MAURIZIO BEDIN, IL DON E’ ANCORA SPALLINO: SIAMO UNA BANDA DI GIOVANOTTI E QUALCHE CHIOCCIA CHE VUOLE STUPIRE

Maurizio incredibile ma vero, lo abbiamo scritto anche ieri nel nostro commento, sei già in forma campionato. Non succedeva da quale anno…
“Eh eh, non è mai successo, diciamolo pure e sono molto contento di essere a questo punto. Fisicamente mi sento bene, il progetto che ha questa società è stuzzicante, per me è una nuova sfida che devo assolutamente vincere, dopo l’anno scorso devo rilanciarmi anch’io, non possiamo sbagliare due volte di fila”.

Anche se non sarà affatto facile visto l’organico così ringiovanito.
“E’ vero ma non mi preoccuperei più di tanto. Sono ragazzi che hanno la testa sulle spalle, noi vecchi cerchiamo di fare la nostra parte, li ascoltiamo e quando si può e ce lo chiedono siamo i primi a dar loro qualche consiglio che serve più che altro a proteggersi e a non farsi influenzare dall’esterno. Ferrara è una piazza tranquillissima ma ha anche tanta voglia di calcio a un certo livello e devono capire che le critiche, quando arriveranno, sono figlie di una città appassionata e legata alla sua squadra e non certo perché ce l’hanno con questo o con quel giocatore”.

A proposito di pubblico, siamo ad agosto, c’erano i buskers… ma anche ieri davvero poca gente sugli spalti…
“Tocca a noi riportarli allo stadio, arriviamo da un buon filotto di risultati in Coppa, un pareggio e due vittorie, speriamo che domenica con il Pisa la gente sia curiosa di venire a vedere questa banda di giovanotti che secondo me ha tutto per fare bene”.

Salvezza nient’altro che salvezza, giusto?
“Ne parliamo a marzo, come ogni anno a fare la differenza sarà il dopo Natale: se nei primi due mesi dell’anno saremo in una posizione abbastanza tranquilla e capiremo che potremmo anche tentare qualcosa di più non ci tireremo indietro. E’ anche questo che deve essere per noi uno stimolo in più: ogni giorno ci scopriremo e capiremo i nostri limiti e le nostre carenze. Abbiamo bisogno e voglia di stupire e stupirci insieme ai nostri tifosi”.

Da quando sei a Ferrara potremmo soprannominarti come “il giocatore con la valigia”: sei sempre dato in partenza, ora ad Alessandria, ora all’Entella, mai comunque si dà per certa la tua conferma. Come mai?
“Forse non piaccio a qualcuno (ride). No, non lo so, sinceramente mi interessa poco di quello che si scrive sul mio conto, fa parte delle regole del nostro mondo essere messi in discussione quotidianamente da tutto e da tutti ma questo non deve essere per forza un problema, anzi, per me è un qualcosa che mi invoglia a dimostrare che io la merito la maglia della Spal”.

In estate come è nato il tuo rinnovo?
“A parole era già tutto fatto a fine campionato. Con il Presidente ho trovato subito l’accordo, siamo due persone per bene che si dicono le cose in faccia, io ho fatto un piccolo sacrificio economico e ho accettato di prolungare il contratto di un’altra stagione. Poi ho capito che anche al nuovo allenatore sarei potuto servire, con il direttore c’è la massima stima e fiducia e alla fine ci siamo sposati per la seconda volta e non è neanche detto sia l’ultima perché a Ferrara sto davvero bene”.

Una battuta su Marconi. Ieri il ragazzo ha dato sfoggio di numeri importanti.
“Michele è un bravo ragazzo, uno che lavora tantissimo, si impegna e vedo che ogni giorno che passa si lega sempre di più a questa maglia: hai visto ieri nell’episodio del rigore? Quando ha visto che non l’avrebbe battuto si è un po’ arrabbiato perché ha personalità da vendere e ci tiene, anche nell’occasione del palo su quel colpo di testa, ci è rimasto malissimo, lui è così, dà l’anima in campo e vuole sempre fare gol: d’altronde è un attaccante e si sa che è una razza a parte, sono degli “animali” da area di rigore e vivono solo per buttarla dentro”.

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