la chiave di lettura sta nella leggerezza in fase offensiva.
“Sono d’accordo, abbiamo avuto solo due occasioni vere e proprie, ovvero le conclusioni di Marongiu sulla traversa e il colpo di testa di Rossi alla fine. È decisamente un passo indietro rispetto alla partita contro il Portogruaro: ho visto troppi passaggi sbagliati e poca capacità di costruire il gioco”.

Dopo questa sconfitta la piazza sarà ancora più critica con l’allenatore. Qual è la posizione della società?
“Secondo me in questo momento non c’è motivo di sollevare Dolcetti dal proprio incarico, anche se poi l’ultima parola spetta sempre al presidente Butelli. Finora abbiamo sempre protetto il mister perché convinti che i problemi della squadra non fossero direttamente imputabili a lui e personalmente continuo a pensarla così”.

È presto per parlarne, ma la classifica potrebbe giustificare qualche intervento sul mercato di gennaio?
“Vedremo, è probabile comunque che ci sia da parte nostra qualche intervento”.

LA CRONACA | LoSpallino.com

LA SPAL E’ RITORNATA

SPAL-PORTOGRUARO 2-1 (0-0)
SPAL (4-5-1): Capecchi; Bortel, Zamboni, Ghetti, Quintavalla (dal 31′ st Licata); Schiavon, Centi (dal 22′ st Marongiu), Migliorini, Cazzamalli (dal 13′ st Bazzani), Bracaletti; Cipriani. A disp.: Ioime, Lorenzi, Bedin, Laurenti. All.: Dolcetti.
PORTOGRUARO (4-3-2-1): Rossi; D’Alterio, Specchia, Madaschi, Gotti; Scozzarella, Vicente, Puccio; Cunico (dal 38′ st Pondaco), Scapuzzi (dal 25′ st Bocalon); Altinier.
A disp.: Nardoni, Bianchi, Santandrea, Migliozzi, Grandin.All.: Calori.
ARBITRO: Gambini di Roma 1.
Assistenti: Parisse e Pavesi.
MARCATORI: 11′ st Altinier (P), 25′ st Marongiu (S), 43′ st  Bazzani (S) .
AMMONITI: Scozzarella (P), Cazzamalli (S), Vicente (P), Schiavon (S), Madaschi (P), Specchia (P), Zamboni (S), Bazzani (S).
NOTE: giornata fredda e umida, terreno allentato per la forte pioggia caduta fino a pochi minuti prima dell’inizio della gara. Spettatori 2.500 circa (paganti 491, più 1.937 abbonati, per un incasso globale di 20.700 euro circa).
Angoli: 8 a 5 per la Spal. Recupero: pt 2’, st 4’.

LA CRONACA. Grande partita dei biancazzurri che vanno sotto e poi rimontano contro l’ostico Portogruaro: 2 a 1 il finale deciso dai cambi di Dolcetti: Marongiu (primo gol in carriera) e Bazzani. Ottimo il primo tempo, sfatato il tabù casalingo

di Diego Stocchi Carnevali

FERRARA – Spal di fronte alla rivelazione Portogruaro sotto una pioggia battente e un vento sostenuto che non ha risparmiato Ferrara sino a pochi minuti prima dell’inizio della partita che ha contribuito a richiamare poco pubblico sulle tribune dell’impianto ferrarese (alla fine sarà record negativo stagionale…).
Le due compagini si trovano davanti per la settima volta ufficiale nelle ultime tre stagioni e il bilancio, seppur di poco, è a favore dei granata con due vittorie, tre pareggi e una sola vittoria dei padroni di casa. Confronto che arriva nel momento giusto per entrambe: da una parte la squadra di Dolcetti deve dare seguito alla bella prova esterna di sette giorni fa ad Avezzano, dall’altra la squadra di Calori ha la possibilità di interrompere il periodo di crisi (un punto in  quattro gare) che le ha fatto perdere il primo posto a favore di Pescara e Verona. Spal in formazione tipo, rimangono ai box i soli Meloni e Gaspari, Portogruaro che deve fare a meno dell’esterno Espinal, fermato dal giudice sportivo (al suo posto c’è il brasiliano Vicente) e con l’influenza che ha messo a ko il centrale Siniscalchi e l’attaccante Marchi, al loro posto l’ex Specchia (fischiatissimo) e il giovanissimo Scapuzzi (sarà tra i migliori). Anche il centrocampista Puccio, dopo la bella prova offerta nel posticipo con la Ternana, è nell’undici di partenza al posto di Mattielig ancora fermo per lo strappo muscolare. Confermato l’undici della gara vittoriosa contro il Pescina per gli estensi con i recuperati Bedin e Bazzani convocati e regolarmente nei diciotto.
Inizia la gara e dopo tre minuti si fa vedere la Spal con Centi, conclusione debole centrale e facile preda dell’estremo difensore ospite. Al decimo, giravolta volante di Cipriani su suggerimento splendido di Centi abile a recuperare palla su Gotti lungo l’out di sinistra e a mettere in mezzo un pallone su cui l’ex attaccante del Bologna arriva in ritardo quel tanto che basta per non dare forza sufficiente al pallone che viene controllato da Rossi. Spal in partita, Portogruaro che appare sorpreso dall’avvio dei biancoazzurri. Quattordicesimo, ancora Spal: punizione di Centi e inzuccata di Cipriani, il portiere esce male ma è la mira a fare difetto questa volta e la palla finisce sul fondo. Passano pochi istanti e si fa vivo per la prima volta il Portogruaro con Puccio che dalla sinistra lascia partire un destro su cui Capecchi interviene smanacciando in angolo. Grande inizio della Spal che domina in lungo e in largo nel primo quarto di partita complice anche il terreno di gioco piuttosto pesante che certo non favorisce i più tecnici uomini di Calori. Diciannovesimo, Bracaletti per Cipriani che, con una scelta di tempo perfetta si gira eludendo la marcatura di Madaschi, e tira a botta sicura ma Rossi risponde in angolo. Ventiduesimo: ci prova il Portogruaro con Cunico che scodella in area un pallone delizioso per Altinier ma l’ex attaccante del Mantova alza di poco sopra la traversa. E’ tutta un’altra Spal rispetto alle ultime uscite, sempre pronta a raddoppiare in fase di non possesso, atleticamente più tonica e viva che arriva sempre prima sulla palla e abile a ripartire grazie alla giornata sin qui più che positiva di Centi, Bracaletti e Quintavalla che dominano la fascia sinistra. Alla mezzora passaggio filtrante di Cunico che salta Zamboni e sfera che raggiunge Scapuzzi che tira in corsa ma Ghetti è sulla traiettoria e per il Portogruaro è solo angolo. Sfortunato nell’occasione il diciottenne scuola Milan. Trentaquattresimo minuto, la Spal si fa sotto, lancio di Schiavon morbido per la testa di Cipriani che trova la porta ma la forza è quella che è e Rossi interviene senza grossi grattacapi. In pieno recupero punizione di Scozzarella pericolosissima ma Capecchi è bravissimo a respingere in corner prima del doppio fischio dell’arbitro che manda tutti negli spogliatoi.

FERRARA – Contrasto tra Cipriani e Madaschi nel primo tempo

La ripresa inizia con la Spal in avanti: terzo minuto, cross di Schiavon dalla destra ma Cipriani è anticipato in angolo di un soffio dall’ottimo Madaschi. Possesso costantemente biancoazzurro, dominio territoriale assoluto degli uomini di Dolcetti ma incredibilmente è il Portogruaro che passa in vantaggio: splendida apertura di Scozzarella che da il via all’azione lungo la fascia destra e verticalizza per l’accorrente D’Alterio che lascia partire un cross perfetto per la testa di Altinier che anticipa Zamboni e insacca imparabilmente alla destra di Capecchi. Vantaggio del tutto casuale dei veneti, Spal per l’ennesima volta costretta a inseguire. Potrebbe essere una mazzata. Invece no. Dolcetti corre ai ripari e richiama in panchina Cazzamalli e fa entrare Bazzani: sarà la mossa decisiva. Per una buona decina di minuti la gara si perde in innumerevoli passaggi sbagliati a centrocampo ora da una parte, ora dall’altra, Centi paga più di tutti la stanchezza ed esce tra gli applausi del Mazza lasciando il posto al trequartista made in Spal Marongiu. Pareggio estense al venticinquesimo: traversone di Bazzani dalla destra, palla che attraversa tutta l’area di rigore veneta senza l’intervento di alcuno e giunge dalla parte opposta all’accorrente Quintavalla che mette in mezzo per Marongiu e da due passi infila Rossi. Esplode lo stadio.

FERRARA – Il gol del pareggio di Marongiu

FERRARA – Incontenibile la gioia del diciottenne Marongiu al primo gol tra i professionisti

Partita raddrizzata, un segnale di una “nuova” Spal in campo. Passano due minuti, il Portogruaro non ci sta al pari e ci prova con un cross di Bocalon dalla destra ma Capecchi anticipa Altinier proprio all’ultimo e vanifica l’azione dei granata. Ventottesimo, punizione pericolosa dalla trequarti del solito Scozzarella ma la palla termina di pochissimo alta sopra la traversa della porta difesa da Capecchi, comunque sulla traiettoria. Otto minuti dopo grande azione confezionata dalla panchina ferrarese: Bazzani alza la palla di testa sopra la porta difesa da Rossi su cross di Licata entrato da pochi minuti al posto di un esausto Quintavalla. Il gol è nell’aria, la Spal ci crede, il Portogruaro è schiacciato costantemente nella propria metà campo e alla fine i ferraresi passano. Quarantatreesimo, l’azione parte dalla metà campo spallina con Bortel che di tacco recupera la palla su Gotti e mette in movimento Bracaletti (ottima la prova dell’ala che si conferma sempre più recuperata) che, superati due avversari, chiude il triangolo con il difensore slovacco che a sua volta lascia partire un cross dalla destra che Rossi, con la complicità di Madaschi, non trattiene e Bazzani, da due passi insacca mandando in visibilio il pubblico ferrarese. E’ il gol partita, il gol della prima vittoria casalinga stagionale della Spal, il gol della probabile svolta del campionato dei biancoazzurri.

FERRARA – il gol della vittoria segnato da Bazzani

FERRARA – L’esultanza di Bazzani che porta la maglia alla moglie Alessia sotto la tribuna

L’arbitro assegna quattro minuti di recupero ma il Portogruaro è sconfitto anche dalla stanchezza e al triplice fischio è il boato dei tifosi ferraresi a fare da cornice a un successo insperato, che senz’altro regala un’iniezione di fiducia fondamentale a tutto l’ambiente che ora potrà guardare con una maggiore e ragionevole serenità al prossimo impegno, tra sette giorni, contro il Lanciano e sempre al Paolo Mazza.

LE PAGELLE. I due subentrati decidono il match. Benissimo Ghetti e Bortel oltre al tecnico che azzecca tutto. Grande prova anche per Capecchi, Quintavalla, Centi, Bracaletti e Cipriani

BAZZANI E MARONGIU SU TUTTI

di Diego Stocchi Carnevali

Capecchi 6.5 – Due parate parecchio difficili (una su Puccio e una su Scozzarella, entrambe nella prima frazione) quanto fondamentali per il portierone spallino. Incolpevole sul gol, il cross di D’Alterio è a rientrare e non avrebbe potuto mai e poi mai arrivarci.

Bortel 7 – Aldilà della prestazione difensiva sontuosa, il gol della vittoria della Spal è suo per un buon cinquanta per cento con quel cross teso dalla destra che ha mandato il portiere del Portogruaro in tilt. Per il resto è puntuale nelle chiusure, pulito negli interventi e perfetto negli anticipi.

Zamboni 6 – Si lascia sfuggire Altinier nell’occasione del vantaggio veneto e qualcosina di meglio poteva fare senz’altro. Spazza e chiude come al solito, però, mostrando una sicurezza da altra categoria.

Ghetti 7 – E’ lo spauracchio degli attaccanti veneti: non importa che sia Altinier, Cunico, Scapuzzi, Scozzarella, Guidone c’è, è ovunque, in ogni parte del campo, una cerniera fondamentale che non da modo agli avversari di prendere la mira e tirare. Mai falloso e sempre concentrato, fa un’altra partita splendida.

Quintavalla 6.5 – Trentacinque minuti da indemoniato puro: corre per tre, verticalizza, crossa, raddoppia. Una delle migliori gare di Quintavalla a Ferrara. Cala, come è logico alla distanza, disputando una ripresa rintanato nella propria posizione sino al cambio con Licata non concedendo mai nulla agli esterni veneti.

(Licata ng) – Quindici minuti o poco più non bastano per dare un giudizio sulla prestazione del giocatore. Fa un bel cross per Bazzani, ha sicuramente un bel sinistro ma la fase difensiva lascia ancora a desiderare.

Schiavon 6 – Il solito e generosissimo Eros che sembra patire però più di altri il terreno viscido del Mazza. Ci prova un paio di volte dalla distanza, recupera un discreto numero di palloni ma gioca una partita meno appariscente del solito anche se come sempre fondamentale.

Migliorini 6 – Di stima e di fiducia, ma non è nella sua giornata più felice, anzi. Sbaglia molti passaggi, è più impreciso del solito e anche nel mezzo non appare particolarmente mai in partita. Buono il lavoro sporco su Puccio che in pratica ha annullato, impedendogli sempre di accentrarsi alla ricerca del tiro.

Centi 6.5 – Primo tempo sontuoso, sbaglia tre passaggi ma ne estrae altrettanti dal cilindro che mettono due volte Cipriani e una volta Bracaletti nella condizione di concludere a rete. Non è il suo campo, gioca praticamente da fermo e di prima, ma si nota che il suo è un piede che può risolvere la gara da un momento all’altro. Va a intermittenza come d’altronde ci ha abituato a fare. Esce stremato, applaudito dal pubblico.

(Marongiu 7) – Sesta presenza stagionale e un gol, il primo in carriera, che suona la riscossa dei suoi. Con lui in campo la Spal tiene di più la palla, con Bazzani ha un’intesa innata e si guadagna un paio di falli fondamentali sul finire della partita per guadagnare tempo. 

Cazzamalli 6 – Meno incisivo del solito, un pochino confusionario in fase conclusiva. Da l’impressione di perdersi tra le maglie dei granata sui calci piazzati, la sua arma vincente.

Bracaletti 6.5 – Finalmente è arrivata anche la continuità. Prova positivissima dell’ala estense che ha la pecca di voler tenere troppo il pallone, quasi a dimostrazione di voler a tutti i costi strafare. Nervoso, in un’occasione spintona l’arbitro (era da rosso), in un’altra perde due minuti con l’assistente di linea a rimproveragli un angolo non concessogli. Se matura anche caratterialmente oltre che tecnicamente può diventare a tutti gli effetti l’uomo in più di questa squadra. Costante spina nel fianco della retroguardia veneta, questa sera sarà l’uomo nero degli incubi di Gotti.

Cipriani 6.5 – Lottatore vero. Inizia la partita e rifila una gomitata (involontaria speriamo) a Specchia che a sua volta poi non gli risparmia nulla sino alla fine in un duello personale ai limiti della regolarità. Si danna l’anima per novanta minuti e si vede che è il giocatore più temuto della Spal dalla difesa del Portogruaro.

(Bazzani 7) – Il gol vittoria è suo, da animale da gol quale è, beffa Rossi e regala alla Spal tre punti di platino .

Dolcetti 7 – Seconda vittoria consecutiva e panchina sempre più salda alla faccia di chi lo vorrebbe già lontano da Ferrara da un pezzo. Aldilà di come è arrivata la vittoria, piace il modo con cui i calciatori sono entrati in campo, segnale e sintomo di un’inversione di tendenza generale nella condotta dello spogliatoio e di grande unità all’interno del gruppo (sempre alla faccia di chi diceva che i giocatori giocavano contro il tecnico). Paga e non poco il ritorno al vecchio modulo e anche la fortuna, in occasione del raddoppio, sembra finalmente aver deciso di abbracciare la squadra spallina. opo tanta sofferenza calcistica sarà forse la prima settimana serena dall’inizio del campionato. La strada per risalire passa da qui, ora bisogna continuare.

GLI SPOGLIATOI. Dolcetti finalmente felice ringrazia la squadra ma mantiene il basso profilo. L’amministratore delegato Bena entusiasta sfoggia una sciarpa della Curva Ovest. Ovviamente al settimo cielo il giovane fantasista

MARONGIU: “LA DOMENICA PIU’ BELLA DELLA MIA VITA”

di Alessandro Orlandin

Il clima degli spogliatoi dopo la vittoria in extremis contro il Portogruaro è finalmente fatto di facce sorridenti, battute e sospiri di sollievo per i tre punti che arrivano tra le mura amiche al sesto tentativo. Il primo a uscire dagli spogliatoi è l’allenatore Aldo Dolcetti, apparso decisamente più sollevato rispetto alle precedenti apparizioni in sala stampa.

Dolcetti, finalmente ecco la vittoria tanto attesa.
“Si può quasi dire che si tratti di un evento – sorride sardonicamente – visto l’andamento delle precedenti partite. Ironia a parte, abbiamo fatto una bella gara, seguendo quello che era il progetto di gioco che avevamo in mente fin dall’inizio. Il gol subìto ha generato una certa preoccupazione e nonostante i ragazzi per alcuni minuti abbiano accusato il colpo, c’è stata in seguito la reazione giusta che ci ha portato a rimontare”.

A tratti in campo si è vista una vera e propria battaglia.
“Sapevamo di dover lottare strenuamente, ci aspettavamo fin dalla vigilia una partita improntata sulla resistenza fisica e nervosa. Come detto prima, la partita si è messa in salita e siamo stati bravi a risalire mettendo in campo tutta la grinta che avevamo”.

Alla fine si sono rivelati decisivi gli innesti della ripresa, Marongiu e Bazzani.
“Sì, ma non credo che questo significhi che la formazione fosse sbagliata. Avevamo in mente un certo tipo di partita da fare con l’undici titolare e ritengo che il piano sia stato eseguito correttamente dai giocatori. Ovviamente le circostanze della ripresa hanno richiesto di inserire giocatori diversi, tra cui i due marcatori di giornata”.

Per Marongiu primo gol in carriera in Lega Pro e grandi boati d’approvazione a ogni sua giocata da parte del pubblico.
“Sono felice per Alessandro, merita questa gioia. Al di là del gol che ha rimesso in carreggiata la partita, penso abbia  giocato molto bene e si sia rivelato utilissimo nel suo ruolo dietro le punte”.

La classifica ora vi sorride un po’ di più, siamo alla seconda vittoria consecutiva.
“Il dato delle due vittorie consecutive è importante perché ci rafforza dal punto di vista della fiducia, ma non penso alla classifica. Penso piuttosto a seguire i progressi della squadra e ad analizzarne le cose positive e negative. Ovviamente siamo soddisfatti, adesso c’è una altro impegno casalingo da affrontare con molta attenzione che ci può dare conferme importanti riguardo al valore di questo gruppo”.

Il morale alto può essere un fattore determinante per continuare questa serie positiva?
“Credo che il morale fosse buono anche prima, i ragazzi hanno sempre lavorato bene e i risultati non sono arrivati per una serie di fattori sfavorevoli. La personalità non manca di certo ai nostri giocatori e sono sicuro che saranno concentrati e determinati in vista del prossimo impegno contro il Lanciano”.

Anche il clima, a livello di pubblico, è sembrato più disteso ed entusiasta.
“Ovviamente una vittoria in rimonta come questa serve anche a riportare ottimismo tra i tifosi, speriamo di averli sempre dalla nostra parte e di saperli conquistare con le nostre prestazioni”.

Alessandro Marongiu, diciotto anni appena, è indubbiamente uno degli eroi di giornata. Appare stordito e felicissimo.

Il tuo primo gol tra i professionisti ha raddrizzato una partita che sembrava maledetta ed è arrivato ad appena due minuti dal tuo ingresso in campo.
“Davvero, così poco? – risponde quasi incredulo –, sono felice, ancora non ci sto capendo nulla e penso di non ricordarmi quasi niente dell’azione che mi ha permesso di segnare”.

Quintavalla ti ha servito un pallone che chiedeva solo di essere messo in rete.
“È vero, è stato un gran passaggio e per questo lo ringrazio. Sono felicissimo, è stata un’emozione indescrivibile segnare questo gol proprio in casa, nel mio stadio, sotto gli occhi di chi mi vuole bene. Credo proprio che questa sia la domenica più bella della mia vita”.

A chi dedichi questa tua prima segnatura in Lega Pro?
“Alla mia famiglia, mamma, papà e i miei tre fratelli e sorelle”.

Il tuo ingresso in campo ha dato più brio alla manovra biancazzurra.
“Credo sia stata la squadra intera a dare la svolta alla propria prestazione, giocando in maniera più veloce e incisiva e trovando finalmente i due gol-vittoria.  Poi – scherza – potremmo chiamare questa gara ‘La partita della camera’ visto che il mio compagno di stanza in ritiro è proprio Bazzani”.

La vicinanza a un giocatore così esperto non può che aiutarti.
“Assolutamente sì, Fabio è un grandissimo giocatore, decisamente un fuori-categoria e conto di imparare tantissimo da lui, sia sul piano tecnico sia su quello umano”.

La sensazione è che domenica prossima potresti essere titolare quasi a furor di popolo.
“Sinceramente non mi va di pensarci, mi godo questo momento e poi si vedrà. Se il mister deciderà di impiegarmi dall’inizio ne sarò felice, se no rimarrò a disposizione del gruppo come ho fatto finora”.

Sorride soddisfatto anche l’amministratore delegato Stefano Bena.

La vediamo indossare la sciarpa biancazzurra marchiata ‘Curva Ovest’. Sembra che abbia portato fortuna…
“A quanto pare sì va a finire che mi toccherà portarla fino a giugno inoltrato”.

Giugno o no, la classifica ora offre possibilità di guardare verso l’alto rispetto alle scorse settimane.
“Sì, ma non vogliamo fare pensieri particolari, lavoriamo per migliorarci sempre, questo è il nostro obiettivo”.

A proposito di miglioramenti, oggi si è visto un passo in avanti rispetto alle prestazioni casalinghe precedenti.
“Sì, sono contento di questa prestazione. È una vittoria che ci rilancia definitivamente e che conferma la raccolta di quanto seminato negli incontri precedenti. Sapevamo di avere di fronte un avversario tosto e rapido, ma la nostra determinazione ha avuto la meglio”.

Infatti la determinazione oggi è stata determinante.
“Certamente, dopo avere subìto lo zero a uno ho creduto fossimo destinati a rivivere il solito copione già visto e rivisto al Paolo Mazza in questa stagione. Fortunatamente i giocatori hanno smentito tale sensazione rimontando con grande carattere e mostrando anche momenti di bel gioco. Lo dimostra molto bene il gol di Bazzani: una bella azione in cui la voglia di crederci ha fruttato un gol grazie all’errore del portiere avversario”.

Anche il capitano del Portogruaro ed ex-spallino Marco Cunico ha voluto dire la sua sulla gara persa oggi dalla propria squadra.

“Una gara pesantemente condizionata dal campo – afferma sconsolato – che non ha offerto certo un bello spettacolo. Si è trattato a mio modo di vedere di una brutta partita, fatta perlopiù di lanci e cross e accesa solo dal punto di vista agonistico. Lo testimoniano i gol, arrivati da cross o da errori delle difese”.

Per voi segnare con una azione come quella odierna è un po’ una rarità.
“Infatti, siamo più abituati a sviluppare trame con palla a terra e inserimenti centrali. Ripeto, dal punto di vista tecnico è stata una partita un po’ povera, dove forse il pari sarebbe stato un risultato più giusto. Personalmente credo che la squadra abbia fatto una buona gara e che la Spal sia stata favorita dagli episodi, non ricordo palle-gol nitide”.

Il pubblico di Ferrara non ti ha riservato certo una grande accoglienza, anche se più tenera rispetto a quella rivolta al tuo compagno di squadra Specchia.
“Era un aspetto che avevo già messo in conto alla vigilia e che non mi turba particolarmente”.

LA CRONACA DELLA PARTITA | LoSpallino.com

BENTORNATA SPAL!

PESCINA-SPAL 0-3
PESCINA VDG (4-2-3-1): Bifulco; Birindelli, Blanchard, Petitto, Locatelli; Giordano, De Angelis, Censori (66’ Rebecchi), Berra (46’ Bettini), Cesar (66’ Cruciani); Choutos.  A Disposizione: Meo; Di Berardino, Piva, Bettega. All.: Cappellacci
SPAL (4-5-1): Capecchi; Bortel, Quintavalla, Migliorini (78’ Licata), Zamboni, Ghetti, Schiavon, Cazzamalli (65’ Cabeccia), Cipriani, Centi, Bracaletti ( 74’ Marongiu). A disposizione: Ioime; Lorenzi, Laurenti, Antragene. All.: Dolcetti
Arbitro: Giuseppe Sguizzato di Verona.
Assistenti: Padrini e Romei.
MARCATORI: 11’ e 27’ Schiavon; 55’ Bracaletti
Ammoniti: Petitto (P) al 35’ per gioco scorretto.
Note: Bella giornata di sole, campo in ottime condizioni. Spettatori 700 circa per un incasso di poco più di 6 mila euro. Presenti circa 50 tifosi spallini. Angoli 7 a 3 per il Pescina VdG. Recupero: pt 3’, st 3’.

Finisce 3 a 0 per i biancazzurri sul Pescina. Gara dominata dalla squadra di Dolcetti che ha giocato una signora partita

a cura del nostro corrispondente Davide Proietti

AVEZZANO. Primo tempo: il Pescina VdG si schiera con un 4-2-3-1 con la coppia De Angelis-Giordano a fare da diga davanti la difesa e Cesar, Berra e Censori a supporto dell’unica punta Choutos. Un 4-5-1 che diventa 4-3-3, invece, il modulo scelto da mister Dolcetti per questa trasferta con Schiavon e Bacaletti avanzati a supporto di Cipriani. Subito pericolosa la Spal al secondo minuto con un tiro di Centi dal limite indirizzato all’angolo basso, grande la parata di Bifulco che manda in angolo. Dopo appena un minuto la risposta del Pescina VdG con Blanchard che lancia Censori il quale si trova davanti Capecchi e spara a lato. All’11’ gol della Spal con Schiavon che riceve palla sui venticinque metri e lascia partire un tiro teso che s’insacca nell’angolino alla sinistra della porta biancoverde.

AVEZZANO – Il primo gol di Eros Schiavon

Pronta la risposta del Pescina VdG che due minuti dopo il vantaggio estense conclude pericolosamente con Blanchard servito da Locatelli sugli sviluppi di un calcio di punizione ma la palla finisce fuori di poco. Dopo una fase di stallo al 27’ minuto arriva il raddoppio della Spal ancora con Schiavon che sfrutta un pasticcio difensivo di Giordano e Bifulco e insacca a porta sguarnita. Al 35’ arriva la prima ammonizione, a vedersi sventolare il cartellino giallo è Petitto dopo una brutta entrata da dietro ai danni di Cipriani. Al 40’ calcio di punizione per il Pescina VdG con Cesar ma la palla viene deviata dalla barriera e finisce in corner. Dopo un minuto, al 41’, tiro di Cipriani da fuori area debole finisce tra le braccia di Bifulco. Sul capovolgimento di fronte ottimo spunto di Cesar sulla sinistra che mette al centro per Berra che colpisce male e la palla si spegne sul fondo. Al primo minuto di recupero da segnalare il tiro di Birindelli da trenta metri che chiama alla prima parata della partita l’estremo difensore estense Capecchi.
Con questa ultima occasione si conclude questo primo tempo che ha visto una Spal molto aggressiva meritare in pieno il vantaggio. Il Pescina VdG forse ha ancora la testa al “Bentegodi” di Verona dove lunedì scorso ha preso una sonora batosta.   
Secondo tempo. La seconda frazione di gioco inizia con una novità per il Pescina VdG, entra Bettini al posto di Berra e la formazione marsicana si rischiera con un 4-4-2. Al 55’ terzo gol della Spal con Bracaletti che servito al limite dell’area controlla la palla e con il sinistro lascia partire un tiro che finisce all’incrocio dei pali della porta marsicana, incolpevole Bifulco. Per il Pescina VdG è notte. Al 60’ la Spal legittima il risultato con una bellissima sgroppata di Cipriani sulla sinistra. L’attaccante si accentra, supera un uomo ma calcia centralmente. Un minuto dopo, sugli sviluppi di un corner, tiro di Bettini per il Pescina VdG in mezza rovesciata che finisce alto di pochissimo. Al 65’ prima sostituzione per la Spal, esce Cazzamalli entra Cabeccia cha va a posizionarsi in difesa. Un minuto dopo doppia sostituzione per il Pescina VdG, entrano Cruciani e Rebecchi per i deludenti Cesar e Censori. Schiavon, galvanizzato dalla doppietta, tenta un tiro al 70’ che finisce al lato. Fase di stanca della partita con il risultato già segnato. Al 73’ con orgoglio il Pescina VdG si rende pericoloso con Choutos che servito da Bettini spara a colpo sicuro ma prima Capecchi e poi Migliorini salvano sulla linea. Al 74’ seconda sostituzione per la Spal, entra Marongiu per Bracaletti. Nei successivi due minuti una occasione per parte, prima bravissimo Capecchi in uscita su Choutos, poi bellissimo tiro di Quintavalla con Bifulco che si rifugia in corner. Terza e ultima sostituzione anche per la Spal al 77’, entra Licata ed esce Migliorini. La partita si avvia alla conclusione mestamente con il Pescina VdG che cerca invano il gol della bandiera. Dopo 3’ minuti di recupero il direttore di gara dichiara conclusa la sfida.
Aggancio riuscito per la Spal sul Pescina VdG a quota 12 punti. Boccata d’ossigeno vitale per Dolcetti, in discussione prima di questo match. Meritatissimo il successo estense, ottima squadra ben disposta in campo che non ha quasi mai subito. E’ Capellacci invece a rischiare la sua panchina, 8 gol subiti in due partite sono un pesante passivo e questa squadra sembra non lottare.  Dura contestazione da parte dei supporter biancoverdi a fine partita all’uscita degli spogliatoi e silenzio stampa, almeno per oggi, da parte di squadra e società.

AVEZZANO – Esultanza a fine gara vicino alla panchina della Spal

LE PAGELLE. Tutte positive le prestazioni dei biancazzurri. Bene anche Capecchi, Migliorini, Centi e Cipriani

SCHIAVON E BRACALETTI SUPER, DOLCETTI AZZECCA TUTTO

di Davide Proietti

Capecchi  6.5. Spettatore non pagante per quasi tutta la partita. Poi si guadagna la pagnotta con due grandi interventi nella ripresa.

Bortel  6. La gara si mette subito bene e lui non deve fare gli straordinari per spingere. Copre bene la sua fascia.

Quintavalla  6.5. Stesso discorso di Bortel, ma è più propositivo e va anche al tiro rendendosi pericoloso.

Zamboni  6.5. Colonna difensiva, non concede mai neanche un metro agli attaccanti avversari.

Ghetti  6. Un po’ in difficoltà quando gli avversari mettono dentro due punte ma non si fa mai trovare impreparato.

Migliorini  6.5. Anima di questa squadra, grande aggressività e ordine a centrocampo (dal 77′ Licata ng).

Cazzamalli  6. Con i compagni di reparto offre una diga insormontabile davanti la difesa.

(Cabeccia  6). Entra a risultato acquisito. Si posiziona in difesa e controlla senza problemi gli attacchi avversari.

Centi  6.5. Corre, si batte, aiuta a centrocampo ed è il primo a ripartire. Super partita.

Bracaletti  7. Segna ma non solo. Si batte come un leone e finisce tra gli applausi (dal 74′ Marongiu  ng).

Schiavon  8. Due gol bellissimi e tanta sostanza. Sempre vicino a Cipriani per sfruttare le sponde. E’ sempre stato una spina nel fianco nella difesa abruzzese, il più pericoloso.

Cipriani  6.5. Gran lavoro il suo. Si batte su tutti i palloni e di testa è utilissimo anche in difesa sui calci d’angolo.

Dolcetti  8. In settimana è stato criticato, la sua panchina era in bilico e lui risponde mettendo in campo una squadra quadrata e molto propositiva. Merita il successo e gli elogi dei suoi e non solo. Le due novità più importanti, le posizioni di Bracaletti e Schiavon, hanno fatto la differenza.

GLI SPOGLIATOI. Le parole e la fiducia di Dolcetti, Schiavon, Bracaletti e Licata.

“ADESSO NON FERMIAMOCI PIÙ”

di Davide Proietti

Mister Dolcetti, una vittoria importantissima per la sua squadra ma fuori casa non è una novità.
“Questo è il nostro tema. Oggi era importantissimo fare bene, ci siamo riusciti e sono contentissimo per i ragazzi perché se lo meritano. Devono godere questa vittoria perché sono sicuro che così crescerà in loro l’autostima per affrontare la partita casalinga che ci aspetta”
Oggi un 4-3-3 con Bracaletti e Schiavon alti a supporto di Cipriani, mossa indovinata.
“Quella che ha giocato oggi è stata fondamentalmente la Spal dello scorso anno e ho preferito optare per questa soluzione perché i giocatori conoscono molto bene questo modo di giocare. Quest’anno volevamo fare cose diverse ma oggi abbiamo ripreso quel discorso già conosciuto e i ragazzi si sono ritrovati immediatamente e con la vittoria spero che in loro possa nascere il fuoco giusto, quello migliore, per dare continuità alle loro performance. Sono contento per il gruppo”.

Schiavon, eroe di giornata, prima doppietta in carriera per te nei professionisti.
“Sì, sono molto contento di questo, due gol molto importanti. Sono contentissimo di aver fatto bene.”
Una partita mai in discussione.
“Loro nel primo tempo hanno fatto solo una conclusione nella nostra porta, è stato bravo il mister e siamo stati bravi noi”.
Vi aspettavate un avversario così molle?
“Conoscevamo l’avversario, sapevamo i movimenti che faceva e il mister ha preparato davvero bene in settimana questa partita”.
Siete una squadra che in casa soffre ma fuori casa offre ottime prestazioni.
“In casa abbiamo avuto delle difficoltà perché c’è andata male su certi episodi. Adesso sfatiamo anche questo tabù, non c’è nessun problema!”
L’obiettivo tuo e della squadra?
“L’importante è far bene, poi di quello che verrà raccogliamo il massimo possibile”.
Tre gol, tutti da fuori area, c’è un perché?
“Sì, quando attacchiamo e arriviamo al limite dell’area avversaria non dobbiamo perdere tempo e si deve chiudere l’azione perché non vogliamo prendere il contropiede. Piuttosto la spariamo fuori e poi ripartiamo”.

Bracaletti, anche per te un gol oggi.
“Sono felicissimo. E’ stata una vittoria importante, ne avevamo bisogno, avevamo bisogno di entusiasmo. Non ci mancano le qualità per fare bene”.
Hai attraversato un momento difficile ma tra l’ultima partita e oggi ti sei ripreso.
“Sì, adesso sto bene, come la squadra. dobbiamo sfruttare questo momento”.
Adesso due partite casalinghe, bisogna vincere anche tra le mura amiche.
“Non cambia niente per noi in casa o fuori, dobbiamo trascinare i nostri tifosi e spero ci aiutino”.
Però due punti in casa e dieci fuori non è normale come ruolino.
“Il campionato era iniziato male, bisogna solo invertire la tendenza”.

Tocca a Licata, oggi all’esordio stagionale. Prima di tutto complimenti per la vittoria e per l’esordio.
“Oggi era la prima volta che scendevo in campo, sono felice per la vittoria, per l’esordio e per tutto. Era un momento difficile e speriamo sia finito”.
Vittoria dedicata a mister Dolcetti.
“Sì, ma ha vinto il gruppo. Avevamo bisogno di una buona prestazione, l’abbiamo fatta. Adesso bisogna continuare”.
Prospettive di questa squadra?
“Noi puntiamo ai playoff perché la squadra è attrezzata per farlo”.
Bisogna dare continuità in casa adesso.
“Speriamo di sfatare il tabù dalla prossima partita. Abbiamo fatto un po’ di fatica in casa, speriamo sia finita”.

LA CRONACA | LoSpallino.com

SPAL, IL MAZZA RESTA UN TABU’

SPAL-PESCARA 0-1
SPAL (4-3-1-2): Capecchi; Bortel, Zamboni, Ghetti, Cabeccia; Schiavon, Migliorini (dal 27′ st Bracaletti), Bedin (dal 1′ st Marongiu); Centi (dal 20′ st Cazzamalli); Bazzani, Cipriani. A disp.: Ioime, Lorenzi, Quintavalla, Laurenti. All.: Dolcetti.
PESCARA (4-4-2): Pinna; Zanon, Mengoni, Olivi, Vitale; Gessa (dal 38′ st Romito), Coletti, Dettori, Bonanni (dal 16′ st Tognozzi); Sansovini, Ganci (dal 29′ st Carboni). A disp.: Bartoletti, Medda, Zappacosta, Zizzari. All.: Cuccureddu.
ARBITRO: Corletto di Castelfranco Veneto.
Assistenti: Fortarezza e Pasquali Cerioli.
MARCATORI: 14’ pt Bonanni (P).
AMMONITI: Olivi (P), Bazzani (S), Ghetti (S), Marongiu (S).
NOTE: giornata gradevole e soleggiata, terreno in buone condizioni. Spettatori 4.000 circa, un migliaio dei quali provenienti da Pescara (paganti 1.957, più 1.937 abbonati, per un incasso globale di 42.700 euro circa). Angoli: 7 a 6 per il Pescara. Recupero: pt 2’, st 4’.

Terza sconfitta interna. Stavolta passa il Pescara (0-1 il risultato) con un solo tiro in porta o quasi

di Diego Stocchi Carnevali

FERRARA – Spal e Pescara di fronte per la prima volta nella loro storia in terza divisione: le precedenti quattordici sfide, giocate tutte in serie B, vedono tre vittorie dei ferraresi (tutte al “Paolo Mazza”, l’ultima nella stagione ’80-’81), cinque pareggi e sei vittorie abruzzesi (l’ultima a Ferrara risale al 1979). Tra i padroni di casa fuori Meloni e Valtulina per infortunio a cui si aggiunge Lorenzi per scelta tecnica: al suo posto c’è Ghetti. La squadra si presenta con due punte per la prima volta in questa stagione con Bazzani e Cipriani alle cui spalle agirà Centi. Tra le fila degli adriatici non convocato il talentino Verratti per infortunio, torna Zizzari dopo un mese ma parte dalla panchina, tocca così ad Artistico accomodarsi in tribuna. Si gioca davanti a una cornice di pubblico da categoria superiore, il colpo d’occhio che riserva l’impianto ferrarese è davvero notevole: tifo assordante da una parte e dall’altra.
Comincia la partita e al settimo è il Pescara a rendersi pericoloso: traversone velenoso di Bonanni dalla trequarti sinistra, Capecchi non trattiene ma da due passi Ganci si trova a tu per tu ancora con il numero uno spallino che rinviene appena in tempo e riesce a fermarlo: l’estremo difensore spallino è apparso non irreprensibile nell’occasione. La Spal prova a ragionare (discreta la prova di Migliorini) e al tredicesimo è Bazzani ad avere sui suoi piedi l’occasione giusta per portare in vantaggio i padroni di casa ma la conclusione a botta sicura viene respinta da Mengoni in scivolata. Passa un minuto e il Pescara passa: Gessa dalla destra mette in mezzo un pallone che incoccia sulla difesa spallina sulla cui ribattuta Bonanni lascia partire una rasoiata che si infila alla sinistra di Capecchi apparso un po’ in ritardo sulla conclusione.
Ammutolisce il “Mazza”, fanno festa il migliaio di abruzzesi al seguito. Ventunesimo minuto, Schiavon dalla lunga distanza (l’unico a provarci sempre), para Pinna senza problemi a terra. Minuto ventiquattro: si scatena un parapiglia proprio sotto gli occhi della panchina biancoazzurra. Tutto inizia da un contatto tra Olivi e Bazzani a cui segue una sceneggiata di Centi che si butta a terra senza minimamente avere un contatto con Mengoni. Entra in campo anche la panchina spallina dimostrando un nervosismo oltremodo eccessivo: censurabile il tutto, come la decisione del direttore di gara che ammonisce sia Olivi, sia Bazzani dimostrando nell’occasione (ma anche nel complesso) di non averci capito granché. Al ventiseiesimo giallo in area pescarese: la Spal reclama con vigore un calcio di rigore per un contatto in area Olivi-Cipriani apparso, a nostro avviso, assolutamente innocente: il pubblico si inviperisce ancora di più, il nervosismo aumenta e a farne le spese è il gioco, assoluto assente ingiustificato della partita. Il Pescara amministra e aspetta, la Spal non ha idee e scarsa lucidità in fase propositiva, Migliorini non basta, Centi è avulso dal contesto e quasi irritante così Dolcetti manda a scaldare Marongiu. Al quarantunesimo padroni di casa che devono fare i conti con Olivi che salva di spalla all’ultimo momento su Bazzani: non ne va bene una. Trascorre un giro di lancette ed è Schiavon a provarci con un tiro a incrociare dalla destra ma Pinna non si fa sorprendere e blocca a terra. Confusionaria la manovra dei biancoazzurri di casa, Pescara solido, compatto e che da l’impressione di gestire a proprio piacimento l’incontro lasciando al contropiede le uniche armi offensive e affidandosi prevalentemente ai cross di Bonanni e alle folate di Sansovini e di Ganci senza però creare grossi pericoli dalle parti di Capecchi.

La ripresa inizia con un cambio tra le fila ferraresi: esce un Bedin lontano dalla condizione ottimale e apparso meno lucido rispetto alle ultime uscite, entra Marongiu con Centi che arretra a centrocampo. Undicesimo: Bazzani serve a Schiavon una palla d’oro al centro dell’area ma il padovano prova un pallonetto (l’unica cosa ma anche la più difficile che poteva fare nell’occasione) su cui Pinna recupera con un balzo felino. Un minuto dopo si fa vedere il Pescara con Sansovini che dalla sinistra lascia partire una staffilata maligna sulla quale Capecchi fa buona guardia e para senza problemi. Da questo momento gli abruzzesi arretrano il proprio baricentro, rinunciano a giocare e si ritirano prevalentemente nella loro metà campo: Cuccureddu sistema Ganci dietro a Sansovini e inserisce in campo Tognozzi per dare più sostanza e infoltire il centrocampo al posto dell’ottimo Bonanni. Gli adriatici ci provano con Ganci al ventiquattresimo ma la sua conclusione è debole. Trentesimo, punizione di Marongiu e Cipriani in girata prova a sorprendere Pinna ma l’ex portiere delle Salernitana para senza difficoltà. Occasione Spal al trentacinquesimo: Cazzamalli a botta sicura su corner di Marongiu dalla destra ma prima Mengoni e poi Pinna sulla linea dicono di no e strozzano in gola l’urlo di gioia degli estensi. Passano due minuti, azione travolgente di Bracaletti (entrato da poco al posto del dolorante Migliorini) sulla destra e cross per Bazzani che non riesce a coordinarsi a dovere e la palla finisce sul fondo. Trentanovesimo, ancora Spal: missile terra-aria di Cazzamalli e palla che finisce di poco alta sopra la traversa. La Spal preme, il Pescara arranca e corre ai ripari con Romito che prende il posto di Gessa. Palpabile il nervosismo in campo con i ferraresi che non riescono a trovare un pareggio che sarebbe comunque meritato vista la ripresa totalmente in mano alla squadra di Dolcetti.

In pieno recupero Cipriani ben lanciato da Bracaletti (tra i migliori dal momento della sua entrata in campo insieme a Cazzamalli) conclude sull’esterno della rete dopo essersi liberato dalla morsa di Olivi. Poi il triplice fischio sancisce la terza sconfitta in cinque gare sin qui disputate al “Paolo Mazza” e una classifica che si fa sempre più deficitaria. Aldilà della sfortuna, anche oggi compagna dei ferraresi, per quasi un tempo è mancato il gioco: meglio la ripresa quando, con gli inserimenti di Bracaletti (apparso in netto miglioramento) e Cazzamalli, la Spal ha cambiato volto votandosi esclusivamente all’attacco e schiacciando di fatto un Pescara che ha pensato solo a difendersi. Nove i punti in dieci gare (l’anno scorso dalla 15a alla 27a i biancoazzurri erano riusciti a fare anche peggio con dieci di punti in undici partite) e appena uno nelle ultime tre partite senza dimenticare un fattore casalingo totalmente negativo, che deve certamente far riflettere. Per la Spal il tunnel sembra non volere finire più.

LE PAGELLE

Capecchi 5.5 – Se poteva iniziare male la partita, la inizia anche peggio lasciandosi sfuggire il cross di Bonanni che poteva costare subito il vantaggio del Pescara. Sul gol non ci sentiamo di assolverlo in pieno: vero che la traiettoria era angolata, vero che poteva anche essere coperto ma è il suo palo e la conclusione non è per nulla irresistibile.

Bortel 6.5 – Non è un terzino o, meglio, è sprecato come terzino. Presentato ad agosto come centrale di difesa quale migliore occasione di oggi con Lorenzi in panchina per vederlo all’opera nel suo ruolo naturale? Non sfigura ma non ha il passo dell’uomo di fascia, tiene benissimo la posizione ma quando è il momento di saltare l’uomo e proporsi oltre la linea mediana non lo fa perché non ha il dribbling nel dna e non sa più cosa fare del pallone.

Zamboni 6 – Giornata tranquilla, Ganci e Sansovini sono molto fumo e poco arrosto e il centrale estense ha vita facile. Di testa non ne sbaglia una al contrario dei lanci lunghi dalla retroguardia alla ricerca di chissa chi e per chissà che cosa.

Ghetti 6.5 – Uomo ovunque, conferma la bellissima prestazione di Giulianova, perfetto negli anticipi, generoso sui recuperi, un falco quando c’è da ammaestrare un cliente difficile come Ganci. Imprescindibile.

Cabeccia 5 – Non si sgancia mai, non una verticalizzazione, non una sovrapposizione. Il terzino sinistro di solito queste cose le fa. Per fortuna Gessa non sfonda mai dalla sua parte altrimenti poteva essere una giornata ancor peggiore.

Schiavon 6.5 – Instancabile, corre per novanta minuti, tira in porta appena ne ha l’occasione, si tuffa su ogni pallone e si guadagna calci di punizione che poi sono i suoi compagni a non sfruttare a dovere. Si deve ripartire da giocatori come lui.

Migliorini 6 – A testa alta sempre e comunque, non importa che davanti a lui giostrino uomini di navigata esperienza in serie superiore. Gara precisa senza alti ma soprattutto senza bassi. Un paio di lanci lunghi interessanti per Bazzani e Cipriani ma la sensazione è che questo giocatore sia molto meglio quando si gioca palla a terra. Esce infortunato.

Bracaletti 6.5 – Entra e il pubblico mugugna, scottato dalle ultime prestazioni di certo non esaltanti e lui risponde con un paio di sortite offensive sulla destra di pregevole fattura che mettono nella condizione ora Bazzani, ora Cipriani di concludere a rete. Vivace e apparso in grande forma e con tanta voglia di dimostrare che il tempo di Bracaletti a Ferrara non è ancora finito.

Bedin 5.5 – Gioca solo il primo tempo e Dolcetti lo sposta persino in posizione più avanzata, lui che è una mezzala generosa e a cui non si può certo chiedere di impostare il gioco perché assolutamente privo della velocità necessaria per mettere in difficoltà la retroguardia abruzzese. Sbaglia molto, troppo per quello a cui ci ha abituati, probabilmente per colpa di una condizione ancora non ottimale.

Cazzamalli 6.5 – Un altro giocatore dal quale oggi la Spal non può prescindere. Sarà anche un trattorone ma quando il gioco si fa duro e c’è da fare a sportellate nell’area di rigore lui è sempre in agguato pronto a metterci la zuccata vincente. Lo fa anche oggi ma Mengoni e Pinna gli ricacciano in gola la gioia del primo gol stagionale. L’unico centrocampista muscolare e di centimetri della Spal è lui. E serve. Sempre.

Centi 4.5 – Mezzo punto in meno per la sceneggiata alla mezzora, da lui ci si aspetta ben altro, l’estro, la zampata, il tocco vincente, l’ultimo passaggio. Sbaglia tutto quello che può sbagliare ed esce fischiato sonoramente dal pubblico ferrarese.

Marongiu 6 – Ha dalla sua tutta l’incoscienza dell’età e piace per quel suo non tirarsi mai indietro, proporsi ai compagni e chiedere costantemente l’uno-due con Bazzani. Sbaglia due angoli e una punizione ma a diciotto anni già volerli tirare è segno che il ragazzo c’è e si farà.

Cipriani 6 – Generoso ma anche tanto nervoso. Lotta con Olivi (è una lotta impari a favore del difensore abruzzese) e ne esce spesso perdente e si arrabbia per un rigore non dato (non c’è). Fisico possente, tanto movimento ma in fase conclusiva è ancora lontano dall’avere quella lucidità giusta. Cerca il gol d’autore ma la Spal ha bisogno solo di gol non di eurogol. Non ha ancora i novanta minuti nelle gambe, così come la Spal non ha sostituti per cambiarlo e soffre fino alla fine.

Bazzani 6 – Ha due palle gol non da poco nel primo tempo ma prima Mengoni, poi Olivi gli rubano il proscenio compiendo interventi decisivi. Come sempre oltremodo generoso con recuperi importanti anche in difesa.

Dolcetti 5.5 – Non ha colpe nella sconfitta odierna: ma vorremmo sapere perché Bortel a destra e non Ghetti e perché Ghetti centrale e non Bortel, capire perché Bedin dal primo minuto e non Cazzamalli ma sono sottigliezze strettamente correlate al discorso odierno. La partita di oggi si poteva ampiamente pareggiare e anche i cambi sono stati azzeccatissimi. A chi gli rimprovera di aver dato troppa fiducia a Centi lasciando di fatto la Spal in dieci finché è rimasto in campo, va dato atto che rischiare un diciottenne come Marongiu contro cerberi di un certo livello come Olivi, Coletti, Dettori è cosa che sarebbe equivalsa a mandarlo allo sbaraglio e avrebbe fatto più male che bene soprattutto a lui e alla sua crescita. Una domanda sorge spontanea: con due torri come Bazzani e Cipriani non sarà più utile il gioco sulle fasce (prima va recuperato pienamente Bracaletti) con Laurenti e Cazzamalli e Schiavon a centrocampo? Una cosa è sicura: oggi è difficilissimo fare l’allenatore della Spal e non vorremmo trovarci nei panni di Dolcetti.

SPOGLIATOI. Il coro è unanime. Dal presidente Butelli all’amministratore Bena: “Non è colpa del tecnico. Dolcetti non si rassegna: “Guai a mollare”. Ghetti e Bortel: “Ci gira male”

SOCIETA’ E SQUADRA FANNO QUADRATO: “ANDIAMO AVANTI”

di Alessandro Orlandin

FERRARA – Il primo a parlare dopo la seconda sconfitta interna consecutiva è Cesare Butelli: “Sono molto dispiaciuto, è ovvio, soprattutto perché ce la siamo giocata alla pari lungo tutti i novanta minuti: questo Pescara ha il triplo dei nostri punti ma oggi non si sono proprio visti”.

Se la Spal ha tenuto testa così bene a una corazzata del genere vuol dire che proprio scarsa non è…
“No, non lo è affatto: l’andamento della partita è stato abbastanza chiaro, loro hanno trovato il gol in maniera abbastanza fortunata e poi non hanno combinato molto altro, mentre noi abbiamo provato a lungo a raddrizzare la partita, purtroppo ci è mancata la stoccata finale”.

Domanda d’obbligo: la posizione di Dolcetti rimane immutata?
“Se dovessimo decidere con la pancia potrebbe venirci la voglia di cambiare, ma valutando attentamente anche la gara di oggi non me la sento per niente di mettere in discussione l’operato dell’allenatore. Ripeto: io oggi ho visto una buona Spal, solo un po’ sfortunata e spero che questo andamento di cose non deprima i giocatori”.

Aldo Dolcetti sospira profondamente prima di prendere la parola davanti ai giornalisti, pronto a commentare un’altra sconfitta interna.
“Purtroppo siamo stati sconfitti di nuovo, e trovo sia una sconfitta del tutto immeritata visti l’impegno e la prestazione offerta dai ragazzi in campo. Abbiamo avuto le nostre possibilità e solo un pizzico di sfortuna ci ha impedito di fare risultato”.

Continua la sindrome da partita interna.
“Purtroppo in casa continua a girarci male, non ce ne va mai bene una. E fin che le cose vanno così i nostri detrattori avranno ragione. Però non ci scoraggiamo perché, nonostante i numeri non siano dalla nostra parte, abbiamo dimostrato anche oggi l’atteggiamento giusto”.

Sicuro che il morale non venga intaccato da questo digiuno tra le mura amiche?
“Non credo. Penso che i ragazzi sappiano di aver fatto la loro parte fino in fondo e ho la certezza che sapranno trasformare la loro voglia di rivalsa in una prestazione convincente nella prossima partita”.

Il gol a freddo, ancora dalla distanza, può aver influito in maniera decisiva?
“Non c’è mai un momento buono per subire un gol, ma è chiaro che impostare la partita interamente in salita fin dall’inizio non aiuta. Però ripeto: la squadra ha giocato con il piglio giusto ed è mancato solo il gol”.

Abbiamo avuto l’impressione che l’ingresso di Bracaletti nella ripresa abbia offerto più alternative per le punte. Crede che sia il caso di rivalutare l’esterno?
“Bracaletti durante questa settimana si è ben allenato dopo un periodo un po’ opaco. È in ripresa e non per nulla l’ho impiegato nel finale. Però va detto come lo schieramento iniziale fosse pensato per sviluppare tutt’altro tipo di gioco, che privilegiasse giocate nel settore centrale del campo. Qualcosa non ha funzionato, così nella ripresa abbiamo provato di allargare un po’ la manovra sia con Bracaletti sia con Marongiu”.

E adesso si torna in Abruzzo, contro il Pescina, per continuare la striscia positiva lontano da Ferrara.
“Esatto. Andiamo là fiduciosi di poter fare risultato e di tornare a giocare in casa per cercare di sfatare questo tabù”.

Tra i giocatori abbiamo sentito i difensori Guido Ghetti e Milan Bortel.

Guido, che ne pensi della vostra prestazione?
“C’è poco da dire, abbiamo fatto una buona partita ma non siamo riusciti a concretizzare i nostri sforzi. Loro con un tiro in porta e una ripresa improntata alla difesa sono riusciti a portare a casa i tre punti”.

Le occasioni per voi ci sono state, anche se non nitidissime.
“Sì ed è un peccato, avevamo iniziato bene e anche dopo il gol abbiamo fatto vedere cose buone, ma purtroppo non siamo riusciti a buttarla dentro”.

La classifica intanto piange.
“Preferiamo non guardarla. Meglio guardare al futuro, ben sapendo che due vittorie consecutive possono rimetterci in carreggiata. Appena ritroveremo i tre punti sono certo che ritroveremo anche il ritmo giusto”.

Milan Bortel concorda con il compagno di reparto.
“Ci gira tutto male quando giochiamo in casa, ma sono convinto che questo momento sia destinato a passare. Anche oggi abbiamo creato un paio di situazioni pericolose ma non siamo riusciti a metterla in rete”.

Oggi dalla tua parte hai avuto un cliente parecchio scomodo come Massimo Bonanni.
“Sì, ho faticato parecchio all’inizio, poi per fortuna ho preso un po’ le misure e il suo atteggiamento prudente nel secondo tempo mi ha consentito di spingere in fase offensiva”.

I nove punti raccolti finora dicono zona playout.
“La nostra è una classifica bugiarda, valiamo molto di più e siamo determinati a dimostrarlo sul campo fin dal prossimo impegno”.

A chiudere la serie degli interventi biancazzurri è l’amministratore delegato Stefano Bena: che ne pensa del risultato odierno?
“Ci troviamo nella stessa situazione della partita contro il Rimini: una partita sfortunata nonostante l’impegno profuso dai nostri giocatori. C’è poco altro da dire, dobbiamo rialzarci alla svelta e spazzare via questa maledizione delle partite interne”.

Che ne pensa della posizione in classifica?
“Di sicuro non è confortante, ma va detto come sia anche parecchio corta e che due vittorie consecutive ci potrebbero tirare fuori dalle sabbie mobili. Ovviamente non è facile, ma la determinazione per farcela c’è tutta”.

È d’obbligo chiederle anche cosa pensa della posizione di Aldo Dolcetti, sempre più contestato dal pubblico.
“Stessa domanda del dopo-Rimini e stessa risposta: no, Dolcetti non è in minimamente in discussione. Molti dicono che un nuovo allenatore potrebbe dare la scossa al gruppo, ma noi non la pensiamo affatto così: i risultati non sono certo esaltanti, ma riteniamo che la colpa non sia dell’allenatore”.

LA CRONACA DELLA PARTITA | LoSpallino.com

SPAL, IN TRASFERTA E’ TUTTO OK

GIULIANOVA-SPAL 1-1
GIULIANOVA (5-2-3): Dazzi; Lieti, Sosi, Garaffoni, Vinetot, Migliore; Mariani (40’ st Schneider), Croce; Carbonaro, Melchiorri, Campagnacci.
A disposizione: Buono, Faragalli, Rinaldi, Amato, Iachini, Di Matteo.
All.: Bitetto
SPAL (4-3-1-2): Capecchi; Bortel, Ghetti, Lorenzi, Cabeccia; Schiavon, Migliorini, Cazzamalli (29’ st Quintavalla); Centi; Laurenti (35’ st Marongiu), Bazzani (15’ pt Cipriani).
A disposizione: Ioime, Zamboni, Bedin, Bracaletti.
All.: Dolcetti
Arbitro: Pinno di Nichelino; assistenti: Palermo di Novara e Mosca di Chivasso
RETI: Cipriani al 18’ pt, Campagnacci su rigore al 5’ st
NOTE: Giornata fredda e piovosa; ammoniti: Laurenti, Bortel, Lorenzi, Centi; calci d’angolo: 2-0 per il Giulianova; recupero: 0’ pt, 3’ st; spettatori presenti: 1631, una quarantina di tifosi spallini, per un incasso di 10962,05 euro

A Giulianova finisce 1 a 1. Dominio biancazzurro nel primo tempo, meglio i padroni di casa nella ripresa 

di Diego Stocchi Carnevali

GIULIANOVA – Un pareggio tutto sommato giusto quello ottenuto da Giulianova e Spal. Meglio gli estensi nel primo tempo, decisamente giuliese la ripresa. Nella Spal, rispetto alla sconfitta casalinga col Rimini, Ghetti prende il posto di Zamboni, Migliorini quello di Bedin, Laurenti quello di Agodirin. Nel Giulianova Bitetto deve rinunciare ai centrocampisti Del Grande, Carratta e anche Dezi. Bitetto decide quindi di proporre un 5-2-3 che diventa spesso un 3-4-3 con Lieti e Migliore che salgono sulla linea dei centrocampisti con Sosi, Garaffoni e Vinetot centrali di difesa.  Dopo un velleitario tentativo di Carbonaro (6’), Melchiorri (14’) reclama un rigore per presunta trattenuta di Lorenzi, Pinno non è dello stesso avviso. Al 15’ Bazzani è costretto ad uscire, fa così il suo esordio il neo-acquisto Cipriani. Neanche il tempo di prender confidenza col clima della partita che subito lascia il segno. Laurenti supera un distratto Vinetot sulla destra e mette in mezzo un rasoterra che l’ex attaccante bolognese insacca con uno splendido colpo di tacco (17’). Il gol subito coglie di sorpresa il Giulianova, che non riesce a costruire durante la prima frazione azioni pericolose. Il trio Schiavon-Migliorini-Cazzamalli prende possesso del centrocampo e le avanzate di Lieti e Migliore sono contenute agevolmente. Campagnacci è l’unico che provoca qualche grattacapo.

Al 34’ Spal vicinissima al raddoppio con la traversa colta da Migliorini. E’ un Giulianova troppo brutto per essere vero e nella ripresa giunge al pareggio grazie a uno spirito totalmente diverso: al 4’ Bortel perde palla nei pressi dell’area di rigore, Campagnacci arriva sul fondo e crossa, la palla viene fermata con le braccia da Lorenzi. Rigore sacrosanto e lo stesso attaccante realizza il penalty del pareggio. Il gol sembra tagliare le gambe agli ospiti che rischiano a più riprese di subire il raddoppio. Lieti e Carbonaro sulla destra, Migliore e Campagnacci sulla sinistra sono straripanti, mentre Croce recupera un’infinità di palloni. Dopo un cross di Carbonaro su cui Campagnacci arriva in ritardo, un bel fraseggio Migliore-Campagnacci mette Melchiorri in condizione di tirare, ma la sua battuta è debole (27’).

Al 38’ l’occasione più clamorosa per il Giulianova: cross di Croce, testa di Campagnacci, grandissima parata di Capecchi. La palla rimane nei pressi dell’area ma Migliore incredibilmente colpisce il portiere estense, sciupando una grande chance. La reazione della Spal è tutta nei tiri di Cipriani (39’) respinto da Dazzi e nel tiro a fil di palo del neo entrato Marongiu (42’). Alla fine un punto che accontenta entrambe, che permette alla Spal di rimanere imbattuta fuori casa e al Giulianova di acquisire ancor più consapevolezza dei propri mezzi vista l’emergenza infortuni.

LE PAGELLE. Buone le prove di Migliorini e Schiavon. Ottimo debutto per Cipriani. Non sufficiente mezza difesa

CAPECCHI SI RISCATTA

CAPECCHI 7 Compie un paio di interventi davvero importanti. E’ merito suo se la squadra è uscita imbattuta dal Fadini.

BORTEL 5.5 Spesso saltato da Campagnacci perde ingenuamente una palla in area di rigore e sull’azione seguente c’è il rigore del Giulianova.

GHETTI 6 Disputa una buona gara controllando adeguatamente Melchiorri.

LORENZI 5.5 Mezzo voto in meno in quanto prima rischia il rigore su Melchiorri e poi lo provoca su intervento alla disperata dopo la palla persa da Bortel.

CABECCIA 5.5 Soffre l’intraprendenza di Carbonaro nella ripresa e molto spesso concede cross invitanti.

SCHIAVON 6.5 Uno dei migliori del primo tempo, percorre molte volte la fascia destra. Cala vistosamente nella ripresa.

MIGLIORINI 6.5 Gara diligente, la sua con pericoli creati anche in zona gol grazie alla traversa colpita nel primo tempo.

CAZZAMALLI 6 Anche per lui gran primo tempo di sostanza, sovrasta i centrocampisti giuliesi.

CENTI 6 Primo tempo giocato bene, nel secondo costretto a rinculare vista la grande pressione giuliese.

BAZZANI SV Non tocca palla nei minuti che gioca, ma è troppo poco per essere giudicato.

LAURENTI 6 Ha dalla sua il grande merito di propiziare il gol di Cipriani, saltando un avversario difficile come Vinetot.

CIPRIANI 6.5 (dal 15’ pt) Ha un impatto devastante sull’incontro, nella ripresa come tutti ha un calo fisico, ma è l’unico con Marongiu a impensierire Dazzi in maniera importante.

MARONGIU (dal 35’ st) 6 Se quel tiro a fil di palo fosse entrato, sarebbe stato il match-winner, ma va bene anche così vista l’età.

QUINTAVALLA (dal 29’ st) SV Prova a portare un po’ di vivacità

DOLCETTI 6 Bel primo tempo e capacità di soffrire nella ripresa. Ma la Spal e i suoi tifosi meritano gioie maggiori.

INTERVISTE. Soddisfatti per il pareggio esterno l’Amministratore Bena e il tecnico Dolcetti sottolineano i progressi nella prima frazione e attribuiscono ai tanti acciaccati il calo della ripresa

“RIPARTIAMO DAL PRIMO TEMPO”

di Alex Di Paolo

L’ad Bena analizza la gara in questa maniera: “Abbiamo disputato un bel primo tempo, poi il rigore ad inizio ripresa ci ha tagliato le gambe e siamo stati costretti a giocare sulla difensiva. Sapevamo che questo era un campo difficile e per tante altre squadre sarà difficile venire a vincere al Fadini”. Riguardo agli obiettivi stagionali spallini l’amministratore mostra una buona dose di ottimismo: “Il nostro obiettivo sono i playoff e oggi abbiamo visto come tutto sia ancora possibile (il riferimento è probabilmente alla gara Andria-Portogruaro 1-0), noi ci crediamo”. Su Bazzani: “Purtroppo è dovuto uscire per un problema alla schiena, ma non dovrebbe essere nulla di grave e contiamo di recuperarlo per la gara col Pescara”.

Anche per Mister Dolcetti l’episodio del rigore è stato determinante: “Abbiamo interpretato bene la gara, nel primo tempo abbiamo trovato subito il gol, potevamo raddoppiare, eravamo pronti alla loro reazione e siamo riusciti a controllare le loro avanzate. Nella ripresa il rigore provocato da una nostra ingenuità ci ha spiazzati e abbiamo sofferto, riuscendo però a portare a casa un pareggio tutto sommato buono”. Sul calo fisico: “C’è stato un calo fisico evidente dovuto al fatto che molti giocatori sono stati appena recuperati, sapevamo che c’era da soffrire contro un avversario giovane e per nulla arrendevole, ma la loro prestazione è stata buona”.  Su Bazzani: “Ha avuto una settimana un po’ particolare, ha avuto un giorno di riposo in meno e per un giocatore come lui è molto difficile recuperare, lunedì aveva speso tanto e oggi ha pagato la fatica del posticipo”. Ultime parole su Cipriani: “Sono contento per il gol, ma è un ragazzo che ancora non ha trovato la sua forma fisica ideale vista la sua inattività. Speriamo che ci torni utile per il prosieguo del campionato”.

LA CRONACA DELLA PARTITA | LoSpallino.com

SPAL, IL TABU’ CONTINUA

SPAL-RIMINI 1-2
SPAL (4-3-1-2): Capecchi; Bortel, Zamboni, Lorenzi, Cabeccia; Schiavon (38′ st Bracaletti), Bedin, Cazzamalli; Centi; Valtulina (11′ pt Agodirin, 28′ st Marongiu), Bazzani. A disp.: Righetti, Ghetti, Quintavalla, Migliorini. All.: Dolcetti.
RIMINI (4-5-1): Pugliesi; Catacchini Vitiello Lebran Regonesi; Tulli (26′ st Di Piazza) D’Antoni Cardinale Frara Giacomini (16′ st Ischia); Longobardi (39′ st Docente). A disp.: Tornaghi, Temperino, Christensen, Nolè. All.: Melotti.
ARBITRO: Paparazzo di Catanzaro.
Guardalinee: Mascherano e Deriù.
MARCATORI: 27’ pt Giacomini (R); 1′ st Vitiello (R), 2′ st Bazzani (S).
AMMONITI: Pugliesi (R), Lorenzi (S), Bedin (S), Cardinale (R).
NOTE: serata fresca, illuminazione buona. Spettatori 3.200 circa (paganti 1.313, più 1.937 abbonati, per un incasso globale di 32.115 euro), un centinaio dei quali da Rimini. Angoli: 6-2 per la Spal. Recupero: pt 3’, st 5’.
Osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime dell’alluvione di Messina.

Seconda sconfitta casalinga (1-2 con il Rimini). Diverse le occasioni ma molti errori e tanta confusione 
di Diego Stocchi Carnevali

FERRARA – Per la prima volta in questa stagione la Spal si presenta davanti al pubblico amico sotto i riflettori del posticipo serale e lo fa conscia di aver offerto proprio di notte le prestazioni più convincenti la scorsa stagione (due vittorie su due con Reggiana e Legnano). Non c’è Meloni, out per una botta al ginocchio rimediata mercoledì scorso in Coppa Italia contro il Bassano, ma mister Dolcetti non rinuncia alle due punte: è Valtulina in attacco il partner di Bazzani con Centi a supporto per una squadra a forte trazione anteriore. Per il resto è la stessa formazione che ha conquistato un punto ad Andria domenica scorsa, con l’ulteriore conferma di Bortel nella posizione di terzino destro in luogo di Ghetti e Cazzamalli al posto del rientrante Migliorini che comunque figura nei diciotto. Melotti torna a Ferrara da ex dopo sette anni sulla panchina del blasonato Rimini: romagnoli in formazione tipo e alla ricerca dei primi punti e del primo gol in trasferta del torneo; gli adriatici devono fare a meno soltanto dell’infortunato di vecchia data Baccin e con il centrocampista Christensen non al meglio ma comunque in panchina. Poche variazioni rispetto alla sfortunata prestazione interna contro il Portogruaro eccezion fatta per il centrocampista scuola Roma Giacomini al posto di Docente. Per il resto è confermata pressochè in toto la formazione annunciata alla vigilia: gioca Lombardi unica punta con Tulli e Giacomini a supporto con ampia libertà di svariare su tutto il fronte dell’attacco biancorosso. Diffidati Migliorini e Zamboni tra gli estensi e Lebran per la compagine riminese.

Primi dieci minuti in cui le squadre si studiano giocando prevalentemente a centrocampo lasciando poco spazio alla manovra offensiva e prediligendo piuttosto il gioco in verticale con corti e precisi passaggi. Subito un cambio per la Spal: all’ undicesimo fuori Valtulina per un infortunio al ginocchio la cui entità verrà resa nota dopo gli accertamenti di rito nei prossimi giorni e al suo posto entra Agodirin. Al sedicesimo occasionissima per la Spal: sugli sviluppi di un angolo di Centi dalla destra Zamboni arriva tutto solo in corsa ma si coordina male e spara alto sopra la traversa. Passano due minuti e anche il Rimini si fa vedere dalle parti di Capecchi con Tulli che, dopo aver rubato palla a Lorenzi, trova Cardinale che dalla distanza non inquadra la porta. Ventiduesimo, stavolta è Cabeccia a perdere pericolosamente la palla a centrocampo e permettere ancora a Tulli di servire l’indemoniato Cardinale in un’azione fotocopia rispetto alla precedente ma la sua conclusione finisce ancora alla sinistra della porta difesa da Capecchi. Venticinquesimo minuto, tiro ad effetto di Schiavon, corta respinta di Pugliesi che mette clamorosamente Bazzani nelle condizioni di concludere a rete ma da due passi l’ex doriano spara sulla traversa e sulla ribattuta seguente Agodirin conclude debolmente consentendo a Vitiello di spazzare la palla dall’area. Passano due minuti e un cross di Catacchini apparentemente innocuo dalla destra trova impreparato Bortel e inganna Capecchi che mima l’uscita con Giacomini lesto a infilarsi alle spalle dello stesso Bortel e a insaccare di testa. Rimini in vantaggio. La Spal prova a scuotersi ma è come cloroformizzata e il Rimini va vicino al raddoppio con una doppia conclusione finita sulla traversa prima con Lebran e poi con Frara. Estensi impauriti che più non si può. Trentaquattresimo: tiro velenoso di Agodirin ma Pugliesi è attento e devia in angolo. Passa un minuto e Schiavon ci prova ancora dalla distanza ma l’estremo difensore dei romagnoli è ancora bravo a respingere di pugno. Quarantesimo minuto, la Spal sfiora il pareggio: angolo di Centi e palla che rimane in area di rigore dopo un vano tentativo di Cazzamalli di deviazione prima che sia Vitiello ad allontanarla definitivamente; su capovolgimento di fronte Tulli su assist di Frara sfiora il raddoppio per i romagnoli: palla fuori di un niente in semigirata. Partita piacevole con occasioni che fioccano da entrambe le parti dopo un iniziale avvio timoroso. Si chiude il tempo tra i sonori fischi con i biancoazzurri alla costante ricerca del gol ma il Rimini respinge ogni assalto.

La ripresa inizia come peggio non poteva: sugli sviluppi di un corner dalla destra a favore del Rimini, corta respinta della difesa ferrarese e Vitiello dalla distanza infila Capecchi per la seconda volta. Passa appena un giro di lancette sul cronometro e la Spal torna inaspettatamente in corsa: cross dalla destra di Bedin su cui Agodirin non riesce a intervenire, Vitiello rilancia male e smarca involontariamente Bazzani che, in piena area, da due passi, batte Pugliesi. Ripresa che inizia dunque a ritmi elevatissimi. Quinto minuto: Schiavon ci prova ancora dal limite dell’area, palla fuori. Al quattordicesimo cross pennellato di Bortel dalla destra ma Centi tutto solo spara alto sopra la traversa. Tre minuti più tardi è Tulli a concludere a lato dopo una bella azione sulla destra condotta da Cardinale. Preme la Spal più con il cuore che costruendo reali pericoli davanti alla porta riminese. Giallo in area riminese al ventiquattresimo: angolo di Centi dalla destra, fallo di Lebran su Agodirin non rilevato dal direttore di gara (rigore o no?) e successiva deviazione sottomisura di Cazzamalli con parata di Pugliesi ben oltre la linea di porta. L’arbitro e l’assistente lasciano correre e la sfera si perde in fallo laterale tra le reiterate proteste dei giocatori biancoazzurri. Dolcetti cambia Agodirin con Marongiu e il ragazzino, ex punta di diamante della Berretti ferrarese, ci prova subito in rovesciata ma la conclusione è debole seppur di pregevole fattura. Nonostante i suoi diciotto anni Marongiu va ancora alla conclusione dal vertice basso destro dell’area di rigore riminese, palla fuori di qualche metro, ma pregevole ancora una volta la personalità dimostrata nell’occasione. La Spal insiste mentre il Rimini si chiude tutto nella propria metà campo e agisce solo di rimessa nel tentativo di amministrare l’esiguo vantaggio. Entra Bracaletti che al novantesimo mette in mezzo una palla in rovesciata su cui Cabeccia non riesce a intervenire in maniera decisa e la palla termina tra le braccia di Pugliesi. Finisce dopo cinque minuti di recupero che sanciscono la seconda sconfitta della Spal tra le mura amiche e la prima vittoria in trasferta della stagione del Rimini che, a onor di cronaca, non aveva ancora segnato lontano dal “Neri”. Buio pesto per i biancoazzurri la cui classifica inizia a farsi davvero preoccupante mentre per i romagnoli questi tre punti sono una boccata d’ossigeno che pone i biancorossi di Melotti in un tranquillo centroclassifica.

LE PAGELLE. Male Centi e Cabeccia. Bortel paga l’errore del vantaggio ospite. Bedin e Lorenzi non ancora al loro livello. Agodirin non punge.

SI SALVANO SCHIAVON E BAZZANI

di Enrico Testa

CAPECCHI 6.5. Il primo gol va messo nel conto a Bortel, per il resto fa una super parata.

BORTEL 5.5. Paga l’errore grave commesso in occasione del vantaggio riminese. Peccato perché è tra i pochi difensori a proporsi con successo davanti.

CABECCIA 5. Non è il giocatore dell’anno scorso e il compitino non basta. Si propone quasi mai. E nel finale è moscio sull’ultima occasione.

BEDIN 5.5. Vedi sopra. A Ferrara, precampionato escluso, non si è ancora visto il guerriero dell’anno scorso. Nel lavoro oscuro c’è sempre ma con la sua qualità può dare molto di più.

ZAMBONI 6. Non commette errori gravi anche se fisicamente non sembra al top della condizione.

LORENZI 5.5. Come il compagno di reparto con l’aggravante di qualche errore di troppo. Anche lui sembra la copia dell’ottimo giocatore che è.

SCHIAVON 6.5. Il migliore con Bazzani. Corre ovunque, recupera ma tira anche in un paio di occasioni. Fa la sua partita e anche qualcosa di più.

CAZZAMALLI 6. In quanto a impegno come sempre è difficile rimproverargli qualcosa. Nel primo tempo si fa vedere anche in fase offensiva poi cala vistosamente.

BAZZANI 6.5. Segna, corre, lotta e carica la squadra. Fabio è generosissimo e resta in campo anche quando non ne ha più.

CENTI 5. L’uomo che è mancato maggiormente. Ogni tanto i suoi piedi illuminano ma, appunto, succede ogni tanto, meglio: ogni troppo. E con le assenze che già ci sono se manca anche lui si fa dura.

VALTULINA NG. Voto altissimo alla sfortuna, ovviamente ingiudicabile lui.

DOLCETTI 5. La Spal perde ancora in casa ma è difficile imputargli scelte sbagliate sulla formazione. Sui cambi, però, Centi sembrava decisamente più in difficoltà di Agodirin.

(AGODIRIN 5.5). Il voto all’impegno sarebbe decisamente più alto perché corre molto e ce la mette tutta. Spesso, però, corre a vuoto e punge pochissimo.

(MARONGIU NG)

(BRACALETTI NG)

* Errore. Ieri sera ho considerato un errore di Bortel il primo gol preso dalla Spal. Dopo aver letto i giornali dove validi colleghi hanno spiegato che l’errore era in realtà di Capecchi chiedo scusa ai lettori e al nostro Diego Stocchi Carnevali che ha valutato bene attribuendo a Capecchi la responsabilità. Responsabilità evidentemente tutta mia come le pagelle dei quotidiani ferraresi dimostrano. et

LO SPOGLIATOI. L’amministratore Bena e il Direttore Pozzi comprendono i fischi del pubblico ma fanno quadrato e difendono il tecnico. Che prova a difendersi: “I risultati arriveranno”

LA DIRIGENZA: “DOLCETTI NON E’ IN DISCUSSIONE”

di Alessandro Orlandin

Come ormai da tradizione è l’amministratore delegato Stefano Bena a rompere il ghiaccio nel post-partita.

Ci troviamo a commentare la seconda sconfitta interna stagionale.

“La sconfitta proprio non ci voleva. È un vero peccato, perché avevamo cominciato abbastanza bene e loro sembravano piuttosto impauriti: se quell’occasione clamorosa di Bazzani avesse generato un gol avremmo visto una partita sicuramente diversa. Dal loro vantaggio in poi abbiamo fatto davvero fatica a riemergere, salvo reagire una volta segnato l’1 a 2, anche se con foga e imprecisione”.

Anche la sfortuna continua a perseguitarvi.

“Un po’ sì, ma non possiamo dare la colpa alla sorte. Certo, la palla sembrava non volere entrare mai e ci sono seri dubbi su quel gol fantasma nella ripresa, ma non ha senso recriminare contro la sfortuna”.

Il pubblico si è molto arrabbiato per l’esito della gara.

“Capisco il sentimento del pubblico, d’altronde pagano il biglietto e hanno tutto il diritto di contestare. Il fatto che la vittoria in casa non sia ancora arrivata non ci aiuta di certo. Posso assicurare che come società siamo dispiaciuti quanto i tifosi per la piega che stanno prendendo le cose e dispiace che per una sconfitta arrivata con una cornice di pubblico così bella”.

Da più parti si chiede di riconsiderare la posizione di Aldo Dolcetti.

“Dolcetti non è in discussione. Quando in un partita si arriva sei o sette volte davanti al portiere non si può certo incolpare l’allenatore per la mancanza del gol o della vittoria”.

Dopo questa sconfitta quali sono le vostre prospettive?

“Dovremo inevitabilmente cominciare a guardarci dietro in classifica, fino a che non riusciremo a uscire da questo momento infelice. È necessario mettersi al lavoro per ricominciare a fare risultati e sistemare la nostra posizione, d’altronde il gruppo è forte e può tranquillamente raddrizzare questa situazione negativa”.

Dopo stasera accelererete le operazioni per il nuovo attaccante?

“Ci stiamo lavorando, credo sia questione di poco tempo”.

A poca distanza da Bena arriva Bortolo Pozzi col suo tradizionale gessato, che commenta telegrafico: “Dolcetti non è minimamente in discussione: l’unica cosa da fare è lavorare tutti insieme a testa bassa per uscire da questo momento. E non ditemi che è la mancanza dell’attaccante a farci perdere: abbiamo perso per demeriti nostri per colpa di alcuni episodi del tutto sfavorevoli”.

Aldo Dolcetti esce piuttosto amareggiato dagli spogliatoi.

“È indubbiamente una sconfitta che fa male, ma non si può rimproverare nulla ai miei ragazzi perché ci hanno messo impegno, ritmo e intensità per tutti i novanta minuti. Comprendo le ragioni del pubblico, ma ripeto, mettere in dubbio l’impegno dei giocatori è del tutto sbagliato”.

Una gara dal copione non inedito, considerando i precedenti impegni al Mazza.

“Si è trattato di una gara dallo svolgimento un po’ strano, direi rocambolesco: il Rimini si è rivelato altamente concreto visto che hanno avuto tre occasioni in tutto, che purtroppo per noi hanno saputo sfruttare benissimo. A noi è mancata un po’ di fluidità di manovra, ma non siamo certo il Real Madrid, le nostre armi sono altre”.

Anche il gioco sembra un po’ latitare.

“Diciamo che la qualità del nostro gioco va innalzata e ci lavoreremo. E ovviamente faremo il possibile per diventare più concreti”.

Quali sono gli scenari per il vostro futuro?

“Riprenderemo a lavorare fin da domani, cercando di rialzare la testa e impegnandoci al massimo per raddrizzare la situazione. Non dovremo stare a sentire le critiche, con questo impegno i risultati arriveranno, ne sono certo”.

Mercoledì 7 ottobre 2009
COPPA ITALIA. Finisce 4 a 3 per il Bassano di La Grotteria. In campo molti giovani e parecchi rincalzi. Non preoccupa l’infortunio a Meloni
LA SPAL DICE ADDIO ALLA COPPA
a cura di Alessandro Orlandin

SPAL: Capecchi, Cabeccia (dal 17’st Bortel), Licata, Pallara, Ghetti, Gaspari, Quintavalla, Cazzamalli (dal 27’ st Schiavon), Meloni (dal 38’ pt Bracaletti), Marongiu, Agodirin.
A disposizione: Righetti, Feletti,  Laurenti, Atragene.
All.: Dolcetti

BASSANO VIRTUS: Zattin, Martina, Beccia, Panarotto, Pavesi, Cacciotti, Turetta (dal 13’ st Chiopris), Drudi (dal 1’st Vecchio), Buelli, La Grotteria (dal 37’ st Terranova), Iocolano.
A disposizione: Grillo, Pellizzer, Basso, Galli.
All.: Beghetto

Arbitro: Bergher di Rovigo assistito da Albani e Guiducci di Rimini.
Marcatori: Buelli (B) al 10’ pt, Cazzamalli (S) al 14’ pt, Quintavalla (S) al 40’ pt, Cacciotti (B) al 3’st, Gaspari (S) al 20’ st, Chiopris (B) rig. al 26’ st, Buelli al 6’ I°ts.
Ammoniti: Cabeccia (S), Licata (S), Iocolano (B) e Vecchio (B) per gioco scorretto.
Nota: tipica serata di fine estate, campo in buone condizioni, spettatori 300 per un incasso di 3.921 Euro. Angoli:  16 a 4 per la Spal
Recuperi: 1 + 4

FERRARA – Nella desolante solitudine del Paolo Mazza, solo trecento gli spettatori presenti, è andato in scena la Coppa Italia di Lega Pro che ha opposto Spal e Bassano: partita che, nonostante si annunciasse di scarso valore per ambo le formazioni, si è dimostrata godibilissima con tanto di tempi supplementari, vista la formula a eliminazione diretta.
Dolcetti sceglie di dare spazio ai giocatori meno impiegati in campionato tra cui Licata, Gaspari, Pallara e Agodirin (oltre a Feletti e Atragene provenienti dalla Berretti in panchina) e anche Beghetto schiera diversi giovani, pur senza rinunciare all’ex di turno, Cristian La Grotterìa, che si rivelerà determinante. Di Coppa Italia si tratta ma i biancazzurri sembrano voler rispettare il canovaccio casalingo già visto in campionato: alla prima occasione infatti passano gli ospiti. Al 10’ un cross a centro area viene ammaestrato da La Grotterìa per l’inserimento di Buelli, che davanti a Capecchi non perdona. L’avvio shock ha il potere di animare improvvisamente la partita, con la Spal determinata a rimediare immediatamente allo svantaggio: già al 12’ Cazzamalli e Meloni confezionano una doppia occasione con la difesa veneta che si disimpegna in qualche modo. Il gol però non tarda ad arrivare: Marongiu crossa dalla fascia destra, i difensori rimpallano confusamente consegnando la palla a Cazzamalli che dal limite dell’area insacca con facilità. Uno a uno e palla di nuovo al centro. Nella parte centrale di tempo calano i ritmi e l’unica occasione da segnalare è una pericolosa conclusione ravvicinata di Iocolano che Capecchi sventa di piede. Quando la frazione sembra destinarsi a una placida chiusura sull’1 a 1 arriva il gol del sorpasso di Quintavalla: è il 40’ quando sul corner di Marongiu, Bracaletti (entrato un minuto prima per l’infortunato Meloni) prolunga di testa sul secondo palo dove si trova il biondo laterale, che insacca da due passi. Con questo episodio cala il sipario sul primo tempo. L’inizio della ripresa riserva lo stesso copione dei minuti d’avvio: è ancora La Grotterìa a ispirare i suoi, stavolta con un elegante colpo di tacco sulla trequarti a smarcare Cacciotti. Il mediano giallorosso lascia partire un rasoterra potente dai venti metri che non lascia scampo a Capecchi e sancisce il nuovo pareggio per il Bassano al minuto numero  48’. La Spal sembra affidarsi ai guizzi discontinui di Bracaletti e soprattutto alla superiorità sulle palle alte: è su una di queste che i biancazzurri si riportano davanti, con Marongiu a calciare una punizione dalla trequarti e Gaspari, al primo gol assoluto con la Spal, a irrompere perentorio a centro area mettendo in rete. Pratica chiusa? Nemmeno per sogno, poco dopo – al minuto 71 – l’arbitro concede un calcio di rigore agli ospiti dopo un fallo di mano di Bracaletti: dagli undici metri si presenta Chiopris che non sbaglia, è il 3-3. Lo spettro dei tempi supplementari si materializza col passare dei minuti e le due squadre fanno poco per scongiurarlo, se si eccettua un colpo di testa di Ghetti su corner e una conclusione del neo entrato Terranova sventata da un miracoloso Capecchi. Si va così a un extra-time del tutto non preventivato. Nella prima frazione supplementare è la Spal a mostrarsi più volonterosa, senza però creare nulla interessante – a parte una collezione di calci d’angolo – complice anche la grande stanchezza. Unico avvenimento realmente degno di nota è l’uscita forzata di Chiopris per infortunio, che lascia il Bassano in dieci effettivi. L’ultimo periodo di gioco si apre con un bolide di Marongiu su punizione, con palla che esce alta di poco. Dopo centoundici minuti complessivi di gioco l’ennesima svolta: Buelli recupera una palla sulla propria trequarti e si produce in una clamorosa progressione che lo porta fino davanti a Capecchi; pallonetto di destro e palla alle spalle dell’estremo biancazzurro. La panchina bassanese esplode di gioia, la ridotta platea del Mazza piomba nello sconforto. La squadra di Dolcetti prova a reagire ma non crea nulla di pericoloso, fino a disputare gli ultimi minuti di patita privi di Licata, uscito anch’esso per infortunio. Non accade più nulla, dopo ben due ore di gioco Bergher decreta la fine dell’incontro tra i fischi di un pubblico sorpreso dall’esito della contesa.  

SPOGLIATOI. Coro unanime tra gli spallini. Confortanti le prove di alcune seconde linee. E Meloni rassicura: Ho avuto paura ma non dovrebbe essere nulla di grave”

“Niente drammi, pensiamo a battere il Rimini”

Aldo Dolcetti non intende fare drammi nonostante i fischi del pur esiguo pubblico presente allo stadio:
“Scoccia sempre perdere, a maggior ragione tra le propria mura, ma questa sera il risultato aveva importanza minima: mi interessava piuttosto avere indicazioni da alcuni calciatori poco impiegati e in questo ho visto cose positive”.
Volendo guardare alle prestazioni, Agodirin è  sembrato piuttosto redivivo.
“Kola dà sempre il massimo, ma non è stato certo l’unico a far vedere belle cose: anche Licata, Marongiu e Pallara si sono dimostrati pronti e determinati a tornare utili nell’immediato futuro”.
Qualche sbavatura di troppo in difesa, il reparto che stasera ha sofferto di più.
“Siamo stati disattenti sui loro contropiede, ma ripeto: non dò peso all’esito della gara. Volevo vedere il comportamento dei miei calciatori e la prova che hanno offerto, unita alla giusta mentalità, mi ha soddisfatto”.

Anche Stefano Bena non è per nulla preoccupato da questo tonfo interno.
“Perdere dispiace sempre, ma l’importante stasera era provare le seconde linee e da questo punto di vista mi sembra sia andata bene, alcuni dei nostri ragazzi hanno mostrato giocate interessanti”.
Meglio pensare al campionato.
“Decisamente, la vittoria avrebbe fatto piacere anche stasera ma è più importante concentrarsi e battere il Rimini lunedì prossimo”.

Giuseppe Meloni invece sfoggia un sorriso rassicurante:
“Sto bene, sto bene – rassicura entrando in sala stampa – la borsa del ghiaccio sul ginocchio è solo una precauzione. Al momento dello scontro col portiere ho pensato al peggio, anche perché non ho mai avuto problema alle ginocchia, invece poi dopo la doccia ho capito che non era nulla di grave”.
Sembri in forma, prima di farti male hai sfiorato il gol in almeno due occasioni.
“Diciamo che stasera ho avuto un po’ di sfortuna, su tutti i fronti. Ma sono ottimista”.
Meglio un gol lunedì  sera contro il Rimini…
“Decisamente, credo di poterci essere. Servono i tre punti e soprattutto serve spezzare questa maledizione della vittoria al Mazza”.

ANDRIA-SPAL 0-0

LA CRONACA DELLA PARTITA | Le Rubriche de LoSpallino.com

SPAL, UN PARI SENZA EMOZIONI  

Domenica 4 ottobre 2009
Ad Andria i biancazzurri non subiscono gol ma creano poco. Il pareggio è il risultato giusto. Dopo l’espulsione dei padroni di casa Dolcetti prova a vincere ma le occasioni latitano
del nostro corrispondente Francesco Casiero

ANDRIA-SPAL 0-0

ANDRIA (4-4-1-1): Mennella, Pierotti, Di Simone, Paolucci (dal 46’ s.t. D’Allocco), Goisis, Pomante, Doumbia, Bellavista, Maccan, Anaclerio (dal 5° s.t. Rizzi), Margarita (dall’11° s.t. Sibilano).
A disposizione: Pazzagli, Braca, Ottobre, Sy. All.: Papagni.

SPAL (4-2-3-1): Capecchi, Bortel, Cabeccia, Bedin, Zamboni, Lorenzi, Schiavon (dal 31’ s.t. Bracaletti), Cazzamalli, Bazzani, Centi (dal 40’ s.t. Marongiu), Laurenti (dal 1’ del s.t. Meloni).
A disposizione: Righetti, Ghetti, Quintavalla, Licata.  All.: Dolcetti.

ARBITRO: sig. Vallesi M. di Ascoli Piceno.
Assistenti: sig. Savelli di Pesaro e sig. Ridolfi di Ancona.
AMMONITI: Zamboni, Meloni, Bortel (S).
ESPULSI: Di Simone (A) per somma di ammonizioni.
Angoli: 1-1.
NOTE: Giornata calda, cielo sereno. Terreno non perfette condizioni. Spettatori: 3.100 circa, per un incasso complessivo di Euro 14.500. Presenti una cinquantina di tifosi spallini.
Recupero primo tempo: 0 minuti.
Recupero secondo tempo: 5 minuti.

ANDRIA. Una partita da sbadigli. Una partita che sia per l’Andria che per la Spal doveva dire molto di più; alla fine ha detto poco e niente. Entrambe le squadre si sono accontentate di un pareggio, di un punto ciascuno che però, alla fine, non giova a nessuna delle due: la Spal rimane in una zona anonima del centro classifica, mentre l’Andria è ancora ultima in classifica, da oggi sola vista la vittoria fuori casa del Real Marcianese.
L’Andria si presenta sul campo priva di Dionigi, vittima di una lombosciatalgia che si è improvvisamente acutizzata tra sabato e domenica. La Spal presenta nell’undici di partenza il difensore Bortel (ex Manfredonia) e il centrocampista Cazzamalli al rientro, quest’ultimo uno dei migliori della Spal.
Squadre molto accorte sin dai primi minuti, la fase di studio sembra non finire mai. Dovrebbe essere l’Andria a fare la partita, ma la squadra di casa non riesce a proporsi con determinazione. Poche le note degne di cronaca nel primo tempo.
Al 7° Il primo tiro in porta della partita, con Schiavon che aggancia al volo su invito di Cazzamalli, la palla va fuori. Al 21° tiro di Laurenti da fuori area, la palla va fuori dallo specchio della porta difesa da Mennella. Al 29° cross di Schiavon, colpo di testa di Bazzani, palla fuori alla sinistra di Mennella. La squadra di casa non riesce a trovare la giusta inventiva per arrivare dalle parti di Capecchi. Verso la mezz’ora mister Papagni prova ad invertire le fasce tra Doumbia e Margarita, ma la soluzione non trova miglioramenti sotto l’aspetto tattico. Al 45° la più ghiotta occasione dei primi 45 minuti capita sui piedi di Maccan: su lancio in verticale di Paolucci, l’attaccane andriese si trova solo davanti a Capecchi, ma spara sull’estremo difensore spallino che riesce a deviare.
Nel secondo tempo, Dolcetti propone Meloni al posto di Laurenti e l’attacco spallino sembra giovarne in vivacità sin dai primi minuti. Per l’Andria, Papagni decide al 5° di sostituire uno spento Anaclerio (uscito tra i fischi) con Rizzi. Pochi minuti più tardi, è Margarita che lascia spazio a Sibilano, con Di Simone e Pierotti che si spostano sulla linea di centrocampo a 4, mentre Doumbia e Rizzi si affiancano a Maccan. Ma il gioco stenta ancora a decollare. Al 12° Rizzi suggerisce per Maccan in area, ma Capecchi anticipa in uscita l’attaccante andriese. Al 29° l’episodio che potrebbe cambiare la partita. Di Simone fa fallo sulla trequarti e l’arbitro esce per la seconda volta nei suoi confronti il cartellino giallo: è espulsione. La Spal potrebbe tentare il colpaccio. Dolcetti mette in campo forze fresche in attacco, ma alla squadra ferrarese manca la stoccata giusta per chiudere la partita. Al 34° diagonale di Meloni su suggerimento di Centi: palla fuori. La partita volge al termine senza ulteriori sussulti. Al 44° è però ancora l’Andria ad avere tra i piedi il colpo del ko: Maccan, in contropiede, si libera al tiro, palla sul palo pieno alla sinistra di Capecchi, sulla palla interviene Rizzi che manda la palla a lambire la traversa, ma la sua posizione è segnalata dal guardalinee in fuorigioco.
L’arbitro fischia la fine della gara dopo 5 minuti di recupero. Piovono fischi dagli spalti nei confronti della squadra di casa, rea di non essere riuscita a fare bottino pieno e di essere stata a tratti abulica in campo, specie in alcuni giocatori in particolare.

SPOGLIATOI
Cazza malli e Bortel soddisfatti del loro debutto e del fatto di non aver subìto gol
DOLCETTI: “VA BENE MA CON IL RIMINI DOBBIAMO VINCERE”
di Francesco Casiero

E’ Mister Dolcetti ad arrivare per primo in sala stampa: “Risultato stretto? Credo che un punto deve soddisfare. Valuto la prestazione della mia squadra come buona, per una buona ora abbiamo giocato come volevamo noi. Non siamo riusciti a essere cattivi specialmente da quando siamo rimasti in undici contro dieci. Senza gol con una squadra piena di “nomi”? Non abbiamo avuto le energie giuste per chiudere la partita nel momento in cui siamo rimasti in superiorità numerica, ma sono soddisfatto per come la squadra ha risposto dopo la partita di domenica scorsa. E’ vero, ci sono mancate le stoccate, quelle occasioni che ti danno il “la” in una prestazione. Ma in un certo senso credo che siamo stati anche fortunati per quell’occasione a fin partita avuta dall’Andria (palo di Maccan, n.d.r.). Oggi abbiamo portato via un punto, ma lunedì prossimo, nel posticipo contro il Rimini in casa, la partita deve essere nostra. I cambi? Davanti avevamo Bazzani che non aveva autonomia per fare tutta la partita, ma alla fine ha giocato per tutta la gara. I cambi in avanti sono stati voluti per cercare di trovare la steccata giusta, che però non è arrivata. Bazzani? E’ un momento particolare per lui, ma credo che col tempo riuscirà a trovare la strada giusta”.
Poi è la volta di Cazzamalli: “Oggi l’importante era trovare la quadratura in campo e credo che ci siamo riusciti, abbiamo trovato le risposte che volevamo. Del resto credo che dal punto di vista del gioco non abbiamo subìto molto. La mia prestazione? Fisicamente ho trovato un po’ di difficoltà sulla tenuta, ma tutto sommato credo di aver fatto una buona partita”.
Chiude Bortel, al suo debutto in maglia biancoceleste: “L’esordio? E’ andata abbastanza bene. Oggi è stata la prima, spero di andare sempre bene così. Abbiamo dato un segnale importante: non abbiamo subìto gol. Spal sparagnina? Forse nel secondo tempo potevamo fare di più, ma credo che l’importante sia stato non aver preso gol. Ora dobbiamo cercare di vincere in casa, di fare i tre punti anche per i nostri tifosi”.

LE PAGELLE
Buono il debutto di Bortel. La difesa non rischia quasi mai. Male Laurenti e Bracaletti
BEDIN E CAZZAMALLI I MIGLIORI

CAPECCHI 6.5. Salva la sua porta e la Spal al 44° del primo tempo su Maccan lanciato a rete.  
BORTEL 6. Buono il suo debutto in maglia biancoceleste. Schierato a destra sulla linea difensiva copre su Doumbia e quando può si propone sulla fascia.
CABECCIA 6. Prima su Margarita poi su Doumbia. Svolge il suo compitino, anche se la velocità dell’andriese di colore la soffre.  
BEDIN 6.5. Padrone del centrocampo insieme a Cazzamalli, copre e propone come può. Lavoro di quantità più che di qualità.
ZAMBONI 6. Centrale difensivo con Lorenzi, si divide con quest’ultimo la marcatura su Maccan, vista l’assenza inaspettata di Dionigi.   
LORENZI 6. Soffre su Maccan specie nel secondo tempo, quando gli attacchi dell’Andria si fanno più frequenti (ma non troppo).
SCHIAVON 6. E’ suo il primo tiro della partita. Si fa vedere sulla fascia in modo propositivo.
CAZZAMALLI 6.5. Con Bedin copre bene il centrocampo, anche se di fronte non è che abbia dei leoni. Cala un po’ nella ripresa.
BAZZANI 6. Lavora sulle palle alte al servizio dei compagni. E’ il punto di riferimento per l’offensiva spallina, ma non incide.
CENTI 6. Lavora alle spalle di Bazzani, cerca di posizionarsi tra le linee, a volte ci riesce, altre no.
LAURENTI 5.5. Dovrebbe supportare Bazzani, ma la sua azione non è mai incisiva, Dolcetti fa bene a sostituirlo.
(MELONI 5.5). Da più vita alla manovra offensiva della sua squadra, anche se poi tutto svanisca nel nulla.
(BRACALETTI 5). Subentra a Schiavon nell’ultimo quarto d’ora, con la Spal in superiorità numerica, ci si aspetta qualcosa in più da lui specie in avanti.
(MARONGIU SV) Entra nei minuti finali della gara. Ingiudicabile.
DOLCETTI 6. La sua squadra non rischia quasi mai ma la partita era da vincere specie quando l’avversario è rimasto in dieci. Ha cercato di cambiare qualcosa, di mettere in campo forze fresche, ma nulla è cambiato.

LA CRONACA DELLA PARTITA | Le Rubriche de LoSpallino.com

SPAL-POTENZA 1-1

Domenica 27 settembre 2009

di Diego Stocchi Carnevali

SPAL (4-2-3-1): Capecchi ; Ghetti (dal 1′ s.t. Meloni) , Zamboni, Lorenzi, Cabeccia ; Bedin, Schiavon ; Quintavalla, Centi, Laurenti (dal 15′ s.t. Bracaletti) ; Bazzani (dal 32′ s.t. Cazzamalli).
A disposizione: Righetti, Bortel, Rossi, Valtulina.

POTENZA (4-4-2): Gragnaniello ; Lolaico, Cardinale, Langella, Vanacore ; Frezza (dal 39” s.t. Lucenti), Berardi, Giannusa (dal 18′ s.t. De Simone), Catania ; Polani (11′ s.t. De Cesare), Aquino.
A disposizione: Tesoriero, Porcaro, Profeta, Smith.

Arbitro: Di Francesco di Teramo (Assistenti: Piovera di Seregno, Lunardon di Busto Arsizio)
Marcatori: 23′ p.t. Berardi (P), 3′ s.t. Meloni (S)
Note: giornata serena, terreno in pessime condizioni. Per tutto il primo tempo le tifoserie organizzate di Spal e Potenza sono rimaste all’esterno dello stadio in segno di protesta nei confronti della tessera del tifoso.
Spettatori: paganti 1.110 (più abbonati 1.937) per un incasso di poco superiore ai tredicimila euro
Angoli: 6a5 per la Spal
Ammoniti: Zamboni (S), Frezza (P), Berardi (P)
Minuti di recupero: 2′ p.t., 5′ s.t.

La Spal si presenta con la formazione annunciata, priva di Migliorini con Quintavalla dirottato sulla fascia destra e Schiavon a far coppia con Bedin in mediana: per i dieci undicesimi è la stessa squadra uscita vincente da Taranto una settimana fa. Si vede subito invece la mano di mister Monaco nel Potenza che tra gli altri deve rinunciare a Chiavaro per motivi di salute: oltre a dirottare Lolaico a destra vengono tolti dalla naftalina Vanacore (sarà tra i migliori) e Frezza mentre a Catania e Giannusa sono consegnate le chiavi del centrocampo lucano.
Comincia la partita, passano appena quattro minuti quando è la Spal che per prima si fa vedere in attacco con Ghetti ma la sua conclusione al volo dai trentacinque metri è velleitaria e si perde a lato della porta difesa da Gragnaniello. All’undicesimo l’azione gol più nitida di tutto il primo tempo: angolo di Centi dalla destra e Ghetti colpisce a botta sicura di testa ma Langella, un po’ fortunosamente, respinge la palla in fallo laterale. La Spal è prevedibile e leziosa e appare fin troppo sicura dei propri mezzi, il Potenza  è sornione e guardingo, abile a ripartire in velocità sulle fasce con Vanacore e Catania in giornata di grazia. Al diciassettesimo sono ancora i padroni di casa a farsi vivi dalle parti di Gragnaniello: punizione di Centi e testa di Bazzani, bravissimo nel duello con Cardinale ad avere la meglio, ma la conclusione termina a lato. Passano tre minuti e va in scena l’azione fotocopia con Bazzani che ancora una volta non inquadra lo specchio della porta. Quando meno te lo aspetti il Potenza va in vantaggio. Minuto ventitré, Vanacore lungo l’out di sinistra serve Catania che, grazie ad un rimpallo favorevole su Ghetti, riesce a servire al centro Polani su cui rinviene Lorenzi lesto ad allontanare di testa e a servire involontariamente il pallone suii piedi di Berardi che da trenta metri lascia partire una staffilata rasoterra che si infila alla sinistra di un incolpevole (e coperto), Capecchi. La reazione della Spal tarda ad arrivare ed è tutta in una ennesima punizione che ha sempre come protagonisti Centi e Bazzani il cui colpo di testa termina ancora fuori. Poco prima della fine del primo tempo è Laurenti dalla sinistra a lasciar partire uno splendido cross su cui però sia Centi che Bazzani sono in ritardo. Il primo tempo è tutto qui e si chiude tra i fischi del pubblico. La ripresa si apre con la novità Meloni al posto di Ghetti, con Quintavalla arretrato sulla linea dei difensori e con Bedin (gladiatorio e anche oggi tra i migliori) con un turbante in testa, testimone della durissima battaglia del primo tempo con Giannusa. Passano tre minuti e la Spal pareggia. L’azione nasce dai piedi di Centi che trova il pertugio tra Cardinale e Giannusa e serve con il contagiri Meloni che sul filo del fuorigioco sguscia via al suo diretto avversario Langella e con un’abile finta supera Gragnaniello in velocità e deposita la palla in rete: tripudio del “Mazza” e gara che torna in parità. I biancoazzurri ci credono ed è Centi (tra i meno peggio) ancora a provarci dalla distanza ben servito da Meloni, palla fuori. All’ottavo si fa vedere il Potenza con un tiro cross di Frezza su cui Capecchi, non senza qualche difficoltà, ripiega in angolo. La gara si gioca prevalentemente a centrocampo con rapide incursioni da una parte e dall’altra ma senza effetti di rilievo. Sono innumerevoli le palle perse da una parte e dall’altra così come tantissimo è il tempo che si perde nel soccorrere i giocatori che troppo spesso finiscono per le terre senza interventi fallosi particolarmente vistosi e il gioco ne risulta inevitabilmente spezzettato e frammentario. Al trentacinquesimo il Potenza invoca il gol: angolo a rientrare di De Cesare e Capecchi respinge, secondo noi, sulla linea. Assalto finale dei lucani che, seppur stanchi, non lesinano a sortite offensive pericolose come quella dello stesso De Cesare in pieno recupero su cui Zamboni compie un intervento decisivo. Finisce tra gli assordanti fischi dello scontento pubblico ferrarese. Continua a non convincere la Spal tra le mura amiche e gli appena due punti conquistati sui nove disponibili sono un dato emblematico che inizia a far riflettere. Inconcludente, confusionaria, pasticciona e per tutto il primo tempo irritante, questa in sintesi è la prova offerta sul campo dai biancoazzurri. A fronte di un gioco deficitario e prevedibile di positivo è arrivato il punto e la prima rete stagionale di Meloni ma tra una settimana occorrerà tutta un’altra Spal per cercare di portare via un risultato positivo dal difficilissimo campo di Andria.

DAGLI SPOGLIATOI
Di Alessandro Orlandin

All’apertura della porta verso la sala stampa, lo sguardo non può che posarsi sulla figura di Bortolo Pozzi in un angolo, seduto su una seggiola, che all’avvicinarsi dei cronisti scrolla la testa dicendo “non parlo” ed eloquentemente indica l’amministratore delegato Stefano Bena poco lontano.

Allora partiamo proprio dall’opinione dell’ad bresciano

“Peccato per questo ennesimo pareggio, non abbiamo rispettato le aspettative nostre e dell’ambiente seguite  al successo di Taranto e ce ne rammarichiamo. La squadra è risultata un po’ confusionaria e ha creato pochissimo a livello di palle-gol”.

Un po’ meglio nella ripresa.

“Sì, anche se personalmente dopo il pari di Meloni mi aspettavo che la squadra riuscisse a fare anche il gol della vittoria. Di norma gli avversari subiscono il colpo quando prendono il pareggio in apertura di ripresa, mentre loro sono stati molto bravi a non perdere la bussola nei minuti in cui abbiamo attaccato con più convinzione”.

Il bilancio casalingo resta comunque deficitario.

“Sicuramente, rispetto all’ultima prestazione casalinga contro la Ternana abbiamo creato ancora meno e questo non è un buon segno. Però bisogna sottolineare come il campionato sia giunto solo alla sesta giornata e sia presto per dare giudizi. Tutto sommato abbiamo subìto una sola sconfitta finora, anche se il gran numero di pareggi conseguiti non aiuta di certo a fare il campionato che abbiamo in mente”.

“Confusione” è invece la parola chiave che ricorre nell’analisi di Aldo Dolcetti.
“Davvero troppa confusione nel primo tempo, una frazione negativa che volevamo assolutamente dimenticare scendendo in campo nella ripresa”.

Operazione riuscita a metà.

“Sì, c’era molta voglia di ribaltare il risultato e cambiare radicalmente approccio alla gara e nonostante un dominio territoriale abbastanza evidente è mancata la fiammata decisiva per ottenere la vittoria”.

Cosa non ha funzionato nel primo tempo?

“Sono proprio mancate la serenità e la consapevolezza di dover fare la partita fin dall’inizio e gli avversari, arrivati qui carichi a mille dopo il cambio d’allenatore, hanno saputo contenerci bene. Ma dobbiamo dirlo, non siamo mai stati veramente in difficoltà dal punto di vista difensivo”.

L’ingresso di Meloni sembra aver vivacizzato la manovra.

“Meloni è stato molto bravo e sono contento della sua prestazione. Ma credo che la prestazione sia stata frutto di una motivazione diversa messa in campo dai ragazzi e che sia mancata solamente la finalizzazione, a fronte di presupposti importanti per fare gol”.

Ai punti forse la Spal meritava qualcosa in più.

“Questa valutazioni non hanno importanza, bisogna badare alla sostanza e valutare la prestazione complessiva della squadra, che per 45 minuti è stata insufficiente. Ma lo ripeto: c’era la voglia di fare una partita del tutto diversa”.

Ora si tornerà  a parlare di modulo e delle due punte.

“La cosa non mi interessa, il problema non è certo il modulo con cui scendiamo in campo. Ma è normale che queste genere di considerazioni vengano a galla tra giornalisti e tifosi”.

Una battuta anche sull’avversario di oggi.

“Sapevamo bene che il Potenza, a dispetto di quanto dice la classifica, è una squadra solida e dal buon fraseggio, oltretutto dotata di alcuni elementi molto esperti. L’organico è stato costruito per fare un buon campionato e hanno dimostrato di potersela giocare con chiunque”.

Il difensore Marco Cabeccia non fa drammi e cerca di guardare avanti.

“È vero, abbiamo iniziato male, ma questo non significa poi che non si possa fare risultato. Era già successo altre volte e altre volte abbiamo recuperato. Oggi abbiamo subito un tiro e un gol, riuscendo con la nostra grinta a reagire, anche se solo parzialmente”.

Ennesimo gol anomalo subìto in questa stagione.

“Davvero, sembra proprio incredibile: dopo gli episodi di Cava e Taranto speravamo che la serie di gol particolari fosse finita e invece eccone uno anche oggi. Ma lo ripeto: abbiamo avuto la reazione giusta e abbiamo fatto di tutto per portare a casa i tre punti”.

Domenica si torna a sud per ritrovare la vittoria.

“È scontato da dire, ma andiamo ad Andria convinti di poter vincere e riprendere il nostro cammino”.

Decisamente più  sorridente Giuseppe Meloni, reduce dal suo primo gol tra i professionisti.

“Sì, sono molto contento, anche se a mente fredda posso dire di non essermi goduto appieno il gol: avrei preferito la vittoria”.

La tua marcatura comunque è stata pregevole.

“Devo ringraziare Centi che mi ha dato un pallone fantastico, poi ci ho messo il cuore per fare gol ed è andata bene. Inutile dire che questo resterà un ricordo indelebile per me: segnare in questo stadio, con questa maglia, con questi tifosi è stato veramente fantastico e spero di ripetermi presto”.

Una buona giornata per te, meno per la squadra in generale.

“Già, è stata una gara difficile, loro si chiudevano bene e ci costringevano ad allungarci di continuo. Hanno trovato un gol un po’ fortunoso che ci ha letteralmente tagliato le gambe. Per fortuna nel secondo tempo siamo scesi in campo ben più convinti e siamo riusciti ad agguantare il pareggio. Anche se abbiamo creduto alla vittoria fino all’ultimo secondo.

La classifica sembra non rendere giustizia all’effettivo valore del gruppo.

“Per niente, i punti sono davvero pochi rispetto alla qualità del nostro organico. Ma posso garantire che da parte di tutti c’è fiducia nei propri mezzi e vogliamo lottare per essere protagonisti.

E chissà che vedendolo in tribuna durante il pareggio di oggi, qualcuno non lo abbia rimpianto ancora di più:  Rachid Arma è tornato per la prima volta da spettatore al Mazza e si è concesso per una breve chiacchierata.

Allora Rachid, che effetto fa tornare qui, stavolta seduto in tribuna?

“È sempre bello tornare qui dopo il meraviglioso anno che ho trascorso da giocatore, l’affetto della gente è sempre lo stesso”.

Come va la tua avventura al Torino?

“Mi trovo bene, l’ambientamento procede ed è un peccato che mi sia infortunato proprio alla vigilia di una partita in cui potevo esordire in virtù del turnover. Comunque continuo a lavorare e i frutti si vedranno col tempo”.

Integrarsi nel gruppo granata è stato difficile?

“Per nulla, c’è un gran bel clima nello spogliatoio e sono stato accolto molto bene. Ci sono giocatori di altissimo livello che lavorano con grande umiltà e si aiutano a vicenda: è impressionante, nessuno fa il fenomeno e questo è un valore aggiunto per tutti”.

Come vedi la Spal di oggi? Non servirebbe un Arma là davanti?

-Sorride- “Ma no, il primo tempo è andato male, ma nella ripresa i ragazzi meritavano di segnare almeno un’altra volta. Sono certo comunque che sapranno rifarsi nel prossimo impegno”.

Ti salutiamo chiedendoti cosa ti aspetti dal tuo prossimo futuro.

“Spero solo di sfruttare le occasioni che mi capiteranno. Faccio parte di un gruppo che punta a vincere il campionato e non mi aspetto certo di giocare sempre, il livello di competizione è altissimo: punto a migliorarmi lavorando sodo, è la via migliore per ottenere risultati”.

Le pagelle
MELONI E SCHIAVON, TUTTO IL RESTO E’ NOIA
di Enrico Testa

Premessa. Il voto dei giocatori della Spal tiene in poca considerazione il primo tempo. Quarantacinque minuti pieni di insufficienze assolute e generali, dal primo giocatore all’allenatore. Escluso Schiavon, sufficiente almeno per impegno, tutti gli altri avrebbero oscillato dal 4 al 5.

CAPECCHI 5.5. Niente gaffes sul groppone anche perché il gol del Potenza è di quelli molto… incomprensibilmente spallini quest’anno.  
GHETTI 5. Gioca solo la prima parte. Sbaglia poco ma appare moscio come tutti i compagni.
CABECCIA 5. Poca spinta, qualche sbavatura, come tutti è sottotono.  
BEDIN 6. Recupera palloni come sempre ma è meno guerriero del solito.
ZAMBONI 6. Recupera un pallone che era già gol nel finale e solo questo vale la sufficienza. Altrimenti appare più macchinoso del solito. Qualche affanno di troppo.   
LORENZI 5.5. Vedi il capitano anche se soffre meno ma rinvia male in occasione del gol preso.
QUINTAVALLA 5. Stavolta sbaglia tanto e le sue doti di corsa vanno un po’ per conto loro.
SCHIAVON 6.5. Nel primo tempo è l’unico che ci prova o quasi. Sbaglia tanto ma si impegna sempre.  
BAZZANI 6. Come Schiavon per l’impegno ma nel primo tempo fa tenerezza perché la’ davanti è solo soletto e nulla può nel deserto spallino.
CENTI 5.5. Non ripete la partita di Taranto. Pochi gli spunti e l’assistenza offensiva.
LAURENTI 6. Sei di incoraggiamento perché anche lui risente del grigiore quotidiano ma ci prova e se gli esperti non scendono in campo non può essere un ragazzino a fare l’eroe.
(MELONI 7). Entra e segna quasi subito con una bella azione. Poi corre molto e dà l’idea che con lui in campo poteva essere un’altra storia e un’altra Spal.
(BRACALETTI 5). Il primo tempo non lo gioca eppure quando entra riesce a sbagliare quasi tutto.
(CAZZAMALLI NG)
DOLCETTI 5. L’atteggiamento anche mentale del primo tempo e il non utilizzo dall’inizio di Meloni pesano eccome.

TARANTO-SPAL 1-2

LA CRONACA DELLA PARTITA | Le Rubriche de LoSpallino.com

LA PRIMA VITTORIA VALE ORO

Domenica 20 settembre 2009
Vittoria meritata dei ferraresi che hanno colpito subito e hanno vinto la gara a centrocampo rischiando anche poco in difesa
dal nostro corrispondente da Taranto Enrico Losito

TARANTO-SPAL 1-2

TARANTO (433): Bremec; Calori, Migliaccio, Nocentini, Bolzan; Felci (13’ s.t. Innocenti), Mezavilla, Correa (30’s.t. Quadri); Falconieri (25’ s.t. Iraci), Corona, Scarpa.
A disposizione: Barasso, Viviani, Berretti, Magallanes.
All. Braglia

SPAL (4231): Capecchi; Ghetti, Zamboni, Lorenzi, Cabeccia; Migliorini (16’ s.t. Quintavalla), Bedin; Schiavon, Centi (25’ s.t. Cazzamalli), Laurenti (11’s.t. Bracaletti); Bazzani.
A disposizione: Righetti, Bortel, Valtulina, Meloni.
All. Dolcetti

Arbitro: Bagalini di Fermo (Balcastro di Tauranova – Fascetti di Reggio Calabria)
MARCATORI: 2’ p.t. Bazzani (S), 35’ s.t. Centi (S), 43’ s.t. Innocenti
Ammoniti: Felci per il Taranto; Migliorini, Centi per la Spal
Angoli: 6-2 per il Taranto
Spettatori: 5.000 circa (sparuta rappresentanza di tifosi ospiti quantificabile in una ventina di tifosi)
Note: sciopero del tifo della Curva Nord, occupata dai tifosi jonici, in segno di protesta per la Tessera del tifoso. Ad inizio gara minuto di raccoglimento per i soldati italiani vittime dell’attentato di Kabul.

TARANTO. Due fendenti inferti dagli emiliani (Bazzani in apertura d’incontro e Centi al 35’ del primo tempo) al cuore di un Taranto senz’anima e sfilacciato nei reparti. Due colpi mortiferi sferrati da una Spal ordinata e priva di superflui orpelli. Inutile la rete in chiusura di match realizzata da Innocenti, che ha reso la sconfitta jonica solo un po’ meno amara. Alla fine gli uomini di Dolcetti possono festeggiare la prima vittoria (conquistata con merito) del campionato, mentre mister Braglia dovrà lavorare molto in settimana per dotare i suoi uomini di carattere e cattiveria agonistica, magari ruotando qualche elemento non apparso all’altezza della propria fama.
Mister Braglia conferma il 4-3-3 visto all’opera domenica scorsa a Ravenna: l’unica eccezione è costituita dall’inserimento in retroguardia (in nome del turn over) di Calori al posto di Viviani. Dall’altra parte mister Dolcetti (privo degli infortunati Rossi, Ioime e Pallara) modula i suoi 4-2-3-1 con alcuni cambi rispetto all’undici dell’ultima gara: Centi e Laurenti al posto rispettivamente di Quintavalla e Bracaletti. In attacco, invece, l’annunciato Bazzani come unico terminale offensivo.
La cronaca. In avvio (al 2’) la Spal sorprende la difesa rossoblù: Centi crossa dalla sinistra per la precisa inzuccata di Bazzani, che anticipa Nocentini e infila Bremec. Tentano di reagire gli jonici: al 10’ Correa impegna Capecchi su punizione, mentre un minuto dopo è Falconieri, al culmine di una azione solitaria, a sparacchiare alle stelle da buona posizione. Rispondono prontamente gli emiliani al 19’: il destro scoccato dai venti metri da Migliorini sfiora il palo. Ritenta dal limite Falconieri (al 25’) con un sinistro a giro che si spegne al lato. Lo stesso attaccante jonico al 32’, innescato da un passaggio in profondità di Corona, dilapida una clamorosa occasione lasciandosi ipnotizzare dall’estremo difensore emiliano. I biancazzurri non stanno a guardare: al 34’ Schiavon impegna Bremec con un diagonale teso, mentre un minuto più tardi un tiro di Centi, deviato da Nocentini, inganna il portiere jonico con la sfera che si infila in rete. Due a zero per gli ospiti tra lo stupore del pubblico tarantino. I pugliesi cercano di accorciare le distanze: al 44’ angolo di Correa per il colpo di testa di Mezavilla con la palla che sorvola la traversa. L’ultima emozione della frazione è la conclusione dello jonico Felci, che viene bloccata da Capecchi. Nella ripresa bisogna attendere l’undicesimo per segnalare la prima occasione degna di nota: Scarpa la mette in mezzo dalla sinistra per il tuffo di testa di Mezavilla con la sfera che finisce oltre la traversa. Al medesimo minuto si registra il primo cambio della gara: mister Dolcetti sostituisce Laurenti con Bracaletti lasciando immutato l’assetto tattico. Risponde il tecnico Braglia che inserisce la punta Innocenti al posto dell’esterno Felci: gli jonici si modulano con un 4-2-4. Al 15’ i locali si rendono pericolosissimi: a seguito di un corner, Falconieri impegna per due volte Capecchi e sullo sviluppo dell’azione Scarpa spreca tutto sparando a lato da posizione favorevole. Al 16’ il tecnico spallino ridisegna la sua squadra sul 4-4-1-1: dentro Quintavalla, fuori Migliorini. Il tecnico rossoblù cerca di riequilibrare l’assetto tattico dei suoi al 25’: esce Falconieri, entra Iraci. Allo stesso minuto Dolcetti effettua l’ultimo cambio sostituendo Centi con Cazzamalli. Alla mezzora anche i pugliesi sfruttano l’ultima sostituzione: Quadri avvicenda un abulico Correa. I pugliesi tentano disperatamente la via della rete al 41’: Bolzan batte una punizione dalla trequarti avversaria, la sfera raggiunge Innocenti, il quale in tuffo manda oltre la traversa. Sono le prove della rete jonica che giunge al 43’ in mischia ad opera dello stesso Innocenti, l’attaccante ravennate batte Capecchi con un preciso colpo di testa. L’ultima occasione dell’incontro capita sui piedi di Corona al 49’: il bomber palermitano saetta di destro, ma la sua conclusione risulta fuori misura. Dopo cinque minuti di recupero l’arbitro fischia decretando la vittoria (meritata) degli emiliani con la conseguente delusione da parte dei ragazzi di Braglia.

SPOGLIATOI
Dolcetti felice per il risultato si gode il gran bottino in queste ultime due trasferte. L’ex capitano, impiegato come trequartista, sottolinea il lavoro tattico mentre Bazzani è raggiante: “Mi sono sbloccato e volevo farmi perdonare l’errore dal dischetto”
Centi: “Avevamo preparato la partita perfetta”
di Francesco Emanuele Friuli

Grande soddisfazione in casa Spal per il successo esterno in quel di Taranto. Il tecnico estense Aldo Dolcetti analizza il match in maniera limpida. “Nel primo tempo abbiamo condotto bene la gara. La partita che tatticamente avevamo preparato era basata sul recupero della palla a metà campo per poi lanciarla dritto per dritto. Prima siamo andati in vantaggio, poi abbiamo raddoppiato. Dopo una prima frazione in cui non c’è stata storia, nel secondo abbiamo mantenuto la forza anche perché l’avversario era un po’ nervoso. Forse il baricentro era eccessivamente basso e dovevamo stare più alti”. Il gol del raddoppio è stato siglato da Centi rientrato tra gli arruolabili dopo un inizio campionato da epurato: “Ha fatto vedere tutte le sue qualità – dice il tecnico spallino – ed è stato bravo a muoversi nella zona di centrocampo in cui i giocatori del Taranto erano in difficoltà. Il Taranto? Una squadra con tante individualità, volevamo inibire le loro trame offensive. Siamo stati bravi a sorprenderli. Aumenta, ora, la fiducia in noi stessi. Quattro punti su sei fuori casa sono tanti, specie se racimolati su due campi difficili come Cava e Taranto”.
Da giocatore ai margini a uomo faro della Spal. Luis Centi è stato una spina nel fianco della retroguardia ionica. Importante la sua seconda marcatura che, di fatto, ha spostato l’inerzia della partita a favore degli estensi. Ecco la sua descrizione del gol: “Schiavon ha fatto una bella azione sulla destra, io arrivavo da dietro. Non ho pensato due volte e ho tirato col piattone verso la porta, mi è andata bene grazie anche alla deviazione di un difensore tarantino (Nocentini ndr)”. L’opinione sul Taranto è frutto di quanto visto sul green dello Iacovone: “Sapevamo che erano una grande squadra. Eravamo certi che lasciassero degli spazi, demerito loro sicuramente. I nostri meriti? Sfruttare al meglio i loro errori. La partita, preparata perfettamente, è stata condotta in porto nel migliore dei modi”.
E si è sbloccato anche il bomber della Spal. Fabio Bazzani è raggiante per il gol-lampo che ha sbloccato il match: “Avevo un rammarico, quello di aver sbagliato il rigore due settimane fa. La mia condizione era in miglioramento. Il gol è stato un cross di Centi dalla destra e sono stato bravo ad anticipare il difensore ionico (ancora una volta Nocentini ndr). Credevamo tantissimo al fatto di poter fare risultato. Abbiamo sofferto poco e poi loro, sotto di due gol all’intervallo, hanno avuto notevoli problemi nel raddrizzare il match. Sono contento, personalmente, per aver realizzato il gol. Mi mancava, ora mi sento meglio”.

LE PAGELLE.
Nessuna insufficienza tra i ferraresi. Molto bene anche Capecchi, Schiavon e Zamboni. Dolcetti: solo mosse vincenti
CENTI E BAZZANI SU TUTTI
di Maurizio Mazzarella (Redazione Notasport)

SPAL
CAPECCHI 7 – Prova nel complesso egregia, anche se il Taranto non risulta eccessivamente incisivo, ma quando è chiamato in causa risulta sempre attento. Determinante su Falconieri nel primo tempo.
GHETTI 6.5 – Il Taranto nella sua zona fa poco, spesso si trova a fronteggiare Scarpa che in casa rossoblu è uno dei calciatori più evanescenti e in questo ha grosso merito.
CABECCIA 6.5 – E’ nella sua zona del campo che la truppa rossoblù cerca di creare grattacapi alla Spal, ma lui con disciplina non si fa sorprendere.
ZAMBONI 7 – Prova assolutamente eccellente, come è impeccabile l’intesa col compagno Lorenzi, entrambi sbagliano solo nell’occasione sbagliata da Falconieri nel primo tempo.
LORENZI 6.5 – Segue senza sbavature i riferimenti del compagno di reparto ostacolando con precisione le avanzate di Corona.
BEDIN 6.5 – Gioca in modo ordinato pressando egregiamente Correa nella fase di non possesso, non consentendogli di dettare i tempi.
SCHIAVON 7 – Bravissimo nell’occasione del raddoppio della Spal con un assist millimetrico, ha coraggio e quando può ci prova.
MIGLIORINI 6 – Giocatore giovane e probabilmente dal sicuro avvenire ma oggi è uno dei calciatori meno incisivi della Spal tanto che nella ripresa Dolcetti lo cambia.
BAZZANI 7.5 – Entra subito in partita trovando dopo due minuti la via della rete con uno stacco imperioso, crea grattacapi sino alla fine del match.
CENTI 7.5 – Abile a trovare Bazzani nell’occasione della rete del vantaggio, poi con astuzia e intelligenza riesce anche a raddoppiare. Decisivo.
LAURENTI 6 – Punge poco e risulta poco incisivo nella propria zona, nella ripresa il tecnico lo cambia per cercare maggiore equilibrio.
QUINTAVALLA 6 – Entra nella ripresa e si fa trovare pronto.
BRACALETTI, CAZZAMALLI: S.V.
DOLCETTI 7 – La Spal punta tutto sulle ripartenze e gestisce con saggezza una gara fortemente condizionata dal vantaggio di Bazzani. Nella buona prova della squadra ha molti meriti.

Foto tratte dal sito www.Mondorossoblu.it

CAVESE-SPAL 2-2

LA CRONACA DELLA PARTITA | Le Rubriche de LoSpallino.com

SPAL, LA REAZIONE E’ CONVINCENTE

Domenica 13 settembre 2009
Pareggio giusto tra i campani e i ferraresi. I biancazzurri passano in vantaggio, subiscono due gol incredibili (uno dei quali contestatissimo) ma rimontano e portano a casa un punto da un campo tosto
dal nostro corrispondente di Cava de’ Tirreni Giovanni Avallone

CAVESE-SPAL 2-2

Cavese (3-4-3): Russo, Farina, Nocerino, Lagnena, Bacchiocchi, Cipriani, Vittorio, Maiorano, Turienzo, Favasuli, Schetter. A disp.: Pane, Rapino, Pozza, Prevete, Tarantino, Varriale, Sorrentino.
Allenatore: Agenore Maurizi

Spal (4-3-2-1): Capecchi, Ghetti, Cabeccia, Bedin, Zamboni, Lorenzi, Schiavon, Migliorini, Bazzani, Bracaletti, Quintavalla. A disp.: Righetti, Bortel, Rossi, Cazzamalli, Laurenti, Valtulina, Meloni.
Allenatore: Aldo Dolcetti.

Arbitro: Andrea Coccia della sezione di San Benedetto del Tronto.
Assistenti: Luca Bisceglia di Crotone – Salvatore Longo di Paola.
Marcatori: al  4‘ pt. Schiavon (S),  al 45’ pt. Bacchiocchi (C), al 49 st. Favasuli (C), al  54‘ st. Migliorini  (S).
Calci d’angolo:  4 – 3 a favore della Cavese.    
Ammoniti: Tarantino (C),   Lorenzi (S).  
Espulsi: il direttore generale della Spal Pozzi e l’allenatore della Spal Dolcetti.  
NOTE: Pomeriggio a tratti soleggiato con una leggera pioggia nella ripresa, terreno in ottime condizioni con circa 2369 spettatori. Trasferta vietata per i tifosi di Ferrara in ottemperanza  alla decisione  del Prefetto della Provincia di Salerno con la chiusura del settore ad essi riservato. Ordinanza emanata nella prima giornata di campionato e valida fino al 30 settembre.

CAVA DEI TIRRENI. Cavese e Spal si sono battute a viso aperto per provare ad ottenere il primo successo stagionale. Gli ospiti dovevano cancellare il passo falso contro la Ternana, mentre la Cavese dopo il terzo pareggio consecutivo ha cercato di gettare il cuore oltre l’ostacolo per conquistare la prima vittoria in campionato, dopo aver dimostrato la sua consistenza, fermando sul pari corazzate come Pescara e Verona. La Spal ha palesato difficoltà nell’imporre il proprio gioco in velocità, soffrendo principalmente nella zona di centrocampo, dove la superiorità numerica dei blufoncè si è fatta sentire. La Spal riesce pienamente nell’intenzione di imbrigliare la Cavese sul terreno del Lamberti e strappa ai metelliani un punto importante per la classifica. Gli aquilotti dal canto loro recriminano per una partita giocata ad alti ritmi, mancando soltanto nella fase della finalizzazione. Mister Dolcetti sceglie il 4-3-2-1 con l’inserimento a centrocampo di Schiavon, per dare più solidità alla squadra cercando di sfruttare ottimamente le ripartenze. Una linea mediana davvero importante quella dei biancoazzurri, con Migliorini e Bedin, dei veri e propri baluardi davanti alla difesa, con le due ali larghe, Quintavalla e Bracaletti che danno l’anima ma sono surclassati dai loro opposti che li costringono più volte ad arretrare. In attacco il solo Bazzani chiuso egregiamente da un sontuoso Cipriani. Agenore Maurizi conferma la difesa con Cipriani, Farina e capitan Nocerino, a centrocampo Lagnena a destra e Favasuli a sinistra, con il duo Maiorano-Bacchiocchi al centro, mentre in attacco spazio a Schetter, Turienzo e Bernardo. Con questo schieramento il trainer in attacco ha smontato presunte gerarchie, ha tirato giù dal piedistallo chi credeva d’avere il posto assicurato, ha dato linfa e motivazioni a chi finora ha giocato poco. Tanto per intendersi, in tre giornate di campionato ha fatto ruotare ben sei attaccanti. Al pronti via e la Spal a passare in vantaggio con Schiavon, abile a battere a rete dai venticinque metri una ribattuta della difesa, un bolide che gela il Lamberti, niente da fare per il portiere Russo che prova a deviare la palla che passa alla sua destra.
Partita tutta in salita per la Cavese che cerca subito di portare in parità  la gara con Turienzo al 6’, servito al bacio da un traversone di Favasuli che con un colpo di testa fa passare la palla di poco sulla traversa. Azione fotocopia al 17’ con Turienzo che questa volta centra lo specchio della porta, con Capecchi che blocca a terra. Conto aperto tra Turienzo e il portiere che al 25’ strozza in gola un urlo di gioia ai tifosi del Lamberti, superandosi in un volo plastico e respingendo la palla a mano aperta. E’ sempre Turienzo al 32’ che cerca di sorprendere ancora una volta il portiere dalla distanza, ma Capecchi è insuperabile. Sembra che il primo tempo sia finito quanto Bacchiocchi ruba palla su un rimpallo e si invola verso il portiere, facendo partire dai venticinque metri un tiro senza tante pretese con il portiere Capecchi che si ingarbuglia in una parata facile lasciando passare la palla sotto le braccia. Si va al riposo con il parziale di 1 ad 1 con la Cavese che raggiunge la parità nell’azione meno pericolosa.
Alla ripresa del gioco questa volta è la Cavese a passare subito in vantaggio, con Favasuli che dalla fascia fa partire un traversone che diventa un tiro velenosissimo per Capecchi, costretto ad indietreggiare per cercare di recuperare la palla che colpisce la traversa ed entra in porta. La rete viene convalidata dal direttore di gara su segnalazione  del collaboratore di linea. Increduli i giocatori della Spal, perché a loro dire la palla non ha attraversato la linea di porta, e forse non hanno tanto torto. La Cavese non può credere a questo regalo e si fa rimontare su una punizione di Migliorini  con una papera di Russo che lascia rimbalzare la palla nell’area piccola, con la stessa che finisce in rete senza che il portiere tenti di bloccarla. Questa volta sul pareggio, l’ottimo Dolcetti prima di essere espulso, prova a giocarsela cambiando modulo facendo entrare Meloni per Quintavalla e passando a al 4-4-2. Anche la Cavese cerca di cambiare qualcosa, inserendo  in attacco Tarantino, Sorrentino e Varriale, senza alcun risultato. La gara termina con la Cavese che recrimina per non aver portato in porto la prima vittoria quasi regalata e con una Spal molto brava a reagire dopo la batosta dei due gol “strani” subiti che si accontenta del punto conquistato.

LE PAGELLE

Poche le insufficienze tra gli spallini. Utile Bazzani, giù di tono Bracaletti e Quintavalla
PROMOSSI GHETTI MIGLIORINI E SCHIAVON
di l.s.

Capecchi 5: fino all’errore sul primo gol è bravissimo. Il raddoppio è di quelle retI che capitano una volta nella vita. Nel complesso una giornata poco positiva.
Ghetti 7: non fa passare nulla e ogni tanto prova anche a sganciarsi. Tra i migliori in campo.
Cabeccia 6.5: salva un gol sulla linea e fa il suo. Giovane da seguire.
Bedin 6: sbaglia pochissimo anche se soffre la dinamicità degli avversari.
Zamboni 6.5: come Ghetti e il collega centrale Lorenzi non rischia praticamente mai.
Lorenzi 6.5: vedi Zamboni.
Schiavon 6.5: ottima prestazione, oltre al gol, e grandi sacrifici.
Migliorini 6.5: il gol decisivo è la ciliegina su una prestazione grintosa. Altro giovane dai piedi buoni da seguire.
Bazzani 6: decisamente meglio al Bazzani visto l’anno scorso a Pescara. Gioca per la squadra con sponde e sacrificio. Pochi i palloni per rendersi pericoloso in zona gol.
Bracaletti 5.5: era uno dei più temuti e invece gioca una partita sotto tono con pochissimi spunti.
Quintavalla 5.5: come Bracaletti con un po’ di voglia in più.
(Meloni 6): grande impegno e prestazione comunque importante nei minuti decisivi.
(Cazzamalli ng)
(Valtulina ng)

Dolcetti 6.5: la Spal entra in campo per fare la partita e paradossalmente è frenata dal gol realizzato troppo presto. La reazione dei suoi dimostra la compattezza della sua squadra.

SPOGLIATOI/1

Mister Dolcetti soddisfatto per la prestazione dei suoi: “Siamo sulla strada giusta, presto arriveranno anche i tre punti”
“Due gol per i nostri tifosi”
di Gelsomina Ambrosino

Per come si erano messe le cose un pari tutto sommato giusto alla fine, concorda?
“Sicuramente. Torniamo a Ferrara con un punto molto importante e che ci rincuora molto grazie ad una prestazione convincente e ottenuta su di un campo veramente difficile. Avevamo bisogno di muovere la classifica e di dare un’impronta positiva ad un periodo tutt’altro che facile. C’è ancora tanto da lavorare ma sono certo che la strada che abbiamo intrapreso è quella giusta e prima o poi arriveranno anche le vittorie”.
Due reti in una sola partita la Spal non le aveva mai segnate in campionato fino ad ora.
“Se vogliamo guardare il bicchiere mezzo pieno è così: dopo due 1-1 consecutivi e la sconfitta di domenica scorsa contro la Ternana senza segnare nemmeno una rete, oggi siamo riusciti a fare due gol; il problema è che ne abbiamo subìti altrettanti e in futuro dovremo essere più bravi a non concedere così tanto agli avversari”.
Dopo aver appreso che quest’anno sareste dovuti scendere al sud, ha cambiato il suo modo di lavorare con la squadra in vista di avversarie così  toste e campi così calorosi?
“Sinceramente no. Non ho mai pensato che dovessi cambiare il mio modo di lavorare in campo con i giocatori a prescindere dalle avversarie. Io ho la mia idea di Spal e per tutto il ritiro così come durante la settimana ho ben chiaro cosa pretendo da questi ragazzi e so dove possono arrivare. Quello che è cambiato è l’approccio mentale. Sapevamo che avremmo trovato formazioni con una grande esperienza, formate da giocatori che non fanno complimenti, aggressive, come la Cavese di oggi. Il mio lavoro è diventato più “intellettuale” con un fine preciso che è quello di evitare di farci condizionare dall’ambiente e dal gioco troppo maschio. Rispetto all’anno scorso noto un campionato con un gioco più spezzettato, con più falli e interventi ai limiti del regolamento. Noi siamo pronti e ci adegueremo”.
Mi passi una battuta: se ci limitiamo a leggere il tabellino sembra la Spal, con le due espulsioni, la squadra più  “cattiva” e non la Cavese. Ci racconta il rosso nei suoi confronti?
“Dopo il gol del momentaneo 2-1 ci siamo innervositi perché i ragazzi erano convinti che la palla fosse più fuori che dentro. Dalla mia posizione non posso dire nulla, non l’ho visto e ho tradotto all’assistente questa tensione che c’era sulla nostra panchina, cercando di spiegarmi. L’assistente ha richiamato l’attenzione dell’arbitro e mi ha espulso. Tutto qui”.
Impressionante il calore del “Lamberti”. Alla Spal quanto sono mancati i suoi tifosi?
“Il calcio è uno spettacolo e come tale va fruito. Non condivido queste restrizioni, io ho un’idea diversa di questo gioco. I tifosi della Cavese erano numericamente pochi ma non sembrava, ad ogni tocco di palla nostro ci fischiavano sonoramente, a tratti è stata vera e propria una bolgia. Mi dispiace che non siano potuti venire a farci sentire il loro sostegno per colpe non loro. La presenza dei tifosi per noi è fondamentale, ci danno sempre una grande carica”.

SPOGLIATOI/2

Il DiGì Pozzi: “Il punto non cambia i nostri obbiettivi: la punta arriverà”
“Contento per Migliorini”
di Gelsomina Ambrosino

E’ l’undicesimo della ripresa: Migliorini segna, lei esulta e subito dopo viene espulso. Cos’è successo?
“Nulla, uno scambio di battute con il direttore di gara, niente di particolare. Non so cos’abbia visto o sentito, la panchina è esplosa in un grande boato di gioia come è normale quando si segna un gol. Si è avvicinato e mi ha espulso senza dare troppe spiegazioni”.
Cambia il mercato della Spal dopo i due gol di oggi?
“La punta arriverà e sarà un acquisto importante, un’ulteriore sforzo di questa società per questa piazza, per i suoi tifosi e per cercare di fare ancora meglio dell’anno scorso. Non garantisco che l’acquisto si concretizzi a breve, dobbiamo valutare molte cose perché pescare e soprattutto farlo bene nel mercato degli svincolati non è mai semplice. Dovremo essere bravi. Sicuramente però, mi sento di dire, arriverà”.
La piazza è rimasta delusa dal mancato arrivo dell’attaccante dopo la cessione di Arma.
“Io penso che la società sino ad oggi si sia mossa bene per quello che sono le nostre possibilità e le nostre capacità. Se focalizziamo bene la Spal nel suo complesso non c’è nulla per rimanere delusi”.
In settimana lei ha fatto sapere a gran voce di non essere d’accordo con chi fischia Valtulina e Migliorini. Proprio Migliorini oggi è stato decisivo per il pareggio finale.
“Sono giovani e devono sbagliare. Sbagliano tutti figuriamoci dei ragazzini. Se non la diamo a loro la possibilità di sbagliare un passaggio o un cross a chi la dobbiamo dare? Sono importanti per noi, cresceranno perché hanno margini di miglioramento importanti e dobbiamo avere pazienza. Fischiarli vuol dire perderli e sarebbe un clamoroso autogol che il pubblico di Ferrara, che considero maturo e intelligente, non si può permettere. E non ce lo possiamo permettere noi come società. Sono un investimento e vedrete che faranno sempre meglio”

CAVA DE’ TIRRENI- L’ennesimo pareggio di quest’ inizio di campionato per la Cavese di Maurizi. Contro la Spal di Dolcetti, infatti, gli aquilotti non vanno oltre il pari proseguendo la scia dei pareggi ottenuti contro Pescina VG, Pescara e Verona. Un pareggio che non soddisfa il tecnico metelliano che alla vigilia della partita aveva chiesto una vittoria ai suoi ragazzi. In sala stampa si presenta scuro in volto, rabbuiato per la mancata vittoria che consacra la Cavese regina dei pareggi in quest’inizio di stagione.<< Mi dispiace tantissimo non avere ottenuto i tre punti – esordisce il tecnico degli aquilotti – ci tenevo tantissimo a vincere questa partita al di là del gioco. Abbiamo creato tantissime occasioni, come del resto anche nelle altre partite, non riuscendo però a raccogliere quanto prodotto. Per di più di fronte abbiamo trovato una Spal piuttosto remissiva, arroccata all’indietro che però con soli due tiri in porta è riuscita a portarsi a casa un pari importante>>. Disamine che diventa ancora più esaustiva quando vengono messi in evidenza alcuni limiti della squadra,<< Dovevamo fare una partita più aggressiva, rabbiosa, cosa che ci è mancata un po’ nell’arco dei novanta minuti. La cosa che più rammarica è che dopo il goal del vantaggio non siamo riusciti a gestire bene il vantaggio, siamo stati troppo timorosi, e questo non va bene per una squadra che deve avere la mentalità vincente. Dimostriamo carattere quando passiamo in svantaggio, mentre oggi che eravamo riusciti a capovolgere le sorti del match non siamo stati capaci di gestire>>. Come spesso è accaduto in queste prime partite la Cavese spinge moltissimo a sinistra con Favasuli, mentre poco a destra con Lagnena, un grattacapo da non poco per l’ex tecnico della Scafatese.<< Questo è uno dei problemi principali della squadra. Lagnena è giovane quindi pecca in personalità, anche se in fase difensiva ha offerto comunque una buona prova. A sinistra invece siamo sempre pericolosi con Ciccio, sempre in grado di creare grattacapi alle difese tanto che la Spal ha giocato praticamente ad uomo su di lui>>. Qualche dubbio invece sul cambio di Turienzo nella ripresa, l’unico in grado di dare peso in attacco alla manovra metallina,<<Togliendo lui abbiamo perso qualcosa nel possesso palla e nel gioco aereo, ma era stanco quindi ho optato per il cambio>>. Cavese che insomma << non sa vincere né tantomeno perdere>>, parola di un mister che sempre scuro in volto lascia la sala stampa del “Lamberti”. Sulla stessa onda di pensiero del mister anche Ciccio Favasuli, autore della rete del momentaneo vantaggio nonché sempre più spina nel fianco delle difese avversarie.<< Volevamo questa vittoria fortemente e dispiace tanto non averla ottenuta. Purtroppo è stata un gara condizionata dagli episodi, non abbiamo cercato di fare la nostra partita creando anche delle buone occasioni senza riuscire però a raccogliere il massimo. Forse abbiamo peccato un po’ in concentrazione, rilassandoci troppo sul 2 a 1, ma anche questo fa parte del calcio>>. Favasuli si sofferma poi sul suo nuovo ruolo, molto più faticoso, e sulla rete trovata fortuitamente<<Mi sto trovando bene nel nuovo ruolo, si fa molta più fatica però sto bene fisicamente quindi non ho problemi ad interpretare questa nuova posizione. Certo nel finale è emersa un po’ di stanchezza, così come per il resto della squadra che ha speso molto nel cercare la vittoria. Il goal? Secondo me era entrata, anche se non sono sicuro. Di certo posso dire che il mio non era un tiro bensì un cross. Sto diventando uno specialista( dice con il sorriso sulle labbra ad un collega che gli ricordava il goal di l‘anno scorso contro la Juve Stabia>>. Una battuta finale sul futuro, visto anche le tante voci di mercato che hanno caratterizzata l’estate del calciatore,<< Mi ha dato fastidio la mancanza di rispetto avuta nei miei confronti, dal momento che non rientravo nei piani societari. Poi l’arrivo del mister ha cambiato qualcosa, il nervosismo è andato scemando ed ho continuato a lavorare sodo per questa maglia. Gennaio? E’ lontano>>.
Antonio Vuolo

SPAL-TERNANA 0-1

LA CRONACA DELLA PARTITA | Le Rubriche de LoSpallino.com

La Spal crea, Visi conserva… ma che spreco!

Domenica 13 settembre 2009
Incredibile e sfortunata gara al Mazza. Biancazzurri sotto per un clamoroso errore difensivo. Tantissime le occasioni fallite dalla squadra di Dolcetti o parate dal portiere umbro. Nel recupero anche un rigore sbagliato da Bazzani. Finisce 1 a 0 per la capolista
di Diego Stocchi Carnevali

SPAL-TERNANA 0-1

SPAL (4-4-2): Capecchi, Cabeccia, Quintavalla, Bedin, Zamboni, Lorenzi, Meloni (dal 37′ s.t. Laurenti), Migliorini (dal 19′ s.t. Cazzamalli), Bazzani, Bracaletti, Valtulina (dal 1’s.t. Rossi).
A disposizione: Righetti, Ghetti, Schiavon, Marongiu. All.: Dolcetti

TERNANA (4-4-1-1): Visi, Bertoli, Camillini, Di Dio, Borghetti, Di Deo, Concas, Danucci, Perna (dal 45′ s.t Bizzarri), Noviello (dal 30′ s.t. Lacheheb), Piccioni (dal 40′ s.t. Costantini).
A disposizione: Cunzi, Tedeschi, Alessandro, Cori. All.: Baldassarri
Arbitro: Carbone di Napoli Assistenti: Provesi di Treviglio e Marengo di Mortara

Marcatori: Concas (T) al 20′ p.t.

Note: giornata di sole tipicamente settembrina, temperatura gradevole, ventilazione pressoché assente, campo in discrete condizioni. Spettatori: 1.400 paganti (1.933 gli abbonati) di cui un centinaio circa da Terni per un incasso di poco superiore ai 33 mila euro.
Ammoniti: Di Dio (T), Migliorini (S), Zamboni (S), Bazzani (S), Visi (T)
Espulsi: Di Dio (T) per doppia ammonizione
Calci d’angolo: 5-4
minuti di recupero: 2′ p.t. e 5’ s.t.

FERRARA – Parte subito forte la Ternana e dopo due minuti è un cross di Concas dalla destra a imbeccare la testa di Perna ma Capecchi fa buona guardia e para senza problemi. Ferraresi che rispondono per le rime al sesto su lancio di Migliorini ma è Borghetti a chiudere bene su Bazzani. La Spal soffre in mezzo al campo e i rossoverdi hanno vita facile con il duo Di Deo-Danucci assoluti padroni della zona nevralgica del gioco.

I biancoazzurri ci provano al nono con Meloni che gira la palla a lato su suggerimento di Bracaletti dalla sinistra: troppo poco per creare grattacapi alla capolista. Dolcetti si accorge che Piccioni a sinistra fa il diavolo a quattro e inverte Bedin e Migliorini portando l’ex centrocampista della Pro Sesto sulla fascia di competenza del numero undici umbro. Al ventesimo la frittata: lancio di Camillini di quaranta metri apparentemente ininfluente ma Lorenzi in netto anticipo si fa incredibilmente sorprendere da Concas, lesto a infilarsi tra la palla e il portiere, tradito anche dalla mancata uscita di Capecchi. Clamorosa indecisione tra Capecchi e Lorenzi. Spal frastornata e in preda alla paura di sbagliare. Al trentaduesimo Dolcetti passa al 4-4-2 e subito Cabeccia lancia in mezzo per Meloni che di piatto mette fuori da ottima posizione. Minuto trentacinque: Meloni si invola e salta Danucci sulla destra, mette in mezzo per l’accorrente Bracaletti che tira a botta sicura ma la palla finisce a lato. Un vero e proprio rigore in movimento. A sette minuti dalla fine del primo tempo ghiotta occasione per i padroni di casa ma è una paratissima di Visi su Bracaletti prima e salvataggio di faccia di Di Deo poi su Meloni che strozzano in gola l’urlo degli estensi. Poco prima del riposo Quintavalla in mezzo per Bazzani che viene strattonato in maniera evidente da Borghetti ma per l’arbitro è tutto regolare.

La ripresa inizia con un cross di Cabeccia al terzo per Bracaletti che dal dischetto a botta sicura spara su Visi che si erge ad autentico protagonista della gara respingendo a mani protese la conclusione dello spallino. Passa un minuto e la Spal chiede il rigore per una manata di Di Dio rifilata a Meloni in area ma l’arbitro lascia correre. La Ternana ci prova al settimo con un tiro del centrocampista Di Dio dalla distanza ma Capecchi è attento e si rifugia in angolo. Fino alla mezzora il nulla quando Bertoli salva un tiro in controbalzo di Meloni sulla linea di porta: Spal anche sfortunata. Dopo sessanta secondi è Rossi a provarci dalla distanza e la sfera termina di un nulla alta sopra la traversa. Nel finale è Bazzani in rovesciata su punizione di Laurenti a sfiorare il pari ma ancora una volta Visi risponde da campione. Al quarto minuto di recupero rigore per la Spal per intervento di Bizzarri su Rossi ma Bazzani spara in curva. Finisce così con una sconfitta che non ci voleva e con la Spal che, in vista di due trasferte consecutive, resta a miseri due punti in classifica. Certo, non tutte le partite vanno così storte…

SPOGLIATOI

Il presidente Butelli punta l’indice sui primi venti minuti ma si dice certo di una ripresa immediata. Il tecnico è severo ma annuncia un pronto riscatto. Capitan Zamboni: “In Campania per prenderci i punti che la sfortuna ci ha tolto”

Dolcetti critico: “Un passo indietro”

di Alessandro Orlandin

Il primo a presentarsi davanti a microfoni e taccuini dopo la prima sconfitta stagionale è il presidente Cesare Butelli, che non usa giri di parole: “Nei primi venti minuti abbiamo offerto una prestazione indecorosa, in seguito invece siamo riusciti a riprenderci un po’ e ad essere, anche se a tratti, la squadra che conosciamo. Abbiamo creato molte occasioni da rete contro una difesa a trattI inguardabile. Era una partita da vincere e l’abbiamo persa, contro una formazione che grazie a una clamorosa indecisione ha portato via i tre punti”. Errori incredibilI quello nato sull’asse Capecchi-Lorenzi. “Veramente impensabile, una indecisione madornale che non mi aspetterei di vedere in una terza serie professionistica”. Ternana fortunata e ben protetta dal proprio portiere: “Si, abbiamo creato 7-8 palle gol e Visi ha compiuto dei veri e propri miracoli, la palla oggi non voleva proprio entrare”. E poi è arrivato il rigore al 94’. “Quello è stata la degna conclusione di una partita nata male e finita peggio: sono sceso a parlare con Bazzani dopo l’accaduto e non riusciva a darsi pace per l’errore, ma credo saprà rialzarsi”. Due punti in tre partite e due trasferte toste all’orizzonte. “In fondo abbiamo gli stessi punti dell’anno scorso – dice sorridendo amaramente – sono certo che sapremo riprenderci in tempi brevi: andiamo avanti per la nostra strada consapevoli della nostra forza”.

Aldo Dolcetti esce dagli spogliatoi un po’ sconsolato: “Volendo dar credito al numero di occasioni create si può tranquillamente dire che la Spal non meritasse la sconfitta, ma tant’è, il risultato non si misura solo con questi parametri”. Una prestazione altalenante quella offerta dalla squadra. “Si, abbiamo iniziato molto male subendo lo svantaggio al cospetto di un avversario molto furbo. Poi siamo cresciuti, riuscendo anche a creare occasioni interessanti, ma in generale non abbiamo offerto una buona prova”. Probabilmente un mezzo passo indietro rispetto a Ravenna. “Siamo stati discontinui e la prestazione di oggi non rappresenta certo un progresso. Ripeto, nonostante questo ci poteva stare benissimo il risultato utile”. Bazzani è sembrato davvero inconsolabile dopo l’errore dal dischetto: ha parlato con lui al termine della gara? “No, rivangare l’episodio a mente ancora calda non ha senso e ho deciso di non affrontare il discorso. Chiaramente aveva bisogno di questa rete dal punto di vista personale, forse più per lui che per la squadra in sé. Ma Fabio è un professionista esperto e saprà riprendersi”. La difesa, così come nelle due uscite precedenti, sembra un po’ più in difficoltà rispetto alla scorsa stagione. “E’ vero, ma non si tratta di un periodo negativo dei nostri giocatori, semplicemente di un cambio tecnico nella gestione della fase difensiva che non è stato ancora metabolizzato appieno. Contiamo di vedere netti miglioramenti sul breve termine”. Oggi Bedin e Migliorini sono sembrati in difficoltà nella selva di centrocampisti rosso-verdi: un uomo in più in mediana avrebbe potuto aiutare? “Non credo sia questo il punto, è vero che loro erano in maggioranza numerica a centrocampo ma non per forza l’aggiunta di un calciatore in quella zona avrebbe potuto risolvere i problemi visti oggi sia in costruzione che in interdizione”. Ora è la volta di due impegni esterni che si annunciano complessi: “Certo, ma siamo fortemente determinati a reagire nell’immediato”.

Delusione forte anche per i protagonisti in campo. Maurizio Bedin commenta così la prestazione della Spal: “Abbiamo giocato male nella prima parte, capendoci veramente poco soprattutto a metà campo dove loro erano in netta superiorità. Poi siamo riusciti a migliorare la nostra manovra creando un gran numero di occasioni, peccato che la palla non volesse proprio andare dentro. Il rigore sbagliato infine è stato l’emblema della nostra prestazione, particolarmente segnata dalla sfortuna e marchiata da un errore fatale. Tuttavia non ci perdiamo d’animo e guardiamo con fiducia alle prossime gare”.

Anche capitan Marco Zamboni fatica a nascondere l’amarezza per il risultato: “Meritavamo senza alcun dubbio il pareggio, anche perché abbiamo subìto un gol evitabilissimo e loro non hanno più creato niente per il resto della gara. Peccato

LE PAGELLE. Pesa l’errore difensivo. Bazzani bene ma il rigore sbagliato… Ancora tra i migliori Quintavalla. Bravi anche Meloni, Rossi e l’offensivo Bracaletti. Male il centrocampo

di Diego Stocchi Carnevali

Capecchi 4.5 Pesa come un macigno l’errore sul gol. E’ il portiere che deve uscire e chiamare la palla e non il difensore a chiamare l’uscita del portiere. Si rifà parzialmente nella ripresa quando dopo sette minuti para un siluro del ternano Di Deo: quello sarebbe stato un gran gol ma il portierone respinge in corner. Si rifarà.

Cabeccia 5 Rinunciare a Ghetti è un delitto a prescindere, non ce ne voglia Marcolino. Gara in sofferenza dall’inizio alla fine contro un Piccioni che non è sembrato irresistibile in realtà. Da difensore, regola del manuale del calcio non scritta, quando puoi spazzala in tribuna. Invece per due volte si fa sorprendere da Perna che gli sale letteralmente in testa vista anche la mole diversa tra i due. Per fortuna queste disattenzioni non costano gol.

Zamboni 5.5 Litiga subito con Piccioni e dopo due minuti anche con l’arbitro che finirà per ammonirlo, chiaro segnale di nervosismo. Non soffre le punte avversarie che non fanno nulla per mettere in difficoltà il reparto arretrato spallino, ma è troppa l’insicurezza che trasuda dall’uomo simbolo di questa squadra.

Lorenzi 4 A Ravenna è stato sfortunato, oggi è stato “leggero”. Non si intende con Capecchi ma non si intende nemmeno con Quintavalla quando viene il momento di coprire le spalle all’esterno ferrarese sbagliando passaggi elementari e spazzando con troppo foga palloni alla… “speraindio” in avanti a chissà chi e per fare chissà cosa. Da recuperare mentalmente.

Quintavalla 6 Uno dei meno peggio in questa Caporetto di giornata. Si conferma uomo di buona gamba, discreti i cross e, se non altro, lotta per tre. Tecnicamente non è dotatissimo e si sa ma merita la sufficienza perché è dalla sua parte che la Spal mette di più in difficoltà la Ternana.

Bracaletti 6 Il migliore di giornata. Tre conclusioni importanti verso la porta di Visi anche se pesa tantissimo l’errore su quel rigore in movimento a metà della prima frazione: poteva cambiare la partita. Si danna l’anima, non sta fermo un attimo e, per la prima volta, gioca novanta minuti senza essere sostituito. Pecca in lucidità al momento della conclusione, un problema forse figlio del troppo lavoro che si deve sobbarcare a forza di fungere da elastico tra centrocampo e attacco.

Bedin 5.5 Parte sul centrosinistra stupendo un po’ tutti con il suo dirimpettaio Migliorini sul centro-destra. Dura venti minuti l’esperimento poi, quando Dolcetti si accorge che è Piccioni il problema e non Concas come evidentemente si aspettava, porta i due nelle loro posizioni di sempre. Tiene troppo la palla e sbaglia troppi passaggi ma in settimana si era allenato poco. La fortuna è che la Ternana è lentissima quando deve imbastire un’azione d’attacco e la difesa è riuscita a metterci più di una pezza.

Migliorini 5 E’ giovane e si farà. Insistiamo nel ritenerlo uno dei giovani più interessanti in quel ruolo. Gioca poche volte a testa alta, si fa ingarbugliare da Di Deo e Danucci e, cosa peggiore, è lasciato solo in balìa del proprio destino quando chiama in appoggio i compagni che anziché farglisi incontro scappano. Fischiato, esce dopo venti minuti della ripresa.

Cazzamalli 5.5 Naufraga nel mare in tempesta in cui la barca spallina va alla deriva. Piace per la voglia che ci mette quando entra in campo ma è più confusionario che concreto. Da censura la rissa nel finale che lo vede tra i protagonisti. E’ un giocatore che va recuperato se non altro perché la Spal sembra soffrire in centimetri e muscoli a centrocampo. In fondo è stata la più bella scoperta dell’anno scorso.

Valtulina 5 Non ci siamo ancora. Sta bene fisicamente ma non ancora benissimo e ne risente lui e la squadra. Messo in campo a sorpresa al posto di Rossi gioca un tempo, male, poi Dolcetti decide di cambiarlo sentendo probabilmente i fischi, ingenerosi e impietosi, del pubblico ferrarese. Ha ventuno anni, ricordiamolo. E vale lo stesso discorso fatto per Migliorini. Non bruciamoci in partenza giovani di belle speranze. Aspettiamo prima di trarre affrettate conclusioni.

Bazzani 5.5 Sbaglia un rigore che avrebbe cambiato la classifica della Spal ma non la prestazione. Lavora tantissimo per la squadra ma un attaccante deve tirare in porta. Lui non lo fa quasi mai in novanta minuti eccezion fatta per una rovesciata strozzata che finisce nella mani di Visi. E non è un aspetto da sottovalutare. Sull’impegno niente da dire perché è generosissimo.

Meloni 6 Sfortunato nell’occasione in cui Bertoli gli nega il gol a metà ripresa, lo è pure nel primo tempo quando stavolta è la faccia di un difensore ternano a negargli l’urlo di gioia. Si guadagna un mezzo rigore a inizio ripresa quando Di Deo gli da una manata che l’arbitro considera involontaria. Spazia su tutto il fronte d’attacco e tira in porta appena gli capita l’occasione. E’ solo questione di tempo poi si sbloccherà definitivamente.

Rossi 6 Entra subito in partita. Siluro da trenta metri vicino all’incrocio e un rigore procurato. La sufficienza sarebbe più ampia se avesse giocato di più.

Laurenti s.v. Dieci minuti in cui si fa notare per una buona punizione guadagnata nel vertice basso dell’area sinistra umbra.

TERNANA:
Visi 7.5, Bertoli 6.5, Camillini 6, Borghetti 7, Di Dio 5, Concas 6.5, DiDeo 6.5, Danucci 6, Piccioni 6, Noviello 5.5, Perna 5.5.

RAVENNA-SPAL 1-1

LA CRONACA DELLA PARTITA | Le Rubriche de LoSpallino.com

Spal, un punto e un grande Arma

Domenica 13 settembre 2009
SECONDA GIORNATA. A Ravenna finisce 1 a 1. Biancazzurri sfortunati nello svantaggio ma bravi a rimontare grazie al bomber che potrebbe rimanere salvo super ma improbabili offerte.
di Enrico Testa

RAVENNA-SPAL 1-1

RAVENNA (4312): Anania, Rizzo, Sabato, Rossetti, Ferrario, Fasano, Packer (dal 69’ Cavagna), Sciaccaluga, Piovaccari (dal 78 Filipi), Toledo, Gerbino Polo (dal 46’ Scappini).
All.: Esposito.
A disp.: Rossi, Anzalone, Ciuffetelli, Cavagna, Riberto, Filipi, Scappini.

SPAL (4231): Capecchi, Ghetti, Quintavalla, Bedin, Zamboni, Lorenzi, Rossi (dal 54’ Meloni), Migliorini, Arma, Bracaletti (dall’86 Schiavon), Valtulina (dal 73’ Laurenti).
All.: Dolcetti.
A disp.: Righetti, Cabeccia, Schiavon, Cazzamalli, Laurenti, Meloni, Bazzani.

Arbitro: Baratta di Salerno.
MARCATORI: Parker all’8, Arma al 34’.
NOTE: Giornata coperta, umidità elevata, terreno in buone condizioni.
I tifosi della Spal scelgono di non entrare perché non viene autorizzato l’ingresso degli striscioni. Decidono così di restare fuori dallo stadio e nonostante si tratti di una situazione pericolosa per l’ordine pubblico gli uomini preposti nello stadio romagnolo non acconsentono all’entrata degli stendardi biancazzurri. Allucinante.
Ammoniti: Ferrario (R), Quintavalla (S).
Corner: 1-1 (0-1)

RAVENNA. Un punto per uno. Ed è giusto così. La Spal dimostra più personalità e facilità di manovra ma è costretta a inseguire per il gol beffa iniziale del Ravenna. E vista la classifica, nonostante siano state archiviate soltanto due giornate, il campionato sarà davvero lungo: vedere le difficoltà delle favorite per credere.
Rispetto alla vigilia si comincia con Arma titolare al posto di Bazzani. Chissà che non sia un indizio sulla permanenza del bomber. Spal quindi con un solo attaccante e con il trio Bracaletti-Rossi-Valtulina, da destra verso sinistra, a sostegno. Soliti i mediani, idem la difesa con Quintavalla preferito a Cabeccia. Nel Ravenna nessuna sorpresa e modulo che varia dal 442 al 4321 con Toledo tra le linee. Prime fasi di studio con il Ravenna che tiene il pallino e la Spal che riparte. Un affondo di Valtulina e Rossi fa guadagnare alla Spal il primo angolo al 5’ ma senza esito. All’8’ il secondo contropiede consecutivo del Ravenna. Da Sciaccaluga a Parker che converge e nella conclusione viene fuori una strana traiettoria, forse anche deviata, che termina a fil di traversa nella porta difesa da Capecchi. Uno a zero. E’ una doccia fredda per la Spal che si fa trovare troppo sbilanciata in avanti e subisce così il vantaggio del giocatore brasiliano. Dolcetti inverte la posizione degli esterni Bracaletti e Valtulina ma intanto a centrocampo si sbaglia molto, da una parte e dall’altra. La partita diventa più facile per la formazione di Esposito che può giocare più chiusa e distendersi in azioni di rimessa rispetto alla Spal che deve invece attaccare e rischiare. Dopo il primo quarto d’ora il Ravenna rallenta, la Spal cresce ma non sfrutta il possesso di palla e non crea occasioni pericolose. Al 24’ l’azione migliore dei ferraresi ma Bracaletti scatta bene sulla destra, salta un uomo, entra in area di rigore ma invece di metterla in mezzo per Rossi e Arma prova il tiro che non impensierisce Anania. Un eccesso di egoismo dell’esterno biancazzurro. Al 29’ ancora Spal grazie a una bella azione insistita di Migliorini: Bracaletti conclude direttamente sull’esterno della rete. La squadra di Dolcetti dà l’impressione di essersi ripresa e al 33’ è Valtulina a impensierire Anania con un tiro potente da fuori. L’impressione era azzeccata e non a caso un minuto più tardi Arma devia in gol un pallone perfetto di Rossi. Da segnalare che il bomber spallino riesce ad avere la meglio su tre difensori. Per lui è il secondo gol in due partite dopo l’ottimo torneo dello scorso anno. Pareggio meritato dei ferraresi che dopo aver subito lo svantaggio in contropiede non si sono demoralizzati e hanno ripreso il possesso della gara. E’ ancora Arma a sfuggire a Sciaccaluga graziato dall’arbitro che non concede il doveroso cartellino giallo. I tifosi della Spal si fanno sentire nonostante siano circa duecento quelli non fatti entrare allo stadio malgrado gli striscioni non contenessero scritte offensive, almeno questo è quello che hanno denunciato gli stessi supporter ferraresi. Il primo tempo finisce con la Spal in crescendo grazie anche all’inversione degli esterni decisa dal tecnico. Inversione che ha rivitalizzato Valtulina, decisamente in palla.
Prima di ricominciare il secondo tempo, il presidente della Spal, Cesare Butelli, va in curva per sincerarsi della situazione e provare a convincere le forze dell’ordine dell’assurdità della decisione presa. La ripresa inizia con il Ravenna che sostituisce il deludente Gerbino Polo con il più mobile Scappini. Nei primi minuti succede nulla o quasi a parte qualche spunto individuale. Tra gli altri segnaliamo una bella azione di Arma a centrocampo e una di Parker sulla destra del Ravenna. Il Ravenna sembra rianimato ma sbaglia molto e prevalgono gli errori. Al 54’ Dolcetti chiama Meloni dalla panchina e sceglie le due punte sacrificando Paolino Rossi ma la partita stenta a decollare in un primo quarto d’ora decisamente soporifero con le squadre che paiono stanche a giudicare dalle pochissime conclusioni se si esclude un violento ma impreciso tiro di Toledo al 15’. La Spal manovra maggiormente il pallone rispetto agli avversari ma è il Ravenna a rendersi pericoloso, e a sfruttare un calo degli ospiti, con Piovaccari sulla cui conclusione area Capecchi vola e mette in angolo: è il primo corner dei giallorossi.
La Spal non resta a guardare e punta sull’ottima vena di Quintavalla e sul movimento di Meloni in fase di rimessa ma senza costruire occasioni nitide a parte un tentativo spettacolare di Migliorini da fuori che finisce decismente alto. Per i romagnoli, al 69’, Cavagna sostituisce l’infortunato Packer e dall’altra parte Laurenti rileva Valtulina. Alla mezzora si fa viva e insidiosa la Spal con un ottimo cross di Quintavalla sul quale Anania anticipa di un soffio Meloni. Il Ravenna pare accusare la fatica e la Spal fa salire il baricentro anche se il risultato pare accontentare entrambe e la partita concede praticamente nulla allo spettacolo. All’85 va registrata una bella punizione di Sciaccaluga con pallone fuori di poco e vicino all’incrocio dei pali e quasi allo scadere un salvataggio di Quintavalla su Filipi. Incredibile nel recupero quando Schiavon sfrutta un errore della difesa del Ravenna ma angola troppo il rasoterra in quella che è la migliore occasione della partita. Basta così, 1 a 1, e appuntamento a domenica prossima con i biancazzurri che attendono al Mazza l’attuale e solitaria capolista, la Ternana.

LE PAGELLE DELLA SPAL

Capecchi 6.5 – Una sola parata ma importante. Incolpevole sul gol.
Ghetti 6 – Non è ancora il giocatore idolo dei tifosi ma Dolcetti fa bene a dargli fiducia.
Quintavalla 7 – Gran momento per l’esterno. Una spina nel fianco del Ravenna.
Bedin 6.5 – Solito lavoro di quantità e qualità.
Zamboni 6 – Sta ritrovando la forma migliore.
Lorenzi 6 – In crescita anche fisicamente.
Rossi 6.5 – Nell’inedita posizione va a fasi alterne ma è suo il passaggio-gol per Arma.
Migliorini 6 – Più al centro della manovra rispetto a domenica scorsa. Meglio nel primo tempo.
Arma 7 – Difende, lotta, segna. Non molla mai. L’acquisto migliore se dovesse restare.
Bracaletti 6 – Non è ancora l’esterno brillante. Si fa vedere troppo poco.
Valtulina 5.5 – Parte bene ma non è incisivo. Peccato perché può diventare importante.

(Meloni 6) – Ce la mette tutta
(Laurenti ng) – Troppo poco in campo per giudicarlo.
(Schiavon ng) – Fa il suo anche se il tempo è poco ma poteva chiudere il match.

GLI SPOGLIATOI

Aldo Dolcetti: “Volevamo migliorare e ci siamo riusciti. Giudicando la prestazione abbiamo fatto bene. Nonostante lo svantaggio siamo riusciti a recuperare. Il centrocampo bene? Sì ma non solo loro. Nel secondo tempo abbiamo sbagliato qualche ripartenza ma va bene così. Il pari ci dà slancio per crescere ancora. I tre dietro alla punta? Direi bene, hanno fatto quello che volevo. Mobilità, ricerca di palla a terra, allarme alla difesa del Ravenna ma non ci fossilizziamo solo su questo modulo. Aspettiamo la fine del mercato per concentrarci sui ragazzi che restano. L’errore di Eros? Pazienza, sarebbe stato ottimo ma il Ravenna è una squadra buona. Domenica incontriamo la prima della classe e dobbiamo cercare una vittoria attraverso una prestazione buona e convincente come oggi”.

Stefano Bena: “Risultato giusto contro una squadra ottima. Non era facile dopo lo svantaggio. Stiamo migliorando. Il gioco è maggiormente fluido anche se dobbiamo insistere. Arma ha fatto un gran gol. Sul mercato un ragazzo così bravo è decisivo è normale che abbia proposte importante. Noi siamo disposti ad accontentarlo ma non a svenderlo. Abbiamo sempre detto di no e continueremo a farlo se non soddisferanno le nostre richieste”.

Gianluca Laurenti: “In due gare abbiamo preso un eurogol e un’autorete. La squadra però ci ha provato, è stata brava. Potevamo anche vincere vista la palla capitata a Schiavon comunque il pareggio è giusto. Eros si è trovato davanti al portiere, mi ha visto masono rimasto a rimorchio perché immaginavo che dovesse tirare”.

SPAL-COSENZA 1-1

LA CRONACA DELLA PARTITA | Le Rubriche de LoSpallino.com

Spal, si può fare di più

Domenica 13 settembre 2009
PRIMA GIORNATA
di Diego Stocchi Carnevali

SPAL-COSENZA 1-1

SPAL (4-4-2)
Capecchi; Ghetti, Cabeccia, Bedin, Zamboni, Lorenzi; P. Rossi (dal 46′ Valtulina), Migliorini, Arma, Bracaletti (dal 74′ Schiavon); Bazzani (dal 64′ Meloni).
A disposizione: Ioime, Gaspari, Quintavalla, Laurenti.
All.: Dolcetti

COSENZA (3-4-3)
Pinzan; Musca, Di Bari, Porchia, Bernardi, De Rose, Roselli, Maggiolini; Caccavallo, Ceccarelli (dal 54′ Mortelliti), Danti (dal 80′ Scotto).
A disposizione: Ameltonis, Ungaro, Fabio, La Canna.
All.: Toscano

MARCATORI: al 79’ Arma, all’84 Maggiolini.
NOTE: spettatori paganti 1657 più 1858 abbonati, per un incasso di 24 mila euro circa.
Giornata tipicamente estiva, temperatura di poco inferiore ai trenta gradi, terreno in buone condizioni. Circa 200 i tifosi provenienti da Cosenza. E’ stato ricordato con la deposizione di un mazzo di fiori sotto la curva Ovest il tifoso Marco, recentemente scomparso.
Ammoniti: Migliorini per la Spal e De Rose, Roselli e Pinzan per il Cosenza.
Calci d’angolo: 5-2 per la Spal

FERRARA. Si torna a respirare l’aria del calcio che conta al “Paolo Mazza” con la neopromossa Cosenza che arriva a Ferrara con ambizioni di gloria dopo l’entusiasmante cavalcata della scorsa stagione che ha portato la squadra di Mimmo Toscano a dominare il proprio girone di Seconda Divisione. I biancoazzurri, smaltita la delusione dei playoff mancati per un nulla all‘ultima giornata, si presentano con una squadra che per gli otto undicesimi è la medesima di ottanta giorni fa, eccezion fatta per gli innesti di Bedin e Migliorini in mediana e Bazzani in attacco. Calabresi che, al contrario, hanno in De Rose, Bernardi e Danti gli unici superstiti.

Pronti via e la Spal parte con il piede giusto: fraseggio da stropicciarsi gli occhi tra Bedin-Arma-Cabeccia e conclusione finale debole di Bracaletti tra le braccia di Pinzan. Il pubblico applaude, il caldo la fa da padrone ma l’entusiasmo è a mille. Quarto minuto, stavolta è Cabeccia a imbeccare Arma sulla sinistra, peccato che il centravanti marocchino si faccia anticipare proprio all’ultimo da De Rose, uomo ovunque dei silani. Al quarto d’ora si fa vivo il Cosenza: punizione dal limite di Porchia ma il suo tiro finisce altissimo sopra la traversa. In mezzo al campo Bedin fa fuoco e fiamme, Migliorini consegna ora a Bracaletti ora al duo Bazzani-Arma palloni con il contagiri: una linea mediana davvero importante quella dei biancoazzurri. Ventunesimo minuto: Spal vicina al vantaggio. Sugli sviluppi di un’azione che si sviluppa lungo l’out di destra Bazzani vince un rimpallo prima su Musca poi su De Rose che tenta goffamente di rinviare il pallone, traversone dell’ex punta doriana in mezzo e a porta sguarnita è Porchia a metterci una pezza in corner su Arma. I ferraresi premono e il Cosenza sembra risentirne sebbene la gara non viva un secondo di stanca. Venticinquesimo: rossoblù che ci provano prima con Danti, poi con Caccavallo da venticinque metri, la palla lambisce il palo alla destra di Capecchi che si esibisce in un intervento un po’ goffo in due tempi per trattenere la botta dell’ex primavera del Lecce. Passano pochi minuti e Bracaletti (che nel frattempo si è spostato a sinistra con Rossi a fare il percorso opposto) imbecca Arma che ci prova con una girata dal limite dell’area: la palla si perde sopra la traversa. Quarantaduesimo sul cronometro e il “Mazza” grida al gol: Zamboni su angolo a botta sicura di testa, Pinzan compie un miracolo che conta almeno quanto un gol e d’istinto si salva deviando a mano aperta la palla in corner. Passano due minuti e, prima del fischio di chiusura della prima frazione è Roselli a farsi trenta metri palla al piede per arrivare indisturbato tutto solo dinanzi a Capecchi: il tiro è debole e, complice Lorenzi, la traiettoria si perde sul fondo.

La ripresa vede in campo un altro Cosenza, più vivace, convinto e sicuro che a centrocampo si trova costantemente in superiorità numerica. Maggiolini (gran partita la sua) per Danti dopo appena tre giri di lancette, palla alta. All’ottavo tocca a Capecchi salire in cattedra: Caccavallo ci riprova e stavolta mette in serio pericolo il guardiano estense che risponde con tutta l’esperienza dei diciotto campionati che ha alle spalle. Dolcetti, che nel frattempo ha inserito Valtulina per Rossi, lancia in campo anche Beppe Meloni al posto di Bazzani (buoni spunti, discreto movimento ma può migliorare eccome). E’ l’esordio assoluto tra i professionisti in campionato per il giovane sardo che va a sinistra con Valtulina che viene spostato a destra. Minuto ventitré: cavalcata di Meloni lungo la fascia sinistra, supera in corsa Musca ma all’ultimo viene anticipato dall’onnipresente Porchia. Al trentaquattresimo il gol. Cross di Valtulina, Pinzan esce e nella caduta perde il pallone: Arma è lì e da due passi infila il povero estremo difensore: Spal tutto sommato immeritatamente in vantaggio. Passano pochi minuti e le distanze sono ristabilite. E’ il trentanovesimo quando Maggiolini scaglia un siluro da venticinque metri che si infila sotto l’incrocio dei pali: un gol alla Roberto Carlos, splendido. La gara poi, complice anche il caldo, va scemando senza altre particolari emozioni, eccezion fatta per un tiro dal limite di Scotto ben controllato da Capecchi e da un “quasi” gol di Meloni imbeccato da Bedin su cui però Di Bari e Pinzan fanno buona guardia. Il risultato è giusto, la Spal può e deve crescere soprattutto, a parte l’ottimo Bedin, in mezzo al campo.

LE PAGELLE

di Diego Stocchi Carnevali

Capecchi 7 Saracinesca. Il tiro di Caccavallo a inizio ripresa è difficilissimo da parare perché la palla gli rimbalza sui guantoni proprio all’ultimo. Ma il gattone della Spal è decisivo e non si lascia sorprendere. Il gol di Maggiolini è imparabile e, forse, se ci prova altre dieci volte, non gli verrà mai più con la stessa traiettoria.

Ghetti 6 Ordinaria amministrazione, ancora un po’ indietro di condizione. C’è tempo per tornare il giocatore dell’anno scorso. Danti ha dieci anni di meno, non è un cliente del tutto simpatico ma, nonostante questo, l’esperienza lo aiuta a districarsi anche nelle situazioni più difficili.

Zamboni 6.5 Il migliore del reparto, per tempismo, riflessi e senso della posizione. Non lo scopriamo certo oggi chi è Marco Zamboni. Anche lui non è ancora al 100% e ci sta: la sua mole fisica ha bisogno di tempo per carburare. Ma già questo è un signor difensore. Chiedere a Ceccarelli che ne ha viste proprio poche oggi di palle giocabili.

Lorenzi 6 Due svarioni che potevano costare caro: il primo è a fine primo tempo quando si lascia infilzare da Roselli dandogli l’opportunità di andare a rete con una cavalcata di trenta metri solitaria (cosa ci faceva il Lore così “alto”?), il secondo è un disimpegno sulla linea di fondo pressato da Danti nella ripresa dove è Capecchi a metterci una pezza. Abbiamo conosciuto un Lorenzi migliore.

Cabeccia 6.5 Dall’anno scorso è cresciuto: aldilà degli errori di gioventù che continua a commettere (come un paio di passaggi a due metri) in personalità e in coraggio questo ragazzo ha senza dubbio fatto un salto di qualità. Splendido il suggerimento per Arma nella prima frazione, cattivo il giusto su Caccavallo che ben presto ha dovuto accentrarsi per poter godere di qualche palla giocabile visto che in fascia non si passava. Rimane una delle più belle scoperte di Bortolo Pozzi.

Rossi 5.5 Non del tutto sufficiente, una condizione tutta da trovare per lui che era al suo primo ritiro pieno dopo due anni. Ha tutte le attenuanti del caso. Si guadagna due buone punizioni ma gioca abbastanza largo e avulso dal contesto. Dolcetti se ne accorge e lo cambia a inizio ripresa.

Valtulina 6 Un tempo di sostanza e qualche buona cosa in fase di palleggio. Deve migliorare in cattiveria e crederci di più perché con il pallone tra i piedi può diventare devastante nell’uno contro uno.

Bedin 7 Il migliore. Un gladiatore. L’uomo dalle lunghe leve. Non sbaglia un tackle. Lotta, ringhia, si danna l’anima per novanta minuti. Giocatore leale, carismatico con sette polmoni alla faccia di chi dice che faceva caldo. Maurizio nostro non lo sentiva. Con Migliorini si integra perfettamente, un mix di qualità e quantità che alla lunga potrà solo giovare a questa squadra. Insuperabile.

Migliorini 6 Gioca una quantità di palloni impressionante. Quel che è peggio (per gli avversari) è che ne sbaglia pochissimi. Per certi versi ricorda Beppe Brescia ma il ragazzo sembra avere maggiore qualità. Eppure non era nella sua migliore giornata, anzi…

Bracaletti 5.5 Gioca tra le linee, da destra a sinistra e fa il diavolo a quattro: Porchia e Di Bari se ne accorgono e alla lunga prendono le distanze e non gli danno l’opportunità di entrare in area di rigore. Prende un buon numero di calci. Caro Andrea, benvenuto nel girone B. Ogni domenica sarà così. O peggio.

Arma 6 Gol a parte (chiariamoci ha il merito di essersi trovato lì), fa tantissimo movimento, si danna l’anima ma conclude zero (!) volte verso la porta e impegna altrettante volte Pinzan: d’accordo che Di Bari e Porchia sono dei cerberi ma non tutte le domeniche capiterà di segnare su errori degli avversari. Occorre più cinismo e più cattiveria pur trovandosi nel momento d’oro alla Re Mida in cui, appena tocca una palla si trasforma in gol.

Bazzani 6.5 Di stima e di fiducia. Perché se a sportellate fa una gara da dieci con Di Bari, in fatto di sostanza ha ancora tanto da fare.

Meloni 6 Esordio più che discreto. Peccato per l’azione finale in cui ha chiuso troppo, forse per la troppa fretta ma ha subito fatto vedere che con la velocità potrà mettere in difficoltà tantissimo gli avversari.

Schiavon sv

COSENZA: Pinzan 6; Musca 6, Di Bari 7, Porchia 6.5; Bernardi 6, De Rose 6.5, Roselli 6, Maggiolini 7; Caccavallo 6.5, Ceccarelli 5.5, Mortelliti 6, Danti 6, Scotto sv.

SPOGLIATOI – Il presidente Butelli applaude il pubblico e tira su il morale alla squadra: “Siamo solo all’inizio, va bene così

“Grazie come sempre ai tifosi”

di Diego Stocchi Carnevali

Presidente Butelli partiamo dalla sfida di oggi: il Cosenza è stato l’antipasto di un girone che si preannuncia difficilissimo.
“E’ stata una buona partita. Penso che la Spal abbia giocato meglio e che alla fine le occasioni migliori siano state quelle che abbiamo creato noi. Se Pinzan non faceva quell’intervento probabilmente staremmo qui a parlare di un altro incontro. Ad ogni modo va bene così. Non posso non dirmi soddisfatto della prova della squadra”.
Ogni domenica sarà una battaglia. Se le aspetta tutte così le avversarie?
“Il Cosenza è senz’altro una buona squadra, ben messa in campo, ha fatto vedere buone cose ma noi non siamo stati da meno. Una cosa che mi preme dire è che si parla tanto di squadre del sud più fisiche che tecniche mentre io ho notato che spesso si sono ben guardati dal rimanere a terra più del dovuto e hanno forse perso un po’ troppo tempo sui contrasti. Penso che anche la Spal oggi la potremmo inquadrare come una squadra del sud allora perché alla tecnica ho visto che l’allenatore è riuscito ad abbinare anche una certa cattiveria agonistica che non guasta”.
Parliamo dei nuovi. Una menzione a Migliorini va data: è difficile vedere giocatori così giovani ma già dotati di una grande personalità.
“Sono d’accordo, mi è piaciuto molto, ha fatto una bella partita e sono convinto che gara dopo gara migliorerà sempre di più. D’altronde le referenze che avevamo non erano che positive e con Bedin forma una bella coppia”.
A proposito di Bedin, gara sontuosa la sua.
“Sono il genere di giocatori da Spal e che la Spal vuole. Bedin ma poi anche Bazzani stesso, non li scopriamo certo noi e in fatto di impegno, volontà e onore per la maglia che indossano non c’è nulla da dire. Ma è un discorso più ampio questo e che coinvolge tutti i giocatori di questa rosa”.
E’ ancora agosto, tanta gente ancora in ferie ma la risposta del “Mazza” è stata senza dubbio positiva, è d’accordo?
“Oltre 3 mila persone il 23 agosto non sono poche. Ringrazio come sempre tutti, forse la tribuna non ha dato la risposta che mi aspettavo ma ho visto che tutti i settori hanno regalato una giornata di grande tifo alla squadra, un tifo che per noi è e sarà essenziale, come poi è sempre stato, per tutto il campionato difficile che ci aspetta”.
Un’ultima domanda è d’obbligo e riguarda il mercato. Tra sette giorni vedremo la stessa Spal?
“Inutile che ci giriamo attorno. Tutto ruota attorno alla cessione di Arma che, ad oggi, non è detto avvenga. Io sarei ben contento di poter tenere il giocatore ma se arriva l’offerta giusta e per giusta intendo che accontenti sia noi sia il ragazzo, la valuteremo. E’ naturale che se faremo qualcosa la faremo in questa direzione, contando di trovare una sistemazione ai calciatori in esubero e contando di trovare eventualmente un sostituto all’altezza se Rachid dovesse lasciare Ferrara”.

SPOGLIATOI. E il direttore generale avverte le squadre che vogliono il centravanti marocchino

“Arma? Magari restasse!”

-Bortolo Pozzi adesso chi vuole Rachid Arma dovrà sborsare qualche euro in più…
“Rachid ha sempre lo stesso prezzo. Tutto dipende da chi lo vuole e da quanto lo vuole. Noi siamo qui, non c’è obbligo di cedere il ragazzo, anzi, magari restasse”.
Sarà una settimana in cui la Spal sarà soprattutto impegnata con il mercato in uscita.
“Senza dubbio. Non abbiamo trattative in entrata a patto l’attaccante che ovviamente compreremo se cederemo Arma. Cercheremo di trovare una soluzione compatibile con le esigenze degli altri: per Giorgi e Agostinelli c’è qualcosa in Seconda Divisione, anche Agodirin ha mercato mentre con Gamma e Bianchi cercheremo anche qui di trovare l’epilogo che accontenti tutti”.
Veniamo alla partita. Spal discreta, Cosenza pure… tutto sommato un pari che alla fine ci sta.
“Senza dubbio, siamo entrati in campo con il piglio giusto, non abbiamo corso particolari pericoli, l’azione più nitida in assoluto l’abbiamo avuta noi sul finire del primo tempo con Zamboni. Loro hanno fatto più possesso ma alla fine non hanno concluso tante volte più di noi. Peccato per il loro eurogol, ma il pareggio alla fine ci sta tutto”.
Dei nuovi bene tutti: buon movimento di Bazzani, Bedin è già un leader e Migliorini ha una grande personalità alla faccia dei suoi vent’anni. Se l’aspettava?
“Conoscevo Migliorini, l’ho voluto fortemente alla Spal perché sono convinto delle sue doti. Dal suo piede è partito il cross da cui è nato il nostro gol ma, aldilà di questo, ha disputato una buonissima gara come Fabio e come Maurizio”.
Grande sfida anche in panchina: Dolcetti e Toscano si sono sfidati come in una partita a scacchi a colpi di cambi in corsa, l’uno per sovrastare l’altro, sempre alla ricerca di quel qualcosa in più dell’avversario finendo per annullarsi a vicenda.
“Sono perfettamente d’accordo. Sono due grandi allenatori, il nostro ci ha provato con tutte le risorse che ha fino alla fine per avere ragione del Cosenza che dalla sua conta un altrettanto bravo allenatore che ci ha sbarrato la strada in tutte le maniere. Sono due strateghi veramente bravi e non lo dico perché Dolcetti è il mio allenatore ma perché è la realtà. E vedrete che il Cosenza difficilmente si staccherà dalle prime. Noi faremo la nostra parte e anche qui vedrete che fino alla fine ne vedremo delle belle”.

SPOGLIATOI. L’analisi più severa è quella del tecnico: “Ci hanno impedito di giocare palla a terra. Il pareggio mi dispiace per i nostri tifosi”

L’ammissione di Dolcetti: “Dobbiamo migliorare”

di Alessandro Orlandin

Aldo Dolcetti si presenta in sala stampa leggermente trafelato e comprensibilmente deluso dall’esordio incerto della sua Spal.
“Raccogliamo solo un punto, frutto di una partita molto equilibrata. Il vantaggio ci aveva un po’ illusi, peccato: accettiamo con serenità il risultato e lavoreremo sodo per migliorare, partendo da una revisione completa di ciò che è successo oggi”.
L’allenatore poi si sofferma sull’andamento della gara.
“Siamo partiti un po’ timorosi e loro hanno saputo metterci in difficoltà difendendosi bene e ripartendo. Volevamo fare la partita giocando palla a terra ma ce lo hanno impedito quasi sempre, così abbiamo tentato un approccio più fisico grazie alla coppia Arma-Bazzani per poi tentare di colpirli in velocità nel finale”.
L’esito non è stato quello sperato.
“Loro si sono dimostrati veloci, organizzati e ricchi d’entusiasmo, hanno subito un gol fortunoso e trovato il pareggio su una prodezza: ripeto, è andata così e lavoreremo con grande impegno per migliorare gli aspetti che non hanno funzionato oggi”.
Il pubblico è uscito dal Mazza un tantino deluso dall’esordio.
“E’ comprensibile, anche noi tenevamo molto ad avere un impatto forte sul campionato con una prestazione notevole, invece ne abbiamo prodotta una solo accettabile. L’impegno da parte dei ragazzi comunque c’è stato e ripartiremo da qui in vista di Ravenna”.

SPOGLIATOI. Il capitano non nasconde il rammarico per il pareggio e pensa già alla prossima partita a Ravenna

Zamboni: “All’inizio siamo stati troppo timorosi”

Il primo giocatore a rompere il ghiaccio nel dopo-partita è il capitano Marco Zamboni, che lascia trasparire un pizzico di rammarico per l’andamento della gara.
“E’ stato un confronto difficile, come temevamo, e siamo partiti con un po’ troppa di paura, mentre nella ripresa abbiamo messo in campo il piglio giusto. Purtroppo non è stato sufficiente per fare i tre punti”.
Risultato giusto?
“Si, loro si sono ben comportati e hanno saputo sorprenderci nel finale: abbiamo mollato quel tanto che è bastato per farci raggiungere e siamo rammaricati di questo. Ci servirà di lezione, bisogna stare concentrati dal primo all’ultimo minuto”.
Adesso si va a Ravenna, trasferta tosta.
“Non esistono trasferte semplici, Ravenna è un campo difficile ma andiamo là determinati a fare risultato”.
I tifosi oggi vi hanno sostenuto lungo tutta la partita.
“Loro sono sempre fondamentali, siamo contenti del loro sostegno e del fatto che la campagna abbonamenti sia andata bene. A loro vorrei chiedere di starci sempre vicini, anche quando saremo in difficoltà, come d’altronde hanno fatto lo scorso anno”.

SPOGLIATOI. Il migliore in campo invita la squadra a essere più furba e lucida nella gestione del risultato

Bedin: “Dovevamo portare a casa i tre punti”

Stremato dalla lotta in campo Maurizio Bedin, uno tra i migliori dei biancazzurri di oggi.
“E’ stata una partita difficile, i nostri avversari si sono rivelati molto veloci e hanno meritato il pari. Ci servirà da lezione, siamo stati davvero poco furbi a farci sorprendere a soli cinque minuti dal nostro vantaggio, dovevamo essere più lucidi”.
A Ravenna per vincere?
“Assolutamente si, ripartiremo ancora più motivati dopo questa piccola delusione”.

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